Concetti Chiave
- Nel XV secolo, sebbene si conoscesse la forma sferica della Terra, la conoscenza dei territori al di fuori dell'Europa era limitata e imprecisa.
- La conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453 incentivò le esplorazioni, poiché la via della seta divenne inaccessibile.
- Il Portogallo, grazie all'invenzione della caravella e al perfezionamento della bussola, avviò una significativa stagione di scoperte marittime.
- Il principe Enrico il Navigatore giocò un ruolo cruciale nel finanziare esplorazioni, raggiungendo nel 1434 Capo Bojador e oltrepassando lo Stretto di Gibilterra.
- Le esplorazioni continuarono anche dopo la morte di Enrico, con Vasco de Gama che aprì la rotta per le Indie, permettendo al Portogallo di commerciare con l'Oriente.
Conoscenze geografiche nel XV secolo
Nel quindicesimo secolo era già noto con certezza che la terra fosse sferica. Già in epoca classica lo aveva affermato e studiato il matematico Eratostene che aveva calcolato anche le dimensioni della terra sbagliando di poco. Tuttavia era ancora scarsa la conoscenza diretta dei territori fuori dall’Europa: si sapeva che esistevano regni nell’ Estremo oriente, in Cina, Giappone e India ma se ne avevano informazioni vaghe e si pensava che lo Stretto di Gibilterra fosse l’estremo confine del mondo e che oltre quel punto c’era un enorme abisso. Inoltre si pensava anche che al di sotto dell’equatore il calore del sole facesse bollire l’acqua del mare rendendo impossibile la navigazione.
Conquista di Costantinopoli e nuove esplorazioni
L’avvenimento che diede impulso ad iniziare nuove esplorazione fu la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi: la via della seta era diventata impraticabile perché era sotto il loro controllo e quindi bisognava trovare una nuova via commerciale per arrivare in oriente. I portoghesi svilupparono l’idea di raggiungere le Indie circumnavigando l’Africa.
Contribuì allo sviluppo di nuove esplorazioni anche un rinnovato spirito di avventura tipico della nuova mentalità umanistica.
Portogallo e la stagione delle scoperte
Il Portogallo dunque inaugurò la grande stagione delle scoperte grazie anche all’invenzione della caravella e al perfezionamento della bussola. Il principe Enrico, figlio del re Giovanni I, finanziò e organizzò numerosi viaggi di scoperta essendo anche un grande appassionato di navi e venne soprannominato il navigatore. Grazie a lui nel 1434 venne raggiunto Capo Bojador, in Africa: lo stretto di Gibilterra era dunque stato superato e tutti avevano potuto vedere che il mondo non finiva lì e non c’era nessun abisso.
Proseguimento delle esplorazioni e ruolo della Spagna
Dopo la morte di Enrico il Navigatore le esplorazioni proseguirono: nel 1475 venne raggiunto e superato l’Equatore e nel 1486 Bartolomeo Diaz doppiò il Capo di Buona Speranza all’estremo sud dell’Africa.
A questo punto la Spagna iniziò a intravedere delle possibilità di guadagno e finanziò l’impresa di Cristoforo Colombo, tuttavia fu il Portoghese Vasco de Gama che dopo Cristoforo Colombo riuscì ad aprire la rotta marittima verso le Indie. Il Portogallo era così riuscito a trovare il modo per commerciare con l’oriente aggirando la via della seta.
Domande da interrogazione
- Quali erano le conoscenze geografiche nel XV secolo riguardo alla forma della Terra?
- Quale evento storico ha spinto le esplorazioni marittime nel XV secolo?
- Qual è stato il ruolo del Portogallo nella stagione delle scoperte?
Nel XV secolo si sapeva con certezza che la Terra fosse sferica, un'idea già sostenuta da Eratostene in epoca classica, che aveva anche calcolato le sue dimensioni, sebbene con qualche errore. Tuttavia, la conoscenza diretta dei territori al di fuori dell'Europa era ancora limitata.
La conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi ha dato impulso alle esplorazioni, poiché la via della seta era diventata impraticabile. Questo ha portato i portoghesi a cercare una nuova rotta commerciale per raggiungere l'Oriente, circumnavigando l'Africa.
Il Portogallo ha inaugurato la grande stagione delle scoperte grazie all'invenzione della caravella e al perfezionamento della bussola, con il principe Enrico il Navigatore che ha finanziato numerosi viaggi. Sotto la sua guida, nel 1434 è stato raggiunto Capo Bojador, dimostrando che il mondo non finiva allo stretto di Gibilterra.