Concetti Chiave

  • Il termine scapigliato, utilizzato dal Seicento, descrive una persona disordinata e scapestrata, simbolo di rivolta e ricerca di libertà tra i giovani artisti del 1862.
  • La Scapigliatura è un movimento generazionale, attivo tra il 1860 e il 1880, caratterizzato dalla giovinezza dei suoi membri e influenzato dalla realtà sociale milanese.
  • La definizione di Scapigliatura come scuola è dibattuta; gli autori condividono sentimenti comuni e un progetto letterario, pur essendo molto eterogenei.
  • Gli scapigliati rifiutano le convenzioni sociali e morali, adottando comportamenti provocatori e irregolari, in opposizione al modello economico tradizionale.
  • L'ideologia degli autori scapigliati è prevalentemente socialista o anarchica, critica verso il Cristianesimo, ma cerca anche una nuova forma di religiosità che dia significato all'esistenza.

Indice

  1. Origini e significato del termine
  2. Caratteristiche del movimento
  3. Dibattito critico sulla Scapigliatura
  4. Ribellione etica e sociale
  5. Ideologia politica e religiosa

Origini e significato del termine

Il termine scapigliato connota, nel suo uso comune, già dal Seicento, una persona con i capelli scomposti e arruffati e, in senso ampio, uno scapestrato, dedito a vita disordinata e trasgressiva. Nel 1862, un anno dopo la nascita del Regno d'Italia e cinque dopo la pubblicazione dei Fiori del male di Baudelaire, il milanese Cletto Arrighi, giornalista e scrittore di romanzi d'appendice, intitola La scapigliatura e il 6 febbraio la sua opera. Di essa sono protagonisti alcuni giovani, accomunati dal desiderio di rivolta, dall'entusiasmo per l'ideale, l'arte e la poesia, dal rifiuto di un'esistenza tranquilla e dalla deliberata ricerca di una vita sregolata, da bohémien.

Caratteristiche del movimento

La Scapigliatura è un fenomeno generazionale: la compongono giovani autori fra i venti e i trentacinque anni; la giovinezza dei suoi esponenti determina anche la breve durata del movimento: dal 1860 al 1880. Gli autori scapigliati o muoiono in giovane età (spesso a seguito delle loro scelte di vita irregolari, dall'abuso di droga e alcol) o, al termine della giovinezza, abbandonano la letteratura. La nascita del fenomeno è in relazione con la specifica realtà sociale della città di Milano, anche se Cletto Arrighi afferma che la Scapigliatura ha un profilo più italiano che milanese. Milano è in questi anni la capitale economica e culturale del Paese, in cui si avvertono in anticipo le contraddizioni implicite nel nuovo assetto politico e sociale dell'Italia postunitaria e l'influenza dei grandi centri culturali europei, soprattutto della Parigi di Charles Baudelaire con il quale alcuni Scapigliati sono direttamente in contrasto.

Dibattito critico sulla Scapigliatura

Si è molto discusso, tra i critici, se la Scapigliatura si possa definire una scuola. Gli Scapigliati ritengono loro precursore e maestro uno scrittore milanese della generazione precedente, Giuseppe Rovani, autore di Cento anni, romanzo in cui un novantenne narra episodi ed eventi della vita milanese e italiana dal 1750 al 1850. L'opinione oggi prevalente è negativa, per la varietà e l'eterogeneità delle esperienze. Tuttavia, occorre sottolineare che gli Scapigliati si frequentano tra loro, vivono sentimenti comuni, perseguono un progetto letterario che presenta precise affinità e pubblicano i loro testi su propri giornali. In sostanza, sulla questione i pareri sono discordi. Gli autori della Scapigliatura, anche più disomogenei per le scelte individuali di poetica, sono comunque accomunati dalla tensione polemica. La Scapigliatura, in quanto fenomeno giovanile, si fonda, infatti, soprattutto sul ribellismo, l'allontanamento dai padri, l'opposizione ai modelli tradizionali, e si configura più come esperienza distruttiva che costruttiva, in quanto gli stessi protagonisti sono inquieti e contraddittori.

Ribellione etica e sociale

Sul piano etico e sociale, gli autori scapigliati rifiutano le concezioni morali, la grettezza spirituale, le convenzioni sociali, l'ipocrisia del ceto agiato da cui alcuni provengono e a cui contrappongono il mito di una vita autentica, libera, anche miserabile ma sincera. Di qui la scelta di comportamenti irregolari, esibiti con fierezza, anche allo scopo di scandalizzare il pubblico: l'abuso di alcol e di droghe, la sessualità libera, la frequentazione di luoghi tradizionalmente evitati. Le loro abitudini riecheggiano quelle di Baudelaire e dei "poeti maledetti" parigini. Sul piano economico, rifiutano il modello incentrato sul valore del denaro e del successo, ponendosi dalla parte degli emarginati, dei perdenti e dei malati.

Ideologia politica e religiosa

Ciò non si traduce, tuttavia, in una precisa scelta politica, anche se gli autori scapigliati professano per lo più un'ideologia socialista o anarchica; tale ideologia si caratterizza soprattutto per l'adesione a una sorta di generico umanitarismo. Sul piano politico, denunciano il fallimento dei grandi ideali del Risorgimento, quali la patria e la libertà, e l'impegno militare: molti protagonisti di opere scapigliate sono militari o ex militari in crisi di identità. Sul piano religioso, criticano il Cristianesimo, che considerano un insieme di pratiche esteriori, fredde e prive di significato, manifestando il gusto di scandalizzare con atteggiamenti blasfemi e addirittura sacrileghi. Tuttavia emerge anche l'aspirazione a ideali e a una religiosità diversa; il bisogno indistinto ma intenso di un Dio che dia significato all'esistenza e la tensione verso la purezza spesso si valgono di quello stesso immaginario cristiano, in altri momenti aggredito o deriso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del termine "scapigliato" e il suo significato?
  2. Il termine "scapigliato" risale al Seicento e indica una persona con capelli scomposti, simboleggiando uno scapestrato dedito a una vita disordinata e trasgressiva. Cletto Arrighi lo utilizza nel 1862 per descrivere un gruppo di giovani artisti e poeti milanesi in cerca di ribellione e libertà.

  3. Quali sono le caratteristiche principali del movimento della Scapigliatura?
  4. La Scapigliatura è un fenomeno generazionale che coinvolge giovani autori tra i venti e i trentacinque anni, attivo dal 1860 al 1880. Gli esponenti, spesso con scelte di vita irregolari, condividono sentimenti comuni e un progetto letterario, ma la loro eterogeneità rende difficile definirlo una scuola.

  5. In che modo gli autori scapigliati si oppongono alle convenzioni sociali?
  6. Gli autori scapigliati rifiutano le concezioni morali e le convenzioni del ceto agiato, cercando una vita autentica e libera, anche se miserabile. Scandalizzano il pubblico con comportamenti irregolari, come l'abuso di alcol e droghe, e una sessualità libera, ispirandosi ai "poeti maledetti" parigini.

  7. Qual è l'ideologia politica e religiosa degli scapigliati?
  8. Gli scapigliati tendono verso ideologie socialiste o anarchiche, denunciando il fallimento dei grandi ideali del Risorgimento. Criticano il Cristianesimo come pratiche fredde e superficiali, ma esprimono anche un desiderio di una religiosità più autentica e significativa.

  9. Qual è il dibattito critico attorno alla Scapigliatura?
  10. Il dibattito critico sulla Scapigliatura riguarda la sua definizione come scuola letteraria. Sebbene gli autori condividano esperienze e affinità, la loro varietà e disomogeneità portano a opinioni discordi, con alcuni critici che la vedono più come un'esperienza distruttiva che costruttiva.

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