Arte paleocristiana
Arco di Costantino, 312-315
- Trionfale, ha 3 fornici.
- 1 attico e colonne corinzie libere, su alti piedistalli addossati a pilastri, che sostengono 1 trabeazione e lungo il loro asse vi sono statue di prigionieri.
- È anche un esempio di edificio di spoglio formato da parti di costruzioni preesistenti, ossia vi sono rilievi e sculture provenienti da monumenti dell’età di Traiano, Adriano e Marco Aurelio.
- La struttura non è del tutto costantiniana: la parte inferiore è 1 arco di trionfo dedicato ad Adriano.
Trasformata
- Con inserimento di rilievi e sostituzione di semicolonne addossate con colonne libere.
- Aumento di spessore di piedistalli.
- Abbattimento attico con ricostruzione di differente tecnica muraria.
Rilievo storico della decorazione scultorea
Significativo quello della distribuzione dei sussidi:
- Imperatore al centro, composizione simmetrica, seduto in trono, frontale ed immobile.
- Unico ad essere rappresentato così, quindi simile a divinità.
- Le figure sono trattate in maniera gerarchica, dimensioni aumentano in base all’importanza. Scomparsa la prospettiva dato che tutti sono rappresentati ai lati dell’imperatore, anche chi era di fronte —> prospettiva ribaltata.
L’arte paleocristiana
L’arte paleocristiana: dopo il Concilio Nicea 325 il cristianesimo diventa religione ufficiale dell’impero e nel 380 unica religione ammessa, ma il Paganesimo continua a vivere nelle campagne fino al 6-7 sec.
Il cristianesimo prende potere passando da religione rivoluzionaria, 1 sec fonte di problemi per impero in quanto per fede non credevano nella natura divina dell’imperatore, ad accettare la condizione romana dello Stato. Nel 4 sec, grazie alla sua organizzazione e ricchezza, si presenta come unica forza capace di ridare vitalità all’impero e diventa parte integrante di Roma.
L’idea di Stato si era evoluta, accettando il principio che l’autorità imperiale avesse un’investitura direttamente dal potere divino. Non c’è discontinuità tra arte pagana e cristiana perché gli artisti erano gli stessi. Infatti, se si paragonano gli affreschi delle catacombe di Domitilla e della villa romana sotto S. Sebastiano, sono simili con nastri che suddividono in riquadri le pareti.
Unica differenza erano i simboli e valore dato a quelli cristiani e pagani, che spesso nelle catacombe coesistono.
| Raffigurazione | Pagani | Cristiani |
|---|---|---|
| Pesce | Animale acquatico | Costituiva simbolo stesso di Cristo |
| Pastore con pecore | Parte di 1 scena agreste | Raffigura Cristo buon pastore |
| Uomo con braccia sollevate | Orante che si pone nella stessa situazione di Cristo sulla croce | |
| Pavone | Volatile dalle penne variopinte | Simbolo di eternità |
| Fenice | Uccello che risorge dalle ceneri | Simbolo della resurrezione Gesù |
| Lettere alfa e beta | 1° e ultima lettera alfabeto greco | Simbolo di inizio e fine di Cristo |
Architettura paleocristiana
Architettura paleocristiana: inizialmente non esiste una architettura sacra cristiana ben definita. I cristiani erano infatti soliti riunirsi, come si legge negli Atti degli Apostoli, “spezzando il pane nelle loro case”, in luoghi cioè messi a disposizione dagli stessi fedeli; il tempio di Dio non poteva essere un edificio perché abita nel cuore degli uomini, infatti a lungo i cristiani si vantarono di non possedere né templi né altri, ma man mano che la comunità dei fedeli cresceva era necessario trovare dei luoghi in cui riunirsi.
Tali spazi inizialmente vengono identificati in generale con il termine “ecclesia”, termine che fa coincidere l’edificio con l’assemblea stessa.
Contrariamente ai riti pagani che venivano celebrati all’esterno, infatti solo il sacerdote aveva il diritto di accedere al naos, i riti cristiani si volgevano al chiuso e alla presenza di tutta la comunità di fedeli, perciò non sarebbe stato possibile prendere a modello un tempio pagano, quindi si presero a modello le basiliche romane, edifici espressamente realizzati per contenere grandi moltitudini di persone.
Si svilupparono edifici a pianta circolare per costruzioni su luoghi di martirio o tomba di 1 santo, inizialmente de memoriae e poi martyria, successivamente questa pianta venne utilizzata anche per i battisteri, edifici riservati al rito del battesimo.
La basilica paleocristiana
- La basilica paleocristiana ha un andamento longitudinale e l’ingresso è sempre collocato in uno dei lati minori, solitamente occidentale.
- È preceduta da un quadriporco; la porzione di porticato che corrisponde alla facciata è detta nartece, quando portico è esterno = esonartece ed endonartece quando è interno edificio.
- Interno = la basilica è divisa in navate, generalmente 3, raro 5, da una serie di colonne allineate.
- Navata centrale più ampia e alta per consentire inserimento finestre e termina con un abside, composto da un semicilindro, sormontato da 1/4 di sfera a cui si dà il nome di catino absidale.
- A volte la parte longitudinale è tagliata da un’altra navata, transetto, per cui la basilica ha la forma della croce di Cristo. Se i bracci del transetto sono più corti delle navate si dice Croce Latina, diffusa in Occidente. Se sono uguali e si innestano al centro delle navate si dice a Croce greca, diffusa in Oriente.
- Presbitero, spazio riservato al clero, è in fondo alla navata principale, di fronte all’abside, solitamente rialzato da scalini e separato da un recinto di marmo.
- Arco trionfale quello che collega la navata al transetto.
- Solitamente la basilica è coperta da capriate lignee che sostengono un soffitto piano composto da cassettoni di legno.
Basilica di San Pietro in Vaticano
Basilica di San Pietro in Vaticano: edificata sul luogo di sepoltura dell’apostolo Pietro. Costruzione iniziata da Costantino 324 e terminata nel 329.
- Edificio preceduto da quadriporco, al quale si accedeva da una maestosa scalinata.
- Diviso in 5 navate, quella centrale più ampia. Transetto finale che precedeva l’unica abside semicilindrica, che ospitava la tomba di San Pietro, protetta da 4 colonne tortili ritenute provenienti dal tempio di Gerusalemme, dette per cui salomoniche; altre 2 colonne raccordavano il baldacchino all’abside. Colonne della navata centrale spoglie, con capitelli corinzi e con fusti di diametro variabile e diversi marmi di diversi colori.
- Nelle navate laterali archi a tutto sesto.
- Distrutta nel 16 sec. per far spazio alla basilica attuale.
Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma
Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma: costruita durante il pontificato di papa Sisto 3°, 432-440. La costruzione si colloca in un periodo di ritorno al classicismo, quando si guardava alla preziosità e al fasto dei marmi e degli ornamenti, soprattutto dell’età di Traiano.
- Interno diviso in 3 navate da 2 file di classiche colonne ioniche lisce e architravate.
- Le pareti della navata centrale sono forate da finestre affiancate da lesene corinzie in asse con le colonne interne.
- Transeetto aggiunto nel 12 sec. Compostezza classica, navata centrale uguale altezza e larghezza, navate laterali ampie quanto l’altezza delle colonne.
Basilica di Santa Sabina a Roma
Basilica di Santa Sabina a Roma: eretta tra 422 e 432 sull’Aventino.
- Ampia navata centrale che si conclude con un abside, affiancata da 2 navate laterali minori.
- Edificio spoglio, 24 colonne corinzie dal fusto scanalato, arco a tutto sesto sopra le colonne. Si pone come elemento decorativo perché unifica tutto lo spazio della parte centrale della basilica. Ripetizione omogenea delle decorazioni lungo le colonne che conferisce maggiore slanciatezza.
Mausoleo di Santa Costanza a Roma
Mausoleo di Santa Costanza a Roma: eretto nel 350, come mausoleo della figlia di Costantino, sepolta poi nel 354. Il mausoleo del diametro di 22 metri e alto 19, divenne presto un battistero e nel 1254 trasformato in una chiesa.
- Edificio interamente di mattoni, con le pareti perimetrali scavate da piccole nicchie ed è introdotto da una nartece a forcipe. Un tempo circondato da un portico su colonne.
- Spazio centrale coperto da una cupola, che si imposta su 1 tamburo sorretto da archi, che poggiano su 24 colonne, sormontate da trabeazione con fregio pulvinato. Le colonne di granito liscio sono appaiate in senso radiale, disposte una dietro l’altra e allineate nella direzione del raggio. Capitelli di recupero dell’età augustea e severiana.
- Le aperture sugli assi ortogonali e longitudinale sono più ampie delle altre. Le due ortogonali definiscono 1 croce all’interno dello spazio circolare.
- Tra l’anello interno, colonne con tamburo, e esterno, parete perimetrale, corre una galleria, deambulatorio, coperta da una volta anulare mosaicata, interrotta solo sul lato opposto all’ingresso, coperto da una volta a crociera e da un lucernario per evidenziare il luogo della sepoltura. Sarcofago in porfido rosso.
- Si rifà alla struttura del Pantheon, per il compatto muro esterno che nasconde le nicchie. Il complesso interno è formato da sostegni isolati, colonne binate, da un tamburo forato di grandi finestre e una cupola di coronamento.
Battistero lateranense a Roma
Battistero lateranense a Roma: fondato da Costantino attorno al 315.
- Pianta ottagonale, modello per i successivi battisteri.
- È preceduto da nartece a forcipe con apertura con 2 colonne architravate di porfido.
- Lo spazio centrale, fonte battesimale, è coperto da una cupola che si innalza sopra un doppio ordine di colonne, quelle sotto dal fusto di porfido rosso, liscio, con capitelli corinzi, quelle sopra di marmo, più esili, con capitelli ionici, agli angoli dell’ottagono. Su entrambe corre una trabeazione marmorea.
Chiesa di Santo Stefano Rotondo a Roma
Chiesa di Santo Stefano Rotondo a Roma: edificata sotto Papa Simplicio tra 468 e 483, clima classicheggiante lasciato in eredità da Sisto 3 si nota nell’ordine ionico trabeato.
- Modificato alla metà 15 sec. quando fu privato dell’anello più esterno.
- Pianta complessa in cui si alternavano spazi chiusi e aperti. Passaggio da uno all’altro avveniva tramite la luce. L’architettura si articolava intorno al vano circolare centrale, coperto da una superficie conica.
- 1° anello di colonne ioniche architravate, 2° di archi su colonne, creando due ambulacri.
- Il 2° si allarga con 4 cappelle e si comprime da setti murari curvilinei. Non si interrompe la continuità degli anelli concentrici.
- Le 4 cappelle lungo i 2 assi ortogonali, caratterizzano l’edificio come cruciforme.
Basilica di San Lorenzo a Milano
Basilica di San Lorenzo a Milano: costruita probabilmente a partire dal 378.
- A pianta centrale preceduta da un quadriporco.
- La forma esterna è quella di un quadrato con i lati trasformati per un ampio tratto in curve; in corrispondenza degli angoli si elevano delle torri.
- Il vano centrale si dilata in 4 esedre, coperte da grandi catini con 2 ordini sovrapposti di arcate, aperte incorniciate da grandi arconi sui quali si imposta il tamburo a pianta ottagonale. La cupola odierna è del 1573. A sud c’è la cappella di Sant’Aquilino in cui un tempo sorgeva un più antico battistero ariano.
Il mosaico
Il mosaico: il termine deriva dalle Muse che venivano onorate in grotte artificiali costruite nei giardini romani tramite motivi ornamentali costituiti da piccole pietre colorate accostate.
Tecnica che si diffonde tra 4-5 sec., a Roma e nei territori dell’impero, per decorare pareti e pavimenti. Si usavano pietre dure, terracotta e ciottoli di forma parallelepipedo —> tessere.
Dal 1° a.C. si diffuse anche l’uso di tessere in pasta di vetro, in questo modo i colori a disposizione aumentarono con aggiunta al vetro di 1 pigmento colorante per ottenere intensità, o per tessere dorate e argentate, frapponendo una sottile lamina d’oro fra due colate di vetro.
Le tessere si immergevano nell’intonaco e venivano applicate su un disegno o incisione. Fortunatamente erano distanti dall’occhio umano quindi anche se erano non uniformi o non lisce non si notava. Si creavano particolari effetti di luce.
Spesso poste su disegni veri e propri su fondo rosso, con motivi classici come cubi, parallelepipedi, stelle, trecce ecc. Le tessere non erano tutte grandi uguali, quelle della pelle erano piccole, per permettere maggiori sfumature e cura.
Difficilissimo da realizzare, c’erano botteghe specializzate, tra cui spiccavano le figure del Pictor imaginarius e del pictor parietarius, oltre dei musearii ossia i posatori dell’epoca.
Mosaici di Roma e Milano
Mosaici di Roma e Milano, anche Ravenna, vennero rilevati dei mosaici di qualità esecutiva superiore rispetto a quelli delle località decentrate. Qui si rivelava la convivenza dell’arte plebea con una legata alla tradizione aulica greco-romana. La prima si presentava meglio per simboli, valori e concetti astratti dei soggetti cristiani, in quanto si serviva di un linguaggio accessibile a tutte le classi sociali.
Volta anulare di Santa Costanza
Volta anulare di Santa Costanza: la volta anulare del deambulatorio conserva le decorazioni musive paleocristiane più antiche. Vi sono 2 tipologie ornamentali:
- 1 - Sistema geometrico, cerchi, losanghe, intrecci con piccoli animali e fiori/piante.
- 2 - Maggiore libertà compositiva.
- Dai 4 angoli si estendono le viti che riempiono quasi tutto lo spazio disponibile.
- Al centro formano una corona intorno a una figura a mezzo busto.
- Vi sono dei putti intenti nella raccolta dell’uva e uccellini sui rami, animano i tralci della vite. Il fondo è chiaro e il disegno risalta su di esso.
- Settori di fianco alla nicchia che ospitava il sarcofago di Costantina presentano, sempre su fondo chiaro, fronde con fiori, frutti e uccelli più strumenti liturgici, molte figure lumeggiate in oro per sottolineare l’importanza della sepoltura imperiale.
Catino absidale di Santa Pudenziana
Catino absidale di Santa Pudenziana: iniziato circa nel 390. All’interno di 1 spazio delimitato da un porticato a semicerchio vi è il Cristo seduto su un trono tempestato di gemme, in posizione centrale e sopraelevata, rappresentato come un filosofo e maestro nell’atto di insegnare, ai lati gli Apostoli e San Paolo.
- Pietro e Paolo, più vicini a lui, vengono incoronati da 2 figure femminili che rappresentano: l’ecclesia ex circumcisione per l’ebreo Pietro e l’ecclesia ex gentibus che incorona Paolo che predicò il vangelo tra i pagani.
- Al di là del porticato si intravedono edifici classici raffiguranti Gerusalemme al centro della quale, sul Golgota, troneggia una croce gemmata, simbolo di Cristo e della sua vittoria sulla morte; la croce è circondata dai simboli apocalittici degli evangelisti, o Tetramorfo: l’angelo, Matteo, il leone, Marco, il toro, Luca, e l’aquila, Giovanni; il tutto risalta su un cielo rosseggiante nell’ora del tramonto.
- Gusto ancora ellenistico negli edifici e nella prospettiva con l’attenzione per le ombre e i corpi.
Navata e arco trionfale di Santa Maria Maggiore
- Anni del pontificato di Sisto 3°. Storie tratte dall’antico testamento con storie delle vite di Abramo, Giacobbe, a sinistra, Mosè e Giosuè, a destra. L’organizzazione degli episodi segue quella del fregio storico con una narrazione continua per fasce sovrapposte.
- Giosuè che combatte gli Amorrei: popolazione semita dell’antica Palestina, gli echi classici sono espliciti, il più evidente nel cavaliere al centro che ricorda l’Alex della Battaglia di Alessandro.
- Passaggio del Mar Rosso: ebrei a sinistra guidati da Mosè in primo piano che con il suo bastone fa richiudere le acque sulle armate egizie. Le figure si organizzano attorno all’ampio braccio di mare nel quale galleggiano scudi e nel quale il carro del faraone viene sommerso. Solido appoggio su un prato verde.
- Arco trionfale anche detto arco di Efeso perché realizzato dopo il consiglio tenutosi ad Efeso nel 431 in cui la Vergine Maria venne riconosciuta come Madre di Dio. Le regole prospettiche sono ormai abbandonate, i personaggi sono per lo più frontali e la composizione avviene per fasce orizzontali, fondo quasi monocromo che non suggerisce veramente uno spazio.
- —> Tutti questi elementi rimandano alla corrente plebea, quella che si presta a schematizzare i racconti, elementare e facilmente comprensibile.
- Nel lato sx nel 2° registro dall’alto è raffigurata l’adorazione dei magi: la scena si svolge in uno spazio dorato al centro del quale Gesù, ormai già bambino, siede come 1 imperatore romano su un trono sfolgorante di gemme e stoffe; dietro di lui stanno 4 angeli vestiti di bianco mentre la Vergine, alla sua dx, indossa abiti da principessa orientale e lo indica alla adorazione dei magi.
- Alla sua sx vi è una donna velata di azzurro con un foglio nella mano sx mentre ha la dx sotto il mento come stesse riflettendo, è forse la personificazione della Saggezza Divina. San Giuseppe, con una tunica romana, occupa l’estremo sinistro della scena mentre i magi offrono i doni indicando la stella che li ha condotti dove sono che splende sopra il bimbo.
- —> Non c’è nessuna attinenza alla povertà raccontata nei vangeli ma tutto è sfarzo e gloria.
- L’arco è sovrastato da 3 fasce azzurro-verdi, allude trinità, e circondano 1 trono gemmato affiancato dai ss Pietro e Paolo colti in un gesto di acclamazione e affiancato dal tetramorfo, al di sotto una scritta riporta la dedica del pontefice Sisto 3.
- Il trono vuoto evoca Cristo senza rappresentarlo suggerendo l’invisibile presenza di Dio nel mondo e la sua attesa alla fine dei tempi. Sul trono sono appoggiati il mantello e la corona imperiali, simboli della regalità di Gesù. La spalliera è ornata da 2 teste leonine, simboli.
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