Concetti Chiave
- Il calendario romano arcaico, istituito da Romolo, era composto da 10 mesi, con marzo come mese iniziale dedicato a Marte.
- Numa Pompilio introdusse gennaio e febbraio per allineare il calendario con le stagioni, dando un significato rituale a questi mesi.
- Giulio Cesare riformò il calendario nel 46 a.C., stabilendo un anno di 365 giorni e 6 ore, con l'aggiunta di un giorno ogni quattro anni.
- I mesi Quintilis e Sextilis furono rinominati Iulius e Augustus in onore di Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, modificando la nomenclatura del calendario.
- Il calendario giuliano, ancora in uso in gran parte del mondo occidentale, ha subito solo piccole modifiche con l'introduzione del calendario gregoriano nel 1582.
Quali sono le origini del calendario romano?
Le fonti narrano che il calendario romano arcaico fosse stata istituto da Romolo stesso, che suddivise l'anno in 10 mesi 30 e 31 giorni. Inizio dell'anno era considerato marzo (Martius), mese consacrati a Marte, dio della guerra, poiché segnava, dopo la pausa invernale, la ripresa delle attività militari. Seguiva aprile (Aprilis), mese legato al concetto di "apertura", di rinascita della natura e di fertilità.
Poi maggio (Maius), dedicato alla dea Maia, e giugno (Iunius), in onore di Giunone. I mesi successivi prendevano il nome dalla loro numerazione progressiva: Quintilis, Sextilis, September, October, November, December.
Riforma di Numa Pompilio
Tuttavia l'anno così suddiviso non coincideva con il ciclo delle stagioni; per ovviare a questo inconveniente venne effettuata una prima riforma, attribuita a Numa Pompilio, che introdusse i mesi di gennaio (Ianuaris), consacrato al dio Giano, che, raffigurato con due volti tra loro opposti, guardava allo stesso tempo verso il vecchio e verso il nuovo anno, e febbraio (Februarius), connesso a rituali di purificazione (februare - "purificare").
Riforma di Giulio Cesare
Tale calendario di basava sulle fasi della luna, ed era dunque più breve di circa dieci giorni rispetto all'anno solare: per correggere questa sfasatura erano stati introdotti i periodi intercalari: 22 o 23 giorni inseriti ogni due anni. Questo metodo empirico aveva generato all'epoca di Cesare, a causa di errori di calcolo sommatisi nel tempo, una differenza di cura tre mesi tra anno civile e anno astronomico, tanto che le feste religiose non coincidevano più con le stagioni in cui dovevano essere celebrate. Creare nel 46 a.C. m decise di risolvere definitivamente il problema con una nuova riforma del calendario.
A questo scopo formò una commissione di astronomi e matematici, i quali stabilirono che la durata dell'anno era di 365 giorni e 6 ore . L'anno venne suddiviso in 12 mesi e l'inizio venne fissato al 1 gennaio. La maggiore novità fu l'aggiunta di un giorno ogni quattro anni, per compensare il ritardo di 6 ore accumulato ogni anno. Questo giorno veniva collocato dopo il 24 febbraio e prendeva il nome di dies bis sextus ante kalendas Martius (cioè "giorno per la seconda volta sesto prima delle calende di marzo"), da cui deriva l'espressione "anno bisestile".
Eredità del calendario giuliano
In seguito poi i mesi di Quintilis e Sextilis cambiarono il loro nome rispettivamente in Iulius e Augustus (da cui derivano i nostri luglio e agosto), in onore di Giulio Cesare e di Ottaviano Augusto. Il calendario giuliano, come è stato chiamato in onore di Giulio Cesare, unificò il calcolo del tempo in tutta l'area geografica dominata da Roma. Esso è sostanzialmente ancora in vigore in gran parte del mondo occidentale, perché il calendario gregoriano (dal nome di papa Gregorio XIII), che subentrò nel 1582, vi apportò soltanto alcune piccole modifiche.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del calendario romano arcaico?
- Quali modifiche apportò Numa Pompilio al calendario romano?
- Come risolse Giulio Cesare il problema della sfasatura del calendario?
- Qual è l'eredità del calendario giuliano?
Il calendario romano arcaico fu istituito da Romolo, suddividendo l'anno in 10 mesi di 30 e 31 giorni, con marzo come mese iniziale, dedicato a Marte, dio della guerra.
Numa Pompilio introdusse i mesi di gennaio e febbraio per allineare l'anno con le stagioni, con gennaio consacrato al dio Giano e febbraio legato a rituali di purificazione.
Giulio Cesare riformò il calendario nel 46 a.C., stabilendo un anno di 365 giorni e 6 ore, introducendo un giorno extra ogni quattro anni, creando così l'anno bisestile.
Il calendario giuliano, che unificò il calcolo del tempo nell'area romana, ha influenzato il calendario attuale, essendo ancora in uso in gran parte del mondo occidentale, con solo piccole modifiche apportate dal calendario gregoriano.