Concetti Chiave
- Il progetto politico del conte-duca Olivares mirava a creare una monarchia unificata, ma incontrò forti resistenze dalle cortes spagnole, preoccupate per la difesa dei propri privilegi.
- La Catalogna si ribellò nel 1640, unendo nobili e contadini contro il potere centrale, e Barcellona fu liberata dando inizio a una guerra civile durata dodici anni.
- La ribellione catalana portò a una temporanea divisione tra i ceti catalani e la perdita del supporto francese, culminando nella resa di Barcellona nel 1652.
- Il Portogallo proclamò la propria indipendenza nel 1640, sotto la guida del duca di Braganza, Giovanni IV, e riuscì a riconquistare il Brasile con l'aiuto finanziario di Richelieu.
- Dopo le sconfitte militari, il conte-duca fu destituito nel 1642 e le sue riforme politiche furono rapidamente abbandonate dal nuovo governo spagnolo.
Il progetto politico del conte-duca
Il progetto politico del conte-duca era assai “moderno”, anzi, fin troppo moderno per essere accettato dalle cortes degli stessi regni spagnoli, che intene devano difendere i propri privilegi particolari e le proprie consuetudini legislative. Le resistenze locali crebbero e misero in evidenza la vera sostanza del programma di politica interna tenacemente perseguito da Olivares: costruire una monarchia con un re, una legge, una moneta. Le difficoltà della guerra in Fiandra, in Germania e in Lombardia, l’offensiva olandese contro le colonie portoghesi, gli attacchi ai convogli navali organizzati per il trasporto dell’argento dall’America in Europa, la conseguente crescita del peso fiscale sfociarono nella ribellione delle due regioni iberiche meno inclini a integrarsi nella monarchia castigliana: la Catalogna e il Portogallo.
La ribellione della Catalogna
Nel 1640 la Catalogna, la regione di confine con la Francia, si ribellò apertamente al potere centrale: nobili e contadini si unirono contro le truppe, Barcellona venne “liberata”, i funzionari fedeli al re vennero uccisi e la guerra civile divampò per dodici anni.
Riapertesi le tradizionali lacerazioni fra i ceti catalani e venuto meno l’aiuto della Francia, Barcellona si arrese nell’ottobre del 1652, la Catalogna fu recuperata (ma il vicino Rossiglione rimase in mano francese) e il re chiuse tutta la vicenda con un’amnistia.
L'indipendenza del Portogallo
Della rivoluzione catalana approfittarono i portoghesi, che alla fine del 1640 proclamarono l’indipendenza del loro paese sotto la guida del duca di Braganza, che assunse il nome di Giovanni TV. Aiutati finanziariamente da Richelieu e dai gruppi finanziari nord-europei, i portoghesi resistettero con successo alla Spagna e riuscirono non solo a conservare la loro indipendenza, ma persino a riprendere il Brasile, cioè la più importante fra le colonie che erano state occupate in quegli anni dagli olandesi. Intanto, però, era cambiato il governo spagnolo:
colpito da tante sconfitte, nel 1642 il conte-duca era stato destituito ed esiliato e le riforme del suo ambizioso programma politico, dall”unione delle armi” alle giunte, vennero rapidamente abbandonate.
Domande da interrogazione
- Qual era l'obiettivo principale del progetto politico del conte-duca?
- Quali furono le conseguenze della ribellione catalana del 1640?
- Come influenzò la ribellione catalana l'indipendenza del Portogallo?
L'obiettivo principale del conte-duca era costruire una monarchia unificata con un re, una legge e una moneta, ma il suo programma si scontrò con le resistenze locali e i privilegi delle cortes spagnole.
La ribellione catalana portò a una guerra civile che durò dodici anni, culminando con la resa di Barcellona nel 1652 e il recupero della Catalogna da parte della Spagna, sebbene il Rossiglione rimanesse sotto il controllo francese.
La ribellione catalana fornì un'opportunità ai portoghesi, che nel 1640 proclamarono la loro indipendenza sotto il duca di Braganza, riuscendo a mantenere la loro autonomia e a riprendere il controllo del Brasile, grazie anche al supporto finanziario di Richelieu e di gruppi nord-europei.