L’influenza etrusca
A Roma all’epoca dei Tarquini l’influenza dell’avanzata civiltà etrusca si estende agli ambiti più diversi dall’ingegneria all’architettura fino alla politica e alla religione. Di origine etrusca sono l’arco romano e lo schema di sviluppo urbanistico; etrusche sono poi la pratica augurale (la tecnica di previsione del futuro applicata già da Romolo per la fondazione di Roma) e l’aruspicina (la divinazione attraverso la lettura del fegato delle vittime sacrificali) prassi di ambito religioso dalle quali dipendevano diverse scelte di ordine politico. Etrusche sono poi alcune delle più significative opere pubbliche della prima metà del VI secolo: il drenaggio della valle tra Palatino e Campidoglio che ospitava il Foro; la costruzione della Cloaca Maxima la fogna monumentale; la decorazione del tempio di Giove Capitolino a opera di artisti provenienti da Veio.
La cultura greca a Roma: una presenza antica
Successivamente in età tardo-monarchica e primo-repubblicana gli Etruschi che da tempo intrattenevano rapporti stretti con la Grecia e la Magna Grecia non si limitarono a influenzare la cultura di Roma in prima persona ma funsero anche da tramite per una rapida assimilazione di elementi greci presso i Romani. Da quel momento la Grecia diventerà una presenza costante nella civiltà romana: attraverso il patrimonio di conoscenze saperi arti e tecniche perfezionato dai Greci Roma imparerà a leggere la propria storia e a elaborare la propria identità culturale.
Il pantheon romano e la sua matrice greca
Risale a una fase antichissima l’introduzione di divinità e riti religiosi greci che giunsero a Roma attraverso la mediazione etrusca o direttamente importati dalle colonie della Magna Grecia con cui la fiorente monarchia dei Tarquini aveva rapporti commerciali: Ercole Vesta Giunone (nomi latini di Eracle Estia Era) e Apollo sono le primissime divinità che entrano nel pantheon romano sovrapponendo i loro miti a quelli indigeni del substrato latino. Nel 509 a.C. fu consacrato il tempio capitolino (ovvero collocato sul colle Campidoglio) di Giove (Zeus) Giunone (Era) e Minerva (Atena): vi si custodivano i Libri Sibillini la raccolta di oracoli che Tarquinio il Superbo aveva portato a Roma dalla colonia greca di Cuma dove aveva sede la Sibilla che da va le sue profezie oracolari dall’interno di una grotta. In base alle indicazioni dei Libri Sibillini molte altre divinità greche entrarono a far parte del pantheon romano ellenizzandolo.
Filosofie e lusso dalla Magna Grecia
Nella seconda metà del IV secolo l’intensificarsi dei contatti con le colonie greche durante le guerre sannitiche portò all’introduzione di nuovi fermenti culturali. Dalle città greche della Campania si diffuse a Roma l’orfismo un culto religioso che preparava i suoi iniziati alla vita ultraterrena; da Taranto giunse invece il pitagorismo che teorizzava la trasmigrazione delle anime dopo la morte da un corpo all’altro. Tra il IV e il III secolo si propagò anche l’uso dei metalli preziosi: dopo l’occupazione di Turi e Crotone città allora particolarmente opulente i Romani cominciarono a trasgredire le leges sumptuariae («leggi sui consumi») che limitavano l’uso del vasellame d’oro e d’argento. Si diffusero inoltre la moda delle raffinate vesti di seta e l’impiego dei cavalli nei giochi del circo. L’aristocrazia romana acquistò così gusti sempre più raffinati allontanandosi gradualmente dalle origini prettamente rurali della civiltà latina. Tuttavia a questa altezza cronologica la civiltà romana anche ai livelli sociali più alti restò diffidente nei confronti delle lettere un’attività considerata indegna per un nobile romano e che per questo rimarrà ancora a lungo appannaggio esclusivo di liberti greci e stranieri.Domande da interrogazione
- Quali sono stati i principali contributi degli Etruschi alla civiltà romana?
- In che modo la cultura greca è stata assimilata dai Romani?
- Come si è formato il pantheon romano e quali influenze greche ha subito?
- Quali influenze culturali e filosofiche sono giunte a Roma dalla Magna Grecia?
Gli Etruschi hanno influenzato Roma in vari ambiti, tra cui l'ingegneria, l'architettura e la religione. Hanno introdotto l'arco romano, lo sviluppo urbanistico, e pratiche religiose come l'augurale e l'aruspicina. Inoltre, hanno realizzato opere pubbliche significative come la Cloaca Maxima e la decorazione del tempio di Giove Capitolino.
Gli Etruschi hanno facilitato l'assimilazione della cultura greca a Roma, fungendo da tramite. Attraverso il patrimonio greco di conoscenze e tecniche, Roma ha imparato a leggere la propria storia e a sviluppare la propria identità culturale, integrando elementi greci nella propria civiltà.
Il pantheon romano si è formato attraverso l'introduzione di divinità e riti greci, mediati dagli Etruschi o importati direttamente dalla Magna Grecia. Divinità come Ercole, Vesta, Giunone e Apollo sono state integrate, sovrapponendo i loro miti a quelli latini. I Libri Sibillini hanno ulteriormente ellenizzato il pantheon romano.
Dalla Magna Grecia sono giunti a Roma l'orfismo e il pitagorismo, che hanno introdotto nuovi fermenti culturali e religiosi. L'orfismo preparava alla vita ultraterrena, mentre il pitagorismo teorizzava la trasmigrazione delle anime. Queste filosofie hanno arricchito il panorama culturale romano.