Concetti Chiave
- Il Rinascimento italiano, iniziato nei primi anni del '400, è caratterizzato da un rinnovato interesse per l'uomo e per il recupero dei testi classici, influenzato dall'Umanesimo.
- Innovazioni artistiche principali includono la prospettiva centrale di Brunelleschi, il nuovo approccio all'antico e una maggiore attenzione per le proporzioni e l'anatomia umana.
- Artisti come Donatello e Masaccio reinterpretano la figura umana, enfatizzando la rappresentazione realistica e le emozioni, contribuendo a un'arte che rifiuta l'idealizzazione medievale.
- Firenze diventa un centro culturale sotto il governo dei Medici, con una fusione di filosofia neoplatonica e cristianesimo che influenza l'arte e la società del tempo.
- Leonardo da Vinci emerge come figura centrale, combinando studio e osservazione della natura, dando vita a opere caratterizzate da innovazioni tecniche e una profonda introspezione psicologica.
redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/letteratura-cinquecento/500-contesto-storico/cultura-umanistico-rinascimentale.html
Rinascimento
Contesto storico - culturale
In questo appunto viene descritto il Rinascimento italiano in ambito artistico.
Nei primi anni del '400 Firenze attraversa un momento di prosperità, grazie alla sua ricchezza. Il Rinascimento è preceduto dall'Umanesimo che, affermandosi nella letteratura, consiste nel recupero e lo studio di testi letterari e filosofici classici, latini e greci. Nasce anche la filologia che consiste nel recupero dei testi letterari classici. Viene così introdotta l'idea di uomo concepito come essere libero, in grado di autodeterminarsi ed in grado di capire l'universo, in quanto dotato di ragione. Segue il rinascimento, nei primi anni del 400, grazie all'opera di Brunelleschi, Masaccio e Donatello. Infatti nel rinascimento anche le arti figurative vengono investite da questa volontà di rinnovamento. Il Rinascimento italiano porta principalmente a quattro innovazioni:
• Una nuova rappresentazione dello spazio, vincolata a regole geometriche sistematizzate con la prospettiva centrale di Brunelleschi che è in grado di rappresentare la tridimensionalità degli oggetti e la loro posizione nel piano.
• Vi è un nuovo approccio all'antica.
• La nuova attenzione per l'uomo fa si che gli artisti ne studino le proporzioni la precisa rappresentazione anatomica e la resa dei moti dell'animo.
• Ne deriva un'arte che da importanza alla sintesi.
In questo periodo l'arte acquisisce importanza e ha lo scopo di propagandare ed esaltare i signori e implementare la conoscenza dell'uomo e di ciò che lo circonda. Tutti gli artisti si confrontano in questo periodo sull'uomo, sulla natura e sulla storia.
Brunelleschi (1377-1446)
E' il massimo esponente dall'inizio del rinascimento. E' sia uno scultore (partecipa al concorso per la porta del Battistero di Firenze e perde con Ghiberti) che un architetto (costruisce la cupola di Santa Maria del Fiore, autoreggente). E' lui l'ideatore della prospettiva centrale e da origine anche al modulo ovvero un sistema di regole che stabilisce rapporti proporzionali tra le parti di una costruzione. A differenza dei suoi predecessori non cerca il bello e il vero (concetti imperfetti) ma le idee. Si rende conto dell'inutilità della storia. La sua pittura è irrealistica in quanto cerca il bello ideale (aliquid incorporeo) di qualcosa che si è perso (decadenza Firenze). Generalmente usa una luce diffusa con colori atoni.
Donatello (1386-1466)
Inventore dell’uomo nuovo che consiste nella presa di coscienza, anche a livello di materia, di questa figura che si muove nello spazio (volge lo sguardo da qualche parte, tenta di muoversi pur rimanendo bloccato in un punto. Donatello utilizza un linguaggio nuovo attraverso lo “schiacciato” che vede muovere le superfici grazie a un rilievo molto basso che dilata e vibra la figura. Utilizza una prospettiva centrale. C’è un racconto continuo all’interno dello spazio, l’uomo esiste, ha storia. Il suo maestro è Brunelleschi, continua a rinnovarsi durante la vita, ha un gusto gotico ma un equilibrio e rapporto rinascimentale.
Crea il David: Non è chiaro se si tratti del David o di mercurio per via dei calzari.
Il David era una figura mitologica della Bibbia che grazie all’intelligenza uccise il gigante Golia in nome della fede. Essendo l’eroe per eccellenza del rinascimento verrà sempre raffigurato nudo perché vengono ripresi gli ideali di virtù greca (Policleto), mentre nel medioevo la nudità rappresentava il peccato. La versione femminile dell’eroe è la Giuditta.
La statua non è di grandi dimensioni, la differenza dal canone greco è la forza, il vigore che vengono espressi nonostante l’idealizzazione. L’opera non è divina ma reale. Caratteristica importante è la superficie in bronzo lavorata fondendo il bronzo con la cera.
Nel rinascimento, e già dal medioevo, Padova è una città molto importante grazie alle sue ricchezze, alla cultura e all’università (dove si studia Aristotele a differenza di Firenze dove era studiato Platone), e per questo può convocare artisti fiorentini, snobbando quelli di Padova.
Masaccio (1401-1428)
Opera a Firenze tra il 1422 e il 1428. Masaccio è artefice di una nuova pittura dove l'uomo è centro fisico e morale, figura dotata di sentimenti e passioni caratterizzata da un corpo solido. Masaccio rilegge le opere di Giotto sotto un'ottica prospettica. Introduce la teoria delle ombre. A differenza di Donatello è più intellettuale. Dal 1426 si sposta a Roma per dipingere con Masolino ma dopo soli 2 anni muore.
Lorenzo Ghiberti: (1378-1455)
Ghiberti, coetaneo di Brunelleschi, svolge a Firenze un ruolo molto importante mediando tra stile gotico internazionale e stile rinascimentale codificando in un linguaggio elegante, pacato, ricco di preziosità, equilibrato e capace di tenere presenti le novità di Brunelleschi e Donatello. Ghiberti esprime drammaticità per il fatto di essere sulla terra e di non riuscire a raggiungere Dio. Si distacca dal gotico (in S. Giorgio) per l'attenzione alla fisicità, all'introspezione (virtus), alla luce che è resa realisticamente.
Paolo Uccello (1397-1475)
Si formò nella bottega del Ghiberti a contatto con la cultura Gotica, si spostò da Firenze a Venezia e al suo ritorno si trovò immerso in nuovi orizzonti culturali. Questo portò a un uso autonomo e rigoroso della prospettiva, unita a una sensibilità ancora tardo-gotica. I colori sono irreali, le figure schematiche, immobili.
Andrea Del Castagno (1421-1457)
Opera a Firenze esasperando lo studio delle fisionomie delle figure fino a esiti espressionistici. Utilizza la prospettiva con fini illusionistici. I contesti sono accentuati.
Evoluzione Firenze
Firenze, sotto il governo dei Medici e in particolar modo Lorenzo de Medici, diventa la capitale artistica a livello internazionale diventando un modello sia artistico sia d'organizzazione civile. Pico della Mirandola e Marsilio Ficino introducono la filosofia neoplatonica, integrata con il cristianesimo, caratterizzata dalla consapevolezza che l'arte è la copia della copia. In questa nuova Firenze l'attenzione si sposta su cosa l'uomo fa nella Storia. Vi è però una crisi: si diffonde la pittura irrealistica di conseguenza alla consapevolezza che la natura supera l'uomo e che l'uomo non può più piegare la natura al suo volere. Si perde quindi interesse per l'azione dell'uomo, per la storia e si diffondono sentimenti malinconici per il decadimento di Firenze.
Piero Della Francesca(1415-1492)
Opera a Urbino, Rimini e Firenze è formato da Domenico Veneziano a Firenze. Le sue opere si caratterizzano per qualità eccelsa, coerenza del suo mondo figurativo, che accorda visione prospettica e geometrizzazione delle forme con un forte senso della figura umana, protagonista dei suoi dipinti ed immersa in atmosfere nitide, rischiarate da una luce assoluta, metafisica, diffusa e naturale. Utilizza sempre colori chiari accordati tra di loro e approfondisce, nell'attenzione per i particolari, la pittura fiamminga. Riassume la cultura di una Firenze evoluta. Compone quadri cromatici dove tutto è già detto. E' un innovatore (un episodio è ambientato di notte).
Sandro Botticelli (1445-1510)
Fu l'artista più legato alla cerchia laurenziana e seppe dar vita agli ideali dei filosofi fiorentini creando immagini delicate, che incarnano le poetiche dell'eros neoplatonico. Botticelli rilegge i miti classici alla luce degli iedali neoplatonici (Primavera). Botticelli si caratterizza per un ritmo e un equlibrio armonioso, una linea che individuava le figure (come quella di A. Del Castagno), una sproporzionalità (gambe, braccia), una prospettiva stretta dove gli elementi naturali sono gli unici dati realistici. Mira a un bello ideale, oltre la storia e la natura rifiutando così l'esperimento, tanto che le figure sono tutte simili. Dopo la Primavera (1478) entra in crisi dopo il contatto con la predicazione del Savonarola e il crollo del regime mediceo: viene rotto l'usuale equilibrio armonioso, i colori sono più opachi e freddi, non vi è quasi prospettiva, il ritmo è più concitato e duro, la luce diffusa.
Andrea Mantegna (1431-1506)
Mantegna si formò a Padova, città fiorente e ricca per cultura e istruzione. Ebbe contatti con Firenze tramite P. Uccello e Donatello. Le conoscenze antiquarie acquisite dal Mantegna mirano nelle sue opere alla ricostruzione del mondo e spirito classico tramite una rigorosissima applicazione prospettica che conferisce solennità. Nel 1460 fu chiamato alla corte dei Gonzaga a Mantova, in modo da dare alla città un senso pienamente rinascimentale. Le opere del Mantegna sono caratterizzate da una toccanti sentimenti espliciti (pietà, dolore..) e da un'assenza del tempo in alcune opere (portando un immobilità e una luce naturale) e una presenza di esso in altre (luce naturale). Si ispira a Virgilio. Gli ultimi anni del Mantegna furono occupati alla corte degli Estensi. Il problema della natura è risolto da lui nella storia.
Antonello da Messina (1430-1479)
Figura cardine del rinascimento italiano, nasce dall'incontro tra la cultura mediterranea dell'Italia del sud e il rigore prospettico di Piero della Francesca. Si forma a Napoli e conduce una vita itinerante che lo porta a Venezia. Le sue opere sono caratterizzate da una matrice fiamminga, sulla resa fisica e psicologica dei personaggi svelata dalla luce. A differenza delle opere fiamminghe nelle sue opere vi è una maggiore sensibilità spaziale e volumetrica che non fa disperdere l'attenzione su dettagli minori. La novità risiede in una realizzazione prospettica perfetta affiancata a una resa diffusa dell'atmosferica della luce, esaltato dai particolari prospettici e sottili tipici dei fiamminghi. E' presente anche un'analisi realistica.
Giovanni Bellini(1430-1516)
La sua carriera è una continua sperimentazione caratterizzata dalla voglia di rinnovarsi, di superare i limiti raggiunti. La sua formazione si compie a Venezia dal Padre e il suo primo incontro con Mantegna caratterizza la prima fase della sua vita artistica: risalto volumetrico alle figure. Abbandona dopo poco questo tipo di pittura per abbracciare un maggior naturalismo, stimolato dalla conoscenza dei dipinti fiamminghi, carico di pathos umano, ricco di una maggiore fusione di colore. Dopo poco incontra Piero dalla Francesca: i suoi dipinti assumono una nuova luce vera, nitida, che risalta i volumi delle figure. In seguito all'incontro con Antonello da Messina (1474) perfeziona ancora la resa dei fenomeni luminosi raggiungendo esiti di incredibile naturalismo. Utilizza la prospettiva centrale. Le figure vengono inserite in uno spazio inusuale (natura, architettura). La storia caratterizza la natura (che è un elemento indispensabile).
Leonardo Da Vinci (1452-1519)
Nasce nel 1452, il padre si accorge delle sue qualità e lo porta a Firenze in bottega dal Verrocchio con Botticelli e Perugino: da lui impara le basi delle diverse discipline. A 20 anni esce dalla bottega e si iscrive alla corporazione degli artisti. Sentendosi escluso da Firenze va nel 1482 a Milano dove si presenta a Ludovico il Moro come architetto bellico. Ci rimane fino al 1489 e qui compie opere fondamentali, studiando su tutti i campi del sapere. In seguto alla caduta del Moro si trasferisce poi a Mantova da Isabella d'Este e poi a Venezia. Ritorna a Firenze, poi di nuovo a Milano (1506-1513),a Roma (1513-17) e infine in Francia da Francesco I dove muore. Leonardo da Vinci verifica ogni cosa che lo circonda, rifiutando assiomi e ideali. Non prende in considerazione le idee della realtà e gli schemi del rinascimento senza prima verificarli. Utilizza per questo sempre il disegno attraverso cui indaga il fenomeno ovvero ciò che avviene in natura che percepiamo con i sensi. L'ultimo dipinto che conclude il primo periodo fiorentino è L'adorazione dei magi (1482) con il quale esplica la sua arte: vi è una particolare attenzione alle ombre, la sua lentezza e smania di perfezione non gli consentono di finire l'opera; vi è un enorme attenzione per la gestualità dei magi, colti in atteggiamenti di stupore, ammirazione; introduce forti contrasti luminosi, senza una definizione dei contorni (con lo sfumato leonardesco con cui prende in esame la natura) immettendo anche varianti psicologiche e meteorologiche. In questo primo periodo compone pochi dipinti in quanto la sua tecnica è molto elaborata. Inventa molti tipi di pittura preferendogli all'affresco in quanto troppo rapido: ne sono un esempio l'arriccio (intonaco molto fine che rimane fresco assorbendo i colori molto rapidamente) e l'encausto (fondo lavorato con la cera che scaldata trattiene i colori). A Milano studia tutte le discipline e fa progetti prevalentemente architettonici. Compie opere fondamentali come la vergine delle rocce e i ritratti a 3/4 della dama con l'ermellino e il musico, nei quali non vi è prospettiva. Al suo ritorno a Firenze gli si contrappone Michelangelo, giovane prodigio, che a differenza sua che studia il fenomeno, studia la contrapposizione tra anima e corpo (natura).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'Umanesimo nel Rinascimento italiano?
- Quali sono le principali innovazioni artistiche del Rinascimento?
- Chi sono i principali artisti del Rinascimento e quali sono le loro caratteristiche distintive?
- Come si evolve l'arte a Firenze sotto il governo dei Medici?
- Qual è l'importanza di Leonardo da Vinci nel contesto del Rinascimento?
L'Umanesimo, che precede il Rinascimento, si concentra sul recupero e lo studio di testi classici, affermando l'idea dell'uomo come essere libero e razionale, ponendo le basi per il rinnovamento artistico e culturale del Rinascimento (testo).
Il Rinascimento introduce quattro innovazioni fondamentali: la rappresentazione geometrica dello spazio, un nuovo approccio all'antico, l'attenzione per l'uomo e la sintesi nell'arte, che riflettono un rinnovato interesse per la figura umana e la natura (testo).
Artisti come Brunelleschi, Donatello e Masaccio sono fondamentali; Brunelleschi introduce la prospettiva centrale, Donatello esplora il movimento e l'anatomia, mentre Masaccio pone l'uomo al centro della sua pittura, caratterizzata da solidità e sentimenti (testo).
Sotto Lorenzo de' Medici, Firenze diventa un centro artistico internazionale, con un'attenzione crescente per l'arte come riflesso della storia umana, ma anche una crisi di interesse per l'azione dell'uomo, portando a sentimenti malinconici (testo).
Leonardo da Vinci, attraverso il suo approccio scientifico e la sua indagine della natura, rappresenta un punto di svolta nel Rinascimento, rifiutando ideali preconfezionati e cercando la perfezione nei dettagli, come dimostrato nelle sue opere incompiute e nei suoi studi (testo).