Concetti Chiave
- Dal 1991, è possibile utilizzare strumenti secondari di interpretazione per trattati con testi irragionevoli, assurdi o ambigui.
- L'art. 33 stabilisce che, in caso di trattati autenticati in più lingue, ciascun testo ha valore, salvo diversa disposizione delle parti.
- Il trattato del 1858 tra Costa Rica e Nicaragua riconosce la libertà di commercio per Costa Rica nelle acque settentrionali, attribuendo al Nicaragua la proprietà delle stesse.
- La Corte Internazionale di Giustizia interpreta i trattati considerando il contesto e l'evoluzione sociale, linguistica, storica ed economica in cui sono applicati.
- Il principio di buona fede, previsto dall'art. 31 della Convenzione di Vienna, è fondamentale nell'interpretazione dei trattati e ha un ruolo sia interpretativo che creativo nel diritto internazionale.
Strumenti di interpretazione dei trattati
A partire dal 1991, il ricorso agli strumenti secondari di interpretazione di un trattato è consentito anche nell'ipotesi in cui il testo dell’accordo risulti irragionevole, assurdo o ambiguo.
L’art. 33, infine, prevede che, qualora un trattato sia autenticato in due o più lingue, esso fa fede in ciascuna delle suddette lingue, a meno che il trattato o le parti non dispongano un testo determinato.
Confini tra Costa Rica e Nicaragua
L’art. 6 del trattato del 1858 volto a definire i confini tra Costa Rica e Nicaragua ha previsto che «le acque delle coste settentrionali appartengono al Nicaragua e, allo stesso tempo, ha riconosciuto la libertà di commercio al Costa Rica nelle relative acque».
La C.i.g. ha analizzato il testo del suddetto trattato sulla base dei criteri interpretativi previsti dagli artt. 31, 32 e 33 della Convenzione di Vienna: essa ha stabilito che, data la natura durevole del trattato, il suo contenuto deve essere interpretato sulla base del contesto in cui esso è applicato, dunque in relazione all’evoluzione sociale, linguistica, storica ed economica.
Principio di buona fede
In tema di interpretazione, il primo principio generale di riferimento è quello della buona fede, codificato nell’art. 31 della Convenzione di Vienna sulla interpretazione dei trattati. Paradossalmente, esso potrebbe essere definito come il primo e l’ultimo principio generale con funzione interpretativa e creativa delle regole del diritto internazionale.
Domande da interrogazione
- Quali strumenti di interpretazione dei trattati sono consentiti in caso di ambiguità?
- Come viene gestita l'autenticazione di un trattato in più lingue?
- Qual è il principio fondamentale per l'interpretazione dei trattati secondo la Convenzione di Vienna?
A partire dal 1991, è consentito il ricorso agli strumenti secondari di interpretazione di un trattato anche quando il testo risulta irragionevole, assurdo o ambiguo.
L’art. 33 stabilisce che un trattato autenticato in più lingue fa fede in ciascuna lingua, a meno che non sia specificato diversamente nel trattato stesso o dalle parti.
Il principio fondamentale è quello della buona fede, codificato nell’art. 31, che funge da guida interpretativa e creativa nel diritto internazionale.