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Logiche: system actor process

Logiche -> System actor process - prevalenza del sistema sugli attori - prevalenza attori su sistema - sistema e individuo sono due elementi - il sistema è progettato da regole - interazioni sociali sono il punto di analisi astratte e universali partenza dell’analisi.

Parola -> visione meccanica -> O= costruzione sociale e fatto esterno -> O= processo di azioni e decisioni.

O= sistema chiuso, morfostatico e coercitivo.

Progettazione a priori, no incertezza, formale -> razionalità limitata la conoscenza.

Visione con reificazione a posteriori delle alternative di scelta è sempre -> visione organica incompleta, e non è possibile prevedere con esattezza conseguenze e valori, calcolando.

Reificazione O= sistema aperto ad incertezza, esatta conseguenze e valori, calcolando= convertire un’esperienza astratta in un oggetto materiale. Morfogenetico, informale così la scelta ottimale.

Il percorso è continuamente modificabile.

Visione deterministica grazie a nuove conoscenze -> realtà sociale oggettiva -> soggettiva -> come flusso caotico di eventi alternative, processuale.

Epistemologiche

Epistemologiche - fenomeno conoscibile attraverso leggi scientifiche e disegno di laboratorio - conoscibile solo grazie alle interazioni dei soggetti -> Weber: realtà prodotto dell’agire sociale=spiegazione interpretativa, la relazione tra1 - leggi = rapporti tra una classe di cause il corso e le conseguenze dell’azione e il -> fatti naturali fatti sociali sono unici e una classe di effetti/eventi. Significato che ha l’azione per gli attori e la loro conoscenza è idiografica sociali.

- elaborazione di teorie: osservazione, formulazione di ipotesi, il loro supporto con prove e disegni sperimentali. Tutto finalizzato alla costruzione di modelli di validità generale.

- esclude ogni generalizzazione.

Concezione è strutturata in apparati concettuali astratti, detti tipi-ideali, essi sono schemi concettuali senza contraddizioni che vengono spesso usati come strumento di confronto di fenomeni storici.

Thompson, nell’opera "azione organizzativa", ritiene che le contingenze siano ostacoli che si possono contrapporre al conseguimento degli scopi.

Commentato [AG1]: A a a!!

Ambiente e confini organizzativi

Ambiente e confini organizzativi - ambiente prevale su organizzazione, perché essa dipende dall’ambiente sociale -> Taine: ambiente comprende la sfera sociale -> Thompson “l’azione organizzativa”.

Secondo lui l’ambiente viene scelto dall’azione organizzativa ed esso è l’insieme di altri processi di azione, rilevanti rispetto agli scopi, che sono implicati dalla definizione del campo d’azione.

- Organizzazione deve adattarsi e cambiare in base ai mutamenti ambientali -> Mead: ambiente dipende da forma vivente -> L’ambiente è determinato da scelte compiute da un vero e proprio processo organizzativo che cerca di ottenere un consenso e far fronte a incertezza.

Secondo lui il rapporto tra ambiente e organizzazione si presenta come un ambito di azione legato alle scelte di prodotti/servizi offerti e clientela-obiettivo, scelte compiute da un processo organizzativo che, attorno ad esse, cerca di ottenere legittimazione offrendo in cambio qualcosa.

-> Determinismo ambientale è la convinzione che l’ambiente, in particolare i suoi fattori fisici come la morfologia del territorio e il clima, determini i modelli della cultura umana e dello sviluppo sociale.

-> Weick: enacted enviroment, ambiente di riferimento.

- ambiente esiste perché qualcuno lo ha attivato e creato, ma non ha una forma autonoma; è un ostacolo all’innovazione futura - parte specifica dell’ambiente con cui l’organizzazione ha rapporti immediati e rilevanti per la definizione dei suoi scopi.

- XIX sec.

- composta da stakeholders clienti, utenti di servizi pubblici, competitors, enti e gruppi di regolamentazione.

-> Contingency theory - ambiente.

(= Burns e Stalker, l’idea che non per forza l’organizzazione debba essere intesa o come sistema meccanico o come organico ma che possa essere entrambe in base alle condizioni ambientali; la dicotomia è proposta come criterio interpretativo della variabilità della struttura organizzativa.)

- Comte e Spencer e anche il determinismo geografico --> ritenevano che l’intelligenza e la creatività (=l’ingegno umano) venisse determinate dall’ambiente fisico e biologico.

-> La struttura organizzativa = il veicolo fondamentale per mezzo del quale le organizzazioni raggiungono i propri fini seppur con razionalità limitata.

Egli in un’opera del 1967:

  • All’inizio del libro illustra la strategia di studio del sistema chiuso, che mette l’accento sui criteri di progettazione razionale dell’organizzazione in funzione del sistema tecnico.
  • Poi illustra la strategia del sistema aperto, che si concentra sulla necessità dell’organizzazione di adattarsi all’ambiente, si concentra su equilibrio interno e aspetti informali dell’organizzazione.

Secondo Thompson questi due sistemi sono utili ma non sono incompleti.

- Paul Vidal de la Blanche --> si oppone al pensiero di Comte e Spencer, ma egli ritiene che l’ambiente sia un elemento geografico che può cambiare e modificare il territorio.

-> variante meccanicista.

C C C.

Secondo lui l’organizzazione è un processo guidato da scelte strategiche, pur con razionalità limitata, un processo che contemporaneamente assume una logica del sistema chiuso per il suo nucleo tecnologico, razionalità tecnica, e una logica di sistema aperto nei confronti dell’ambiente di riferimento, razionalità organizzativa.

Confini sono fissi e stabiliti, ben controllati -> confini sono dati dagli attori e da loro interazioni con ambiente -> i confini non sono parte rilevante da definire ma si guarda di una certa flessibilità e versatilità.

-> Variante organicista.

Confini permeabili per via di fattori esogeni.

Egli afferma che l’organizzazione è un sistema indeterminato, ovvero non può essere determinato a priori, questo perché fronteggia l’incertezza; far fronte all’incertezza è l’essenza stessa del procedimento organizzativo.

Secondo Thompson per far fronte all’incertezza è bene delineare l’ambiente di riferimento, cioè la parte specifica dell’ambiente con cui l’organizzazione intrattiene dei rapporti. E in questo ambiente fanno parte gli stakeholders, clienti, utenti, fornitori ecc, che vantano di un titolo legittimo per entrare in relazione con l’organizzazione.

Apprendimento organizzativo

Apprendimento organizzativo -> apprendimento per l’organizzazione: modificazione delle memorie e strutture cognitive proprie dell’organizzazione attraverso la condivisione delle conoscenze da parte degli attori individuali e istituzionalizzate.

-> Apprendimento entro l’organizzazione.

L’organizzazione è un contesto locale entro cui l’apprendimento individuale può realizzarsi -> si realizza in forma tacita.

-> Apprendimento del processo: sviluppo della capacità di un processo organizzativo di regolare il proprio mutamento.

È un processo basato sulla esperienza attraverso il quale si verificano dei cambiamenti del comportamento.

-> presenza di un tutor.

-> livelli e fasi con compiti precisi in base ad obiettivi.

-> conoscenza organizzativa è il sottoinsieme delle conoscenze individuali.

-> partecipazione periferica.

-> sviluppo conoscenze organizzative sia rappresentazionale, tacita.

Valera offre una doppia interpretazione in relazione ai cambiamenti.

1. Rappresentazionale la conoscenza viene concepita come trasferibile e acquistabile.

*Stimolo -> elaborazione -> risposta*

2. Pratica i cambiamenti del comportamento risultano dal fare; l’azione è quindi il risultato finale quello che noi vediamo e sentiamo dall’esterno è il risultato delle nostre azioni, e il luogo della conoscenza è un contesto. -> e proprio per queste due ragioni questa concezione è socio-costruttivista.

Economia della conoscenza: studio dello sviluppo economico in cui i sistemi più performanti sono quelli che detengono più conoscenze.

- Cangelosi e Dill, anni ’70: qualificazione dell’apprendimento in termini organizzativi.

Autonomia

!! Autonomia -> No indipendenza di attori, Taylor -> sì autonomia.

Bruno Maggi teoria dell’agire organizzativo -> l’autonomia degli attori è spesso negata -> assenza di impedimenti organizzativo -> libertà di azione del soggetto.

Oppure e quando è ammessa, ha a che fare con la richiesta che gli individui assumano spontaneamente determinati comportamenti che saranno utili a migliorare le prestazioni economiche dell’organizzazione.

Slogan studenteschi maggio 1968 --> “io prendo i miei desideri per realtà, perché credo nella realtà dei miei desideri.”

-> autonomia= capacità di produrre propria regola e decisioni.

-> In che modo l’organizzazione non rende libero l’individuo e perché allo stesso tempo però è utile?

-> discrezionalità= lo spazio di azione entro il quale soggetto è obbligato a scegliere.

(org è processo di azioni + decisioni)

Teoria del sistema chiuso a incertezza -> Fayol, feial, “quando una persona si trova a dover scegliere tra due procedimenti e non può chiedere parere al suo capo, deve avere il coraggio e sentirsi abbastanza autonomo da scegliere cosa è meglio per l’interesse dell’impresa”.

In quanto l’organizzazione è un sistema che fa e non può sopravvivere l’umanità.

-> Minimal critical specification afferma che i dirigenti dovrebbero fornire solo le prestazioni essenziali facendo in modo che il compito venga svolto correttamente -> principio introdotto da socio technical system.

Azione sociale

Azione sociale Talcott Parson, Herbert Blumer, Max Weber, agire sociale.

- L’azione organizzativa è un tipo di azione sociale.

-> L’individuo è una personalità che si costituisce nelle relazioni.

-> Interazionismo simbolico.

- inteso come fare, tralasciare o subire dotato di senso.

-> attraverso la socializzazione l’individuo interiorizza i valori, le norme e le credenze che sono funzionali alla riproduzione del sistema sociale e all’adattamento all’ambiente.

L’atto creativo di un individuo incontra quello degli altri individui attraverso l’interazione sociale.

- è sempre rivolta ad altri oltre che a se stessi.

- è intesa come la condotta umana che si svolge tenendo conto di altre condotte umane.

Anche Mead parla di interazionismo simbolico e le sue considerazioni sono per la psicologia sociale.

- un processo in continuo sviluppo.

-> Funzionalismo di Parson.

Un sistema sociale è in stretta relazione con l’ambiente in cui è immerso dal quale riceve energie per la sua sopravvivenza senza le quali degraderebbe rapidamente.

-> Idea che l’azione sociale sia un fatto creativo adattivo dell’individuo.

-> i suoi studi segnano la nascita della sociologia dell’organizzazione e riguardano il rapporto tra la struttura della grande industria e la condizione operaia; ha una visione processuale dell’organizzazione.

- ad essa si attribuiscono dei significati da parte di chi la mette in atto e da chi la osserva.

Merton distingue tra le funzioni manifeste quelle latenti dell’azione sociale.

Benessere al lavoro

Benessere al lavoro socio technical system -> il benessere è tutto nelle mani dei soggetti perché dipende dal loro potere e dalla loro capacità di opporsi.

-> non esistono attori che incarnano copioni ma soggetti sociali titolari di diritti e doveri responsabili di processi di azioni e decisioni.

Sistema organizzativo composto da due sottoinsiemi:

  • Tecnico, impianti, macchinari; deve funzionare in modo efficiente.
  • Sociale, persone e relazioni; flessibile.

-1950 Comitato misto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

-> la salute individuale è minacciata da prescrizioni coercitive che gli impediscono di esprimersi.

-> l’organizzazione è una dinamica che cerca di ridurre l’incertezza sui vari piani di azione.

-> il problema del benessere lavorativo.

-> Si individua la configurazione del job, cercando di evitare che i dipendenti soffrono di malattie patologie.

-> il soggetto deve elaborare strategie e mettere in atto comportamenti idonei per la propria salute.

Non è una questione di adattamento reciproco fra il soggetto agente sistema organizzativo ma un problema di congruenza reciproca fra scelte.

-> La promozione e il mantenimento dei più alto livello di benessere fisico sociale e mentale dei lavoratori in tutte le occupazioni.

-> ad ogni tipologia di lavoro ed unità si individuano i rischi e criticità cercando di prevenire situazioni difficili.

-> si rifiuta l’espressione benessere organizzativo.

- job design: benessere dato dallo svolgimento di un lavoro vario e clima armonioso. Problema risolto con la progettazione delle posizioni di lavoro.

-> Accomodamento reciproco tra le capacità adattive delle persone e la possibilità di modificare le situazioni di lavoro.

Collettivo di lavoro

Collettivo di lavoro -> è un sottoinsieme concreto dell’organizzazione ed è predeterminato rispetto agli attori.

-> il collettivo di lavoro è una comunità pratica ed interpretativa.

-> teoria della regolazione congiunta Reynaud.

-> teoria del lavoro di organizzazione De Terssac.

-> variante meccanicista.

-> gli attori sviluppano interazioni con gli altri raccontandosi storie, producendo simboli e collaborando armoniosamente mediante apprendimento e negoziazione.

-> il lavoro è un’azione sociale orientata a se stessi, all’oggetto del lavoro e alla condotta di altri.

Si è capaci di predeterminare i rapporti e le relazioni dei singoli soggetti in base alle mansioni.

= lavorare è anche organizzare cioè produrre.

-> gli attori costruiscono un sistema di interpretazioni condiviso dando un significato al lavoro.

-> il collettivo di lavoro è un processo intenzionale non conoscibile a tutti.

-> vi è la partecipazione ad un collettivo di lavoro ovvero una sfera importante di formazioni di valori, credenze, saperi e regole condivise.

-> variante organica: il collettivo di lavoro si forma in modo spontaneo attorno alle relazioni sociali non previste nell’organizzazione di tipo formale; vengono utilizzati standard normativi funzionali all’organizzazione.

-> l’attore può appartenere a diversi collettivi di lavoro attraverso i quali sviluppa più identificazioni.

-> è un agire di più individui.

-> gli impegni e gli obblighi sono continuamente rinegoziati in funzione della incertezza ammessa nel processo.

Le human relations sviluppano questa visione del collettivo di lavoro in relazione alla funzione del gruppo informale all’interno di un’organizzazione formale.

Competenza

Competenza: competenze organizzative, le competenze organizzative sono intese come sottoinsieme delle competenze individuali.

Competenze organizzative: esse vengono viste come contesto in cui si sviluppano le interazioni.

Competenze organizzative si concretizzano nella capacità di decidere e attuare modalità di controllo e coordinamento.

- conoscenza.

Cognizione intesa come l’azione.

- Chomsky: complesso di regole di cui ognuno dispone a prescindere dall’uso che ne farà.

-> l’elaborazione mentale di conoscenza astratte.

-> è sempre influenzata dal contesto materiale relazionale in cui si svolge e quindi lo è anche la competenza.

Cognizione -> come componente del processo.

-> precede l’azione.

-> le unità di analisi sono azioni e decisioni.

Competenze -> individuali -> organizzative.

Competenza -> lo specialista del personale: il detentore di una competenza specifica di taglio psicologico che necessita di un riconoscimento e di una istituzionalizzazione pari a quelli delle altre competenze manageriali; riguarda il modo di trattare gestire i problemi di adattamento delle persone al lavoro.

-> bagaglio necessario di chi riveste un incarico.

Competenza -> non è predefinite ma un bricolage di saper fare e saper essere.

Taylor: scientific management, separazione temporale tra decisioni ed esecuzione, decision e action.

= i manager decidono prima il contenuto e le modalità del lavoro e dopo gli esecutori le apprendono le mettono in pratica.

-> dalle interazioni si sviluppano delle esperienze e competenze che potrebbero però annullare l’espressione del singolo individuo.

-> prime HR: si concentrano sull’integrazione dell’individuo nell’organizzazione e su come minimizzare il conflitto.

-> nulla va lasciato alla discrezionalità dei lavoratori, ma tutto programmato.

-> seconde HR: si concentrano sul concetto di risorse umane cioè lo sviluppo di competenza di comportamenti innovativi entro un buon clima organizzativo.

Cultura organizzativa

!! Cultura organizzativa = qualcosa che l’organizzazione possiede.

= aspetto simbolico ed espressivo.

Processi culturali: la cultura non va analizzata come un qualcosa che l’organizzazione possiede ma come un qualcosa che essa diventa.

-> aumento interesse per:

  • Svolta epistemologica della riflessione organizzativa.
  • Mutamento delle forme di esercizio.

Theta, una e indivisibile. Theta, costituita da sottoinsieme della cultura.

Insieme coerente di valori che fornisce norme idee che vengono ad essere interiorizzata attraverso la socializzazione.

-> Weber: cultura mette ordine nel caos del mondo.

No culture ben definite ma punti di vista frammentari.

-> Giddens: cultura non è un punto di analisi del ricercatore ma una struttura che organizza le attribuzioni di senso dei soggetti e le loro.

Per essere considerata come.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia.galfre.29 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione del servizio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Albano Roberto.
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