La nascita della Rus' di Kiev

A nord dell’Impero bizantino, nello spazio tra il Mar Nero e il Mar Baltico, si era venuto a formare, tra il IX e il X secolo, un principato che aveva il suo centro nella città di Kiev, lungo il fiume Dnepr.

Era la Rus’ di Kiev, che si estendeva ai territori oggi corrispondenti alla Bielorussia, alla metà settentrionale dell’Ucraina e alle regioni centrali e nord-occidentali della Russia europea.

La via fluviale che dal Baltico arriva al Mar Nero, e che ha nel Dnepr la sua arteria principale, costituiva l’asse attorno al quale venne a coagularsi alla fine del IX secolo un arcipelago di tribù semiautonome che riconoscevano l’autorità dei principi di Kiev, appartenenti alla dinastia dei Rjurikovicˇi, che prendeva il proprio nome da un leggendario capostipite Rjurik.

L'espansione vichinga e la dinastia Rjurikovicˇi

Le tribù erano composte in gran parte da slavi orientali, ma non mancavano anche comunità finniche. Su quelle regioni si proiettava inoltre l’espansione dei vichinghi provenienti dalla Scandinavia. La dinastia guerriera dei Rjurikovicˇi, infatti, era di origine scandinava.

Il legame con Bisanzio

Il legame con Bisanzio Al termine di un complesso gioco geopolitico, che vide i principi di Kiev combattere guerre contro i bizantini e alcuni popoli nomadi di lingua turca della steppa, la Rus’ compì la scelta di optare per un orientamento commerciale, geopolitico e culturale rivolto verso Costantinopoli. Artefice di questa opzione fu il principe Vladimir (972-1015), il quale approfittò di una congiuntura difficile per Costantinopoli: l’imperatore Basilio II era bisognoso di aiuti militari per fronteggiare allo stesso tempo la guerra con i bulgari nei Balcani e una insidiosa sedizione interna. L’imperatore diede in sposa la sorella Anna Porfirogenita a Vladimir, il quale inviò a sostegno di Basilio II i suoi soldati, che risultarono militarmente decisivi.

Il matrimonio con una principessa imperiale costituiva un indubitabile rafforzamento del principato, che si legava così a una grande potenza euroasiatica, ago della bilancia di non pochi equilibri vitali per la collocazione geopolitica della Rus’. La scelta di Vladimir fu un successo rilevante anche per l’Impero bizantino, che legò a sé il principato di Kiev e uno spazio geopolitico importante.

La conversione al cristianesimo ortodosso

La conversione al cristianesimo ortodoso Nel 988, anno in cui fu portato a termine l’accordo tra Basilio II e Vladimir, si realizzò un passaggio fondamentale che avrebbe segnato profondamente la storia della Rus’. Infatti all’alleanza matrimoniale con Costantinopoli fu associata, quale condizione necessaria, l’adesione del principe e del suo popolo al cristianesimo bizantino.

La fede cristiana dei bizantini era conosciuta tra gli slavi orientali anche prima, tuttavia con il battesimo di Vladimir fu compiuta la scelta che determinò l’orientamento religioso e culturale non solo del principato ma del mondo slavo-orientale, il quale da allora entrò nell’alveo culturale bizantino e si distinse per l’appartenenza al cristianesimo ortodosso.

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