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Concetti Chiave

  • Le tensioni del 1848 furono alimentate dalla modernizzazione e dalla crescente richiesta di cittadinanza, manifestata attraverso mobilitazioni popolari.
  • I cittadini rivendicarono suffragio universale, indipendenza dai domini stranieri e programmi sociali, segnando un importante spartiacque tra assolutismo e presente.
  • La crisi economica, iniziata in Irlanda, fu la principale causa del fallimento delle insurrezioni, causando rincari e licenziamenti che colpirono le classi più povere.
  • In Francia, la Seconda Repubblica nacque da un'insurrezione popolare, portando importanti riforme come il suffragio universale maschile e l'abolizione della schiavitù nelle colonie.
  • Mazzini e la Giovine Italia promossero un nazionalismo culturale, sostenendo che la lotta per l'indipendenza dovesse essere una missione etica e politica, superando il conflitto tra classi.

Tensioni e modernizzazione nel 1848

Le tensioni esplodono improvvisamente in contemporanea, complici il miglioramento della stampa e delle comunicazioni.

I due concetti fondamentali che caratterizzano il ’48 sono:

- Modernizzazione: necessità sempre più sentita.

- Cittadinanza: questo tema viene portato sulla scena attraverso forme di mobilitazione popolare.

Quali sono le rivendicazioni politiche e sociali?

I cittadini vogliono rivendicare tre ordini:

- politico-costituzionale: suffragio universale

- nazionali: indipendenza dei paesi soggetti a dominio straniero

- sociali: dove i gruppi radicali e socialisti si allearono alle forze borghesi innovatrici avanzando programmi di tipo egualitario.

Tutte queste rivendicazioni ebbero insuccesso ma segnarono uno spartiacque decisivo tra l’assolutismo e il presente.

Crisi economica e insuccessi

Le cause di questo fallimento furono molte, ma di sicuro la principale fu la crisi economica. Nata in Irlanda, la cui principale economia era dovuta alle coltivazioni di patate, che erano state spazzate via a causa di una malattia. Questo porta il rincaro dei prezzi dei generi alimentari, peggiorando cosi la situazione delle classi più povere. La crisi poi si ripercuote anche sul settore industriale poiché la domanda diminuisce e in questo modo provoca fallimenti e licenziamenti dei lavoratori.

Francia e la Seconda Repubblica

Questa tensione fu particolarmente forte in Francia, che nei decenni precedenti si era sviluppata molto, creando conseguentemente anche crescenti tensioni sociali e politiche.

La Francia infatti vantava di moltissimi malcontenti sociali perché Filippo d’Orléans aiutava prevalentemente gli aristocratici e l’alta borghesia. Il potere viene detronizzato dalla insurrezione popolare: Filippo abdica e nessuno lo sostituisce. Viene così instituita una nuova Repubblica, chiamata “Seconda Repubblica”, sotto la direzione di un governo provvisorio. Questo governo inizialmente si trova d’accordo su:

- L’istituzione di un suffragio universale maschile

- L’abolizione della pena di morte

- L’abolizione della schiavitù nelle colonie

- Istruzione elementare gratuita

- Riduzione della giornata lavorativa a 10 ore

Le prime elezioni a suffragio universale maschile vengono effettuate per l’elezione del primo Presidente della Repubblica: Carlo Luigi Napoleone Bonaparte. Nipote di Napoleone, sale al potere sempre nel 1848.

Insurrezioni in Belgio e Olanda

Intanto in Belgio e in Olanda si cercano di preventivare le insurrezioni estendendo il suffragio (che non arriva comunque ad essere universale).

Confederazione germanica e rivoluzioni

Al contrario di questi due stati, nella Confederazione germanica (formata da 39 stati) l’onda rivoluzionaria si abbatte con grande forza e rapidità. Innanzi tutto va detto che la Confederazione germanica non era in realtà uno stato confederale, con veri organi di governo. Infatti la Dieta di Francoforte aveva poteri molto limitati, e non avendo un esercito non poteva imporre le proprie idee agli stati confederali. Nascono così ideali rivoluzionari che non riescono comunque ad affermarsi.

Questo movimento con ideali di carattere moderato e liberale richiede:

- Libertà di stampa

- Libertà di associazione

- Unione della Germania tramite una costituzione a potere unico

Nel 1849 viene sciolta l’assemblea che chiedeva nuovi diritti.

Il problema principale era se includere o meno l’Austria, per via della presenza di molte insurrezioni a Vienna. La Prussia può quindi emergere. Il re di Prussia in realtà rifiuta per fedeltà e rispetto nell’autorità, con la paura di una vendetta da parte dell’Austria. Accettando avrebbe legittimato il popolo a dargli del potere. Il re di Prussia però promette di trasformare il suo governo in liberale e di applicare il suffragio universale.

Insurrezioni a Vienna e Praga

Nel ’48 a Vienna scoppia un’insurrezione con la richiesta di:

- Autonomia linguistica e culturale

- La possibilità di autogovernarsi

Studenti e lavoratori costrinsero così l’imperatore Ferdinando I a licenziare Metternich (cancelliere tedesco). Con la caduta di quest’ultimo si aveva dunque la caduta della Restaurazione. La protesta popolare però prosegue e coinvolge anche i contadini. Protestano per l’aumento del prezzo del pane.

Budapest, Zagabria e Praga chiedono l’indipendenza creando così Ungheria Croazia e Slovacchia.

Nel maggio del ’48 l’imperatore germanico scappa, lasciando tutto a un’Assemblea costituente a suffragio universale

Rivoluzioni sedate e nuovi imperi

A cavallo del 1848-49 gli eserciti sedano tutte le rivoluzioni e coloro che avevano conquistato l’indipendenza sono costretti a rientrare. L’Impero asburgico passo completamente nelle mani di Francesco Giuseppe, che vi regnò dal 1848 fino al 1916, quando venne assassinato.

Risorgimento italiano e modernizzazione

Insieme di processi ed eventi che hanno portato alla conquista dell’indipendenza politica e l’unificazione italiana.

In Europa nascono gli stati nazionali, compresa l’Italia.

Sono pervasi da un desiderio di modernizzazione che coinvolge: indipendenza o nuova carta costituzionale, e ampliamento dei diritti dei cittadini.

Sono presenti due nodi attorno alla quale gira il Risorgimento italiano e europeo (spesso connessi grazie alle comunicazioni):

- Produzione intellettuale (crea l’opinione pubblica)

- Desiderio di modernizzazione

Ostacoli all'unità italiana

Uno degli ostacoli per giungere all’unità è la presenza di realtà differenti all’interno della penisola. Le possibili soluzioni sono:

- Mercato più unito

- Unificare pesi e misure

- Lingua nazionale (determinata con l’arrivo di Manzoni)

Innovazioni e opinione pubblica

Le innovazioni di questo periodo sono:

- Si inizia a concepire l’Italia come unita, ergo gli aggiornamenti sono sulla cronaca sono presenti in un tutta la penisola. Tuttavia è presente il fenomeno del policentrismo, secondo la quale ogni cittadino si sente cittadino della sua città e non del suo paese. I cittadini sono attaccati alla propria città che vedono come autonoma. E’ presente una lotta fra città.

- Opinione pubblica in crescita grazie a riviste (es. la rivista “L’Antologia” di Viesseux, che tratta di pensiero, letteratura, storia, riflessione sul passato, “Gli annali universali di statistica” di Romagnosi e “Il politecnico” di Cattaneo)

- Aumenti di congressi scientifici che permettono alla scienza e alla medicina di crescere

Liberali e democratici repubblicani

Queste innovazioni contribuirono alla nascita di una opinione pubblica liberale, riformista e municipalista.

Formata da:

- Liberali democratici: credono che l’indipendenza vada raggiunta lentamente e senza insurrezoni, così come l’unificazione. Desiderano la monarchia costituzionale.

Sono:

Gioberti

• D’Azelio

Cavour

- Democratici repubblicani: credono che l’indipendenza vada portata dal popolo tramite una insurrezione o rivoluzione di portata nazionale. Vogliono una repubblica.

Sono:

Mazzini

Garibaldi

• Cattaneo

Mazzini e la Giovine Italia

Al centro del pensiero di Mazzini sta l’affermazione del nesso inscindibile tra nazione e libertà. Non ci è contraddizione fra patriottismo e lotta per il bene dell’umanità, fra amore per la propria nazione e rispetto per le altre.

Secondo Mazzini a rivoluzione nazionale è una missione che richiede una profonda fede in una religione civile (Dio è popolo cit.) che supera i singoli individui e il conflitto tra classi. La lotta per la libertà richiede una educazione morale del popolo. La motivazione che li spinge a un rinnovamento deve essere di carattere etico e politico, precedendo quello economico. La lotta tra classi è vista come possibile causa di una guerra civile, per questo deve essere abolita. Per migliorare la vita delle classi esse devono cooperare e associarsi.

Mazzini fondò nel 1831 l’associazione Giovine Italia. Con la Giovine Italia fonda il nazionalismo culturale in una forza politica. La Giovine Italia ebbe una diffusione ampia ma circoscritta alle classi medie della Lombardia, Liguria e Toscana.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i due concetti fondamentali che caratterizzano il 1848?
  2. I due concetti fondamentali sono la modernizzazione, una necessità sempre più sentita, e la cittadinanza, che emerge attraverso forme di mobilitazione popolare.

  3. Quali rivendicazioni politiche e sociali furono avanzate dai cittadini nel 1848?
  4. I cittadini rivendicarono suffragio universale, indipendenza dai domini stranieri e programmi sociali di tipo egualitario, segnando un importante spartiacque tra l’assolutismo e il presente.

  5. Qual è stata la causa principale del fallimento delle rivoluzioni del 1848?
  6. La causa principale del fallimento fu la crisi economica, iniziata in Irlanda, che portò a un rincaro dei prezzi e a una diminuzione della domanda nel settore industriale, causando fallimenti e licenziamenti.

  7. Quali furono le principali richieste durante le insurrezioni a Vienna nel 1848?
  8. Le insurrezioni a Vienna richiesero autonomia linguistica e culturale, oltre alla possibilità di autogovernarsi, portando alla caduta di Metternich e a un’Assemblea costituente a suffragio universale.

  9. Qual è il pensiero centrale di Mazzini riguardo alla nazione e alla libertà?
  10. Mazzini afferma che esiste un nesso inscindibile tra nazione e libertà, sostenendo che la lotta per la libertà deve essere di carattere etico e politico, e che la cooperazione tra le classi è fondamentale per evitare conflitti.

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