Riassunto: corso di linguistica generale Ferdinand de Saussure
Riassunto: corso di linguistica generale Ferdinand de Saussure
Parte prima
- Capitolo 1: Sguardo alla storia della linguistica
- Capitolo 2: Materia e compito della linguistica, suoi rapporti con le scienze connesse
- Capitolo 3: Oggetto della linguistica
- Capitolo 4: La linguistica della lingua e la linguistica della “parole”
- Capitolo 5: Elementi interni ed esterni della lingua
- Capitolo 6: Rappresentazione della lingua mediante la scrittura
- Capitolo 7: La fonologia
Appendice: principi di fonologia
- Capitolo 1: Le specie fonologiche
- Capitolo 2: Il fonema nella catena parlata
Parte prima: principi generali
- Capitolo 1: Natura del segno linguistico
- Capitolo 2: Immutabilità e mutabilità del segno
- Capitolo 3: La linguistica statica e la linguistica evolutiva
Parte seconda: linguistica sincronica
- Capitolo 1: Generalità
- Capitolo 2: Le entità concrete della lingua
- Capitolo 3: Identità, realtà, valori
- Capitolo 4: Il valore linguistico
- Capitolo 5: Rapporti sintagmatici e rapporti associativi
- Capitolo 6: Meccanismo della lingua
- Capitolo 7: La grammatica e le sue suddivisioni
- Capitolo 8: Ruolo delle entità astratte in grammatica
Parte terza
- Capitolo 1: Generalità
- Capitolo 2: I cambiamenti fonetici
- Capitolo 3: Conseguenze grammaticali dell’evoluzione fonetica
- Capitolo 4: L’analogia
- Capitolo 5: Analogia ed evoluzione
- Capitolo 6: L’etimologia popolare
- Capitolo 7: L’agglutinazione
- Capitolo 8: Unità, identità e realtà diacroniche
Appendici alla parte terza e quarta
ABC
Parte quarta: linguistica geografica
- Capitolo 1: La diversità delle lingue
- Capitolo 2: Complicazioni della diversità geografica
- Capitolo 3: Cause della diversità geografica
- Capitolo 4: Propagazione delle onde linguistiche
Parte quarta: questioni di linguistica retrospettiva conclusioni
- Capitolo 1: Le due prospettive della linguistica diacronica
- Capitolo 2: La lingua più antica ed il prototipo
- Capitolo 3: Le ricostruzioni
- Capitolo 4: La testimonianza della lingua in antropologia e preistoria
Capitolo 1: Sguardo alla storia della linguistica
La scienza che si è formata intorno alla lingua ha passato 3 fasi successive prima di riconoscere il suo oggetto unico:
- La grammatica: studio inaugurato dai Greci, continuato principalmente dai francesi, è fondato sulla logica ed è privo di ogni visione scientifica circa la lingua stessa. Bada solo a fornire le regole sulle forme corrette e quelle non corrette.
- La filologia: termine legato ad Friedrich August Wolf a partire dal 1777, la critica filologica è in difetto su di un punto; essa si dedica troppo servilmente alla lingua scritta e dimentica la lingua viva.
- Filologia comparativa o grammatica comparata: il primo errore contenente il germe di tutti gli altri è che essa non si è mai chiesta cosa volessero dire i confronti che essa faceva, che cosa significassero i rapporti che scopriva. Fu esclusivamente comparativa invece di essere storica.
Soltanto verso il 1870 ci si cominciò a chiedere quali fossero le condizioni della vita delle lingue. La linguistica propriamente detta nacque dallo studio delle lingue romanze e germaniche. In effetti i romanisti si trovavano in condizioni privilegiate:
- Conoscevano il prototipo delle lingue romanze, il latino.
- Data l’abbondanza di documenti, potevano seguire nei particolari l’evoluzione degli idiomi.
I germanisti si trovavano in una situazione analoga.
Un primo impulso fu dato dall’americano Whitney, si formò subito dopo una nuova scuola, quella dei neogrammatici (Junggrammatiker); il loro merito fu quello di collocare nella prospettiva storica tutti i risultati della comparazione, e per tal via concatenare i dati nel loro ordine naturale. Grazie ad essi non si scorse più nella lingua un organismo che si sviluppa per se stesso, ma un prodotto dello spirito collettivo dei gruppi linguistici.
Capitolo 2: Materia e compito della linguistica suoi rapporti con le scienze connesse
La materia della linguistica è costituita dalla totalità delle manifestazioni del linguaggio umano, dalle espressioni di ogni forma.
Il compito sarà:
- Fare la storia delle famiglie delle lingue e ricostruirle, le lingue madri di ciascuna famiglia.
- Estrarre le leggi generali cui possono ricondursi tutti i particolari della storia.
- Delimitare e definire se stessa.
La linguistica deve essere accuratamente distinta dall’etnografia e dalla preistoria, nelle quali la lingua interviene a puro titolo di documento.
Capitolo 3: Oggetto della linguistica
Le sillabe che si articolano sono impressioni acustiche percepite dall’orecchio, ma i suoni non esisterebbero senza gli organi vocali. Non è dunque possibile ridurre la lingua al suono, né distaccare il suono dall’articolazione boccale.
Il linguaggio ha un lato individuale e un lato sociale, e non si può concepire l’uno senza l’altro. Inoltre, in ogni istante il linguaggio implica sia un sistema stabile che un’evoluzione, in ogni momento è istituzione attuale e prodotto del passato.
Ma cos’è la lingua?
Per noi essa non si confonde con il linguaggio: essa non è che una determinata parte, ovviamente essenziale. Essa è al tempo stesso un prodotto sociale della facoltà del linguaggio ed un insieme di convenzioni necessarie, adottate dal corpo sociale per consentire l’esercizio di questa facoltà degli individui.
Non è provato che la funzione del linguaggio, quale si manifesta quando noi parliamo, sia interamente naturale, nel senso che il nostro apparato vocale sia fatto per parlare come le nostre gambe per camminare.
I linguisti sono lontani dall’essere d’accordo su questo punto.
Per Whitney, che assimila la lingua ad un’istituzione sociale alla pari di qualunque altra, è per caso, per semplici ragioni di comodità, che adoperiamo l’apparato vocale come strumento della lingua.
Questa tesi è senza dubbio troppo rigida. La lingua non è un’istituzione sociale somigliante in tutto alle altre, inoltre Whitney va troppo oltre quando dice che la nostra scelta è avvenuta per caso sugli organi vocali, ma su di un punto essenziale il linguista americano sembra aver ragione: la lingua è una convenzione, e la natura del segno sul quale si conviene è indifferente. Il problema dell’apparato vocale è dunque secondario nel problema del linguaggio.
Si potrebbe dire che non il linguaggio parlato è naturale nell’uomo ma la facoltà di costituire una lingua, vale a dire un sistema di segni distinti corrispondenti a delle idee distinte.
Broca ha scoperto che la facoltà di parlare è situata nella terza circonvoluzione frontale sinistra, ci si è così fondati su ciò per attribuire al linguaggio un carattere naturalistico. Ma si sa che questa localizzazione è stata constatata per tutto ciò che si rapporta al linguaggio, compresa la scrittura, e queste constatazioni, congiunte alle osservazioni fatte sulle diverse forme di afasia dovute a lesione dei centri di localizzazione, sembrano indicare:
- I vari disturbi del linguaggio orale sono in cento modi intrecciati a quelli del linguaggio scritto.
- In tutti i casi di afasia e di agrafia ciò che viene colpito non è tanto la facoltà di proferire questo o quel suono o di tracciare questo o quel segno quanto invece la facoltà di evocare con un qualsiasi strumento i segni del linguaggio regolare.
Tutto ciò induce a credere che al di sotto del funzionamento dei diversi organi esiste una facoltà più generale, quella che comanda ai segni e che sarebbe la facoltà linguistica per eccellenza.
Per tale via torniamo alla stessa conclusione di prima: è la lingua che fa l’unità del linguaggio.
Occorre collocarsi dinnanzi all’atto individuale che permette di ricostruire il circuito della parole. Questo atto presuppone almeno 2 individui:
A e B
Il punto di partenza del circuito è nel cervello di uno dei due individui, per esempio A, in cui i fatti di coscienza che noi chiamiamo concetti si trovano associati alle rappresentazioni dei segni linguistici o immagini acustiche che servono alla loro espressione.
Supponiamo che un dato concetto faccia scattare nel cervello una corrispondente immagine acustica: è un fenomeno interamente psichico, seguito a sua volta da un processo fisiologico: il cervello trasmette agli organi della fonazione un impulso correlativo all’immagine, poi le onde sonore si propagano dalla bocca di A all’orecchio di B: processo puramente fisico.
Successivamente il circuito si prolunga in B in un ordine inverso: dall’orecchio al cervello, trasmissione fisiologica dell’immagine acustica, nel cervello, associazione psichica di questa immagine con il concetto corrispondente. Se B parla a sua volta, questo nuovo atto seguirà dal suo cervello a quello di A esattamente lo stesso cammino del primo e passerà attraverso le stesse fasi successive.
- Parti fisiche: onde sonore.
- Parti fisiologiche: fonazione e audizione.
- Parti psichiche: immagini verbali e concetti.
L’atto individuale è soltanto l’embrione del linguaggio. Tra tutti gli individui collegati dal linguaggio, si stabilisce una sorta di media: tutti riprodurranno, certo non esattamente, ma approssimativamente, gli stessi segni uniti agli stessi concetti.
L’esecuzione è sempre individuale: parole. La lingua non è completa in nessun singolo individuo ma esiste perfettamente soltanto nella massa.
La parole è un atto individuale di volontà e di intelligenza, nel quale conviene distinguere:
- Le combinazioni con cui il soggetto parlante utilizza il codice della lingua in vista dell’espressione del proprio pensiero personale.
- Il meccanismo psico-fisico che gli permette di esternare tali combinazioni.
Caratteri della lingua
Ricapitoliamo i caratteri della lingua:
- È un oggetto ben definito, la si può localizzare nella parte determinata del circuito in cui un’immagine uditiva si associa a un concetto. È la parte sociale del linguaggio, esterna all’individuo che da solo non può né crearla né modificarla; essa esiste in virtù di una sorta di contratto stretto tra i membri di una comunità.
- La lingua, distinta dalla parole, è un oggetto che si può studiare separatamente. Non parliamo più le lingue morte, ma possiamo tuttavia assimilare il loro organismo linguistico.
- La lingua così delimitata è di natura omogenea: è un sistema di segni in cui l’essenziale è soltanto l’unione di senso e dell’immagine acustica ed in cui le due parti del segno sono egualmente psichiche.
- La lingua, non meno della parole, è un oggetto di natura concreta, il che è un grande vantaggio per lo studio. I segni linguistici, pur essendo essenzialmente psichici, non sono delle astrazioni, le associazioni, ratificate dal consenso collettivo, che nel loro insieme costituiscono la lingua, sono realtà che hanno la loro sede nel cervello. Inoltre i segni della lingua sono, per dir così, tangibili; la scrittura può fissarli in immagini convenzionali, mentre sarebbe impossibile fotografare in tutti i loro dettagli gli atti della parole, la produzione fonica d’una parola, per quanto piccola, comporta un’infinità di movimenti muscolari estremamente difficili da conoscere e raffigurare.
Nella lingua al contrario non vi è altro che l’immagine acustica e questa può tradursi in un’immagine visiva costante.
Ogni immagine acustica altro non è che la somma di un numero limitato di elementi. Proprio questa possibilità di fissare le cose relative alla lingua fa sì che un dizionario e una grammatica possano esserne una rappresentazione fedele, la lingua essendo il deposito delle immagini acustiche e la scrittura essendo la forma tangibile di tali immagini.
La lingua è una istituzione sociale, essa però si distingue per diversi tratti dalle altre istituzioni politiche, giuridiche ecc. La lingua è un sistema di segni esprimenti delle idee e pertanto è confrontabile con la scrittura, l’alfabeto dei sordomuti ecc.; essa è semplicemente il più importante di tali sistemi.
Si può dunque concepire una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale: la semiologia. La linguistica è solo una parte di questa scienza generale.
Il fatto che il segno sfugge sempre in qualche misura alla volontà individuale o sociale è il suo carattere essenziale.
Capitolo 4: La linguistica della lingua e la linguistica della “parole”
Lo studio del linguaggio comporta dunque 2 parti:
Una essenziale, che ha per oggetto la lingua, che nella sua essenza è sociale e indipendente dall’individuo, questo studio è unicamente psichico; l’altra, secondaria, ha per oggetto la parte individuale del linguaggio, vale a dire la parole, ivi compresa la fonazione, essa è psico-fisica.
Senza dubbio i due oggetti sono strettamente legati e si presuppongono a vicenda.
Capitolo 5: Elementi interni ed esterni della lingua
Rientra nella linguistica esterna tutto ciò che riguarda l’estensione geografica delle lingue e il frazionamento dialettale, il linguista deve esaminare i rapporti reciproci tra la lingua dei libri e la lingua corrente, dato che ogni lingua letteraria, prodotto della cultura, giunge a distaccare la sua sfera d’esistenza dalla sfera naturale, quella della lingua parlata. Lo studio dei fenomeni linguistici esterni è di certo assai fruttuoso, ma è falso dire che senza di essi non sia possibile conoscere l’organismo linguistico interno.
Ad esempio il prestito di vocaboli stranieri: è possibile constatare che si tratti di un elemento non costante nella vita di una lingua.
In linea generale non è mai indispensabile conoscere le circostanze entro cui una lingua si è sviluppata, ciò non impaccia con lo studio dal punto di vista interno e nel renderci conto delle trasformazioni che hanno subito le lingue.
La linguistica esterna può accumulare dettagli su dettagli senza sentirsi imprigionata nelle maglie di un sistema.
Con la linguistica interna tutto va diversamente: essa non ammette una disposizione qualsiasi. La lingua è un sistema che conosce soltanto l’ordine che gli è proprio.
Capitolo 6: Rappresentazione della lingua mediante la scrittura
L’oggetto concreto del nostro studio è dunque il prodotto sociale depositato nel cervello d’ognuno, vale a dire la lingua.
Ora in generale noi conosciamo le lingue mediante la scrittura, benché la scrittura sia in se stessa estranea al sistema interno, è impossibile fare astrazione da un procedimento attraverso il quale la lingua è continuamente rappresentata.
Lingua e scrittura sono due distinti sistemi di segni, l’unica ragion d’essere del secondo è la rappresentazione del primo. Ma il vocabolo scritto si mescola così intimamente al vocabolo parlato, così si arriva a dare altrettanta e anzi maggiore importanza alla rappresentazione del segno vocale che al segno stesso.
Questa illusione è esistita in ogni tempo. La lingua ha dunque una sua tradizione orale indipendentemente dalla scrittura.
Come si spiega tanto prestigio della scrittura?
- L’immagine grafica di una parola come oggetto permanente e solido ci colpisce, più adatta del suono a garantire l’unità della lingua attraverso il tempo.
- Per la maggior parte degli individui le impressioni visive sono più nette e durevoli di quelle acustiche, così ci si riferisce alle prime.
- La lingua letteraria fa crescere ulteriormente l’importanza immeritata della scrittura.
Si finisce con il dimenticare che si impara a parlare prima che a scrivere e il rapporto naturale è capovolto.
Vi sono due soli sistemi di scrittura:
- Il sistema ideografico: esempio classico è la scrittura cinese.
- Il sistema detto comunemente fonetico: che mira a riprodurre la sequenza dei suoni succedentisi nel vocabolo. Le scritture fonetiche o sono sillabiche o alfabetiche.
Sarebbe troppo lungo classificare le incoerenze della scrittura, una delle peggiori è sicuramente la molteplicità dei segni per lo stesso suono.
Capitolo 7: La fonologia
La fisiologia del suono è spesso chiamata fonetica. Questo termine ci sembra improprio e lo sostituiamo con fonologia. La ragione è che la fonetica ha inizialmente designato e deve continuare a designare lo studio delle evoluzioni dei suoni e non si dovrebbero confondere sotto un sol nome due studi completamente distinti. La fonetica è una scienza storica: analizza degli eventi, delle trasformazioni e si muove nel tempo.
La fonologia si colloca fuori dal tempo poiché il meccanismo dell’articolazione resta sempre simile a se stesso.
Il primo è una delle parti essenziali della scienza della lingua, la fonologia, invece, bisogna ripetere, non è che una disciplina ausiliaria e ha rapporto solo con la parole.
Bisogna delineare il sistema fonologico della lingua studiata. I segni grafici sono solo una sua immagine la cui esattezza va controllata. Quando si tratta una lingua viva, il solo metodo razionale consiste in ciò:
- Stabilire un sistema di suoni sulla base dell’osservazione diretta.
- Mettere da parte il sistema dei segni che servono a rappresentare imperfettamente i suoni.
Principi di fonologia
Capitolo 1: Le specie fonologiche
Molti fonologisti badano quasi esclusivamente all’
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Linguistica generale. Testo consigliato: Linguistica, Ferdinand de Saussure
-
Riassunto esame Linguistica Generale, prof. Assenza, libro consigliato Corso di linguistica generale, de Saussure
-
Riassunto esame Semiotica del testo, prof. Bartezzaghi, libro consigliato Le basi della semiotica, Traini
-
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Scala, libro consigliato Linguistica generale Le lingue e il linguaggio…