Concetti Chiave

  • Il diabete di tipo 2 (DMT2) aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari, con le donne a maggior rischio rispetto agli uomini.
  • Fattori di rischio come ipertensione e ipercolesterolemia possono incrementare notevolmente l'incidenza di malattie cardiovascolari nei pazienti diabetici.
  • Il rischio di malattia coronarica e ictus in soggetti diabetici è almeno doppio rispetto a quelli non diabetici, simile a chi ha già subito un evento cardiovascolare.
  • Il diabete di tipo 1 presenta anch'esso rischi cardiovascolari, specialmente se non adeguatamente controllato, con segni di danno d'organo riscontrati in una significativa percentuale di pazienti.
  • Il controllo delle glicemie da solo non è sufficiente per ridurre i rischi di malattie cardiovascolari, evidenziando l'importanza di un approccio multifattoriale nella gestione del diabete.

Rischio cardiovascolare nel diabete

la malattia cardiovascolare nel DMT2 è molto frequente, ed in termini di rischio relativo le donne hanno profili peggiori (aumento del rischio di quattro volte) degli uomini (aumento di due volte).

In particolare:

rischio di malattie coronarica: x2 in uomini e x4 in donne;

rischio di ictus: x3 in uomini e x2 in donne;

rischio di arteriopatie agli arti inferiori con claudicatio intermittens: x3 in uomini e x8 in donne;

rischio di scompenso cardiaco: x6 in uomini e x10 in donne.

Incidenza cumulativa e fattori di rischio

Valutando poi l’incidenza cumulativa di CVD nell’arco di 8 anni in pazienti diabetici, si vede come ad un fattore di rischio è possibile associarne un altro, per aumentare complessivamente la probabilità che si verifichi un dato evento.

In un 50enne non diabetico, vi è un rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare nel corso di 8 anni del 2%. Se si considera invece un 50enne che presenta solamente il diabete (senza altri fattori di rischio), tale percentuale sale al 3%, anche se il diabete isolato è una condizione rarissima. In presenza concomitante di diabete e di ipertensione (caso molto più frequente), la percentuale è dell’8%. Se si aggiunge anche l’ipercolesterolemia non controllata, la percentuale sale fino al 33%. Infine, aggiungendo il fumo ai fattori precedenti, si sale al 46%: ciò dimostra come la componente multifattoriale abbia un ruolo molto rilevante e aggravante sulla patologia, e come il controllo delle glicemie non sia sufficiente a ridurre in modo notevole i rischi di CVD.

Il rischio di malattia coronarica e stroke è almeno 2 volte maggiore in un soggetto diabetico, nonostante si considerino anche età, fumo, BMI, colesterolo e altri valori. Tale rischio di sviluppare CVD equivale a quello di un soggetto non diabetico, ma che ha già avuto un evento cardiovascolare. Di conseguenza, soggetti diabetici che hanno avuto già CVD hanno una probabilità nettamente più alta di avere altri eventi infartuali.

Rischio nel diabete di tipo 1

Anche nel diabete di tipo 1 può esserci rischio di malattie cardiovascolari, soprattutto se il diabete viene trascurato. Da questo studio fatto a Verona su circa 1000 pazienti di età media di 47 anni, è possibile notare che, seppure in minor misura, il danno d’organo è presente anche nel DMT1. Queste persone presentavano:

- il 40% una

- il 28%

- il 10% malattia renale per riduzione del filtratoglomerulare

- il 16%

- il 7% arteriopatie agli arti inferiori

- il 4% ha già avuto un infarto, ictus o necessità di rivascolarizzazione

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il rischio cardiovascolare associato al diabete di tipo 2 (DMT2) per uomini e donne?
  2. Nel DMT2, le donne presentano un rischio cardiovascolare significativamente maggiore rispetto agli uomini, con un aumento del rischio di malattie coronariche di quattro volte per le donne e due volte per gli uomini, e un rischio di scompenso cardiaco di dieci volte per le donne e sei volte per gli uomini.

  3. Come influiscono i fattori di rischio sul rischio cumulativo di malattie cardiovascolari nei pazienti diabetici?
  4. L'incidenza cumulativa di malattie cardiovascolari nei pazienti diabetici aumenta con la presenza di più fattori di rischio. Ad esempio, un 50enne diabetico ha un rischio dell'8% se ha anche ipertensione, e questo sale al 46% se si aggiunge il fumo, dimostrando l'importanza della componente multifattoriale.

  5. Qual è il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari in un soggetto diabetico rispetto a uno non diabetico?
  6. Il rischio di malattia coronarica e ictus in un soggetto diabetico è almeno due volte maggiore rispetto a un soggetto non diabetico, ma con una storia di eventi cardiovascolari, evidenziando la gravità del rischio per i diabetici con precedenti eventi.

  7. Esiste un rischio cardiovascolare nel diabete di tipo 1 (DMT1)?
  8. Sì, anche nel DMT1 esiste un rischio di malattie cardiovascolari, specialmente se il diabete è trascurato. Uno studio ha mostrato che il 40% dei pazienti presentava danni d'organo, evidenziando che il rischio cardiovascolare è presente anche in questa forma di diabete, seppur in misura minore rispetto al DMT2.

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