Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'ammissione di ignoranza è una caratteristica chiave della scienza, che permette una continua apertura verso nuove conoscenze.
  • Il concetto di progresso emerge nelle filosofie solo intorno al '600, nonostante il Cristianesimo avesse introdotto una visione lineare del tempo necessaria per il progresso.
  • Platone affronta il dilemma se la sua città ideale sia un modello astratto o un progetto realizzabile, cercando riscontri nella sapienza degli Egizi.
  • La concezione ciclica del tempo indica che, se una città ideale non è mai stata realizzata, rimarrà un'idea astratta, evidenziando una mancanza di progresso nel pensiero antico.
  • Il pensiero antico accetta il fato e la necessità come garanzia contro l'annientamento, ammettendo solo un progresso interno limitato al ciclo della degenerazione e ripetizione.

L'ammissione di ignoranza nella scienza?

Una delle caratteristiche fondamentali della scienza è l’ammissione di ignoranza, che implica l’apertura verso una conoscenza progressiva mai apparsa nelle epoche precedenti.

Il progresso nella filosofia antica

Esaminando l’idea di progresso all’interno delle concezioni filosofiche ci si rende conto che essa emerge soltanto intorno al ‘600, mentre fino ad allora è assente; questo sebbene il Cristianesimo avesse portato una concezione lineare del tempo, concezione che, contrariamente a quella ciclica, è condizione necessaria affinché ci sia progresso.

La città ideale di Platone

Uno dei problemi maggiori nel progetto della città ideale teorizzata nella Repubblica da Platone era quello di stabilire se essa fosse un modello astratto o un progetto realizzabile; per risolvere il problema Platone fa appello alla antica sapienza degli Egizi, chiedendogli se nel passato si era mai realizzata una struttura politica analoga a quella delineata nella Repubblica: a memoria degli antichi sacerdoti viene ribadito che prima dell’ultimo diluvio si era realizzata la città ideale delineata da Platone.

La concezione ciclica del tempo

S’indaga nel passato perché se in un ciclo essa già era stata realizzata, allora si realizzerà di nuovo, ma se non era mai stata realizzata allora il modello resterà completamente astratto, irrealizzabile in qualsiasi momento: questo dimostra la mancanza dell’idea di progresso nella mente di Platone e in tutta l’antichità. La gabbia del ciclo è costruita con le intelaiature del fato, della necessità, che domina in tutto il pensiero antico: gli antichi accettano il fato, la legge, perché è la garanzia più solida contro il rischio dell’annientamento totale. L’unico progresso ammesso era quello interno, cioè inteso come fase ascendente del ciclo, a cui segue una degenerazione e quindi una ripetizione dello stesso percorso: Aristotele credeva di essere l’ultimo nella parte più sviluppata del ciclo e che dopo di lui non ci poteva essere nient’altro che la degradazione.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'ammissione di ignoranza nella scienza?
  2. L'ammissione di ignoranza è fondamentale nella scienza, poiché implica un'apertura verso una conoscenza progressiva che non era mai stata raggiunta in epoche precedenti.

  3. Quando emerge l'idea di progresso nella filosofia e quale concezione del tempo la sostiene?
  4. L'idea di progresso emerge solo intorno al '600, nonostante il Cristianesimo avesse introdotto una concezione lineare del tempo, necessaria per il progresso, contrariamente alla concezione ciclica.

  5. Qual è la questione centrale riguardo alla città ideale di Platone?
  6. La questione centrale è se la città ideale descritta da Platone nella Repubblica sia un modello astratto o un progetto realizzabile, con Platone che si rivolge agli antichi sacerdoti egizi per cercare conferme storiche sulla sua realizzazione.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community