Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La rinascita socio-economica delle città medievali fu segnata da un aumento della produzione agricola e dalla crescita demografica, che portò a un superamento dell'economia di baratto.
  • La crescita delle città favorì l'emergere di nuove figure sociali, come i mercanti e i borghesi, che si affiancarono ai tradizionali ordini feudali, creando un nuovo tessuto urbano.
  • La diffusione della moneta, in particolare d'argento e d'oro, facilitò gli scambi commerciali e portò alla figura dei cambiavalute, essenziali per il finanziamento delle attività economiche.
  • Si sviluppò una rivalità crescente tra l'aristocrazia e la borghesia, con i nobili che divennero sempre più dipendenti dai mercanti per il capitale necessario, riconoscendo il loro ruolo cruciale.
  • I mercanti e banchieri crearono sistemi finanziari innovativi, come le lettere di cambio e i contratti di commenda, che ridussero i rischi e stimolarono la crescita economica urbana.

Qual è la rinascita socio-economica delle città?

Il forte rilancio della produzione agricola, la crescita demografica e la conseguente rinascita socio – economica delle città, a partire dai decenni a ridosso dell’ XI secolo, furono tutti eventi che condussero ad un decisivo superamento della rudimentale economia di baratto, che si era diffusa dopo lo smembramento dell’impero carolingio, causando l’affermazione del particolarismo curtense – feudale. Le eccedenze agricole destinate allo scambio commerciale, ottenute grazie ai miglioramenti delle tecniche di coltivazione, e la crescente domanda di manufatti ebbero come conseguenza finanziaria una massiccia richiesta di moneta, soprattutto da parte dei mercanti e delle nuove figure dei borghesi.

Crescita demografica e urbanizzazione

La crescita demografica, economica e politica dell’ Occidente, che si svolse dall’ XI secolo fino al XIV, portò alla rinascita delle città. I centri urbani europei durante l’ Alto Medioevo, avevano subito un processo di spopolamento e il crollo delle tradizionali istituzioni. Il superamento della curtis e la ripresa degli scambi commerciali, portarono alla nascita di nuove figure sociali, primi fra tutti i mercanti. La crescita demografica rese liberi dalle attività della terra, così un numero sempre maggiore di contadini migrarono dalle campagne dove avevano vissuto fino a questo momento, verso i centri cittadini europei più ricchi.

Libertà e cittadinanza nelle città

In quegli anni circolava la massima germanica: “ l’ aria della città rende liberi”, infatti, nel giro di un anno dall’ insediamento in un centro urbano era possibile, per un immigrato che fosse riuscito a inserirsi in maniera attiva nella vita economico – politica cittadina, vedere legalmente riconosciuta la propria cittadinanza. In tal modo l’ immigrato si trovava automaticamente sollevato dall’ obbligo di corrispondere qualsiasi tipo di riconoscimento al vecchio padrone feudale, sia in natura o pecuniario. In Europa furono molte le città che videro raddoppiata la loro estensione. Tra i centri più estesi di questo periodo troviamo Milano, Parigi, Firenze, Barcellona, Colonia, Bologna, Genova e Napoli. Il centro delle città era occupato dai signori e dal vescovo e tutto intorno si costruirono raggruppamenti di case detti borghi, abitati da mercanti, artigiani e imprenditori. Vennero edificate più estese ed elevate cinte murarie per inglobare i borghi, e da qui il nome di borghesi, che non indicava soltanto il luogo in cui essi risiedevano, ma soprattutto la natura delle loro attività lavorative. Il borghese si impose come una nuova figura sociale che si affiancò ai tre tradizionali ordini della società feudale: i militari che erano votati all’ uso delle armi, i chierici che si dedicavano alla preghiera e alle attività culturali e i contadini impiegati nel lavoro della terra.

Diffusione della moneta e cambiavalute

Nei secoli successivi al Mille, l’ Europa conobbe una sempre più vasta diffusione della moneta. Il denaro d’ argento, precedentemente coniato per volontà di Carlo Magno, continuò a circolare, ma ben presto i vescovi e i conti ottennero il privilegio di battere una propria moneta, valida su tutto il territorio del loro feudo che tutti dovevano accettare e non potevano rifiutarla come mezzo di pagamento. Il denaro d’ argento fu così sostituito da nuove monete, che i signori feudali coniavano in grande quantità. Tutto ciò fu possibile anche grazie a un decisivo miglioramento delle tecniche di estrazione dei minerali dal sottosuolo, con cui venivano prodotte le nuove monete, come pure grazie a una ridistribuzione dei bottini e dei proventi ricavati dalla incessante lotta della cristianità contro l’espansione islamica nel bacino del Mediterraneo. Così oltre alle monete d’ argento iniziarono a diffondersi anche quelle d’ oro. Con l’ aumento costante della circolazione della moneta divenne necessaria la nascita di una nuova figura, quella del mercante cambiavalute. Mediante operazioni finanziarie ci si rivolgeva a questi mercanti anche per ottenere prestiti, primi fra tutti i contadini, che faticavano a racimolare il denaro liquido necessario per pagare ai feudatari i fondi di censo, ossia l’affitto in denaro e non più quindi in natura, di determinati terreni. Ma anche l’ aristocrazia feudale laica aveva un bisogno altrettanto forte di avere denaro per poter conservare inalterato il loro tenore di vita e inoltre per coprire gli onerosi costi della bellicosa politica militare. L’ importanza dei cambiavalute nella nascente economia cittadina e borghese derivava dai numerosi gruppi sociali che si rivolgevano ai cambiavalute per i prestiti.

Rivalità tra aristocrazia e borghesia

Cominciò a poco a poco ad innescarsi la rivalità fra l’ antico potere aristocratico e quello mercantile – borghese, che avrebbe contribuito alla nascita dello stato moderno. I potenti feudali, solidamente sprezzanti verso ogni qualsiasi forma di attività manuale e commerciale, si ritrovarono sempre di più nella condizione di dover dipendere da figure sociali di estrazione borghese, come mercanti, piccoli imprenditori, artigiani che con il prestito di denaro li salvavano più volte dalla frequente minaccia della bancarotta. Si andava così ad instaurare una specie di “ circolo vizioso della moneta”, in base al quale gli aristocratici avevano continuamente bisogno di denaro, che non riuscivano più a ricavare in maniera adeguata al loro fabbisogno per le rendite fondiarie. I mercanti diventavano sempre più importanti nelle città e il ruolo di grande preminenza che assunsero via via, trovò concreta applicazione anche in istituzioni apposite, come i tribunali della mercanzia. Questi tribunali speciali che vennero istituiti, permettevano ai mercanti di vigilare sulla correttezza delle attività commerciali. I cambiavalute non si lasciarono così sfuggire l’ occasione di porsi, fin da allora, come veri e propri aghi della bilancia del sistema finanziario bassomedievale.

Ascesa dei mercanti e banchieri

Appena la ricchezza accumulata lo consentiva, le più ricche famiglie di mercanti e di imprenditori si adoperavano in tutti i modi possibili per imitare lo stile di vita degli aristocratici. Alcune famiglie di borghesi, pur di eguagliare i patrizi, si spinsero fino di comperare i titoli nobiliari, trascorrendo la loro vita nell’ozio e nello sfarzo. Il disagio economico e sociale dei ceri meno abbienti sfocio con il tumulto dei ciompi, cioè degli operai salariati, esclusi da ogni rappresentanza politica. Le libertà comunali assunsero sempre più un carattere oligarchico e alla fine furono definitivamente soppiantate dall’ascesa delle grandi signorie cittadine.

Sistemi finanziari medievali

Durante la fase della loro affermazione nel mondo medievale, mercanti e banchieri misero a punto sistemi finanziari sempre più sofisticati, che consentirono loro di intraprendere nuovi e lucrosi affari, riducendo i rischi conseguenti al trasporto di grosse somme di denaro contante. Fra queste tecniche finanziarie, in primo piano vi erano le lettere di cambio, che possono essere considerate le antenate delle nostre moderne cambiali. Nel caso in cui, durante un viaggio d’ affari, un mercante avesse necessità di denaro liquido, bastava che si presentasse alle banche della città in cui si trovava la lettera di cambio, per entrare subito in possesso della cifra richiesta. Nello stesso periodo si svilupparono altre forme di investimento, i cosiddetti contratti di commenda, cioè tutti i mercanti che intendevano organizzare una spedizione commerciale, per esempio un carico di merci pregiate oltre oceano, stipulavano un accordo con chi disponeva di capitali e voleva investirli nel loro viaggio. Al suo ritorno, il mercante che aveva ricevuto un finanziamento di capitale, era tenuto per contratto a rendere conto al finanziatore del viaggio. Se vi erano stati degli utili dalla spedizione, tre quarti di questi spettavano al finanziatore e solo la rimanenza andava al mercante. La legittimità dei contratti di commenda era garantita anche a quei tempi, dai notai, che erano presenti mentre il contratto veniva stipulato tra mercante e finanziatore. Quando i commerci regionali e internazionali furono avviati alcune delle famiglie mercantili accumularono sempre più ingenti quantità di denaro, così da rinunciare all’attività commerciale, in favore di quella di intermediazione finanziaria. Questa infatti, risultava molto più lucrosa. Non erano rari però i casi in cui l’ impresa mercantile si rivelava un completo fallimento, che portava alla rovina non solo i mercanti e i loro fiduciosi finanziatori, ma anche intere collettività cittadine, che avevano investito il loro denaro nell’impresa. Il mercante non doveva solo essere bravo e attento a guadagnare il denaro, ma doveva soprattutto essere bravo e attento a spenderlo con la giusta misura e dove era più conveniente per lui. Doveva custodire il suo patrimonio e quello della sua famiglia, guadagnato con il sudore della fronte.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali furono i principali fattori che portarono alla rinascita socio-economica delle città nel Medioevo?
  2. La rinascita socio-economica delle città fu influenzata dal rilancio della produzione agricola, dalla crescita demografica e dalla crescente domanda di manufatti, che portarono a un superamento dell'economia di baratto e a una massiccia richiesta di moneta da parte di mercanti e borghesi.

  3. Come la crescita demografica influenzò l'urbanizzazione durante il Medioevo?
  4. La crescita demografica portò molti contadini a migrare verso i centri urbani, contribuendo alla rinascita delle città e alla nascita di nuove figure sociali, come i mercanti, che si affiancarono ai tradizionali ordini della società feudale.

  5. Qual era il significato della massima germanica "l'aria della città rende liberi"?
  6. Questa massima indicava che gli immigrati che si stabilivano in città e si integravano nella vita economico-politica ottenevano la cittadinanza, liberandosi dagli obblighi verso i loro padroni feudali.

  7. Quale ruolo svolgevano i cambiavalute nell'economia medievale?
  8. I cambiavalute divennero figure cruciali nell'economia cittadina, fornendo prestiti a contadini e aristocratici, e contribuendo alla crescente circolazione della moneta, necessaria per sostenere le attività commerciali.

  9. Come si svilupparono i sistemi finanziari durante il Medioevo?
  10. I mercanti e banchieri svilupparono sistemi finanziari sofisticati, come le lettere di cambio e i contratti di commenda, che facilitarono gli scambi commerciali e ridussero i rischi legati al trasporto di denaro, permettendo una maggiore intermediazione finanziaria.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community