Concetti Chiave
- La domus romana era caratterizzata da poche aperture esterne, con una parete completamente chiusa per isolarsi dalla confusione urbana.
- Il fulcro della domus era l'atrium, dotato di focolare, armadio e forziere, spesso accompagnato da un altarino con la statua della divinità familiare.
- Il compluvium e l'impluvium erano due elementi architettonici fondamentali per la raccolta dell'acqua piovana nella domus.
- La maggior parte della popolazione abitava nelle insulae, edifici in condominio con stanze in affitto, caratterizzati da cortili interni e un alto rischio di incendi e crolli.
- Le insulae, come quella raffigurata dalla terracotta di Diana, avevano tipicamente 4 piani, con latrine e cortili centrali condivisi.
Struttura della domus romana
La costruzione più comune era la domus la quale aveva poche aperture verso l’esterno infatti una parete era completamente senza aperture per isolare la casa dalla confusione della città. La porta principale portava al vestibulum che conduceva alla fauces ossia un corridoio che portava alla atrium nel quale c’era il focolare per i banchetti invernali, i telai, l’armadio e il forziere (per mostrare le proprie ricchezze) molte volte era anche presente un altarino con la statua della divinità della famiglia; esso aveva il tetto aperto infatti esso era inclinato verso l’interno per far confluire la pioggia ed era detto compluvium sotto il quale si trovava l’impluvium ossia una vasca per la raccolta dell’acqua piovane. Successivamente si arrivava al tablinium ossia la zona per i pranzi estivi, al di là del quale poteva esserci o un giardino interno o una zona porticata detta peristilio, entrambi erano destinati al passeggio oppure potevano esserci le terme.
Vita nelle insulae
La maggior parte della popolazione viveva in edifici in condominio con piccole stanze in affitto. Esse erano dette insulae avevano piccoli cortili interni comuni e molte volte superavano gli 8 piani di altezza ed erano costruite l’una vicino all’altra affinché avessero un muro in comune. Al piano terra erano presenti botteghe e negozi. La loro costruzione molte volte portava a incendi e crolli.
Caratteristiche delle insulae
Chiamata così data una terracotta raffigurante Diana, essa aveva circa 4 piani ed era fatta interamente di mattoni. In essa erano comuni la latrina e un cortile centrale dal quale si aprivano tanti ambienti.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali caratteristiche della domus romana?
- Come era organizzata la vita nelle insulae?
- Quali erano le caratteristiche strutturali delle insulae?
La domus romana era caratterizzata da poche aperture verso l'esterno per isolarsi dalla confusione cittadina. Al suo interno, presentava un atrium con un focolare, telai, armadi e un forziere, oltre a un compluvium e un impluvium per la raccolta dell'acqua piovana.
Nelle insulae, la maggior parte della popolazione viveva in piccole stanze in affitto, con cortili interni comuni e negozi al piano terra. Questi edifici, spesso alti più di otto piani, erano costruiti vicini e presentavano rischi di incendi e crolli.
Le insulae, come quella raffigurata da una terracotta di Diana, avevano circa quattro piani e erano costruite interamente in mattoni. Erano dotate di un cortile centrale e di latrine, con diversi ambienti che si aprivano su di esso.