Concetti Chiave
- La facciata di S.Maria Novella, commissionata dai Rucellai, unisce elementi romanico-gotici e classici, creando un gioco cromatico attraverso materiali diversi.
- S.Sebastiano a Mantova rappresenta un punto di riferimento per il Rinascimento, con una struttura a croce greca che combina un corpo cubico e portico in stile classico.
- La facciata di S.Sebastiano presenta lesene di ordine gigante e richiama l'estetica del tempio etrusco, evidenziando l'innovazione architettonica del periodo.
- S.Andrea a Mantova è caratterizzata da una fusione tra tempio e arco trionfale, con una navata unica e cappelle laterali, progettata per ottimizzare l'illuminazione interna.
- La facciata di S.Andrea, inscrivibile in un quadrato, segue un preciso modulo metrico, mostrando l'influenza di Alberti anche se alcuni elementi furono completati in epoche successive.
Qual è la facciata di S.Maria Novella?
S.Maria Novella: (facciata) venne commissionata dai Rucellai e doveva completare la facciata. La chiesa era romanico-gotica e viene associata a quella di S. Miniato al Monte. Il portale è di ispirazione classica e inquadrato da semicolonne. Nella fascia inferiore pose una serie di archetti a tutto sesto a conclusione delle lesene. Il livello superiore, scandito da un secondo ordine di lesene, sorregge un timpano triangolare con ai lati, due doppie volute. Crea un gioco cromatico con materiali di diverso colore.
L'architettura di S.Sebastiano a Mantova
S.Sebastiano a Mantova: divenne un fondamento per le riflessioni rinascimentali sugli edifici a croce greca. E' diviso in due piani, uno interrato, con tre bracci absidati attorno ad un corpo cubico con volta a crociera; il braccio anteriore è preceduto da un portico, oggi con cinque aperture. La parte superiore della facciata, spartita da lesene di ordine gigante, è originale del progetto albertiano e ricorda un'elaborazione del tempio classico. I due scaloni di collegamento che permettono l'accesso al portico non fanno parte del progetto originario, ma furono aggiunte posteriori. E' una reinterpretazione del tempio etrusco di Vitruvio.
La fusione architettonica di S.Andrea
S.Andrea a Mantova: E' una fusione tra tempio e arco trionfale a un solo fornice e internamente si ispira alla Basilica di Massenzio. Su commissione dei Gonzaga. La chiesa è a croce latina, con navata unica e coperta a botte con lacunari, con cappelle laterali a base rettangolare, inquadrate negli ingressi da un arco a tutto sesto, inquadrato da un lesene architravate. In facciata l'alta apertura centrale è affiancata da setti murari, con archetti sovrapposti tra lesene corinzie sopra i due portali laterali. Il tutto, coronato da un timpano triangolare a cui si sovrappone un nuovo arco. Questa soluzione permetteva anche l'illuminazione della navata. La facciata è inscrivibile in un quadrato e tutte le misure si conformano ad un preciso modulo metrico. La tribuna e la cupola (comunque prevista da Alberti) vennero completate nei secoli successivi, secondo un disegno estraneo all'Alberti.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della facciata di S.Maria Novella nel contesto architettonico fiorentino?
- In che modo S.Sebastiano a Mantova ha influenzato l'architettura rinascimentale?
- Quali elementi caratterizzano la fusione architettonica di S.Andrea a Mantova?
La facciata di S.Maria Novella, commissionata dai Rucellai, rappresenta un completamento della chiesa romanico-gotica e si distingue per il suo portale classico e il gioco cromatico dei materiali, evidenziando l'influenza di S.Miniato al Monte.
S.Sebastiano a Mantova è considerato un fondamento per le riflessioni rinascimentali sugli edifici a croce greca, con la sua struttura a due piani e l'originalità del progetto albertiano che richiama il tempio classico, nonostante alcune aggiunte posteriori.
S.Andrea a Mantova combina elementi di tempio e arco trionfale, con una navata unica e cappelle laterali, e presenta una facciata inscrivibile in un quadrato, evidenziando un preciso modulo metrico e un'illuminazione strategica della navata.