Concetti Chiave
- Il rifiuto della guerra in Russia si univa alle richieste di possesso della terra da parte dei contadini e alla crescente radicalizzazione politica degli operai.
- Il Partito socialdemocratico si divise in menscevichi, favorevoli a riforme moderate, e bolscevichi, che volevano una dittatura del proletariato attraverso un'alleanza tra operai e contadini.
- Con l'abdicazione dello zar Nicola II, si formò un governo provvisorio che includeva cadetti, social-rivoluzionari e menscevichi, mentre i soviet cominciarono a esercitare un potere alternativo.
- Lenin, al suo ritorno in Russia, promosse le "tesi di aprile", chiedendo che tutto il potere fosse trasferito ai soviet, portando a un periodo di instabilità tra Duma e soviet.
- Dopo il colpo di stato di ottobre, i bolscevichi abolirono la proprietà terriera e firmarono un trattato umiliante, instaurando una dittatura del proletariato con severe repressioni del dissenso.
Indice
Rivoluzione e divisioni politiche
In Russia il rifiuto della guerra, che richiedeva un esercito di 12 milioni di soldati e un apparato statale che non era però all’altezza, si coniugava con la rivendicazione del possesso della terra da parte dei contadini e una radicalizzazione politica negli operai. Il Partito socialdemocratico inoltre si era diviso ufficialmente ancora nel 1912 in:
menscevichi, più moderati, volevano debellare il feudalesimo e l’assolutismo zarista e creare istituzioni parlamentari democratiche in grado di avviare lo sviluppo economico del paese
bolscevichi, radicali, credevano necessaria un'alleanza di classe tra operai e contadini che sarebbe stata in grado portare a una dittatura del proletariato
Così alla fine del febbraio 1917 cominciarono dei moti di protesta che costrinsero lo zar Nicola II ad abdicare.
Governo provvisorio e soviet
Si formò un governo provvisorio composto da:
i cadetti, democratici-liberali appoggiati dalla borghesia
i social-rivoluzionari, sostenevano le rivendicazioni dei contadini
i menscevichi
A Pietrogrado, nacque per la prima volta un soviet, un organismo di autogoverno che esercitava un potere in grado di condizionare l’attività del governo provvisorio. I soviet si diffusero e si divisero:
i soviet nelle campagne seguivano una linea social-rivoluzionaria e sostenevano il governo provvisorio
i soviet di città e industrie seguivano i bolscevichi ed erano quindi contro il governo provvisorio
Ascesa dei bolscevichi
Inizialmente i soviet si resero disponibili a collaborare con il governo provvisorio. Ma quando il leader bolscevico Lenin, esiliato in Svizzera, torna nel Paese si presentarono le condizioni necessarie per cui il Partito rivoluzionario potesse vincere .
Lenin divulgò le “tesi di aprile” in cui chiedeva, tra le altre cose, che tutto il potere venisse lasciato nelle mani dei soviet.
Cominciò un periodo di instabilità che vedeva schierata da una parte la Duma e dall’altra i soviet. La maggioranza dei partiti borghesi e il governo provvisorio volevano continuare la guerra mentre i soviet volevano la pace e una riforma agraria.
Colpo di stato e decreti
Alla fine di ottobre i bolscevichi mettono in atto un colpo di stato militare al Palazzo d’Inverno sede del governo e prendono il potere. A capo del governo c’era Lenin. Subito dopo furono approvati due decreti:
fu abolita la proprietà terriera
fu firmata una pace umiliante con cui la Russia perde molti territori il 3 marzo 1918 (trattato di Brest-Litovsk)
Successivamente Lenin fissò una data per le elezioni dell’Assemblea Costituente.
Al contrario delle aspettative, i bolscevichi ottennero solo il 25% dei voti, i più votati erano invece i socialisti rivoluzionari. Lenin rifiutando il verdetto delle elezioni, sciolse l’Assemblea costituente e instaura una dittatura del proletariato che prese poi le forme di una dittatura militare.
fu ripristinata la pena di morte
fu istituita la Ceka, la polizia politica che doveva reprimere il dissenso
furono introdotti campi di lavoro e di deportazione
furono dichiarati fuori legge gli altri partiti politici
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali divisioni all'interno del Partito socialdemocratico russo nel 1912?
- Quali furono le principali forze politiche nel governo provvisorio dopo l'abdicazione dello zar Nicola II?
- Quali furono le conseguenze del ritorno di Lenin in Russia nel 1917?
- Quali misure furono adottate dai bolscevichi dopo aver preso il potere nel 1917?
Il Partito socialdemocratico si divise in menscevichi, che erano più moderati e volevano una transizione democratica, e bolscevichi, che erano radicali e credevano in un'alleanza tra operai e contadini per instaurare una dittatura del proletariato.
Il governo provvisorio era composto da cadetti, social-rivoluzionari e menscevichi, con i cadetti che rappresentavano i democratici-liberali e i social-rivoluzionari che sostenevano le rivendicazioni contadine.
Il ritorno di Lenin portò alla diffusione delle "tesi di aprile", che chiedevano il trasferimento del potere ai soviet, e contribuì a un periodo di instabilità politica che culminò nel colpo di stato bolscevico di ottobre.
Dopo il colpo di stato, i bolscevichi abolirono la proprietà terriera, firmarono un trattato di pace umiliante e instaurarono una dittatura del proletariato, introducendo misure repressive come la pena di morte e la creazione della Ceka per reprimere il dissenso.