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Francesca Brugheral’invenzione e i primi anni del cinema – dal 1880 al 1904

1. Il cinema fu inventato durante l’ultimo decennio dell’800’, in seguito alla rivoluzione industriale. Esso divenne la base di una grande industria e una nuova forma di intrattenimento, perché offrì alle masse uno spettacolo visivo a buon mercato. Nel primo decennio di vita del cinema, gli operatori lavoravano per migliorare le macchine da presa e i proiettori.

L’invenzione del cinema

Presupposti (5) per la nascita del cinema

Per prima cosa, gli scienziati, durante il 19° secolo, dovettero comprendere che l’occhio umano riesce a 1) percepire delle immagini statiche come in movimento, solo alla velocità di almeno 16 fotogrammi al secondo. Nel 1832, il fisico Joseph Plateau, e il professore Simon Stampfer, indipendentemente l’uno dall’altro, inventarono il fenachistoscopio (disco rotante di figure che lo spettatore vede attraverso una fessura che offre l’illusione del movimento).

A sua volta lo zootropio, costruito nel 1933 da William George Horner, conteneva una serie di disegni su una sottile striscia di carta dentro ad un cilindro rotante.

Un secondo requisito fondamentale per la nascita del cinema era la possibilità di proiettare una serie 2) rapida di immagini su una superficie. A partire dal 17° secolo, scienziati, intrattenitori ecc., usavano lanterne magiche per proiettare, ma non riuscirono abbastanza velocemente a mettere in successione le immagini, per creare il movimento.

Terzo requisito, fu la possibilità di riprendere le immagini, una dopo l’altra, su una 3) superficie chiara. La prima fotografia fu eseguita da Joseph Nicéphore Niépce, su una lastra di vetro, ma richiede un’esposizione di 8h. Per anni le fotografie venivano impresse su lastre di vetro/metallo, senza l’uso del negativo, non era quindi possibile ottenere più di una copia per singola immagine. Nel 1839 Wiliam Henry Talbot introdusse i negativi su carta, riuscendo a stampare immagini fotografiche su lastre di vetro poi proiettate con le lanterne magiche.

Il cinema imponeva che le fotografie fossero impresse su una base flessibile, in modo da poter 4) scorrere rapidamente attraverso una macchina da presa. Nel 1888, George Eastman, ideò un apparecchio, chiamato Kodak, che impressionava i rulli di carta sensibile. Lo stesso anno, egli introdusse il rullo di celluloide trasparente.

Da ultimo gli sperimentatori dovettero escogitare un meccanismo a intermittenza, adatto alle 5) macchine da presa e ai proiettori. Una striscia di pellicola che scorresse ininterrottamente, avrebbe creato un’immagine confusa. Per consentire un’esposizione di una frazione di secondo, bisognava arrestare ripetutamente il rullo. Si copriva perciò la pellicola con un otturatore (ingranaggio con fessure o tacche distanziate), finché il fotogramma successivo non fosse in posizione.

I percursori del cinema

Francesca Brugheraa Eadweard Muybridge, venne chiesto, dall’allora ex governatore della California, Leland Stanford, di fotografare dei cavalli durante la corsa, per permettere uno studio del loro passo. Egli posizionò 12 macchine fotografiche a distanza di un millesimo di secondo come tempo di esposizione. Le foto registrarono intervalli di un secondo e mezzo di movimento. Il suo lavoro ispirò Etienne – Jules Marey, che a partire dal 1882, studiò il volo degli uccelli e i movimenti veloci di animali grazie all’intervento del fucile fotografico (16 fotogrammi al secondo, posti intorno ad un disco di vetro). Successivamente mise a punto una macchina fotografica in grado di fotografare 20 fotogrammi al secondo. Charles-Emelié Reynaud, costruì il prassinoscopio, uno strumento ottico che consisteva in un tamburo girevole, dove le immagini potevano essere viste su una serie di specchi. Augustin Le Piece, arrivò quasi ad inventare il cinema nel 1888, realizzando alcuni brevi film, girati approssimativamente a 16 fotogrammi al secondo, utilizzando il rullo di carta Kodak. Per proiettare i fotogrammi era necessario stamparli su un nastro trasparente. Essendo in mancanza di rulli, egli fu incapace di ideare un proiettore utilizzabile.

Un’invenzione internazionale

La nascita del cinema emerse grazie a vari contributi che provenivano soprattutto da USA, Germania, UK, Francia. Nel 1888, Thomas Edison (+ assistente Dickson), decisero di costruire macchine per riprendere e mostrare immagini in movimento. Crearono nel 1891 il kinetografo e il kinetoscopio. Dickson tagliò la pellicola per una larghezza di 35 mm e fece 4 perforazioni sui lati di ogni fotogramma (modello usato tutt’ora) in modo che le ruote dentate potessero trascinare la pellicola attraverso la macchina da presa e il Kinetoscopio (un nickel per vedere una proiezione). Insieme costituirono un piccolo teatro di posa, chiamato Black Maria nel New Jersey, per iniziare la proiezione di film (20 secondi – ballerini, acrobati ecc.). Per due anni il Kinetoscopio ebbe successo economico, fu messo da parte poi quando alcuni inventori trovarono il modo per proiettare i film su schermo.

Max e Emil Skladanowky (GER), inventarono un sistema per realizzare e proiettare film: il loro bioskop, conteneva due nastri di pellicola larghi 53 mm (poi passarono ai 35 mm), che scorrevano da una parte all’altra dell’apparecchio. I fotogrammi di ognuno venivano proiettati alternativamente. I fratelli August e Louis Lumiére (industriali di prodotti fotografici), inventarono un sistema di proiezione che contribuì a rendere il cinema un’impresa commerciale internazionale. Crearono il cinematografo, 16 fotogrammi, 35 mm + meccanismo ad intermittenza. Il primo film realizzato con questo sistema fu “L’uscita dalle fabbriche Lumière”. Fu proiettato per la prima volta a Parigi il 22 marzo. Il 28 dicembre 1895, in un Grand Café di Parigi, ebbe luogo una delle proiezioni più famose della storia: i clienti pagarono un franco per assistere ad uno spettacolo di 25 minuti con la proiezione di 10 film, ciascuno dei quali lungo circa un minuto (ad es: l’innaffiatore innaffiato). Dopo qualche settimana, i Lumiére offrivano 20 proiezioni al giorno, con lunghe file di spettatori che aspettavano di entrare. Sfruttando questo successo, mandarono operatori a girare film in tutto il mondo, da mostrare in patria.

Una cosa analoga si sviluppò con Robert W. Paul, ma dopo una serie di dimostrazioni, non sfruttò il proiettore nei film in maniera sistematica. Egli vendeva i suoi strumenti, diffondendo l’industria cinematografica nel Regno Unito. In America, Woodville Latham, introdusse un ricciolo, in grado di allentare la tensione della pellicola e di permettere la realizzazione di film più lunghi. Francis C. Jenkins e Thomas Armat, esibirono per la prima volta il phantoscopio. Herman Casler, inventò il mutoscopio (immagini più nitide con la pellicola da 70 mm), che funzionava con un meccanismo di fotografie rotanti. Casler e Dickson, fondarono l’American Mutoscope Company, che allora era la società cinematografica più famosa degli USA. Nel 1897 l’invenzione del cinema poteva dirsi ormai compiuta. I principali sistemi erano due:

  • I peepshow: per spettatori individuali
  • La proiezione per un vasto pubblico

La nascita della produzione e dell’esercizio

La possibilità di stampare le fotografie, diede il via alla pubblicazione di libri illustrati. Inizialmente i film erano brevi resoconti di viaggio, costituite da vedute/panorami, costituiti dagli operatori in giro per il mondo. Spesso, per abbattere i costi, si ricreavano gli eventi in studio. La maggior parte dei film delle origini era composta da una sola inquadratura. In alcuni casi i “registi”, effettuavano diverse riprese di un singolo soggetto, ma esse venivano trattate come serie di film separati, che i gestori delle sale cinematografiche potevano decidere se proiettare l’intera serie insieme, o acquistare alcune serie e metterle insieme ad altri film. A quel tempo i gestori delle sale cinematografiche avevano un notevole controllo sulla forma da dare ai programmi proiettati, controllo poi perso quando i produttori incominciarono a realizzare film che comprendevano più inquadrature. Lo spettacolo era accompagnato dalla musica, suonata da un pianista, da un fonografo, da un’orchestra.

Lo sviluppo dell’industria cinematografica francese

Inizialmente i fratelli Lumiére credessero che il cinema fosse una moda passeggera, perciò sfruttarono il successo. Cercarono di non vendere le macchine e mandavano gli operatori in giro per il mondo a proiettare i loro film in caffè, saloni, presi in affitto. Ad alcuni dei loro operatori si devono importanti innovazioni tecniche: a Eugène Promio, si attribuisce l’invenzione del movimento di macchina, introdotto a Venezia, mettendo il treppiede (che sorreggeva la cinepresa), su una gondola, poi su navi e treni, anticipando la carrellata. I fratelli Lumiére esportarono il cinema a livello internazionale a partire dal 1987. Nel 1905 la loro ditta però cessò di produrre film, continuando in ambito fotografico. Nacquero altre compagnie di produzione, come la Star Film di Georges Méliès, la Pathé Frères e la Gaumont.

Il Regno Unito e la “scuola di Brighton”

Nel Regno Unito si diffuse rapidamente la produzione di film che venivano mostrati all’interno di programmi di music-hall, o nelle fiere, dove richiamavano il pubblico della classe operaia. All’inizio i film inglesi si basavano su oggetti come “attualità”, “vedute”. Qui divenne popolare il phantom ride, (viaggio fantasma), nato per dare allo spettatore l’illusione di viaggiare. I film inglesi divennero famosi per gli effetti speciali. I produttori inglesi più importanti, formarono un gruppo che venne denominato “scuola di Brighton”, dal nome della città dove lavoravano. I capostipiti sono Albert Smith e James Williamson.

The Big Swallow, (https://www.youtube.com/watch?v=OyC7WXAkxx0) – il protagonista mangia l’operatore e la macchina da presa, di Williamson, è l’esempio dell’ingeniosità dei registi di Brighton. Tecnica caratteristica fu la continuità narrativa, attraverso l’uso di inquadrature ravvicinate per guidare l’attenzione del pubblico. Il cinema inglese fu innovativo e celebre per diversi anni, in seguito si indebolì a causa della concorrenza francese, italiana e danese.

Stati Uniti

La concorrenza e la rinascita di Edison

Gli USA erano il più grande mercato del cinema, gli americani vendevano anche all’estero, ma in particolare fortificarono il mercato nazionale, diffondendo le proiezioni in tutto il paese. I luoghi di riproduzione erano i teatri, i parchi divertimento, i negozi trasformati in sale, luoghi di villeggiatura, chiese. I generi che contribuirono al rilancio del cinema furono: quelli patriottici e quello delle “Passioni”. Il gestore della sala poteva acquistare tutte o solo alcune delle inquadrature e combinarle. Verso la fine 800’, Edison ostacolò la società American Mutoscope Company, per presunte violazioni delle leggi sui brevetti e i diritti d’autore. La AM&B, vinse la causa nel 1902 continuando a produrre film.

Edwin S. Porter

Per fronteggiare la concorrenza Edison, realizzò film più lunghi, chiamando uno dei registi americani del periodo: Porter. Egli era un proiezionista. A lui si attribuì la realizzazione del primo film narrativo: “La vita di un pompiere americano” https://www.youtube.com/watch?v=6ym7-QW_GWo, e il perfezionamento del montaggio cinematografico così come lo concepiamo oggi. A partire dal 1902, molti dei suoi film erano composti da più inquadrature, per creare collegamenti spazio – temporali coerenti. Il suo film più famoso fu: “La grande rapina al treno” – 1903 – 14 inquadrature, è narrata una storia di ladri che assale un treno. https://www.youtube.com/watch?v=Bc7wWOmEGGY. Egli fu uno dei tanti registi che contribuì a far in modo che l’industria si concentrasse sulla produzione di film di finzione (potevano essere progettati in anticipo e in maniera accurata). Essi permettevano ai registi di rimanere nello studio, abbattendo così i costi. Nei primi 10 anni del cinema, si stabilirono le condizioni per la diffusione internazionale dell’industria.

L’espansione internazionale del cinema

2. Dal 1904, momento in cui i produttori vendevano le copie dei film, i gestori potevano proiettarli nei teatri di varietà, nelle sale da concerto, in teatri presi in affitto e nei padiglioni delle esposizioni. Intorno al 1905, l’industria cinematografica assunse dimensioni più ampie, e forme più stabili, sale permanenti vennero dedicate alla proiezione e alla produzione di film. Italia e Svezia, si trasformarono in importanti produttori. I film divennero più lunghi, con più inquadrature, iniziarono a raccontare storie più complesse.

La produzione cinematografica in EU

Francia

Negli anni 1905/1906, l’industria cinematografica francese, dominava il mercato internazionale, era in fase di sviluppo. Vi erano due società principali, la Pathé Frères, e la Gaumont, che continuavano ad espandersi. La Pathé fu una delle prime società a basarsi su un sistema di concentrazione verticale, comportando il controllo della produzione, della distribuzione e dell’esercizio. Essa costruiva macchine da presa, e proiettori, produceva film e fabbricava la pellicola su cui stampare le copie da distribuire. Dal 1906, acquisì anche le sale, iniziò con il noleggio ad esercenti: era la principale società del mondo. Nel 1905, vi lavoravano 6 registi, supervisionati da Ferdinand Francesca Brugherazecca, giravano ognuno un film, (documentari di attualità, film storici, a trucchi, drammi, inseguimenti), alla settimana.

Nel 1903/1904, la Pathé creò un sistema elaborato di colorazione meccanica del supporto: le operaie che lavoravano nelle catene di montaggio coloravano ogni singola copia da distribuire. Questo tipo di colorazione, venne usato fino ai primi anni del cinema sonoro. I film di maggior successo della Pathé, erano le serie che avevano come protagonisti comici famosi: ad esempio le serie di Max Linder. Oltre che alla concentrazione verticale, la Pathé, ricorreva anche a quella orizzontale: espandendosi all’interno di uno specifico settore dell’industria cinematografica. Allargò la sua produzione, aprendo le porte a nuovi teatri di posa in Italia, USA, Russia. Anche l’espansione della rivale della Pathé, la Gaumont, fu rapida. Mise sottocontratto molti registi, a partire dal 1905.

Fu Alice Guy – Blaché, a insegnare loro il mestiere, lei stessa iniziò a realizzare film più lunghi. Tra di loro vi era il regista e sceneggiatore Louis Feuillade (uno degli artisti più importanti del cinema muto), che assunse la supervisione di film della compagnia dopo che Alice se ne andò. Egli realizzava commedie, film storici, film di genere fantastico – avventuroso e melodrammi, era versatile. Tra le società più piccole, sorse la Film d’Art, nel 1908, con l’obiettivo di intercettare il gusto dell’élite culturale.

Italia

Anche se in ritardo, a partire dal 1905, si sviluppò anche in Italia, la produzione cinematografica sulla base del modello francese. In breve tempo emersero come case di produzione la Cines a Roma, la Ambrosio Film, e la Itala Film a Torino. Essendo in mancanza di personale, queste nuove società, chiamarono alcuni registi dalla Francia: alcuni film italiani erano imitazioni dei film francesi. In Italia, il cinema fu considerato come nuova forma d’arte prima che in altri Paesi. L’Italia, era nel 1910, seconda solo alla Francia per numero di film esportati. Erano i primi a realizzare film di più di un rullo (duravano un po’ più di 15 minuti). Giovanni Pastrone, uno dei maggiori registi dell’epoca, e Romando Luigi Borghetto, nella realizzazione di “La caduta di Troia”, usò 3 rulli. Iniziarono successivamente a rappresentare parecchie serie comiche: questi film erano molto più economici, vivaci, spontanei, di quelli storici. Divennero infatti famosi in tutto il mondo.

Danimarca

Paese che svolse un ruolo importante grazie all’imprenditore Ole Olsen: nel 1906, fondò una casa di produzione, la Nordisk, aprendo uffici di distribuzione all’estero. Grazie all’eccellente recitazione, i loro film, divennero famosi in tutto il mondo, in breve tempo. La casa di produzione, si specializzò in: poliziesco, nel dramma, in opere melodrammatiche, in melodrammi sulla vita del circo. La loro abilità era quella di condensare in due o tre rulli, una trama ricca di colpi di scena, e di situazioni fortemente emotive. Gli elementi principali dei loro film erano: gli effetti di luce, le storie, il realismo degli interni, l’uso straordinario di esterni naturali e urbani, l’intensità di recitazione naturale, l’enfasi sul fato e sulle passioni. August Blom, era il maggiore dei registi della casa, agli inizi degli anni 10’. Il suo film di successo fu: ”Atlantis”, con otto rulli, era il più lungo girato fino a quel momento in Danimarca.

Le piccole case di produzione, ostacolate da Olsen, una di queste realizzò il film “L’abisso”, che portò alla ribalta l’attrice Asta Nielsen. Fu una delle prime attrici del cinema, in cui la recitazione non aveva più nulla a che fare con quella teatrale. Uno dei registi più eccentrici dell’epoca del muto fu: Benjamin Christernsen, che debuttò come regista e attore. L’industria cinematografica danese fu fiorente fino allo scoppio della prima guerra mondiale, quando i suoi mercati si chiusero improvvisamente, mentre i suoi registi ed attori trovarono lavoro all’estero. Francesca Brugheral&rs

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.brughera di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Moccagatta Rocco.
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