Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La Francia del Settecento era dominata da un sistema assolutista in cui il re, sostenuto da nobiltà e clero, esercitava un potere centralizzato, mentre il Terzo Stato soffriva per le imposte e il malcontento sociale.
  • La crisi economica e sociale portò Luigi XVI a convocare gli Stati Generali nel 1789, ma il rifiuto di nobiltà e clero di pagare le tasse aggravò la tensione tra i vari ceti sociali.
  • La presa della Bastiglia il 14 luglio 1789 segnò l'inizio della Rivoluzione francese, simboleggiando la ribellione del popolo e conducendo all'abolizione dei privilegi nobiliari.
  • La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789 affermò le libertà fondamentali e portò a significative riforme politiche e sociali, tra cui la monarchia costituzionale.
  • Il periodo del Terrore, tra il 1793 e il 1794, comportò la repressione violenta delle opposizioni e culminò con l'arresto ed esecuzione di Robespierre, portando a un governo più moderato.

La Francia del Settecento

Verso la metà del Settecento la Francia rappresentava la struttura socio-politica più diffusa in Europa.

A partire da Luigi XIV (re nel 1661) i sovrani francesi erano riusciti a sottomettere nobiltà e clero (in Francia Primo e Secondo Stato) al proprio potere, in cambio di consistenti privilegi economici e giuridici. Al re, che secondo l’idea assolutista era sovrano per mandato di Dio, rispondevano i funzionari amministrativi dello Stato e tutti i cittadini erano considerati suoi sudditi.

Crisi economica e sociale?

Sul Terzo Stato (circa il 98% della popolazione francese), ossia il ceto sociale formato da commercianti, operai, artigiani, banchieri, contadini e proprietari di manifatture, gravava tutto il peso delle imposte e il malcontento era fortissimo. Quando divenne re Luigi XVI (1774) lo Stato era nel pieno di una crisi economico-sociale ed il suo debito era enorme, aggravato anche dalla guerra combattuta in America al fianco dei neonati Stati Uniti. Diverse manifatture dovettero chiudere e migliaia di operai restarono senza lavoro, il prezzo del pane a Parigi raddoppiò, e come se ciò non bastasse l’eccezionale maltempo del 1788 distrusse gran parte del raccolto agricolo.

Convocazione degli Stati Generali

I ministri del re proposero di sanare la crisi estendendo il pagamento delle tasse a nobiltà e clero, ma questi si opposero e richiesero la convocazione degli Stati Generali (assemblea di nobili, ecclesiastici e borghesi che in passato aveva avuto funzioni semplicemente consultive) per impedire la riforma fiscale. Il Terzo Stato chiedeva migliori condizioni di vita e l’abolizione dei privilegi di nobiltà ed alto clero, mentre questi ultimi si aspettavano una definitiva presa di posizione del re in loro favore. Ma Luigi XVI, mite ed assai influenzabile, non fu capace di farsi mediatore delle parti e di assumere le proprie responsabilità.

Gli Stati generali si riunirono a Versailles il 5 Maggio 1789, la prima volta dopo quasi due secoli. In tutta la Francia si tennero numerose assemblee popolari per decidere gli argomenti da discutere ed eleggere i rappresentanti del Terzo Stato. In vista dell’evento furono redatti oltre 60.000 documenti (cahiers de doléances, “quaderni di lagnanze”) per esporre i problemi da risolvere.

Assemblea nazionale e giuramento

All’apertura degli Stati generali i rappresentanti del Terzo Stato chiesero che le votazioni si tenessero per testa, anziché per ordine, cosicché la coalizione di nobili ed ecclesiastici non fosse in maggioranza. Ma il re, non volendo perdere il consenso della nobiltà, respinse la richiesta. Ne conseguì una spaccatura che indusse i rappresentanti del Terzo Stato a procedere di propria iniziativa: occupata una sala a Versailles, si diedero il nome di Assemblea nazionale, ed il 20 Giugno giurarono di non dividersi finché la Francia non avesse avuto una Costituzione (giuramento della pallacorda).

Rivoluzione francese e Bastiglia

Dopo alcuni giorni d’incertezza Luigi XVI scelse di fronteggiare gli eventi disponendo delle truppe nei dintorni di Parigi. Il popolo si ribellò ed assalì la prigione della Bastiglia. Il 14 Luglio 1789, dopo un sanguinario conflitto, la Bastiglia fu presa dai parigini (tale evento viene considerato l’inizio della Rivoluzione francese ed il 14 Luglio è ancora oggi festa nazionale). Successivamente la rivolta si estese alle campagne, molti castelli furono saccheggiati e i nobili assassinati per strada. Il 4 Agosto l’Assemblea nazionale votò l’abolizione dei privilegi della nobiltà e dei diritti feudali.

Dichiarazione dei diritti e riforme

Il 26 Agosto 1789 l’Assemblea nazionale approvò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, un documento, ispirato dalla Rivoluzione americana e dal pensiero illuminista, considerato la prima vera affermazione delle libertà fondamentali dell’uomo. Una serie di riforme portò in seguito all’instaurazione di una monarchia costituzionale. Il potere esecutivo fu lasciato al re e ai suoi ministri, il potere legislativo fu affidato ad un’Assemblea eletta dai cittadini dotati di un certo reddito, il potere giudiziario venne assegnato a giudici (anch’essi eletti).

Fu infine riformata anche l’organizzazione del clero. I beni ecclesiastici passarono allo Stato, che si accollò gli stipendi dei sacerdoti. A questi ultimi fu imposto di giurare fedeltà alla Rivoluzione.

Nuova Costituzione e Assemblea legislativa

Quando fu approvata la nuova Costituzione (1791), l’Assemblea nazionale, avendo raggiunto il suo scopo, finalmente si sciolse, e fu sostituita dall’Assemblea legislativa. La nuova assemblea si divideva in partiti e movimenti politici con diverse tendenze:

  • i foglianti, conservatori e monarchici;
  • i giacobini, repubblicani e favorevoli a riforme molto radicali;
  • i girondini, sostenitori della borghesia ma più moderati rispetto ai giacobini.

Partiti politici e nuove terminologie

A causa della disposizione che i principali partiti assumevano nell’aula dell’Assemblea nacquero i termini Destra e Sinistra con il significato politico che hanno ancora oggi. Si affermarono personaggi prima sconosciuti, tra cui Maximilien Robespierre (capo riconosciuto dai giacobini, celebre per la sua rigida moralità), Georges-Jacques Danton (oratore e avvocato) e Jean-Paul Marat (direttore del giornale “L’Amico del popolo”).

Confisca dei beni ecclesiastici

Perché la vita sociale in Francia tornasse alla normalità era necessario estendere le riforme all’economia, ed anzitutto serviva denaro per colmare l’enorme debito dello Stato. L’Assemblea legislativa decise perciò la confisca dei beni ecclesiastici e ne dispose la vendita ai privati. Lo Stato vendette gradualmente i terreni appartenuti al clero per evitarne la svalutazione, e prese ad emettere dei certificati di credito, detti assegnati, per testimoniare i pagamenti effettuati dai cittadini. Gli assegnati si diffusero tanto da indurre lo Stato ad imporne l’utilizzo come moneta corrente e divennero uno dei primi esempi di banconota in Europa.

Ma il valore degli assegnati diminuì drasticamente col tempo, provocando forti danni economici a chi vi aveva investito ed una violenta inflazione sui prezzi delle merci.

gli eventi della Rivoluzione francese e Napoleone Bonaparte

Minacce esterne e Convenzione nazionale

Alcune monarchie europee, tra cui la Prussia, l’Austria, la Russia e il Regno di Sardegna, temendo l’influenza dei moti rivoluzionari francesi, si allearono per ristabilire in Francia l’autorità assoluta del re. Le sconfitte iniziali indussero migliaia di francesi ad arruolarsi come volontari nell’esercito per difendere la propria patria, e con il loro contributo molte offensive furono respinte (prussiani a Valmy).

Intanto Luigi XVI, che già una volta aveva tentato di fuggire all’estero, fu accusato di complotto contro la Francia ed incarcerato con la sua famiglia. In seguito una nuova assemblea chiamata Convenzione nazionale, dove la Sinistra era in maggioranza, assunse il potere. Abolita la monarchia, questa proclamò la Repubblica francese. Luigi XVI fu processato, condannato e decapitato il 21 Gennaio 1793.

Nel 1793 fu approvata una seconda Costituzione che introduceva il suffragio universale maschile, senza più distinzioni legate al reddito. Ma nel frattempo la caduta della monarchia aveva innescato nuove offensive da parte delle potenze europee nemiche. Inoltre in diverse regioni scoppiarono delle sommosse contro il governo di Parigi. Nella Vandea, cattolica e monarchica, si verificò una vera e propria guerra civile.

Periodo del Terrore

Per far fronte alla situazione gravissima tutti i poteri governativi furono affidati ad un Comitato di salute pubblica, del quale faceva parte anche Robespierre. Il Comitato fissò il prezzo dei generi alimentari e represse con la forza la rivolta nella Vandea. Si instaurò così un clima di grande paura e di sospetto; il periodo tra l’inverno del 1793 e l’estate del 1794 venne chiamato periodo del Terrore.

In tutta la Francia migliaia di persone furono arrestate e decapitate con l’accusa di essere nemiche della Rivoluzione. A causa di sospetti infondati e dopo processi sommari finirono sotto la ghigliottina molti capi politici moderati, esponenti del Comitato, come Danton, e uomini di cultura e di scienza. Divennero principali vittime della Rivoluzione proprio i borghesi che l’avevano condotta.

Fine del Terrore e nuova Costituzione

Sconfitti gli eserciti nemici a Fleurus, il paese era finalmente stanco di conflitti, esecuzioni, condanne, processi... ed aspirava alla tranquillità. Alcuni deputati si coalizzarono per fermare il Comitato. Il 27 Luglio 1794 Robespierre fu arrestato ed il giorno seguente ghigliottinato.

Nel 1795 fu approvata una terza Costituzione, per volere delle forze moderate della borghesia. Il potere esecutivo venne affidato ad un Direttorio composto da cinque membri. Il potere legislativo fu invece affidato a due Camere elette dai ceti più ricchi del popolo.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali cause della crisi economica e sociale in Francia nel Settecento?
  2. La crisi economica e sociale in Francia era dovuta al pesante carico fiscale sul Terzo Stato, alla crescente disoccupazione, all'aumento dei prezzi del pane e ai danni causati da un maltempo eccezionale nel 1788, che distrusse gran parte del raccolto agricolo.

  3. Qual è stato il significato della convocazione degli Stati Generali nel 1789?
  4. La convocazione degli Stati Generali, avvenuta il 5 maggio 1789, rappresentò un momento cruciale in cui il Terzo Stato cercò di ottenere migliori condizioni di vita e l'abolizione dei privilegi della nobiltà e del clero, segnando l'inizio di un conflitto tra le classi sociali.

  5. Cosa rappresenta il giuramento della pallacorda?
  6. Il giuramento della pallacorda, effettuato il 20 giugno 1789 dai rappresentanti del Terzo Stato, simboleggiò la loro determinazione a non separarsi fino a quando non fosse stata redatta una Costituzione per la Francia, segnando la nascita dell'Assemblea nazionale.

  7. Quali furono le conseguenze della presa della Bastiglia il 14 luglio 1789?
  8. La presa della Bastiglia segnò l'inizio della Rivoluzione francese e scatenò una serie di ribellioni in tutto il paese, portando all'abolizione dei privilegi nobiliari e dei diritti feudali da parte dell'Assemblea nazionale il 4 agosto 1789.

  9. Come si sviluppò il periodo del Terrore e quali furono le sue conseguenze?
  10. Il periodo del Terrore, tra il 1793 e il 1794, fu caratterizzato da una repressione violenta delle opposizioni e da migliaia di esecuzioni, inclusi molti borghesi che avevano sostenuto la Rivoluzione, culminando con la caduta di Robespierre e la ricerca di stabilità politica in seguito.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community