Concetti Chiave
- La Francia di Luigi XVI si trovava in crisi economica, con tentativi falliti di riformare i privilegi nobiliari e clericali, spingendo la borghesia illuminista a chiedere una monarchia parlamentare.
- La convocazione degli Stati Generali nel maggio 1789 portò a un forte fermento sociale, con l'emergere di nuovi giornali e club politici, culminando nel Giuramento della Pallacorda che segnò l'inizio della rivoluzione.
- La dichiarazione della fine dell'Ancien Régime e dei diritti dell'uomo avvenne in un contesto di crescente tensione tra il re e l'assemblea, con il clero che si schierò contro la rivoluzione.
- La fuga di Luigi XVI a Varennes nel 1791 spaccò le forze rivoluzionarie, portando alla richiesta di una Repubblica da parte dei sanculotti e alla formazione dell'assemblea Nazionale legislativa.
- Robespierre, durante il periodo del Terrore, instaurò una dittatura, controllò l'economia e decapitò migliaia di oppositori, ma il suo rifiuto di tornare alla normalità portò alla sua esecuzione e alla fine della rivoluzione.
La crisi della Francia di Luigi XVI
Nella seconda metà del Settecento la Francia di Luigi XVI rischia la bancarotta. Ogni tentativo di uscire dalla crisi eliminando i privilegi della nobiltà e del clero è fallito e la borghesia illuminista è sempre più convinta che, per sanare la situazione, occorre passare dalla monarchia assoluta a quella parlamentare.
L'inizio della rivoluzione francese
Nonostante le sue resistenze, il re è costretto a convocare gli Stati Generali suscitando grande fermento nel paese: nascono i nuovi giornali, si aprono numerosi Club, fra cui il club dei Giacobini di cui fa parte Robespierre, e la corte è inondata da suppliche (chaiers de doléances). Gli Stati Generali si riuniscono a Versailles Il 5 maggio 1789 e subito si incagliano nella questione del voto pro capite, reclamato dal terzo stato per evitare di trovarsi sempre in minoranza. Non ricevendo risposta dal re, Esso decide di impegnarsi con il Giuramento della Pallacorda a dare alla Francia una nuova Costituzione parlamentare. Dichiara decaduti gli Stati Generali e si proclama assemblea nazionale Costituente, dando così inizio alla rivoluzione francese. Luigi XVI, da una parte, non si oppone alla creazione dell' assemblea, dall'altra richiama a Versailles 2000 soldati. Questo gesto fa capire al popolo che la rivoluzione va difesa con le armi; il 14 luglio 1789 esso a salta le armerie della Bastiglia. Impressionati, i deputati della Costituente istituiscono la Guardia Nazionale.
La fine dell'Ancien Régime
Intanto nelle campagne si diffonde la grande paura e l'assemblea decide di firmare la legge che proclama la fine dell’Ancien Régime. Subito dopo i deputati stendono la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.
La monarchia costituzionale e le tensioni interne
Poiché il re si rifiuta di approvare sia la legge sia la dichiarazione, un corteo di popolane parigine marcia fino a Versailles e impone la famiglia reale di trasferirsi a Parigi. Poiché la situazione economica resta gravissima, nel 1789 viene decisa la confisca dei beni ecclesiastici cui segue la costituzione civile del clero, che lo trasforma in una categoria di stipendiati dello Stato. La condanna del Papa induce la maggioranza del clero a schierarsi contro la rivoluzione e questo danneggia gravemente il prestigio dell'assemblea. I lavori della Costituente terminano con il varo della Costituzione del 91 che trasforma la monarchia assoluta in monarchia costituzionale. I suoi punti principali sono: la separazione dei poteri; ampie garanzie alla monarchia; riconoscimento dei diritti del cittadino e una legge elettorale censitaria per favorire l'alta borghesia. Contro questo carattere Borghese della Costituzione si pronuncia la la popolare dell'assemblea, capeggiata da Marat e Danton, fondatori del club dei cordiglieri che sostiene i sanculotti.
La fuga del re e la divisione rivoluzionaria
Il 21 giugno 1791 il re tenta di fuggire in Belgio con la famiglia, ma a Varennes viene riconosciuto, arrestato e costretto a tornare a Parigi. L'episodio spacca le forze rivoluzionarie: i sanculotti, guidati dai cordiglieri, chiedono per la prima volta la Repubblica; i moderati, guidati dai foglianti, giustificano il sovrano. Intanto la Costituente sì è sciolta ed è stata eletta l'assemblea Nazionale legislativa, che è costituita da una destra monarchica, i foglianti, il centro, la pianura o palude, e una sinistra, la montagna, formata dai cordiglieri, dai giacobini e dai girondini.
La guerra e la proclamazione della Repubblica
Nel 1792 l'assemblea dichiara guerra all'Austria, a fianco della quale si schiera la Prussia. L'assemblea proclama la patria in pericolo e da tutta la Francia affluiscono a Parigi schiere di volontari, ma il duca di Brunswick, comandante delle armate prussiana e austriaca, penetra in territorio francese minacciando un massacro se sarà fatto del male ai sovrani. Inferociti, i sanculotti arrestano la famiglia reale, sciolgono l'assemblea e impongono nuove elezioni a suffragio universale maschile, dalle quali emerge la convenzione nazionale. Il 21 settembre 1792 viene proclamata la Repubblica. Poco dopo, il 21 gennaio 1793, il re viene ghigliottinato e la rivoluzione compie il sorpasso in direzione estremista.
Il terrore di Robespierre
Inorridita, l'Europa insorge e dà vita alla prima coalizione. La convenzione indice Allora una leva obbligatoria di 300000 uomini che suscita la rivolta della Vandea e poi una guerra civile. Occorrono misure d'emergenza e Robespierre prende in mano la situazione: scioglie la convenzione, forma un comitato di salute pubblica e istituisce tribunali speciali, quindi indice una leva di massa e instaura una dittatura che egli stesso chiama terrore.
La fine della rivoluzione francese
Fa decapitare migliaia di nemici della rivoluzione, fra cui la regina; impone un calmiere e assume il controllo di tutta la vita economica della nazione; infine autorizza una spietata repressione della Vandea. In 10 mesi il terrore salva la Francia e perde la sua ragion d'essere, ma Robespierre non accetta di tornare alla normalità e alla fine viene decapitato. Gli autori della congiura contro di lui emanano la Costituzione del ‘95 e affidare il potere a un direttorio che governa dal 1795 al 1799 e che viene deposto da un colpo di stato. Finisce così la rivoluzione francese.
Domande da interrogazione
- Quali erano le cause principali della crisi della Francia di Luigi XVI?
- Cosa accadde il 5 maggio 1789 durante la riunione degli Stati Generali?
- Quali furono le conseguenze della fuga del re nel 1791?
- Come si sviluppò il periodo del Terrore sotto Robespierre?
- Quale fu il risultato finale della rivoluzione francese?
La crisi era dovuta a tentativi falliti di eliminare i privilegi della nobiltà e del clero, con la borghesia illuminista che chiedeva un passaggio dalla monarchia assoluta a quella parlamentare.
Gli Stati Generali si riunirono a Versailles, ma si incagliarono sulla questione del voto pro capite, portando il terzo stato a proclamarsi assemblea nazionale Costituente e a dare inizio alla rivoluzione.
La fuga del re a Varennes spaccò le forze rivoluzionarie, con i sanculotti che chiedevano la Repubblica e i moderati che giustificavano il sovrano, portando a una crescente divisione interna.
Robespierre instaurò una dittatura nota come Terrore, decimando i nemici della rivoluzione e imponendo misure drastiche, fino a perdere il controllo e venire decapitato.
La rivoluzione si concluse con la decapitazione di Robespierre e l'emanazione della Costituzione del '95, che portò alla creazione di un direttorio, segnando la fine del periodo rivoluzionario.