Concetti Chiave
- I personaggi nella letteratura rappresentano esseri umani, ma in epoche passate potevano avere un ruolo allegorico o di personificazione, come evidenziato nella narrativa tardo medievale.
- La distinzione tra "individui" e "tipi" è fondamentale: gli individui sono complessi e si evolvono, mentre i tipi sono personaggi secondari senza sviluppo significativo.
- Le descrizioni fisiche dei personaggi variano da dettagliate a sommarie, mentre l'interiorità esplora i tratti psicologici e gli stati d'animo, spesso lasciati all'inferenza del lettore.
- I personaggi interagiscono tra loro assumendo ruoli specifici come protagonista e antagonista, creando un sistema narrativo coeso e dinamico.
- I modelli socio-culturali influenzano la rappresentazione dei personaggi, favorendo figure come il cavaliere cortese nel medioevo o l’eroe romantico nel XIX secolo.
Rappresentazione dei personaggi nella letteratura
Tramite i personaggi di un romanzo o di un racconto qualsiasi, lo scrittore vuole rappresentare gli uomini; nella letteratura dell’Antichità o in quella medievale lo scopo era diverso in quanto i personaggi rivestivano un ruolo allegorico o di personificazione di animali, fatto frequente nella narrativa della fine del XV secolo.
Di solito, lo scrittore attribuisce loro un’identità anagrafica, una connotazione fisica, una certa psicologica e tutta una serie di stati d’animo, come se fossero esseri viventi e reali.
Individui e tipi nella narrativa
Fra i personaggi dobbiamo distinguere gli individui e i tipi.
Gli “individui” sono coloro che hanno una personalità ben spiccata e che magari, nel corso della narrazione, si evolvono. Un esempio ci è dato da Orlando, ne L’Orlando furioso e da Andreuccio da Perugia, il protagonista dell’omonima novella del Boccaccio che all’inizio è piuttosto rozzo ed ingenio, ma alla fine si fa più avveduto. All’inizio, Orlando è innamorato, poi diventa pazzo ed infine egli recupera la ragione fino a comportarsi da valoroso soldato. La letteratura è ricca di “individui”; basti pensare alla Principessa di Clèves, di Madame de Lafayette e a tutti i protagonisti dei romanzi dell’Ottocento, soprattutto francesi e a I Promessi Sposi.
I “tipi” sono personaggi che nell’economia del romanzo hanno poca rilevanza; essi sono costruiti con pochi tratti descrittivi, con un ruolo secondario e che nel corso della narrazione non subiscono alcuna evoluzione. Un esempio di tale tipologia ci è fornito dalla figura del sarto ne I promessi Sposi.
I critici definiscono anche gli “individui” come “personaggi a tutto tondo”, mentre i “tipi” sono “personaggi piatti”.
Descrizioni fisiche e interiorità
Alcuni racconti ci presentano descrizioni fisiche molto dettagliate (per esempio il personaggi de La Comédie humaine di Balzac), altri solo assai sommarie o addirittura inesistenti. Un posto a parte, occupano le descrizioni dell’interiorità: conoscenza totale dei loro tratti psicologici, stati d’animo transitori o motivazioni che li spingono a tenere un certo comportamento piuttosto che un altro. In certi casi, le rappresentazioni degli stati d’animo sono molto sommarie per cui il lettore è invitato a fare inferenze. In questo senso, la narrativa ottocentesca e quella antica e medioevali si collocano agli estremi opposti. Un caso significativo ci è dato dalla letteratura naturalistica e verista: entrambe, spesso prediligono la focalizzazione esterna ed il procedere per indizi.
Ruoli e modelli socio-culturali
Nel corso del romanzo i personaggi possono tessere una serie di rapporti fra di loro, assumendo anche dei ruoli specifici. Si hanno, allora, il protagonista, l’antagonista, gli aiutanti di entrambi, costituendo così, nell’insieme, il sistema dei personaggi.
Da aggiungere ogni periodo storico tende a privilegiare alcuni personaggi piuttosto che altri, secondo il modello di comportamento elaborato dalla società del tempo, chiamato modello socio-culturale. Infatti, se nella letteratura medioevale troviamo, a seconda dei casi, il cavaliere cortese, il santo, il peccatore o il mercante astuto, in quella ottocentesca incontriamo sempre o l’eroe romantico o il “borghese” proprio perché il XIX secolo, soprattutto nella seconda parte, segna il trionfo della borghesia.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra "individui" e "tipi" nella narrativa?
- Come vengono rappresentate le descrizioni fisiche e interiori dei personaggi nella letteratura?
- Qual è il ruolo dei modelli socio-culturali nella rappresentazione dei personaggi?
- In che modo i personaggi interagiscono tra loro all'interno di un romanzo?
Gli "individui" sono personaggi con una personalità ben definita e che si evolvono nel corso della narrazione, mentre i "tipi" sono personaggi secondari, con pochi tratti descrittivi e senza evoluzione, definiti anche "personaggi piatti".
Le descrizioni fisiche possono variare da dettagliate a sommarie, mentre le rappresentazioni dell'interiorità possono essere molto approfondite o, al contrario, sommarie, invitando il lettore a fare inferenze sui tratti psicologici e stati d'animo dei personaggi.
I modelli socio-culturali influenzano quali personaggi vengono privilegiati in un dato periodo storico, come il cavaliere cortese nella letteratura medievale o l'eroe romantico e il "borghese" nel XIX secolo, riflettendo i comportamenti e valori della società del tempo.
I personaggi tessono rapporti tra di loro assumendo ruoli specifici, come protagonista, antagonista e aiutanti, creando un sistema complesso che arricchisce la narrazione e le dinamiche della storia.