Concetti Chiave
- Il sacramento dell'Ordine rappresenta l'inserimento in una categoria di persone dedicate al governo spirituale del popolo di Dio.
- L'ordinazione è un atto sacro attraverso il quale Cristo chiama e consacra le persone al ministero apostolico.
- L'imposizione delle mani da parte del vescovo è il segno visibile che accompagna il rito di ordinazione.
- I riti di ordinazione comprendono diverse cerimonie e simboli che rappresentano l'assunzione di responsabilità nel servizio ecclesiale.
- Il sacramento dell'Ordine è suddiviso in tre gradi: episcopato, presbiterato e diaconato, ognuno con specifiche funzioni e responsabilità.
Il sacramento dell'Ordine
sacramento del ministero apostolico. Comporta tre gradi: l’episcopato, il presbiterato, il diaconato>> (CCC, 1536).
Con la parola Ordine – secondo un’antica interpretazione – si indica l’inserimento in una particolare categoria di persone preposte al governo di un popolo.
L’ordinazione è l’atto religioso o sacro (detto, perciò, anche consacrazione) mediante il quale Cristo separa o > alcune persone del ministero apostolico (episcopale, sacerdotale o diaconale) in seno al popolo di Dio.
L’imposizione delle mani da parte del vescovo, con la preghiera di consacrazione, è il segno visibile dell’ordinazione.
Riti di Ordinazione
Riti di ordinazione
rito essenziale del sacramento dell’Ordine è costituito, per i tre gradi, dall’imposizione delle mani, da parte del vescovo, sul capo dell’ordinando, come pure dalla specifica preghiera consacratoria che domanda a Dio l’effusione dello Spirito Santo e dei suoi doni, adatti al ministero per il quale il candidato viene ordinato.
Accompagnano la celebrazione alcuni riti annessi.
Così, nel rito latino, i riti di introduzione – la presentazione e l’elezione dell’ordinando, l’omelia del vescovo, l’interrogazione dell’ordinando, le litanie dei santi – attestano che la scelta del candidato è stata fatta in conformità alla prassi della Chiesa e preparano l’atto solenne della consacrazione.
A questa fanno seguito altri riti che esprimono e completano in maniera simbolica il mistero che si è compiuto: per il vescovo e il presbitero l’unzione del sacro crisma, segno dell’unzione speciale dello Spirito Santo che rende fecondo il loro ministero; la consegna del libro dei Vangeli, dell’anello, della mitra e del pastorale al vescovo, come segno della sua missione apostolica di annunziare la Parola di Dio, della sua fedeltà alla Chiesa, sposa di Cristo, del suo compito di pastore del gregge del Signore; la consegna, al sacerdote, della patena e del calice, “l’offerta del popolo santo”, che egli è chiamato a presentare Dio; la consegna del libro dei Vangeli al diacono, che ha ricevuto la missione di annunziare il Vangelo di Cristo>> (CCC, 1573-1574).