Concetti Chiave

  • La ricostruzione del crociato anteriore utilizza tendini semitendinoso e gracile per la loro resistenza e per ridurre i tempi di riabilitazione.
  • I tendini semitendinoso e gracile sono meno invasivi e presentano poche complicanze, ma l'ancoraggio può causare rischi di allentamento durante la cicatrizzazione.
  • Il tendine rotuleo offre un ancoraggio osso con osso, ma causa spesso dolori alla rotula e il suo prelievo è più complesso, portando a un uso ridotto.
  • Le opzioni di tendini di banca e sintetici presentano svantaggi come costi elevati, ridotta resistenza e rischi di irritazione articolare, portando i chirurghi a preferire opzioni biologiche.
  • Il protocollo di riabilitazione post-ricostruzione è cambiato, favorendo un approccio più protettivo per prevenire recidive, rispetto ai precedenti metodi accelerati.

Indice

  1. Ricostruzione del crociato anteriore
  2. Vantaggi e svantaggi dei tendini
  3. Alternative al tendine rotuleo
  4. Tendini di banca e sintetici
  5. Recupero post-ricostruzione

Ricostruzione del crociato anteriore

Nella ricostruzione del crociato anteriore serve una struttura che sia resistente, che permetta di riprendere il carico più rapidamente possibile, che riduca i tempi di riabilitazione: si utilizzano i tendini semitendinoso e gracile, che vengono prelevati e separati dal loro ventre muscolare e costituiscono due lunghi cordoncini (20- 24cm) che vengono ripiegati (raddoppiati) su sé stessi creando una quadruplo fascio per aumentare il diametro (8-9mm, ndr: il prof dice 8-9 cm ma è più verosimile intendesse mm), e vengono ancorati al femore e alla tibia con sistemi riassorbibili.

Vantaggi e svantaggi dei tendini

I vantaggi dell’utilizzo di questi tendini sono: poca invasività del prelievo dei tendini per cui basta una piccola incisione, poche complicanze, non interferisce con l’apparato estensore. Per contro, però, si ha lo svantaggio che l’ancoraggio è di tendine con osso (tenodesi): bisogna stare attenti nella prima fase perché se si sforza la cicatrizzazione che si sta formando c’è il rischio che il tendine si allunghi e si allenti la tensione data.

Alternative al tendine rotuleo

In alternativa si può utilizzare il tendine rotuleo: si preleva una prima branca ossea a livello dell’inserzione rotulea e una seconda a livello dell’inserzione tibiale, con una fetta del tendine rotuleo spessa circa 1cm tra le due. Tutto questo poi viene inserito all’interno dei tunnel tibiale e femorale per ricostruire il crociato originale. Il grande vantaggio in questo caso è che si ha l’ancoraggio di osso con osso: la fusione quando è completa è perfetta. Nonostante ciò, il tendine rotuleo si utilizza sempre meno a favore dei tendini gracile e semitendinoso, perché il tendine rotuleo interferisce con l’apparato estensore: per un periodo di almeno 6-12 mesi il paziente può lamentare dei dolori di rotula; inoltre, il prelievo del tendine rotuleo è più difficoltoso.

Tendini di banca e sintetici

Una terza opzione è quella di utilizzare tendini di banca, quindi si usano gli stessi tendini ma prelevati da cadavere per evitare il prelievo dal paziente stesso. Questo sistema è meno invasivo ma è molto costoso. Inoltre, i tendini da banca sono congelati: il congelamento rovina le capacità elastiche del tendine, che sarà quindi meno resistente del tendine originale. La fisioterapia in questo caso deve essere calibrata in maniera molto precisa e attenta per evitare di forzare il legamento inserito nei primi 2-3 mesi. Il rischio di recidiva è molto più alto.

Esistono anche tendini sintetici di dacron, goretex e altri materiali che venivano utilizzati molto spesso negli anni ’90. Tuttavia, con studi retrospettivi si è visto che a 5 anni il 90% dei tendini sintetici si era rotto, con spandimento nell’articolazione di particelle sintetiche che erano altamente irritanti per il ginocchio e causavano sinoviti molto importanti. Questi materiali sono stato quindi abbandonati completamente. Ad oggi i tendini sintetici sono costituiti da materiali totalmente sicuri, ma i chirurghi sono ancora restii al loro utilizzo.

Recupero post-ricostruzione

Una volta ricostruito il crociato anteriore, se la lesione era isolata il paziente può essere trattato senza tutori in appoggio; se aveva anche lesioni meniscali o dei collaterali viene messo un tutore articolato. I passaggi generalmente sono:

    - Ai 15 giorni si comincia a caricare;

    - A 2 mesi si introducono bicicletta e nuoto;

    - A 4 mesi la corsa leggera;

    - A 5 mesi la preparazione atletica;

    - A 6 mesi, se non sono insorte complicanze, si riprende l’attività sportiva.

Fino a 10 anni fa si cercava di accelerare la ripresa delle attività con dei protocolli accelerati di circa 4 mesi. Ad oggi invece si preferisce proteggere maggiormente il paziente prima della ripresa per evitare le recidive.

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Domande da interrogazione

  1. Quali tendini vengono utilizzati nella ricostruzione del crociato anteriore?
  2. Nella ricostruzione del crociato anteriore si utilizzano i tendini semitendinoso e gracile, prelevati e raddoppiati per formare un fascio più spesso, ancorato al femore e alla tibia con sistemi riassorbibili.

  3. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell'uso dei tendini semitendinoso e gracile?
  4. I vantaggi includono poca invasività e poche complicanze, mentre lo svantaggio principale è il rischio di allentamento della tensione del tendine durante la cicatrizzazione.

  5. Perché il tendine rotuleo è meno utilizzato rispetto ai tendini gracile e semitendinoso?
  6. Il tendine rotuleo interferisce con l'apparato estensore e può causare dolori alla rotula per 6-12 mesi, oltre a rendere il prelievo più difficoltoso.

  7. Quali sono le problematiche associate all'uso di tendini di banca?
  8. I tendini di banca, sebbene meno invasivi, sono costosi e il congelamento può ridurre la loro elasticità, aumentando il rischio di recidiva durante la fisioterapia.

  9. Come si svolge il recupero post-ricostruzione del crociato anteriore?
  10. Il recupero prevede un graduale ritorno all'attività, iniziando con il carico dopo 15 giorni e riprendendo l'attività sportiva a 6 mesi, con un approccio più protettivo rispetto ai protocolli accelerati di un tempo.

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