Concetti Chiave
- Le origini dell'arte romana sono tardive, risalendo agli ultimi secoli della repubblica e all'inizio dell'Impero, in ritardo rispetto all'arte greca ed etrusca.
- I Romani, impegnati nelle conquiste, tendevano a considerare l'arte come superflua, come dimostrato dalla distruzione di edifici artistici e dall'atteggiamento di figure culturali come Cicerone.
- La conquista della Grecia portò a significative spoliazioni di opere d'arte, contribuendo a un'integrazione tra l'arte classica e l'arte popolare, dando vita a un'arte romana distintiva.
- L'ammirazione per la cultura greca era diffusa, con molti Romani che studiavano ad Atene e circoli colti che parlavano greco, evidenziando l'importanza della cultura ellenica.
- L'arte romana svolgeva una funzione sociale e politica cruciale, utilizzata come strumento di propaganda per esaltare la grandezza di Roma e riflettere il suo eclettismo culturale.
Quali sono le origini dell'arte romana?
I primi reperti artistici romani risalgono soltanto agli ultimi secoli della repubblica, se non al sorgere e all’affermarsi dell’Impero. Pertanto, in questo campo, la civiltà romana ha conosciuto un notevole ritardo rispetto a quella greca e d etrusca che invece, hanno trovato nella produzione artistica un’espressione della loro società.
Critiche e influenze culturali
Alcuni critici sostengono che i Romani erano troppo presi nelle loro guerre di conquista per occuparsi delle opere d’arte; essi volevano apparire forti, pratici, esenti da ogni raffinatezza e definivano i Greci folli perché si occupavano di questioni filosofiche e artistiche. Addirittura, Tito Livio ci dice che nel II secolo a.C., fu fatto distruggere un teatro perché ritenuto un edificio inutile e nocivo per i costumi. Lo stesso Cicerone, che sappiamo essere molto colto, fingeva di non intendersi di arte e ne parlava soltanto se costretto in una sua causa giudiziaria. Bisogna anche aggiungere che la riva destra del Tevere era chiamata litus Tuscus e per molti anni la città stessa fu in mano agli Etruschi. D’altra parte, i Romani non costituivano una nazione come lo erano i Greci e gli Etruschi che aveva una propria identità ben definita. Essi abitavano una sola città, inizialmente piccola e povera, ed è solo col passar dei secoli che essa conobbe l’espansione. Gli storici hanno anche affermato che la produzione artistica a Roma ha cominciato ad esistere soltanto quando i Romani sono entrati a contatto con le popolazioni greche dell’Italia meridionale e fintanto che nel 146 a.C., essi non hanno conquistato la Grecia. Questa tesi era già sostenuta da Virgilio. A tal proposito dobbiamo ricordare la celebre frase di Orazio “Graecia capta ferum victorem coepit” (= la Grecia conquistata conquistò il fiero vincitore).
Conquista e spoliazioni
Sappiamo anche che la vittoria sulla Grecia ebbe come conseguenza delle spoliazioni molto importanti e il trasferimento di opere d’arte a Roma come trofeo. Plutarco racconta che le più belle opere d’arte di Siracusa, vinta nel 212 a.C., furono portate a Roma da Marcello per far parete del trionfo. Dobbiamo ricordare, però, che accanto ad un’arte romana ufficiale classicheggiante e sostenuta dalla classe politica e colta, esisteva anche un’arte popolare di antiche origini repubblicane che interesserà tutta la storia dell’Urbe per sfociare nell’arte medioevale. Soltanto quando si arriverà ad una fusione tra queste due correnti, si avrà un’arte romana vera e propria, il cui valore artistico, tuttavia, non può essere in alcun modo paragonata a quello dell’arte greca.
Ammirazione per la cultura greca
L’ammirazione per la cultura e per la civiltà greca era grandissima: in alcuni circoli colti si parlava greco, i figli delle famiglie più in vista ed agiate venivano mandati a studiare ad Atene. La maggioranza del popolo parlava latino di cui esisteva una versione colta ed ufficiale ed una parlata popolare, da cui deriveranno le lingue neolatine.
Funzione sociale dell'arte romana
Tutti questi elementi spiegano il ritardo della nascita dell’arte romana ed anche il suo eclettismo ed il suo oscillare fra tendenze locali, di origine etrusco-italica e tendenze classicheggianti di origine ellenica e ellenistica.
L’elemento fondamentale che contraddistingue l’arte romana è comunque la sua funzione sociale e politica. L’opera d’arte è oggetto di politica, si fa propaganda, esalta la “virtus”, la tenacia e la grandezza di Roma
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini dell'arte romana e come si confrontano con quelle greca ed etrusca?
- Quali critiche sono state mosse all'arte romana e come influenzarono la sua produzione?
- In che modo la conquista della Grecia ha influenzato l'arte romana?
- Qual è il ruolo della cultura greca nell'arte romana?
- Qual è la funzione sociale e politica dell'arte romana?
Le origini dell'arte romana risalgono agli ultimi secoli della repubblica e all'affermarsi dell'Impero, mostrando un notevole ritardo rispetto alle civiltà greca ed etrusca, che avevano già sviluppato una produzione artistica significativa come espressione della loro società.
Alcuni critici sostenevano che i Romani fossero troppo impegnati nelle guerre per dedicarsi all'arte, considerandola superflua. Tito Livio e Cicerone evidenziano questa mancanza di interesse, con Cicerone che fingeva di non comprendere l'arte, mentre la città di Roma, inizialmente piccola e povera, non aveva una propria identità artistica definita.
La vittoria sulla Grecia portò a importanti spoliazioni e al trasferimento di opere d'arte a Roma, utilizzate come trofei. Tuttavia, accanto a un'arte ufficiale classicheggiante, esisteva anche un'arte popolare di origini repubblicane, che si fusero nel tempo per dare vita a un'arte romana autentica, sebbene di valore artistico inferiore rispetto a quella greca.
L'ammirazione per la cultura greca era enorme, con molti Romani che studiavano il greco e mandavano i propri figli ad Atene. Questo ha portato a una fusione di elementi greci e latini, contribuendo all'eclettismo dell'arte romana.
L'arte romana ha una funzione sociale e politica fondamentale, servendo come strumento di propaganda per esaltare la virtus, la tenacia e la grandezza di Roma, riflettendo così il suo ruolo nella società e nella politica dell'epoca.