Risk management
Normativa prudenziale
L'attività di vigilanza dei regolatori influisce molto sul risk management delle società finanziarie. Può essere volta per la stabilità del sistema finanziario, garantendo la buona condotta di ogni singola banca (Consob) o per l'integrità dei mercati finanziari. Sono due attività distinte spesso condotte da soggetti diversi. L'attività di stabilità del sistema in Italia è condotta da Banca d'Italia, mentre per l'integrità dei mercati è condotta da Consob. Questo sistema è denominato twin peaks; all'estero o un'autorità fa tutto (sistema consolidato) o c'è un sistema di vigilanza settoriale con diverse autorità per ogni settore.
L'attività di vigilanza è composta dall'enforcement (attuazione e controllo dell'applicazione delle norme) e dalla produzione di norme che declinano nello specifico i contenuti delle leggi parlamentari.
Norme di primo livello: create dal parlamento, l'applicazione e la formulazione precisa viene lasciata all'autorità di vigilanza.
Vigilanza di natura prudenziale
Deriva da norme di valenza mondiale, in cui vengono enunciati i principi da rispettare:
- Basel Committee on banking supervision (banche): sviluppa principi di vigilanza prudenziale esclusivi per le banche.
- Financial Stability Board (altri soggetti): copre tutti gli intermediari finanziari.
Queste due commissioni stabiliscono i principi a cui le leggi e le regolamentazioni devono attenersi, in modo da stabilizzare il sistema bancario mondiale (armonizzazione mondiale) e per evitare che alcuni paesi godano di una competitività maggiore dovuta a una carenza di norme di vigilanza.
Gli standard di vigilanza devono essere approvati all'unanimità (sono considerati delle best practices). I principi di queste commissioni non hanno valore di legge, solo se vengono approvati all'unanimità è possibile che ogni stato le trasformi in leggi. Una volta approvato il global standard ogni singolo paese lo deve tradurre in legge cogente del singolo paese per renderlo applicabile.
In Europa lo standard deve prima essere recepito come legge europea, in seguito deve essere recepita dai diversi stati. Una legge EU può essere un regolamento o una direttiva. In entrambi i casi deve essere prima approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo (formato dai capi di stato di ogni paese EU). Un regolamento diventa subito esecutivo in tutta EU, allo stesso modo, in tutti gli stati (principio della massima armonizzazione). Una direttiva non è direttamente cogente al momento della validazione, deve essere trasposta nei diversi paesi attraverso una legge, potendo subire delle modifiche (minima armonizzazione).
Il contenuto specifico tecnico (normativa secondaria) viene dato al regolatore, affidata ad EBA. Le norme di EBA possono essere dei technical standard regolamentari (definiscono meglio la norma) o implementing (definiscono nel dettaglio cosa si intende nella norma e come questa debba essere applicata nella pratica). Altre specificazioni vengono prodotte dalle autorità di vigilanza, come le guidelines (spiegazioni sulle aspettative delle autorità), implementation report (implementazione guardando nel concreto cosa fanno gli intermediari evidenziando le soluzioni migliori), FAQ (risposte a domande degli intermediari).
Il comitato di Basilea produce gli standard, il Group of Governors deve accettarli.
Sistema di Supervisione Europeo
In EU l'ESFS (European System of Financial Supervison) si divide in due:
- ESA (European Supervisory Authority), supervisione micro-prudenziale:
- EBA (European Banking Authority): settore bancario.
- EIOPA (European Insurance & Occupational Pension Authority): settore assicurativo e previdenziale.
- ESMA (European Securities Markets Authority, anche autorità di supervisione ma solo su agenzie di rating): mercati, ha anche autorità di supervisione (enforcement) sulle agenzie di rating, che sono considerati intermediari finanziari dal 2010. Non fanno supervisione diretta e non implementano le norme, sviluppano le norme con l'obiettivo di avere regolamentazione identica in tutti i paesi. Vigilanza micro-prudenziale, si cerca di analizzare ogni intermediario per evitare che la crisi di un singolo contagi anche gli altri. Realizzano un single rulebook.
- Comitati per la supervisione macro-prudenziale:
- ESRB (European Systemic Risk Board): composto da tutte le autorità di vigilanza, composto dai capi di BCE, banche centrali nazionali, ESMA, EBA, EIOPA e un componente della commissione EU. Ha il compito di individuare squilibri che possono intaccare gli intermediari finanziari.
- Comitato delle ESA: organo di coordinamento. Supervisione sul sistema finanziario in generale. La supervisione micro non è abbastanza.
La supervisione è demandata alle singole autorità nazionali di vigilanza, con eccezione dell'unione bancaria nei quali l'attuazione della supervisione è gestita da un supervisore comune. Gli stati dell'eurozona e quindi dell'unione bancaria hanno 3 pilastri in comune: un meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie comune, un supervisore comune, un sistema di assicurazione sui depositi comune.
Single Supervisory Mechanism (SSM)
Supervisione su banche non viable:
- Single Supervisory Board (parte dell'EBA).
- National Component Authorities (NCAs).
Single Resolution Mechanism (SRM)
Dirige la risoluzione di banche non viable:
- Single Resolution Board.
- Single Resolution Fund (facilitare crisi bancarie).
- National Resolution Authorities (NRAs).
Single Deposit Guarantee Mechanism (SDGM)
Assicurazione sui depositi ma non è ancora implementato a causa della frammentazione dei titoli di stato e del rischio ad essi collegati, esiste però una direttiva a cui le banche si sono adeguate (essendo però una direttiva i depositi sono garantiti dai singoli stati, anche secondo regole diverse).
- European Deposit Insurance Scheme (EDIS).
- National Deposit Guarantee Schemes.
Nell'unione bancaria l'attività di vigilanza è condotta dal Single Supervisory Mechanism.
SSM
Divisione indipendente della BCE, presieduta dal single supervisory board (SSB) e composta da 6 componenti della BCE (tra cui il presidente) e 19 rappresentanti delle NCA (National Competent Authorities). È comandato dal SSB (divisione indipendente della BCE), che detiene tutti i poteri e i cui membri non vengono nominati dalla BCE ma dal Consiglio Europeo e dal Parlamento Europeo. Le decisioni del SSB sono valutate dalla BCE ma seguendo il meccanismo della Non Objection Rule, ovvero la BCE ha solo qualche giorno di tempo per contestare le decisioni del SSB. Se la BCE non è d'accordo, il problema va portato davanti al Parlamento e al Consiglio Europeo che decideranno cosa fare. Nei fatti le decisioni del SSB non possono essere contestate.
Il SSB ha potere regolamentare e di supervisione su tutte le banche Eurozona, ed è esercitato direttamente sulle Significant Institutions (SIs) e sulle altre selezionate dalla BCE, mentre sulle Less Significant Institutions (LSIs) sono gestite dalle NCA. Il SSM supervisiona le banche viable (banche di cui siamo certi che sopravviveranno i prossimi 12 mesi), e ha diversi poteri e responsabilità:
- Concedere/ritirare licenze bancarie, approvare M&A e variazioni di azionariato rilevanti.
- Approvare la nomina di amministratori e dirigenti primo livello, in base a criteri di competenza e di adeguatezza.
- Delibera capital decisions.
- Dichiara che una banca is failed or likely to fail (non viable).
- Vigila le SIs attraverso JST (Joint Supervisory Team), dedicati (uno per SI).
SREP letters (Supervisory Review and Evaluation Process), in base alla supervisione sulle SI, viene redatto un rapporto (SREP Evaluation) che valuta la capacità gestionale della banca, il SSB invia ogni anno alla banca la SREP Letter in cui impone delle richieste in base alla situazione specifica di ogni banca. In particolare, il SSB può imporre un requisito di capitale addizionale.
SRM
Supervisiona le banche non viable, è un'autorità diretta dal SRB (Single Resolution Board) con la partecipazione del SRA (Single Resolution Authority), staccata dalla BCE, che gestisce le crisi bancarie. Sessioni avvengono con 3 modalità:
- Ristrette: solo 5 componenti del RSM.
- Estese: esecutive, risoluzioni su banche di specifici paesi, 5 componenti più rappresentante, con alcuni rappresentanti NRA.
- Plenarie: 5 componenti del SRM e tutti i 19 rappresentanti delle NRAs.
Il SSM è un braccio operativo della BCE, mentre il SRM è un'autorità completamente indipendente, con sede a Bruxelles, mentre BCE a Francoforte. In Italia l'autorità di risoluzione nazionale (NRA) è ancora la Banca d'Italia, al cui interno ci sono agenzie distinte tra loro con compiti diversi che rispondono al SSB e al SRB. La BI è l'autorità macroprudenziale (Systemic Risk Board) dell'Euro Zona per l'Italia.
Il SRM ha diversi compiti:
- Gestire casi di crisi bancarie, dichiarate non viable dal SSM.
- Gestione del SRF, con lo scopo di aiutare in crisi bancarie. Entro il 2024 dovrà arrivare ad avere l'1% di tutti i depositi assicurati dell'area Euro. I fondi possono essere utilizzati per agevolare la risoluzione delle crisi bancarie.
- Definire un requisito di capitale per le banche (MREL).
- Prevede un piano di risoluzione per ogni banca. Ipotizza situazioni di dissesto per banche attualmente sane e pianifica come gestirne la crisi (Resolution Plan). Il RP è utile perché permette di pensare prima alle cause del dissesto e a come comportarsi nel caso in cui accada.
Se si va per una risoluzione di una banca, il piano di risoluzione è proposto dall'autorità di risoluzione ma deve essere validato dalla Commissione Europea.
SRF
Single Resolution Fund, a cui le banche sane apportano contributi per facilitare la gestione delle crisi bancarie (sotto certe condizioni). Non è ancora implementato al 100%. Segue una logica di Bail Out.
Basilea
Basilea si concentra su 3 pilastri:
- Legale: requisiti di legge applicabili a tutte le banche aventi medesime caratteristiche oggettive, tesi a preservare la stabilità del sistema finanziario.
- Prudenziale: requisiti di capitale fissati dall'autorità di vigilanza per la stabilità del sistema, fissati banca per banca.
- Disciplina di mercato: si obbliga le forze di mercato a far sì che le banche attuino comportamenti prudenti.
Solo le banche hanno requisito di capitale, le banche non hanno limiti alla leva finanziaria perché non possono fallire, inoltre il ricorso al capitale di debito è conveniente perché non ha imposte, per questo motivo hanno bisogno di requisiti di capitale per evitare l'intervento statale in caso di default.
Nelle imprese l'aumento del debito, superata una certa soglia, fa diminuire il valore dell'Enterprise Value, perché aumenta la probabilità di fallimento e quindi anche la capacità di interfacciarsi con il mercato (clienti, fornitori, …). Ha quindi un impatto sulla capacità di redditività industriale stessa, ha cioè un impatto sull'attivo dell'impresa rendendo più difficile fare business.
Se una banca è a rischio di insolvenza, le persone non ci vogliono più fare affari, e per questo motivo cercano di non arrivare a quel punto. Le banche però sono sistemiche e hanno un'importanza troppo alta nel sistema economico, ed è quindi impossibile fare fallire una banca, il costo sociale è troppo alto. La conseguenza è che la disciplina di mercato non funziona per le banche, perché se la banca non fallirà mai gli individui continueranno a farci affari comunque perché non può fallire. Per la banca il debito avrebbe solo benefici, quindi è necessario imporre requisiti di capitale per evitare l'aiuto statale.
Il requisito di capitale ha una componente che è obbligatoria e va rispettata sempre (requisito legale, primo pilastro), una parte invece in momenti di crisi può non essere rispettata (capital buffers). Questo per evitare il rischio di default e quindi l'intervento statale.
Il requisito delle Eligible Liabilities (secondo pilastro) è invece imposto dal SRM, è un requisito sul capitale di debito volto a una strutturazione dello stesso in modo da facilitare i processi di liquidazione o risoluzione.
Tutti i requisiti di capitale sono ancorati a un concetto di attivo ponderato per il rischio (anche se è importante la metrica di attivo NON ponderato per il rischio, da cui deriva il requisito di leva o Leverage Requirement, requisito di capitale calcolato sull'attivo indipendentemente dal rischio associato).
Il requisito di terzo pilastro è volto essenzialmente alla trasparenza di mercato: le banche devono dichiarare i rischi che stanno assumendo, a quanto rischio si espongono e come lo gestiscono, che struttura utilizzano per gestire il rischio, i presidi che la banca dispone per fronteggiare il rischio ed evitare il fallimento. Queste informazioni rientrano nell'informativa di Pillar 3 che le banche devono obbligatoriamente fornire.
Pilastro 1, 2, 3
- Pilastro 1:
- Loss Absorbing Resource Requirements (LARRs):
- Capital Requirements.
- Capital Buffers.
- Eligible Liabilities.
- Funzioni di RWE (risk weighted exposure).
- Leverage Requirement:
- Funzioni di LE (leverage exposure).
- Liquidity Requirements:
- Breve termine (LCR).
- Medio Termine (NSFR).
- Loss Absorbing Resource Requirements (LARRs):
- Pilastro 2:
- Loss Absorbing Resource Requirements (LARRs):
- Capital Requirement.
- Eligible Liabilities for All Banks.
- Leverage Requirement.
- Requisito di Liquidità:
- Breve termine (LCR, …).
- Medio termine (NSFR, …).
- Pillar 2 (Capital) Guidance: non legalmente vincolante.
- Loss Absorbing Resource Requirements (LARRs):
- Pilastro 3:
- Sui rischi:
- Tipo di rischio.
- Livello dei rischi.
- Misura dei rischi.
- Processi di gestione rischi.
- Risk management organization.
- Su Own Funds & Liabilities:
- Tipo.
- Livello.
- Correlato con le voci al passivo del bilancio.
- Sui rischi:
I requisiti di primo pilastro sono imposti per legge e definiti al fine di assorbire le perdite dovute a 4 tipi di rischio:
- Credito
- Controparte
- Operativo
- Mercato, solo sul banking book (rischio da tasso d'interesse, rischio azionario, rischio valutario, rischio materie prime).
La banca può adottare due modelli per stimare e calcolare il requisito di capitale di primo pilastro, uno standardizzato (fornito dall'autorità) e uno creato internamente. Il modello statistico (interno) per essere validato dall'autorità di vigilanza deve essere:
- Statisticamente solido.
- I parametri del modello devono essere stimati in modo corretto.
- La banca ha una base dati adeguata a effettuare la stima del modello e per usare il modello al fine del calcolo del grado di rischio.
- Deve avere sistemi informativi per processare dati.
- Deve avere persone adeguate per stimare il modello, aggiornarlo e utilizzarlo.
- Deve essere usato per gestire la banca e non solo per stimare il requisito di capitale (use test).
Il secondo pilastro comprende tutti i rischi della banca, sia quelli di primo pilastro sia quelli importanti per la gestione della banca, come quello strategico. Il secondo pilastro copre inoltre i rischi collegati al banking book (che invece non vengono coperti dal primo pilastro) che rappresentano una delle parti più rilevanti dell'attivo della banca.
L'autorità calcola il requisito di secondo pilastro tramite un'analisi fatta interamente alla banca sull'adeguatezza del suo capitale e della liquidità. Sulla base dell'autovalutazione della banca e delle critiche dell'autorità sulla valutazione stessa, viene composta la SREP evaluation che è alla base della SREP letter.
Rischio di controparte
Il rischio di controparte è connesso ai derivati, è un rischio di credito connesso a un rischio di mercato. Il rischio di mercato sono tutti i rischi sopportati per variazioni dei prezzi di mercato di qualsiasi genere (rischio di mercato obbligazionario, rischio di mercato azionario (indice), rischio di mercato azionario specifico (singola azione), rischio di commodities, …).
Modelli standardizzati e interni
Modelli standardizzati: in base a schema e funzioni del supervisore calcolo i requisiti di capitale.
Modello interno: modello costruito internamente. Deve essere usato anche per fini gestionali (per evitare lo sviluppo di modelli atti solamente al risparmio di capitale).
Pillar 2
Requisiti che affrontano rischi materiali, fatto internamente alla banca. La banca mappa i rischi che non rientrano nel primo pilastro e deve mettere insieme sistema per misurazione e gestione. Il supervisore, in base all'impatto di questi rischi, decide i requisiti di capitale necessari. Se obbligo normativo di primo pilastro non è adeguato, il supervisore può aumentare il secondo pilastro per coprire i requisiti di primo pilastro. Il requisito di secondo pilastro viene specificato alla banca tramite la SREP letter (prodotta dalla SREP review). La banca ogni trimestre deve fare un ICAAP (Internal Capital Adeguacy Assesmet Process, valutazione interna della banca) per valutare i requisiti pillar 2. La banca, insieme all'ICAAP, deve fare una valutazione interna sullo stato di liquidità, detto ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assesment Process), sulla cui base l'autorità può dare requisiti di liquidità alla banca.
L'Overall SREP assessment – holistic approach
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