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Concetti Chiave

  • Sartre è stato un intellettuale influente del 1900, noto per le sue posizioni pubbliche contro la guerra in Vietnam e il suo sostegno ai moti del maggio 1968.
  • La sua filosofia si basa sull'idea che l'io è aperto al mondo e agli altri, e che "l'esistenza precede l'essenza".
  • La libertà dell'uomo è legata alla responsabilità, generando angoscia poiché ogni individuo è responsabile di ciò che accade nel mondo.
  • Sartre distingue tra il "in sé" e il "per sé", evidenziando la coscienza come "nulla nullificante" che attribuisce significato alla realtà.
  • La sua evoluzione filosofica lo porta a connettere l'esistenzialismo con il marxismo, analizzando la dialettica storica e il concetto di alienazione nei rapporti umani.

L'influenza di Sartre nel 1900

E' uno degli intellettuali più noti del 1900: ha segnato la scena pubblica francese ed europea per molti anni non solo con il suo pensiero filosofico, ma anche con le prese di posizione pubbliche nel 1960 contro la guerra in Vietnam, rifiutando il premio Nobel per la letteratura e facendosi sostenitore dei moti del maggio del 1968. Attirò l'attenzione per la relazione con Simone De Beauvoir, importante teorica femminista con la quale ebbe una relazione aperta, con diversi scandali. Sartre dovette la sua fama alle sue opere che furono romanzi ed opere teatrali ("La nausea", " A porte chiuse", "A mani sporche").

Concetti filosofici di Sartre

Sotto il profilo filosofico, gli esordi di Sartre sono legati alla fenomenologia e al concetto, che si deve allo psicologo Franz Brentano, di intenzionalità della coscienza. Secondo Brentano, Husserl e poi Sartre, la coscienza non è mai vuota o astratta, ma è sempre orientata ad un oggetto.

Questo serve a Sartre per fondare psicologicamente uno dei concetti principali della sua filosofia, ovvero l'idea che l'io non è mai una struttura chiusa in sé (autoreferenziale), ma aperta al mondo e agli altri. L'io non esiste come qualcosa di pre-dato, ma si costituisce dal rapporto con gli altri, per cui "l'esistenza precede l'essenza" (come per Heidegger). Un altro concetto fondamentale è quello dell'immaginazione come capacità di trascendere la realtà e negare la datità (struttura immobile). L'immaginazione e la coscienza sono dette "nulla nullificante". Sartre distingue tra l'in sé e il per sé. L'in sé è il mondo nella sua datità e nella sua opacità, nel suo essere un oggetto posto di fronte all'uomo; il per sé è la coscienza, ossia il nulla nullificante: è nulla perché l'uomo è gettato sul mondo ed è fondato sul nulla ma è un nullificante nel senso che la coscienza attribuisce al mondo significati propri e ne annulla l'opacità: lo annulla e lo risignifica.

Libertà e responsabilità

Nello svolgere questa funzione l'uomo esercita la sua libertà: l'uomo è libero perché può dare significati a ciò che lo circonda, ma questa libertà, perché fondata sul nulla, è fonte di angoscia. In particolare, Sartre nel suo romanzo omonimo parla di nausea: tratta la storia di un professore di storia che avverte, di fronte all'insensatezza di ciò che lo circonda, un senso fisico di nausea. L'uomo è condannato ad essere libero ed il suo rapporto con gli altri è negativo: "l'inferno sono gli altri". Sartre analizza una condizione particolare: quando siamo osservati dagli altri proviamo vergogna perché quello sguardo ci reifica e l'altro ci attribuisce nuovi e diversi significati che non conosciamo, come facciamo noi con il mondo ("L'essere e il nulla"). La libertà per Sartre si associa alla responsabilità: l'uomo ha la responsabilità di tutto ciò che accade nel mondo perché non ha fatto nulla per impedire che accadesse. (come il marito per Kierkegaard). Dunque libertà e responsabilità sono connesse. La libertà assume una dimensione sociale e pubblica, fermo restando che per Sartre il rapporto col mondo ci mette di fronte alla sua insensatezza.

L'uomo e l'insensatezza del mondo

Come reagisce l'individuo di fronte alla consapevolezza dell'insensatezza del mondo? Cerca di farsi fondamento di se stesso, "causa sui". Con questo termine, nella metafisica tradizionale, ci si riferisce a Dio: l'uomo tenta di farsi Dio.

Questo sforzo è però impossibile perché l'uomo non può fondare su se stesso un essere che lo precede; così lo sforzo di farsi dio è destinato alla sconfitta. L'uomo è un dio mancato o una passione inutile. "L'essere e il nulla" si conclude con una frase per la quale ogni comportamento umano si rivela fallimentare e Sartre sostiene che "in fondo è la stessa cosa ubriacarsi da soli o condurre un popolo".

L'esistenzialismo e il marxismo

Negli anni della guerra, Sartre matura il convincimento che il legame tra libertà e responsabilità venga giocato in un rapporto cordiale con gli altri. Così si passa ad una filosofia dell'impegno, dell'azione per intervenire nel mondo. L'elemento di svolta è "L'esistenzialismo è un umanismo". Questa nuova fase porta Sartre ad avere un punto di contatto con il marximo: egli ritiene che l'esistenzialismo possa essere una sorta di marxismo aggiornato e vi dedica l'opera "Critica della ragione dialettica". La dialettica è uno dei concetti rivisitati di Hegel. Per Sartre la storia ha uno sviluppo dialettico ed è quindi in continuo divenire. Il soggetto della dialettica è l'uomo, ma è esposto al rischio dell'alienazione perché la dialettica costituisce forme irrigidite (pratico-inerte, in cui si congela la dinamica storica). L'uomo così può divenire da soggetto a oggetto, perché è sempre esposto alla penuria. Lo sforzo di superare la penuria (sforzo produttivo) porta l'uomo a instaurare rapporti di lavoro, nei quali è possibile che l'uomo risulti alienato, cioè espropriato della sua umanità e subordinato a coloro che si trovano in condizioni di superiorità.

Alienazione e rapporti umani

La descrizione delle forme in cui si manifesta l'alienazione conduce Sartre a distinguere due tipi di aggregazioni dei rapporti umani: la serie e il gruppo. La serie è quel tipo di aggregazione umana in cui i singoli soggetti sono accostati senza che si crei alcuna relazione: rimangono pur sempre isolati. Il gruppo è una comunione di soggetti (gruppo in fusione), in cui i singoli elementi sono compenetrati: si costituisce fra soggetti che riconoscono avere un obiettivo comune senza rapporti rigidi. Questi gruppi si formani di fronte a un pericolo oppure in caso di rivoluzione. Però la dialettica fa sì che il gruppo in fusione non resti tale indefinitamente: esso tende a riprodurre i rapporti gerarchici, di divisione di ruoli, tende a farsi istitutore, quindi anche pratico e inerte. Il compito degli individui dovrebbe essere quello di neutralizzare questa deriva e mantenere la condizione di solidarietà del gruppo in fusione; cosa che però è destinata allo scarto. Questa seconda fase della filosofia di Sartre segna la sconfitta inevitabile della dialettica storica, che finisce per alienarsi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Sartre alla filosofia del 1900?
  2. Sartre ha influenzato profondamente la filosofia del 1900, introducendo concetti come l'intenzionalità della coscienza e l'idea che "l'esistenza precede l'essenza", sottolineando la libertà e la responsabilità dell'individuo nel dare significato al mondo.

  3. Come Sartre descrive la libertà e la responsabilità dell'individuo?
  4. Sartre afferma che l'uomo è "condannato a essere libero", il che implica una responsabilità per tutto ciò che accade nel mondo, poiché ogni individuo ha il potere di attribuire significati e deve affrontare l'angoscia derivante da questa libertà.

  5. Qual è il significato dell'insensatezza del mondo secondo Sartre?
  6. Sartre sostiene che l'individuo, di fronte all'insensatezza del mondo, cerca di diventare "causa sui", ma questo tentativo è destinato al fallimento, poiché l'uomo non può fondare su se stesso un essere che lo precede.

  7. In che modo Sartre collega l'esistenzialismo al marxismo?
  8. Sartre considera l'esistenzialismo come un aggiornamento del marxismo, proponendo una filosofia dell'impegno e dell'azione, evidenziando la dialettica storica e il rischio di alienazione dell'individuo all'interno delle strutture sociali.

  9. Quali sono le due forme di aggregazione dei rapporti umani identificate da Sartre?
  10. Sartre distingue tra la "serie", dove gli individui rimangono isolati, e il "gruppo", in cui si crea una comunione di soggetti con obiettivi comuni, ma avverte che anche il gruppo tende a riprodurre gerarchie e divisioni, rischiando di alienarsi.

Domande e risposte

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