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Concetti Chiave

  • L'epoca della Controriforma vide un predominio culturale del clero, con una transizione verso la cultura laica solo in alcune regioni, mentre la borghesia iniziava a richiedere un'attenzione maggiore alla scienza e al metodo sperimentale.
  • Nonostante i cambiamenti culturali del Seicento, non ci furono riforme significative nel sistema educativo europeo, che continuò a seguire le linee guida dei Gesuiti, con idee innovative rimaste isolate.
  • In Italia, la situazione educativa era stagnante, con un'istruzione popolare praticamente assente e una maggioranza della popolazione analfabeta, limitando l'accesso alla cultura e al sapere.
  • La produzione editoriale italiana diminuì drasticamente, con le opere di importanti autori del passato stampate all'estero a causa della censura e della repressione da parte dell'Inquisizione.
  • Francesco Bacone, sostenitore della scienza sperimentale, immaginò una società ideale in cui la scienza e la religione coesistessero, contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita attraverso il progresso.

Egemonia culturale e trasformazioni

Nell’epoca della Controriforma c’era stata un’evidente egemonia culturale del clero, soprattutto nei paesi cattolici ma anche nel mondo protestante. Nel 1600 la cultura cominciò a divenire laica, tranne che in paesi come l’Italia e la Spagna, dove il predominio del clero continuò a essere forte. La borghesia laica entrò progressivamente nel mondo della cultura provocando vaste trasformazioni; si diffuse una nuova attenzione alla scienza, alla tecnica e al metodo sperimentale. La nuova borghesia chiedeva al pensiero filosofico di occuparsi di scopi pratici, di affrontare i problemi del mondo, in maniera realistica, servendosi di argomentazioni chiare. La coscienza della gente divenne più libera e meno disposta ad accettare passivamente gli imperativi della chiesa. La teologia sembrò perdere la posizione dominante che aveva tenuto per tanti secoli; c’era sempre meno reverenza nei confronti del latino e sempre più attenzione alle lingue nazionali. Nei primi decenni del 1600 diversi autori si occuparono del metodo di fare ricerca, apprendere, organizzare il sapere e pensare.

Riforma scolastica mancata

Questi fermenti nuovi presenti nel Seicento nella società e nella cultura non ebbero però analoghe ripercussioni nel campo dell’educazione. Nel secolo di Galileo, di Cartesio, di Comenio e di Bacone in nessuno Stato d’Europa ci fu una riforma degli ordinamenti scolastici, corrispondente al rinnovamento della coscienza scientifica. La scuola continuava a mantenere la struttura fissata dalla Ratio dei Gesuiti. Ci furono diversi pensatori che fondarono istituti o congregazioni con programmi più adatti ai principi del pensiero che stava cambiando col nuovo secolo, ma la loro voce rimase quasi isolata.

Stagnazione culturale in Italia

In particolare in Italia la situazione era sostanzialmente immobile, data la crisi economico-politica e l’influsso vicino e diretto della Chiesa cattolica più rigida dopo il concilio di Trento. L’istruzione popolare elementare, così come la intendiamo oggi, era inesistente. I ragazzi che volevano formarsi per poi dedicarsi al commercio era-no sempre meno; le corporazioni, le attività commerciali, manifatturiere, marinare, la cultura pratica, che avevano avuto grande sviluppo nel Trecento e nel Quattrocento, erano mano a mano diminuite fino quasi a scomparire. Coloro che non aspiravano ad affrontare gli studi classici, ma volevano apprendere i rudimenti della cultura strumentale come leggere, scrivere, far di conto, si rivolgevano a maestri privati o alle piccole scuole delle parrocchie, organizzate per lo più senza metodo e senza didattica. La grandissima maggioranza della popolazione era analfabeta. Anche la cultura superiore era meno viva rispetto all’epoca dell’Umanesimo e del Rinascimento: si consideri che le opere complete di Niccolò Machiavelli furono stampate per l’ultima volta nel 1554, il Decamerone di Giovanni Boccaccio fu ristampato l’ultima volta nel 1557; dopo il 1560 neppure le poesie di Francesco Petrarca furono più ristampate per intero. Ciò significa che non c’era pubblico che leggeva; inoltre l’Indice dei libri proibiti suscitava paure e sospetti nella gente e anche i pensatori più illuminati incontravano difficoltà sia a svolgere le loro ri-cerche sia a diffondere le loro idee fra la gente e gli allievi. Anche la grande editoria italiana che un secolo prima era la più importante in Europa (ricordiamo, per esempio, l’opera meritoria di Aldo Manuzio di Venezia) cominciò a diminuire progressivamente la produzione e le opere italiane di autori come Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Galileo Galilei venivano stampate integralmente in Germania, in Francia, in Olanda a causa dell’opposizione feroce del Tribunale dell’Inquisizione, che condannava senza remore gli autori di quelle opere a pene durissime, come accadde a Galileo. 

Riflessioni di pensatori innovativi

In questa situazione fu significativa la riflessione di alcuni pensatori che aiutarono i loro contemporanei a intravedere soluzioni e possibilità nuove. Francesco Bacone (1561 - 1626), per esempio, era un convinto assertore del valore della nuova scienza sperimentale che si stava diffondendo e dell’importanza che era destinata ad assumere. Intuì prima di altri che la nuova scienza e la nuova tecnica avrebbero aumentato il potere dell’uomo sul mondo e avrebbero portato una rivoluzione nelle condizioni di vita. In un’opera di narrativa di cui parleremo più avanti, la Nuova Atlantide, tratteggiò le caratteristiche della società ideale, interamente fondata sulla scienza e sulla tecnica, in costante progresso per il bene di tutti gli uomini; una società allo stesso tempo religiosa, ma dove la religione non fosse in contrasto con la scienza, anzi, assumesse fra le sue funzioni quella di appoggiare la scienza e di garantirne il valore morale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'influenza del clero sulla cultura durante la Controriforma?
  2. Durante la Controriforma, il clero esercitò un'evidente egemonia culturale, specialmente nei paesi cattolici, mentre in altre aree, come l'Italia e la Spagna, il suo predominio continuò a essere forte.

  3. Come si è evoluta la cultura nel Seicento?
  4. Nel Seicento, la cultura iniziò a diventare laica, con una crescente attenzione alla scienza e al metodo sperimentale, grazie all'ingresso della borghesia laica nel mondo culturale, che richiedeva un pensiero filosofico più pratico e realistico.

  5. Perché non ci fu una riforma scolastica nel Seicento?
  6. Nonostante i fermenti culturali, non ci furono riforme degli ordinamenti scolastici in Europa, e la scuola mantenne la struttura fissata dalla Ratio dei Gesuiti, con voci isolate che cercavano di introdurre programmi più moderni.

  7. Quali erano le condizioni dell'istruzione in Italia durante il Seicento?
  8. In Italia, l'istruzione era stagnante, con una mancanza di istruzione popolare elementare e una crescente analfabetizzazione, mentre la cultura superiore era meno vivace rispetto all'epoca dell'Umanesimo e del Rinascimento.

  9. Qual è il contributo di Francesco Bacone alla riflessione scientifica?
  10. Francesco Bacone sostenne il valore della scienza sperimentale e intuì che essa avrebbe rivoluzionato le condizioni di vita, immaginando una società ideale in cui scienza e religione coesistessero per il bene dell'umanità.

Domande e risposte

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