Sigmund Freud
Sigmund Freud nasce in Moravia nel 1856 da una famiglia di origine ebraica, che dopo pochi anni si trasferisce a Vienna. Lì Freud studia medicina e si specializza in neurologia. Per tre anni lavora nell’ospedale generale di Vienna. Nel 1885 inizia la sua carriera accademica e un anno dopo apre uno studio dove cura i pazienti utilizzando le tecniche dell’elettroterapia e dell’ipnosi.
La sua notorietà come psichiatra comincia con l’avanzamento degli studi sull’isteria (celebre è il caso di Anna O.) che lui pubblicherà nel 1895 e che segnano l’inizio della scoperta della psicoanalisi. Le teorie di Freud legano la malattia psichica alla sfera sessuale inconscia e producono scandalo nell’ambiente scientifico viennese. Nel 1900 pubblica una delle sue opere più celebri L’interpretazione dei sogni. Da quel momento in poi Freud esce dall’isolamento iniziando un’intensa attività di conferenziere, rendendo note le sue scoperte a un pubblico sempre più vasto. Nel 1933, a Berlino, il regime nazista brucia tra gli altri anche i libri di Freud, denunciando la psicoanalisi come “scienza ebrea”. Dopo l’annessione dell’Austria al Reich nel 1938 la famiglia Freud si trasferisce a Londra, dove Sigmund muore nel ’39.
Le pulsioni
L’interesse della specie è la procreazione, per cui la specie fornisce ad ogni individuo due potenziali pulsioni:
- La pulsione sessuale (per la procreazione);
- La pulsione aggressiva (per la difesa della prole).
Per Freud queste due pulsioni sono collocate nell’inconscio, ovvero in ciò che non è pensato da nessuno di noi.
Es, Io e Super Io
Secondo Freud l’apparato psichico è composto da tre istanze:
- L’Es → contiene tutto ciò che abbiamo ereditato, ciò che è presente sin dalla nascita, per esempio le pulsioni primitive (l’inconscio pulsionale).
- Il Super Io → è quell’area della psiche comunemente chiamata “coscienza” o “senso del dovere”. Nasce dall’interiorizzazione delle regole e dei divieti ricevuti dall’educazione familiare nei primi anni di vita e ha una funzione di giudice e censore nei confronti dell’Io (inconscio sociale).
- L’Io (o Ego) → è la parte consapevole della psiche dove trovano posto sensazione, pensiero, fantasia, memoria, intelletto.
L’Es e il Super Io sono due istanze contraddittorie e l’Io ha il compito di mediare per mantenere quel delicato equilibrio in cui consistono la salute mentale e la personalità dell’individuo. L’Es vorrebbe esprimersi, ma se noi dovessimo esprimere tutta la nostra pulsionalità, creeremmo una situazione invivibile in ambito sociale. Bisogna contenere le pulsioni e per farlo è necessario il Super Io in cui si raccolgono le istanze sociali che consentono una convivenza non conflittuale.
Le istanze sociali e la morale
Queste istanze sociali sono i divieti e i limiti che ciascuno deve dare a sé stesso perché la piena esplicazione delle proprie pulsioni porterebbe ad un rapporto conflittuale e di sopraffazione continua. Queste limitazioni vengono acquisite nell’infanzia attraverso l’interiorizzazione dei divieti (ad esempio la mamma che dice al bambino di non mangiare la marmellata). Il bambino interiorizza questi divieti su base sostanzialmente egoistica, perché vede nella mamma la condizione della sua sussistenza ed ha il terrore che questa sussistenza venga meno.
Se l’individuo sta alle leggi e ai divieti solamente in presenza di un sorvegliante si parla di morale eteronoma. Se l’individuo procede ad un’ulteriore interiorizzazione dei divieti o dell’osservanza delle leggi, cioè diventa lui stesso il sorvegliante di sé stesso, parliamo di morale autonoma.
Il caso di Anna O.
Il caso clinico a cui comunemente si fa risalire l’origine della psicanalisi è il caso di Anna O., una ventenne affetta da gravi disturbi isterici quali paralisi motoria, turbe della vista, tosse nervosa, stati di confusione, afasia, anoressia e idrofobia. Anna O. era in cura da Breuer. Ogni sera il medico si recava dalla ragazza e, dopo averla ipnotizzata, la faceva parlare di episodi di un periodo della sua vita, per lei molto doloroso.
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