Storia economica BL1
Indicare cosa si intende per superamento del regime demografico antico e quali sono le cause che lo determinarono
Dopo la conclusione delle ultime pestilenze seicentesche si nota in Europa il progressivo superamento nel corso del ‘700 del regime demografico di antico regime nel quale si registravano alti tassi di mortalità, in particolare quella infantile, cui corrispondeva un’elevata natalità che consentiva, in congiunture normali, di mantenere il livello della popolazione quasi costante.
L’alta mortalità era dovuta a carenze alimentari e a condizioni igieniche precarie: ad esse si sommavano eventi che provocavano drammatici vuoti demografici, ovvero le carestie, le epidemie e le guerre, talvolta conseguenti l’una alle altre, esse potevano provocare la morte di oltre due terzi della popolazione.
Nell’antico regime i sopravvissuti a tali eventi si ritrovavano con molte più risorse disponibili e quindi si creavano le condizioni per un recupero demografico che si interrompeva quando la crescita rendeva nuovamente carenti le derrate alimentari.
Il nuovo regime demografico in cui si abbassava il tasso di mortalità infantile e cresceva la speranza di vita media fu l’esito della rivoluzione agraria che fu, a sua volta, il frutto dell’individualismo agrario.
Indicare su cosa si basava l’individualismo agrario e perché favorì la rivoluzione agraria
Individualismo agrario era basato:
- Sulla libertà di circolazione degli uomini;
- Sulla libertà di compravendita delle terre;
- Sulla libertà d’uso delle terre;
- Sul primato delle terre di proprietà individuale, con corrispondente forte ridimensionamento delle terre appartenenti alla collettività;
- Sull’eliminazione di privilegi istituzionali a favore di singoli ceti, non solo nobili e chiesa, ma anche i poveri delle comunità.
La concentrazione della proprietà favorì la modernizzazione delle attività rurali: solo i grandi proprietari, dotati di cospicui capitali, erano in grado di realizzare le trasformazioni tecniche necessarie per aumentare i rendimenti.
Si noti inoltre che mentre i piccoli proprietari puntano essenzialmente all’autoconsumo, la grande proprietà è orientata al mercato e quindi alla commercializzazione dei prodotti.
Questo si verificava anche se i grandi proprietari non erano interessati ad aumentare le proprie rendite, ma solo a mantenerle costanti, i rentiers: essi davano in affitto, di norma per nove anni, le loro terre a conduttori che, per pagare il canone, di norma in denaro, dovevano investire per migliorare le rendite.
Indicare le cause che portarono alla rivoluzione agraria e gli effetti che quest’ultima ebbe
Le cause che portarono alla rivoluzione agraria furono:
- L’individualismo agrario.
- La legge sulle recinzioni che permetteva un più funzionale uso dei fondi, divenuti di dimensioni medie più grandi, facendo salire la quota destinata ai cereali, l’Inghilterra rimase esportatrice di grano e farina fino al 1776, e quella destinata a foraggio: tale riforma fu l’esito finale della progressiva eliminazione dei vincoli feudali e comunitari che limitavano la piena gestione delle terre in capo ad un solo soggetto e la loro possibile alienazione; l’eliminazione di vincoli a favore dei più poveri della comunità, che avevano i diritti di spigolatura, legnatico, pascolo libero, ecc., consentiva di eliminare l’obbligo di adottare le medesime tecniche tradizionale e di coltivare gli stessi prodotti; lo stesso avveniva con l’eliminazione delle norme che impedivano la vendita o divisione delle terre ricevute in eredità, ad es. il fedecommesso.
- La crescita qualitativa e quantitativa dell’allevamento: più selezione zootecnica e aumento del foraggio disponibile fecero aumentare del doppio e talvolta del triplo il peso del bestiame inglese con evidenti effetti positivi sulle produzioni di latte, fertilizzante, carni e pellame, nonché sull’apporto nel lavoro agricolo e nei trasporti di merci su strada, fino all’arrivo della ferrovia.
- L’utilizzo di contratti d’affitto di lunga durata e con canone in denaro che incoraggiavano gli investimenti nelle opere di miglioramento dei fondi, si ha il tempo di ammortizzarne i costi, e l’idea di produrre per il mercato dei grani, con relativo sviluppo dei mercati dei fattori produttivi.
- La progressiva adozione di nuove tecnologie produttive: all’inizio del ‘700 la seminatrice meccanica, prima solo per i foraggi poi anche per i cereali, e la zappatrice a cavalli di Jethro Tull; alla fine del ‘700 il voltafieno con rebbi rotanti di Salmon; poi la trebbiatrice di Meikle, 1786, l’aratro metallico di Ramson, 1808, la mietitrice a cavalli di Bell, 1826. Si noti che come animali da traino si utilizzavano i cavalli che erano più veloci e potenti rispetto ai buoi: grazie all’aumento della produttività agricola era infatti possibile incrementare le coltivazioni di avena senza ridurre le colture destinate all’alimentazione umana, essenzialmente frumento e mais.
- La progressiva eliminazione dei mercati agricoli regolati dalle autorità pubbliche, almeno in congiunture favorevoli, ovvero la liberalizzazione degli scambi su scala geografica e dei prezzi, il che aumentava la concorrenza sul mercato delle derrate alimentari e i redditi dei produttori più abili.
Il successo della rivoluzione agraria portò ad una diminuzione del tasso di mortalità infantile e un aumento della speranza di vita.
Oltre a ciò, la meccanizzazione dei processi liberò manodopera dai campi, rendendola disponibile all’inserimento nel settore minerario e delle manifatture industriali.
Indicare perché la concentrazione della proprietà fondiaria favoriva l’aumento degli investimenti in agricoltura
La concentrazione della proprietà favorì la modernizzazione delle attività rurali: solo i grandi proprietari, dotati di cospicui capitali, erano in grado di realizzare le trasformazioni tecniche necessarie per aumentare i rendimenti.
Si noti inoltre che mentre i piccoli proprietari puntano essenzialmente all’autoconsumo, la grande proprietà è orientata al mercato e quindi alla commercializzazione dei prodotti.
Questo si verificava anche se i grandi proprietari non erano interessati ad aumentare le proprie rendite, ma solo a mantenerle costanti, i rentiers: essi davano in affitto, di norma per nove anni, le loro terre a conduttori che, per pagare il canone, di norma in denaro, dovevano investire per migliorare le rendite.
Indicare perché i nuovi processi produttivi agricoli favorirono il superamento dell’antico regime demografico
Le innovazioni nei processi produttivi agricoli, in particolare l’avvio di rotazioni che prevedevano accanto alle colture cerealicole quelle foraggere, ovvero piante utili a rigenerare la fertilità del terreno e ad alimentare il bestiame che garantiva prezioso fertilizzante, e il conseguente progressivo aumento della quantità di alimenti disponibile anche per i ceti sociali più poveri permettevano di ridurre i tassi di mortalità.
Le innovazioni scientifiche consentivano inoltre di creare nuove terapie mediche che aumentavano la sopravvivenza tra i malati di gran parte delle patologie esistenti.
Si noti poi che la crescita demografica aumentava la domanda di beni agricoli e questo rendeva più redditizi gli investimenti atti ad incrementare produzioni e produttività delle derrate alimentari avviando quindi un circolo virtuoso in cui crescevano sia queste ultime, sia i redditi agricoli.
Indicare i due fondamentali mutamenti portati dalla rivoluzione industriale
Il primo caso di sviluppo economico e sociale in cui si iniziò a modificare tale condizione fu però una conseguenza anche della rivoluzione agraria e si verificò nuovamente in Inghilterra, era la rivoluzione industriale che apportò due fondamentali cambiamenti:
- Tramite le macchine l’uomo assumeva il pieno controllo della forza non prodotta dallo sforzo fisico degli esseri viventi, persone e animali, mentre in precedenza tale controllo era limitato, vento e acqua.
- La povertà non era più in gran parte legata alla scarsità o all’indisponibilità dei beni, ma dipendeva essenzialmente dalla modalità in cui questi ultimi venivano distribuiti.
Indicare quali fattori favorirono lo sviluppo economico e tecnologico inglese prima del “take off” della rivoluzione industriale
Fino alla fine del ‘400 l’Inghilterra era un paese arretrato sia dal punto di vista economico che tecnologico.
Nel ‘500 la situazione cambiò radicalmente grazie ad alcuni fattori che, nel lungo periodo posero le basi per la grande crescita del ‘700:
- La scoperta dell’America aprì nuovi vie commerciali e ciò avvantaggiò l’Inghilterra che era la più vicina alle “nuove terre” e disponeva di coste frastagliate adatte alla costruzione di porti e di capitale umano con ottime capacità di navigazione oceanica: i prodotti arrivati dalle colonie avrebbero permesso proficui scambi con le produzioni continentali europee, spezie e metalli preziosi contro legname, canapa, seta grezza, e lo sviluppo della navigazioni portò ad incrementare non solo la cantieristica e le attrezzature portuali, ma numerose attività creditizie e assicuratrici strettamente connesse.
- Il crollo delle produzioni di pannilana italiani nella prima metà del Cinquecento favorì la diffusione di quelli inglesi distribuiti sul mercato di Anversa: si svilupparono le manifatture, i pannilana rappresentavano l’80% delle esportazioni contro il 5% della lana grezza.
- Si registrò un aumento della disponibilità di oro e argento grazie alla pirateria a danno dei galeoni spagnoli: questo permise di avere capitali per la formazione della East India Company e delle prime colonie americane.
- Si avviò il “Colbertismo parlamentare” ovvero l’insieme di politiche orientate al sostegno dei commerci e delle manifatture: furono applicati fortissimi dazi sui prodotti tessili stranieri, 50-70%, con ovvi vantaggi per manifatture locali; furono emanati i Navigation Acts, 1651, 1660, 1663, 1673 e 1696, ovvero norme che favorivano il ricorso a navi inglesi per il commercio e quindi lo sviluppo della cantieristica inglese, le merci inglesi dovevano essere trasportate su navi inglesi, nei porti inglesi potevano accedere solo navi inglesi o comunque con capitano e maggioranza della ciurma inglesi; furono promulgati i Calico Acts, 1701 e 1721, che proibivano le importazioni di tessuti di cotone stampato stimolando all’importazione di cotone grezzo e l’incremento dell’attività dei cotonifici inglesi.
- Aumentò il know-how inglese grazie alla tendenza della leadership a compiere viaggi all’estero per conoscere e imparare e soprattutto grazie all’apertura delle frontiere ai protestanti, valloni dai Paesi Bassi meridionali e Ugonotti dalla Francia, perseguitati in patria per motivi religiosi: essi portarono la tecnologia inglese ad essere una delle più evolute, new drapery per i tessili in lana dai valloni, moderne produzioni per seta, orologi e vetro dagli ugonotti, innovazioni di processo nelle coltivazioni cerealicole.
- Si attuò una rilevante ed efficiente diversificazione produttiva che rese più flessibile il comparto manifatturiero: nel Seicento i pannilana scesero a meno della metà delle esportazioni complessive, anche a causa della sfavorevole congiuntura economica europea, e si ampliarono le altre manifatture tessili, seta, lino e cotone; in occasione della crisi del legno, usato per l’edilizia, la cantieristica e per produrre il carbone da legna, non solo si aumentarono le importazioni dai paesi scandinavi, ma si incrementò l’utilizzo del carbone fossile che, sottoposto a processo di cokizzazione dava rendimenti non lontani da quelli ottenibili col carbone da legna e aveva costi decisamente inferiori; si incrementò la produzione di ferro, da 5.000 tonn. annue nel 1550 a 18.000 nel 1600, e produzione di cannoni in ferro vista la difficoltà negli approvvigionamenti di rame per avere cannoni in bronzo, più costosi e meno efficienti nelle battaglie navali.
- L’agricoltura divenne molto efficiente grazie a provvedimenti normativi, leggi sulle recinzioni che di fatto privatizzavano le terre e favorivano una gestione più oculata della fertilità del suolo e l’incremento degli investimenti per migliorare la produttività, e all’ampio ricorso alla rotazione quadriennale delle colture con un aumento delle colture foraggere: la cerealicoltura e l’allevamento bovino non erano più in competizione, ma si integravano con l’effetto di far crescere sia i rendimenti cerealicoli, legati alla maggiore disponibilità di fertilizzante, sia la produzione di latticini, legati alla maggiore presenza di colture foraggere e al conseguente aumento del patrimonio zootecnico.
Indicare perché la crisi delle manifatture italiane favorì lo sviluppo delle manifatture inglesi
Il crollo delle produzioni di pannilana italiani nella prima metà del Cinquecento favorì la diffusione di quelli inglesi distribuiti sul mercato di Anversa: si svilupparono le manifatture, i pannilana rappresentavano l’80% delle esportazioni contro il 5% della lana grezza.
Indicare perché le guerre di religione migliorarono il know-how a disposizione degli inglesi
Nel Cinquecento c’è la riforma protestante e tutti coloro che sono protestanti cioè che aderiscono alle nuove chiese riformate, e poi con la controriforma dei Paesi cattolici, fa sì che molte persone che avevano conoscenze tecnologiche siano costrette a lasciare il loro paese e a trasferirsi in altri stati in cui c’è maggiore tolleranza religiosa.
In alcune aree, le persone che hanno aderito alla riforma protestante sono detentrici di conoscenze tecnologiche importanti e il fatto che vengano costretti a emigrare verso aree con più tolleranza religiosa comporta che queste persone portino le loro conoscenze tecnologiche laddove prima non c’erano ed è importante perché tra i Paesi che usufruiscono di questo vantaggio ce ne sono alcuni che avevano già loro alcune qualità particolari, ma ce ne sono alcuni che invece non erano così avanzati.
Questo è importante perché in Inghilterra arrivano nuove conoscenze e portano innovazioni.
In precedenza, il trasferimento delle innovazioni era molto lento perché il paese che deteneva l’innovazione pretendeva che i detentori, cioè i propri cittadini che avevano certe conoscenze, non uscissero dal territorio per cui il segreto restava nella città e c’erano anche sanzioni durissime, fino alla pena di morte, per chi cercava di trafugare questi segreti o emigrando per andare al soldo di qualche sovrano oppure addirittura andando a fare la spia cercando di copiare.
Avere una certa conoscenza garantiva un monopolio su quel tipo di produzione.
Per cui, in quelle aree in cui la riforma protestante si fa strada, ma poi viene spazzata via dalla controriforma, Francia e Paesi Bassi, e quindi comporta forti migrazioni. Nelle Fiandre e Vallonia, coloro che restano cattolici, gli altri sono costretti a scappare e vanno nei Paesi Bassi del Nord, Olanda, che nel frattempo sono diventati indipendenti con nome e provincie unite e sono protestanti o in Inghilterra; queste aree hanno il vantaggio di avere un forte incremento tecnologico legato all’aumento del know-how legato all’immigrazione.
Indicare quali effetti ebbero il miglioramento della produttività agricola e l’aumento delle derrate alimentari disponibili
Le innovazioni nei processi produttivi agricoli, in particolare l’avvio di rotazioni che prevedevano accanto alle colture cerealicole quelle foraggere, ovvero piante utili a rigenerare la fertilità del terreno e ad alimentare il bestiame che garantiva prezioso fertilizzante, e il conseguente progressivo aumento della quantità di alimenti disponibile anche per i ceti sociali più poveri permettevano di ridurre i tassi di mortalità.
Le innovazioni scientifiche consentivano inoltre di creare nuove terapie mediche che aumentavano la sopravvivenza tra i malati di gran parte delle patologie esistenti.
Si noti poi che la crescita demografica aumentava la domanda di beni agricoli e questo rendeva più redditizi gli investimenti atti ad incrementare produzioni e produttività delle derrate alimentari avviando quindi un circolo virtuoso in cui crescevano sia queste ultime, sia i redditi agricoli.
Il primo paese in cui tale rivoluzione si attuò fu l’Inghilterra, ma si restava comunque in una condizione nella quale il miglioramento delle condizioni di vita era nel complesso limitato e non aumentano i beni non alimentari acquistabili dai ceti sociali più poveri.
Indicare i fattori che favorirono lo sviluppo agricolo in Inghilterra
- L’individualismo agrario.
- La legge sulle recinzioni che permetteva un più funzionale uso dei fondi, divenuti di dimensioni medie più grandi, facendo salire la quota destinata ai cereali, l’Inghilterra rimase esportatrice di grano e farina fino al 1776, e quella destinata a foraggio: tale riforma fu l’esito finale della progressiva eliminazione dei vincoli feudali e comunitari che limitavano la piena gestione delle terre in capo ad un solo soggetto e la loro possibile alienazione; l’eliminazione di vincoli a favore dei più poveri della comunità, che avevano i diritti di spigolatura, legnatico, pascolo libero, ecc., consentiva di eliminare l’obbligo di adottare le medesime tecniche tradizionale e di coltivare gli stessi prodotti; lo stesso avveniva con l’eliminazione delle norme che impedivano la vendita o divisione delle terre ricevute in eredità, ad es. il fedecommesso.
- La crescita qualitativa e quantitativa dell’allevamento: più selezione zootecnica e aumento del foraggio disponibile fecero aumentare del
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Domande e risposte storia economica
-
Risposte domande aperte Storia economica
-
Domande e risposte Storia economica
-
Domande e risposte storia economica