Concetti Chiave
- La successione di Giacomo I segnò la fine della dinastia Tudor e l'inizio di un accentramento monarchico che non riuscì a soddisfare né i cattolici né i puritani.
- Carlo I, successore di Giacomo I, tentò un governo assolutista, sciogliendo il parlamento e ignorando la Petition of Right, provocando un forte malcontento popolare.
- La guerra civile inglese si sviluppò tra i cavalieri, sostenitori della monarchia, e le teste rotonde, favorevoli al parlamento, culminando con la sconfitta di Carlo I.
- Oliver Cromwell emerse come leader decisivo, abolendo la monarchia e instaurando il Commonwealth, mentre represse le fazioni dissidenti all'interno del suo schieramento.
- In Francia, le Fronde furono una risposta all'eccessiva pressione fiscale, ma si disgregarono per mancanza di un piano coeso contro il potere regio, portando a una restaurazione del controllo da parte di Mazzarino.
La successione di Giacomo I
Alla morte di Elisabetta I la dinastia Tudor si estinse e salì al trono Giacomo I Stuart figlio di Maria Stuart, re di Scozia. Egli propose un programma di accentramento monarchico, basato sulla riaffermazione della chiesa anglicana, sulla tassazione. Sul piano della politica estera egli fu incapace al contrario di Elisabetta di giostrare tra le due potenzi di Francia e Spagna e le scontentò entrambe; egli non riuscì a creare una solida struttura burocratica e militare. I cattolici che avevano sperato di trovare in lui, figlio della cattolica M. Stuart, il campione della riscossa rimasero delusi e tentarono di assassinarlo. I puritani non accettarono il rilancio della chiesa anglicana: ciò comportò la ripresa delle persecuzioni religiose che causò un flusso migratorio di pellegrini verso le americhe. Inoltre Giacomo I si trovò più volte in contrasto con il parlamento, per richieste di nuove tasse, e più volte non la convocò o ne fece arrestare gli esponenti più alti.
Il progetto di Carlo I
Il Progetto assolutistico di Carlo I: Carlo I di Stuart, successore di Giacomo I, sciolse il parlamento dal 1625 al 1626, costretto a riconvocarlo nel ’28 per farsi approvare dei finanziamenti, dovette accettare una Petition of right (petizione dei diritti) che condannava l’oppressività del monarca e della chiesa anglicana e l’uso di trattenere i cittadini senza autorizzazione del tribunale. Nel 1629 Carlo sciolse ancora il parlamento e cominciò a reprimere opposizione religiosa e politica. Istituì due tribunali speciali per questo scopo, aggirò la petizione dei diritti ed estese a tutto il Regno la ship-money, un ulteriore tributo, senza l’autorizzazione del parlamento. Introdusse la vendita delle cariche. Nel 1639 l’arcivescovo Laud avviò un’operazione di normalizzazione della vita religiosa in Scozia cercando di convertire la Chiesa calvinista. Gli scozzesi risposero con la forza invadendo territori inglesi. Carlo I fu costretto a ripristinare il parlamento per chiedere altri fondi: in esso prese corpo un’opposizione. Il re sciolse subito questo che fu detto Corto Parlamento poiché durò solo un mese. Nello stesso anno il re riconvocò il parlamento, pensando di poterlo manipolare, e questo è detto Lungo Parlamento perché verrà sciolto nel 1653. Questa nuova assemblea manifestò molta combattività, rifiutò di collaborare col sovrano e chiese la condanna a morte. Carlo I privo di esercito e di burocrazia si piegò. Il Parlamento abolì subito molti provvedimenti regi. Nel 1641 la sconfitta di Carlo I era evidente. Nello stesso anno scoppiò in Irlanda un’insurrezione di contadini cattolici: il re fu sospettato di aver fomentato la rivolta per ottenere un esercito di cui si sarebbe poi servito per schiacciare il parlamento. Il parlamento chiese allora la Grande rimostranza con la quale chiedeva il controllo degli eserciti e delle nomine ministeriali. Dopo un tentativo di colpo di Stato di Carlo I, ebbe luogo una guerra civile.
La guerra civile inglese
La guerra civile: nel ’42 si delinearono i 2 schieramenti: da una parte i cavalieri (nobili, aristocratici, contrari all’evoluzione del programma parlamentare, all’abolizione della Chiesa anglicana) dall’altra le teste rotonde (sostenitori del parlamento, commercianti, borghesi, interessati maggior libertà fiscale e maggior partecipazione politica. La guerra si trascinò tra il 42 e il 43 e la svolta si ebbe quando comparve il puritano Oliver Cromwell che sconfisse il re grazie al suo nuovo modello militare (new model army) con il quale indottrinava i soldati politicamente e religiosamente motivandoli in battaglia. Carlo fu consegnato dagli Scozzesi al parlamento, fu smantellata la chiesa anglicana, e Laud fu ucciso. I vincitori si disgregarono sotto il profilo religioso (alcuni erano presibiteriani sostenendo l’introduzione di un’unica chiesa calvinista, altri, come Cromwell, erano indipendenti, sostenendo una libertà di culto) e politico (i soldati vogliono una riduzione dei poteri regi e i livellatori, levellers, vogliono l’abolizione della monarchia a favore di una repubblica parlamentare). Il re Carlo I trattava ancora con gli scozzesi , ostili alle teste rotonde per differenze religiose e nel 1647 quando gli scozzesi invasero l’Inghilterra il re fuggì in Scozia. Cromwell fu accusato di tradimento e nell’esercito da parte ai livellatori comparsero gli zappatori, diggers, che sostenevano l’abolizione della proprietà privata. Cromwell sconfisse gli scozzesi invase Londra e instaurò il Parlamento ridotto (Rump Parliament) cacciando i membri presbiteriani. Nel 1649 il re fu ucciso e venne abolita la camera dei Lords e proclamato il Commonwealth.
Il potere di Cromwell
Il potere di Cromwell: Cromwell mise a tacere gli zappatori e i livellatori e sistemò l’ordine in Irlanda e Scozia. Egli puntò sull’espansione coloniale promulgando l’atto di navigazione con il quale i collegamenti commerciali con l’Inghilterra erano riservati alle navi inglesi. Gli olandesi in seguito a una guerra lampo accettarono questo atto. Nel 1657 Cromwell si alleo con la Francia contro la Spagna ottenendo molti vantaggi. Nella politica interna non fu altrettanto fortunato: introdusse alcune riforme ma fu sempre in contrasto col parlamento; nel 1651 epurò nuovamente il parlamento che si disciolse nel 1653. Il suo governo si avvicinava sempre di più a una dittatura militare. Alla sua morte nel 1658 successe il figlio ma nel 1660 un generale pose sul trono Carlo II Stuart: la chiesa anglicana fu ristabilita, ripresero le persecuzioni religiose, fu ricostituita la camera dei Lords, non furono però ristabiliti i tribunali speciali e prese forza la centralità del parlamento.La Francia nell’età della Fronda: nel 1642 Richeleiu morì e gli susseguì a Capo del consiglio del re Mazzarino; morì l’anno dopo anche Luigi XIII e gli successe Luigi XIV in vece del quale la reggenza fu tenuta dalla madre Anna d’Austria, legata al Mazzarino. Con la pace di Vestfalia Mazzarino sancì il successo francese sull’impero Austriaco; il conflitto continuò con la Spagna. Questa guerra portò a una pressione fiscale dello Stato: nacquero quindi delle fronde, parlamentare e dei principi. Quella parlamentare (1648-49) si ebbe quando Mazzarino chiese al parlamento (roccaforti delle nobiltà di toga) di potenziare il gettito fiscale affidandone l’esazione agli intendenti e di creare e di vendere nuovi uffici che avrebbero ridotto le rendite di quelli esistenti. Il parlamento rispose proponendo la soppressione degli intendenti e reclamando a se il diritto di gestire l’imposizione delle tasse. L’arresto di un parlamentare portò la rivolta del popolo parigino che occupò la città: Mazzarino e la corte lasciarono Parigi, malgrado le richieste parlamentari fossero state accettate. La Fronda parlamentare andò però disgregandosi in quanto non disponeva un programma anti-regio. Mazzarino potè tornare in patria accettando le proposte parlamentari, poi abilmente vanificate. Nel 1650 prese piede la fronda dei principi nella quale la nobiltà di sangue, capeggiata dal principe Condé, protestò per l’eccessiva pressione fiscale e per il troppo potere parlamentare. Il paese fu attraversato da scontri, Mazzarino si rifugiò in Germania e da qui diresse le operazioni che portarono nel 1652 alla sconfitta del principe. Mazzarino rientrò trionfale in patria e riprese la guerra contro la Spagna: dopo l’alleanza con l’Inghilterra si raggiunse la pace dei Pirenei con la quale si decretò il tramonto della Spagna.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali difficoltà incontrate da Giacomo I durante il suo regno?
- Come si manifestò il progetto assolutistico di Carlo I?
- Quali furono i due schieramenti principali durante la guerra civile inglese?
- Quale ruolo ebbe Oliver Cromwell nella guerra civile e nel governo successivo?
- Come si sviluppò la Fronda in Francia e quali furono le sue conseguenze?
Giacomo I si trovò in difficoltà nel gestire le relazioni con Francia e Spagna, deludendo entrambe le potenze. Inoltre, non riuscì a creare una solida struttura burocratica e militare, e affrontò opposizione sia dai cattolici che dai puritani, portando a persecuzioni religiose e a un flusso migratorio verso le Americhe.
Carlo I sciolse il parlamento e tentò di governare senza di esso, imponendo tributi come la ship-money senza autorizzazione. La sua repressione dell'opposizione religiosa e politica portò a conflitti e alla necessità di riconvocare il parlamento, che si oppose attivamente alle sue richieste.
Durante la guerra civile, si formarono due schieramenti: i cavalieri, sostenitori della monarchia e della Chiesa anglicana, e le teste rotonde, sostenitori del parlamento e della maggiore partecipazione politica, che includevano borghesi e commercianti.
Oliver Cromwell emerse come leader decisivo, sconfiggendo Carlo I grazie al suo nuovo modello militare. Dopo la guerra, instaurò un governo che si avvicinò a una dittatura militare, pur cercando di mantenere l'ordine in Irlanda e Scozia e promuovendo l'espansione coloniale.
La Fronda si sviluppò in risposta alla pressione fiscale e al potere parlamentare, portando a scontri tra nobiltà e governo. Mazzarino, dopo aver affrontato le ribellioni, riuscì a riprendere il controllo e a continuare la guerra contro la Spagna, culminando nella pace dei Pirenei.