Concetti Chiave
- Al momento dell'elezione di Paolo III, la popolazione di Roma era aumentata a circa 75.000 abitanti, dopo aver subito un forte calo a causa del Sacco di Roma.
- La composizione della popolazione romana includeva nobiltà baronale, nobiltà minore e plebe, con una significativa presenza di forestieri, spesso legati ai papi regnanti.
- Nel 1526, gli abitanti di Roma erano 55.053, con una notevole concentrazione lungo la riva sinistra del Tevere e una densità molto più alta nei rioni fluviali.
- I rioni di Roma, originariamente tredici, presentavano un carattere altomedievale, con una distribuzione disomogenea delle abitazioni e presenza di palazzi fortezza delle famiglie nobili.
- La città era un centro vivace, non solo per curiali e ecclesiastici, ma anche per letterati, artisti e artigiani che contribuivano alla sua crescita culturale.
Roma al tempo di Paolo III
Per farsi un'idea di Roma al momento dell'elezione di Paolo 117 é utile prendere in considerazione il censimento clementino del 1526 e tenere conto del fatto che le devastazioni del Sacco non avevano inciso profondamente sul tessuto edilizio, le cui ferite erano andate via via rimarginandosi negli ultimi anni del pontificato di Clemente VII , ma soprattutto sulla consistenza della popolazione che alla partenza della dimezzata armata imperiale era ridotta circa a 32.000 abitanti per poi gradualmente risalire verso la fine del pontificato di Paolo III a 75.000.
Composizione della popolazione romana
Per quanto riguarda la composizione della popolazione, la cui entità variava in funzione degli avvenimenti e anche della politica di un papa, non si deve dimenticare che essa comprendeva una parte di indigeni e una parte di forestieri e che la seconda era fluttuante e a volte numericamente superiore alla prima. La cittadinanza romana era costituita da tre ceti: quello della nobiltà baronale che aveva giurisdizione nei feudi del contado ma che in Roma manteneva il domicilio, la nobiltà minore, che in gran parte curava l'amministrazione della città, e la plebe dalla quale emergevano le corporazioni. Generalmente i forestieri erano connazionali del papa regnante o di potenti cardinali. Al seguito dei papi spagnoli si calcola che fossero giunti a Roma almeno 10.000 catalani e al seguito dei papi medicei almeno altrettanti toscani.
Non si trattava soltanto di curiali o di aspiranti a uffici ecclesiastici e amministrativi ma anche di letterati, di artisti e di artigiani che alla città diedero il loro prezioso contributo.
Distribuzione e densità della popolazione
Dallo studio del minuzioso censimento ripartito per rioni si ricava che nel 1526 gli abitanti erano 55.053 distribuiti in 9235 case, dei quali la metà era concentrata in una fascia lungo la riva sinistra del Tevere su una superficie pari a un decimo di quella inclusa dalle mura Aureliane, circa un quinto sulla riva destra del fiume e il resto nelle altre zone. La densità dei rioni «fluviali», 24 abitanti per ettaro, era più che decupla rispetto a quella dei rioni «montani».
Rioni e urbanistica di Roma
I rioni erano originariamente tredici: nell'ordine, Monti, Trevi, Colonna, Campo Marzo poi Marzio, Ponte, Parione, Regola o Arenula, Sant'Eustachio, Pigna, Campitelli, Sant' Angelo, Ripa, Trastevere. Poi fu aggiunto Borgo. Questi dati ci presentano il volto di una città sperequata che, malgrado i precedenti interventi urbanistici conservava il carattere altomedievale di quando si era riversata nell'ansa tiberina abbandonando le zone collinari non più servite dagli acquedotti antichi. Dalla distesa delle casette unifamiliari di due o tre piani emergevano i palazzi fortezza delle più ricche e potenti famiglie, individuabili dal numero di «bocche» della servitù, e tra le famiglie cardinalizie spiccavano, in ordine decrescente dalle 360 alle 100 «bocche»: i Farnese, i Cesarini, gli Armellini, i Mattei, i Tomacelli, i Massimi, i de' Villis, i Mezzatosti.
Domande da interrogazione
- Qual era la popolazione di Roma al tempo di Paolo III e come si è evoluta?
- Quali erano i principali gruppi sociali che componevano la popolazione romana?
- Come era distribuita la popolazione di Roma nel 1526?
- Quali erano i rioni di Roma e come si presentava l'urbanistica della città?
Alla partenza della dimezzata armata imperiale, la popolazione di Roma era ridotta a circa 32.000 abitanti, ma gradualmente risalì a 75.000 verso la fine del pontificato di Paolo III, come indicato nel censimento clementino del 1526.
La cittadinanza romana era composta da tre ceti: la nobiltà baronale, la nobiltà minore e la plebe, con una significativa presenza di forestieri, spesso connazionali dei papi regnanti o dei potenti cardinali, come catalani e toscani.
Nel 1526, gli abitanti di Roma erano 55.053, distribuiti in 9.235 case, con la metà concentrata lungo la riva sinistra del Tevere e una densità di 24 abitanti per ettaro nei rioni fluviali, molto superiore a quella dei rioni montani.
Roma era originariamente suddivisa in tredici rioni, tra cui Monti, Trevi e Trastevere, con un carattere altomedievale e una sperequazione urbanistica, dove palazzi fortezza delle famiglie nobili emergevano tra le casette unifamiliari.