Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La volontà generale è sempre retta e tende all'utilità pubblica, ma il popolo può essere ingannato, apparendo a volte come se volesse ciò che è male.
  • Esiste una netta distinzione tra la volontà generale, che mira all'interesse comune, e la somma delle volontà particolari, che riflette interessi privati.
  • Il legislatore deve avere un'intelligenza superiore per formulare leggi che considerino le passioni umane senza esserne influenzato.
  • Rousseau sottolinea che per il legislatore è fondamentale ricorrere a un'autorità superiore per persuadere il popolo senza usare la forza o il ragionamento diretto.
  • Il compito del legislatore è di informare lo spirito sociale, affinché il popolo possa apprezzare i fondamentali principi della politica sin dall'inizio.

Qual è la volontà generale secondo Rousseau?

Il titolo che Rousseau dà al terzo capitolo è Se la volontà generale possa sbagliare e, prima di arrivare al capitolo 7 del secondo libro, interamente dedicato a questa figura, in mezzo avviene un passaggio significativo: «Da quanto si è detto deriva che la volontà generale è sempre retta e tende sempre all’utilità pubblica; ma non ne deriva che le deliberazioni del popolo abbiano sempre la stessa rettitudine. Si vuole sempre il proprio bene, ma non sempre lo si scorge. Mai si corrompe il popolo, ma spesso lo si inganna ed è soltanto allora che sembra volere ciò che è male.

Differenza tra volontà generale e popolo

C’è spesso molta differenza tra la volontà di tutti e la volontà generale; questa mira unicamente all’interesse comune, l’altra all’interesse privato e non è che una somma di volontà particolari; ma se si toglie da queste stesse volontà il più e il meno che si eliminano reciprocamente, resta, come somma delle differenze, la volontà generale. […] È dunque importante, perché si abbia chiaramente l’enunciazione della volontà generale, che non ci siano società parziali nello Stato e che ogni Cittadino dia il proprio parere pensando solo con la sua testa Se ci sono delle società parziali, bisogna moltiplicarne il numero ed evitare in anticipo la disuguaglianza tra di esse, come fecero Solone, Numa, Servio (ovvero gli antichi legislatori)».

Il ruolo del legislatore

La figura del legislatore sembra qui usata come divaricatore per creare una distanza tra i due soggetti che in precedenza aveva accomunato, cioè volontà generale e popolo. È come se si accorgesse che quanto ha in precedenza affermato può divenire problematico.

Riflessioni sui limiti del sovrano

Inizia una riflessione che passa a trattare, nel quarto capitolo, I limiti del sovrano, Il diritto di vita e di morte nel quinto, La legge nel sesto e Il legislatore nel settimo.

Il legislatore ideale secondo Rousseau

Il legislatore è la figura che, secondo Rousseau, nasce da questo tipo di considerazione: «Per scoprire le migliori regole della società che convengono alle Nazioni sarebbe necessaria un’intelligenza superiore, che capisse tutte le passioni umane senza provarne alcuna, che non avesse alcun rapporto con la nostra natura pur conoscendola a fondo, la cui felicità fosse indipendente da noi e che tuttavia volesse occuparsi della nostra; che potesse infine, preparandosi una gloria lontana nello svolgersi dei tempi, lavorare in un secolo e godere in un altro. Occorrerebbero degli Dei per dare leggi agli uomini».

Il compito del legislatore

Comincia poi di nuovo a parlare degli antichi legislatori. Che cosa fa un legislatore? «Perché un popolo allo stato nascente fosse in grado di apprezzare i sani principi della politica e seguire le regole fondamentali della ragion di Stato bisognerebbe che l’effetto potesse diventare la causa, cioè che lo spirito sociale, il quale deve essere il prodotto delle istituzioni, le informasse fin dall’inizio e che gli uomini fossero, prima di ricevere leggi, ciò che debbono diventare per opera di queste. Così dunque, poiché il Legislatore non può usare né la forza né il ragionamento, è necessario per lui ricorrere a un’autorità di altro genere, che possa trascinare senza violenza e persuadere senza convincere. Ecco la ragione per cui in ogni tempo i fondatori delle nazioni furono costretti a ricorrere all’intervento del cielo e ad ascrivere agli Dei la propria saggezza».

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra volontà generale e volontà del popolo secondo Rousseau?
  2. La volontà generale mira all'interesse comune, mentre la volontà del popolo è una somma di interessi privati. È fondamentale che ogni cittadino esprima il proprio parere pensando solo con la propria testa per giungere a una vera volontà generale.

  3. Qual è il ruolo del legislatore nella concezione di Rousseau?
  4. Il legislatore ha il compito di creare una distanza tra la volontà generale e il popolo, scoprendo le migliori regole per la società. Rousseau sottolinea che un legislatore ideale dovrebbe possedere un'intelligenza superiore e una comprensione profonda delle passioni umane.

  5. Come Rousseau descrive il legislatore ideale?
  6. Rousseau descrive il legislatore ideale come un'entità con intelligenza superiore, capace di comprendere la natura umana senza esserne influenzata, e che lavora per il bene della società, cercando gloria nel lungo termine.

  7. Quali sono i limiti del sovrano secondo Rousseau?
  8. Rousseau riflette sui limiti del sovrano, evidenziando che il diritto di vita e di morte e la legge devono essere considerati con attenzione, suggerendo che il sovrano non ha un potere illimitato.

  9. Qual è il compito principale del legislatore secondo Rousseau?
  10. Il compito del legislatore è quello di formare lo spirito sociale del popolo attraverso le istituzioni, in modo che gli uomini diventino ciò che devono essere grazie alle leggi, utilizzando un'autorità che persuada senza violenza.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community