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Concetti Chiave

  • Il Senato nominava un magistrato presidente della commissione elettorale, responsabile della registrazione dei candidati e della verifica dei requisiti legali.
  • I candidati, facilmente riconoscibili grazie alla toga candida, svolgevano campagna elettorale nei luoghi pubblici con l'aiuto di schiavi e sostenitori per la propaganda.
  • Esistevano tre tipi di comizi a Roma: curiati, centuriati e tributi, ciascuno con ruoli distintivi nell'elezione di magistrati di diverso rango.
  • Il voto avveniva in recinti di legno o muratura, con gli elettori che esprimevano la preferenza su una tavoletta; gli eletti venivano proclamati in una cerimonia solenne.
  • I magistrati eletti entravano in carica il primo gennaio successivo alla proclamazione, segnando l'inizio del loro mandato ufficiale.

Preparativi per le elezioni

Quando si avvicinava il periodo delle elezioni, che di solito si tenevano nel mese di luglio, il Senato nominava un magistrato con la funzione di presidente della commissione elettorale. Chi desiderava candidarsi alle varie magistrature dichiarava la propria intenzione (= professio) a tale magistrato che provvedeva ad iscriverlo in apposite liste dopo aver controllato che esso fosse in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge. Quindi il Senato, almeno un mese prima, rendeva nota la data dei comizi elettorali dopo che gli àuguri, tratti gli auspici avevano individuato il giorno più fausto.

Campagna elettorale e propaganda

Si apriva allora campagna elettorale. In questa fase, i candidati avevano l’obbligo di indossare una toga candida da cui è derivato il termine “candidato” e per questo era molto facile riconoscerli. I candidati, per farsi propaganda ed illustrare la bontà del proprio programma, frequentavano assiduamente i luoghi pubblici come il Fòro, proprio come succede oggi. In questi giri di propaganda, il candidato era accompagnato da un “nomenclator”, cioè da uno schiavo molto intelligente e fisionomista che aveva il compito di ricordargli il nome delle persone che aveva incontrato. Nelle tornate elettorali, esso era anche aiutato da altre persone – schiavi, amici, clienti – che facevano propaganda sia verbale che scritte, tramite volantini od iscrizioni varie direttamente sui muri.

Tipi di comizi e loro funzioni

Arrivato il giorno prescelto, iniziavano i comizi. Tale termine deriva da com + ire, cioè andare insieme). A Roma esistevano tre tipi di comizi: i comizi curiati, i comizi centuriati ed i comizi tributi. I comizi curiati in latino “comitia curiata”) erano composti dai soli patrizi divisi in trenta curie; col tempo essi persero importanza e il loro ruolo diventò solo quello di ratificare le scelte operate dagli altri due comizi. I Comizi centuriati (in latino “Comitia centuriata”) erano le assemblee dei cittadini divisi a seconda della ricchezza posseduta (= il censo); le 193 centurie in , cui erano divise, comprendevano soprattutto aristocratici e cavalieri ed avevano il compito di eleggere i magistrati più importanti, cioè i pretori, i censori e i consoli. Erano le assemblea di tutti i cittadini (I Comizi tributi (in latino “Comitia tributa”), inizialmente dei soli plebei, divisi in 35 tribù. Eleggevano i magistrati minori, cioè i questori, gli edili ed i tribuni della plebe. Ogni Comizio aveva il proprio luogo per riunirsi: sul Campidoglio i Comizi curiati, nel Campo Marzio i Comizui centuriati i Comizi centuriati e nel Fòro i comizi tributi.

Procedura di voto e proclamazione

In occasione delle elezioni venivano eretti dei recinti di legno entro i quali si riunivano gli elettori per votare divisi per centurie o tribù. Con Cesare tali recinti furono costruiti in muratura, chiamati “Saepta Iulia”. Al momento dell’ingresso, ad ogni elettore veniva consegnata una tavoletta (=tabella) su cui veniva scritta la preferenza. Ovviamente, risultavano eletti coloro che avevano riportato il maggior numero di voti. A conclusione della giornata elettorale, il presidente dell’assemblea elettorale provvedeva a proclamare solennemente gli eletti con la cerimonia della “renuntiatio”. Tuttavia i magistrati designati entravano in carica col primo gennaio successivo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del magistrato nominato dal Senato durante le elezioni?
  2. Il magistrato nominato dal Senato funge da presidente della commissione elettorale e si occupa di iscrivere i candidati nelle liste dopo aver verificato che soddisfino i requisiti di legge.

  3. Come si svolge la campagna elettorale per i candidati?
  4. Durante la campagna elettorale, i candidati indossano una toga candida e si recano nei luoghi pubblici per farsi conoscere, accompagnati da uno "nomenclator" e supportati da schiavi e amici per la propaganda.

  5. Quali sono i tre tipi di comizi esistenti a Roma e le loro funzioni?
  6. A Roma esistono i comizi curiati, centuriati e tributi; i curiati ratificano le decisioni degli altri due, i centuriati eleggono magistrati importanti, mentre i tributi eleggono magistrati minori.

  7. Come avviene la procedura di voto durante le elezioni?
  8. Gli elettori si riuniscono in recinti di legno o muratura, ricevono una tavoletta per esprimere la preferenza e, al termine della giornata, il presidente proclama gli eletti con la cerimonia della "renuntiatio".

  9. Quando entrano in carica i magistrati eletti?
  10. I magistrati designati entrano in carica il primo gennaio dell'anno successivo alle elezioni, dopo la proclamazione ufficiale.

Domande e risposte

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