Concetti Chiave
- Roma non fu distrutta dai barbari, ma subì saccheggi rapidi e mirati, con i barbari che portarono via solo beni trasportabili.
- La popolazione di Roma passò da un milione e mezzo di abitanti durante l'Impero a soli 17.000 nel 1300, a causa di trasferimenti e invasioni.
- Le spoliazioni trasformarono Roma in una grande miniera, con Costantino e successivi papi che trasferirono opere d'arte a Costantinopoli.
- Durante il Rinascimento, le famiglie nobili demolirono edifici antichi per costruire le loro dimore, contribuendo ulteriormente alla rovina della città.
- Il Foro Romano, noto come Campo Vaccino fino al XVIII secolo, rimase sepolto sotto terra e vegetazione, nascondendo i resti dell'antica gloria.
La distruzione di Roma
Di solito si afferma che Roma fu distrutta dai barbari e nell’immaginario collettivo sono i presenti i barbari che distruggono i templi o smantellano gli d edifici pubblici o le ricche case romane. In realtà i fatti son o andati diversamente. Giunti a Roma, i Barbari hanno saccheggiato e portato via solo tutto quanto era possibile asportare: statue, mobili, arredi, argenteria, porte di bronzo o tegole dorate di certi edifici. Non avevano il tempo per abbattere sistematicamente i solidi edifici anche perché le varie occupazioni subite da Roma nel tempo sono state brevi: i Goti vi sono rimasti due giorni, i Vandali due settimane. In realtà, i veri distruttori di Roma sono stati gli stessi Romani.
Il declino della popolazione romana
Dopo i saccheggi, la città si spopolò lentamente; infatti se durante l’Impero, Roma contava circa un milione e mezzo di abitanti, nel 1300 ne contava appena 17.000. Significativo fu il trasferimento della capitale a Nicomedia con Diocleziano e a Costantinopoli con Costantino: un gran numero di cittadini, la cui vita economica dipendeva dalla corte, insieme alle proprie famiglie si trasferì nella nuova capitale. A questo successero le invasioni: Roma era ancora una città ricca, ma indifesa per cui i Romani più previdenti preferirono trasferirsi in località meno prestigiose, ma più sicure. Per questo motivo la popolazione diminuì ancora di più. In seguito si ebbero epidemie, inondazioni, carestie e lotte politiche intestine. La maggior parte delle case rimasero disabitate e destinate alla rovina mentre le strade per mancanza di manutenzione diventarono impraticabili. I pochi cittadini rimasti si riunirono in un solo quartiere, il Vaticano mentre il resto della città rimase completamente deserto ed abbandonato.
Le spoliazioni e il Rinascimento
A tutto questo si aggiunsero le spoliazioini che trasformarono Roma in un’immensa città miniera a cielo aperto. Il primo a darne l’esempio fu l’imperatore Costantino stesso che trasferì da Roma a Costantinopoli tutto quanto era trasportabile: statue, portali, fregi marmorei, rosoni di bronzo. Nei secoli seguenti il suo esempio fu seguito dai papi, dai mercanti d’arte e dai principi. Le più vaste demolizioni di edifici antichi vennero operate durante il Rinascimento: Roma era allora in piena rinascita edilizia e le ricche famiglie non si facevano scrupolo di demolire templi, terme od archi antichi per costruire le loro sontuose dimore. È in questo periodo che furono gravemente mutilati il Colosseo, le Terme di Caracalla o il Circo Massimo. Interi colonnati furono demoliti e ricostruiti altrove, generalmente attorno alle nuove basiliche cristiane. Inoltre, le pietre non utilizzate furono trasformate in calcina. È rimasta celebre il detto “Quod non fecerunt Barbari, fecerunt Barberini”: ciò che non fecero i Barbari fu fatto dalla famiglia principesca dei Barberini a cui apparteneva papa Urbano VIII, salito sul trono pontificio nel 1623.
La sorte del Foro Romano
La sorte del Foro Romano fu singolare. Fino alla fine del XVIII secolo, con nome di Campo Vaccino si designava l’ex Foro Romano: il naturale accumularsi della terra, la vegetazione infestante e la massa di ruderi in rovina avevano quasi del tutto sepolto i pochi resti ancora rimasti in piedi.
Domande da interrogazione
- Qual è la verità sulla distruzione di Roma da parte dei barbari?
- Come si è evoluta la popolazione di Roma nel tempo?
- Qual è stato l'impatto delle spoliazioni sulla città di Roma?
- In che modo il Rinascimento ha influito sull'architettura di Roma?
- Qual è stata la sorte del Foro Romano nel corso dei secoli?
Contrariamente all'immaginario collettivo, i barbari non distrussero sistematicamente Roma, ma saccheggiarono solo ciò che era asportabile, come statue e arredi, poiché le loro occupazioni furono brevi (i Goti due giorni, i Vandali due settimane).
La popolazione di Roma è diminuita drasticamente, passando da circa un milione e mezzo di abitanti durante l'Impero a soli 17.000 nel 1300, a causa di trasferimenti, invasioni, epidemie e carestie.
Le spoliazioni trasformarono Roma in una "città miniera a cielo aperto", con l'imperatore Costantino e successivamente papi e mercanti che portarono via statue e materiali, contribuendo alla demolizione di edifici antichi durante il Rinascimento.
Durante il Rinascimento, molte strutture antiche furono demolite per costruire nuove dimore, con famiglie nobili che non esitarono a mutilare monumenti come il Colosseo e le Terme di Caracalla, trasformando le pietre in calcina.
Fino alla fine del XVIII secolo, il Foro Romano, noto come Campo Vaccino, era quasi completamente sepolto dalla vegetazione e dai ruderi, a causa dell'accumulo di terra e della mancanza di manutenzione.