Le pedagogie del Novecento
Introduzione
Nel '900 si afferma il capitalismo monopolistico e lo stato sociale (welfare state). La società comincia a massificarsi e a fondersi con i consumi e sulla crescita delle classi medie.
Contraltare: socialismo, altro grande tratto della società novecentesca, caratterizzata dallo scontro di due elementi opposti: democrazia e totalitarismo. La democrazia rappresenta l'ideale da raggiungere e realizzare (principio da salvaguardare e da difendere), mentre il totalitarismo rappresenta il perenne rischio nascosto dietro l'angolo.
Di conseguenza cambia il comportamento della società che si emancipa dalle vecchie concezioni del mondo. Il dato più significativo è il ritorno all'individualismo che si accompagna all'edonismo, alla cultura del consumo che privilegia il piacere personale, il gioco, il lusso rispetto al lavoro, all'etica del sacrificio e alla produzione.
Tutto il '900 è caratterizzato dal contrasto tra un individualismo edonistico e narcisista e una massificazione standardizzata e omogenizzante. Ovviamente questo conflitto condiziona anche la pedagogia sia nelle pratiche che nelle teorie, infatti la massificazione porta alla nascita di un nuovo stile di vita e all'emergere di nuovi ceti sociali.
In pedagogia compaiono nuovi protagonisti, come donne, handicappati e bambini, e assumono un ruolo sempre più importante le scienze umane.
Il percorso di trasformazione delle scienze pedagogiche
Il percorso di trasformazione delle scienze pedagogiche può essere scandito in sei tappe:
- Attivismo e scuole nuove
- Presenza delle grandi filosofie e ideologie quali marxismo, idealismo, pragmatismo
- Educazione totalitaria
- Personalismo
- Nuovo rapporto tra pedagogia e filosofia
- Pedagogie dei paesi extraeuropei (soprattutto terzo mondo)
L'avventura dell'attivismo
Nel '900 la scuola si lega alle ideologie, si apre alle masse e fondamentale è il contributo dell'attivismo, un movimento che si fonda sul primato del fare rispetto al conoscere. Tale primato è assegnato al bambino intorno al quale si svolge l'apprendimento incentrato sull'ambiente e non sul sapere codificato.
Le scuole nuove nascono sotto l'influsso della psicologia e dal fatto che essa ha intuito la diversità della psiche infantile rispetto a quella degli adulti, ma le scuole nuove sono anche il frutto del movimento di emancipazione delle masse popolari contro una scuola elitaria. Al centro dell'educazione attiva c'è il fanciullo; l'infanzia è vista come un'età pre-intellettuale e pre-morale i cui processi cognitivi si intrecciano con il dinamismo motorio e psichico del fanciullo (deve vivere liberamente le sue inclinazioni).
La scuola deve essere collocata in campagna in modo che l'apprendimento avvenga a contatto con l'ambiente esterno perché ogni bambino è naturalmente e spontaneamente interessato a conoscere ciò che lo circonda. L'educazione attiva è ispirata ai principi di:
- Democrazia e libertà
- Partecipazione attiva alla vita sociale e pubblica sebbene sia improntata a una concezione individualistica dell'uomo, dal momento che ritiene che i rapporti con gli altri sono importanti ma non possono intaccare l'autonomia della coscienza e la libertà personale
Esperimenti delle scuole nuove
In Inghilterra gli esperimenti delle scuole nuove sono fatti da Reddie che nel 1889 fonda una scuola per i ragazzi dagli 11 ai 18 anni ad Abbotsholme. La scuola è basata sulla convinzione che la scuola debba essere un piccolo mondo reale e pratico. A questo esperimento si collega l'école des Roches di Demolins, nata nel 1889 in Normandia, e posta in campagna al centro di un piccolo villaggio selvaggio in modo da stimolare l'attività di esplorazione e lavorativa dei ragazzi, che in questo modo vivono in piena libertà e in ambienti che cercano di riprodurre l'atmosfera delle classi familiari. Lo scopo è la formazione morale, fisica, intellettuale, sociale del fanciullo. Il limite di queste scuole è di essere isole privilegiate, aperte a pochi ragazzi di buona estrazione sociale e con una buona disponibilità economica. Di conseguenza sono molto lontane dalla realtà della scuola di massa che va affermandosi agli inizi del nuovo secolo.
Esperimenti in Germania
In Germania gli esperimenti delle scuole nuove si devono a:
- Lietz con le case di educazione in campagna, ispirate al neoumanesimo goethiano
- Wyneken che nelle sue opere "Scuola e cultura giovanile" (1912) e "Rivoluzione e scuola" (1924) teorizza un ideale pedagogico anarchico che si oppone alla tirannia della famiglia, degli adulti, dei metodi scolastici conformistici e invita i giovani ad organizzarsi in modo autonomo
- Kerschensteiner progetta la scuola del lavoro nell'opera "Il concetto della scuola del lavoro" in cui si propone un rinnovamento del curriculum tradizionale che introduce il lavoro anche nelle scuole elementari. Il lavoro deve essere preciso e serio, svolto collettivamente, dotato di un valore sociale, non necessariamente economico ma produttivo. Il lavoro ha finalità educativa solo se è consapevole delle proprie finalità complessive e per questo le scuole devono dotarsi di laboratori e officine. L'obiettivo è la formazione professionale, morale e sociale del giovane. L'educazione sociale deve essere lo scopo della formazione popolare perché si deve dare ai ragazzi un ideale di vita che sia quello di porsi al servizio degli altri, svolgendo il proprio lavoro con precisione e responsabilità.
Le scuole nuove in Italia
Il contesto in cui si sviluppano le scuole nuove in Italia è la Scuola Serena di Giuseppe Lombardo Radice, ovvero un ambiente ideale in cui c'è continuità tra scuola e famiglia con valorizzazione delle attività artistiche e una visione del fanciullo come artista spontaneo. Maria Boschetti Alberti nella sua proposta pedagogica dà un ruolo centrale al maestro. Il lavoro scolastico viene suddiviso in tre gruppi di attività:
- Accademia: si stimola nei fanciulli il senso del bello
- Controllo attuato dall'insegnante ogni giorno in una materia diversa
- Lavoro libero: svolto in gruppi liberi, riguardante l'attività verso cui i ragazzi si sentono più portati
Si tratta di un modello legato all'iniziativa personale dell'insegnante e richiama all'attivismo ma elabora in modo non scientifico ma intuitivo. Rosa Agazzi sviluppa un metodo innovatore, fondato sulla continuità tra asilo e atmosfera familiare in cui l'educatrice deve porsi come figura materna. L'innovazione didattica più innovativa della Agazzi è il materiale didattico non preordinato, costituito da tutto ciò che i fanciulli raccolgono e portano a scuola perché li interessa modello pedagogico anti-Montessori, in cui si cerca la spontaneità e l'intuitività che ha portato a qualificarlo come modello vivente di Scuola Serena.
Giuseppina Pizzignoni è fondatrice della Rinnovata, aperta a Milano nel 1911. Essa rappresenta un modello scolastico in contrapposizione con la scuola tradizionale che collega vita scolastica e vita sociale, dando la precedenza all'alunno rispetto alla parola del maestro. In questo contesto l'esperimento più significativo è quello della Scuola-Città Pestolazzi di Ernesto e Maria Codignola, il cui scopo è formare i ragazzi attraverso un'organizzazione interna che riproduce quella della comunità adulta gestita direttamente dai ragazzi. In questo caso si parte dall'esperienza del fanciullo, dai suoi problemi e si svolgono insieme attività intellettuali e manuali in un ambiente strutturato e comprensivo di laboratori e biblioteche.
Un altro esperimento innovativo è quello dei Boys-scouts fondato dall'ex colonnello inglese Robert Baden Powell nel 1908, che ispira al colonialismo, è organizzato in forma militare e i ragazzi sono divisi per fasce d'età (lupetti, esploratori, pionieri) e inseriti in gruppi dopo una cerimonia nel corso della quale leggono una promessa che contiene i principi fondamentali del movimento:
- Amore verso il prossimo
- Pietà per gli animali
- Lealtà
- Amicizia
E basandosi su un'etica che valorizza il lavoro e l'autocontrollo.
I modelli più maturi in USA e in Europa
Negli USA l'esperimento più illustre dell'attivismo fu quello di Dewey ma oltre ad esso è opportuno citare altre tre esperienze. Kilpatrick (teorico dell'educazione) che si occupò di didattica proponendo un metodo nell'opera "Il metodo dei progetti" che si distacca dal metodo dei problemi di Dewey e pone l'accento sulla motivazione pratica del movimento intellettuale, ma si collega al metodo dei problemi per la valorizzazione della molla dell'interesse e per l'importanza data alle esperienze concrete e problematiche.
Parkhurst per il suo "Daltan Plan" si ispirò a Maria Montessori e cercò di ottenerlo in una University School privata a New York. Le idee fondamentali del piano sono:
- Individualizzazione dell'insegnamento
- Libera scelta del lavoro scolastico
Lo svolgimento di un programma libero prevede alcuni mutamenti: le aule non saranno assegnate a una classe ma a un insegnamento diretto da un docente specializzato; ogni allievo ha un compito mensile da svolgere liberamente (N.B. L'insegnante interverrà solo per consigliare e controllare il lavoro); ogni giornata di lavoro si articola in attività di laboratorio, organizzazione del lavoro e conferenze (laboratori).
Washburne fu l'organizzatore delle scuole di Winnetka e Chicago. La scuola è il luogo dove i ragazzi vivono felici, in libertà di creare ed esprimersi. Il programma si divide in una parte comune (conoscenze e tecniche di base) e una parte creativa e libera (attività musicali, artistiche, gioco, laboratorio, stampa). L'importanza del lavoro creativo va vista nella capacità che ha di stimolare il ragazzo a differenziarsi dai compagni, a sviluppare le proprie attitudini e a scoprire le proprie vocazioni.
In tempi più recenti in Europa
In tempi più recenti in Europa assistiamo allo sviluppo di una fase meno entusiasta delle scuole nuove. Due sono gli autori più importanti: Roger Cousinet che vede l'istituzione come un processo da realizzarsi in un ambiente che stimoli la curiosità infantile e favorisca i processi di socializzazione attraverso le attività di gruppo. Nel curriculum di studio un ruolo chiave è quello del lavoro storico, il cui scopo è legare il fanciullo alla storia della civiltà partendo dalla storia delle cose per arrivare ai concetti più astratti.
Célestine Frenet inaugura un metodo basato sulla cooperazione di cui strumento principale è la stamperia della scuola. Il principale materiale didattico è il testo libero scritto dal bambino quando ne ha la voglia e la stamperia che consente la creazione di un giornalino di classe con cui comunicare con l'esterno.
I teorici dell'attivismo
I teorici dell'attivismo: Decroly, Claparède, Ferrière, Montessori. I temi dell'attivismo sono:
- Puerocentrismo
- Valorizzazione del fare
- Antiautoritarismo
- Motivazione all'apprendimento
- Antintellettualismo
- Centralità dello studio di ambiente
- Socializzazione
Ovide Decroly (medico belga) parte dalla pedagogia differenziale (o dei deficienti) per poi estendere il suo metodo educativo anche ai ragazzi normali, aprendo nel 1907 una scuola nuova a Bruxelles. L'insegnamento deve partire dal concreto per poi arrivare all'astratto. Ogni processo di apprendimento si sviluppa a partire da tre momenti fondamentali:
- Osservazione: punto di partenza di ogni conoscenza
- Associazione: si struttura il tempo e lo spazio
- Espressione: concreta (lavori manuali) e astratta (linguaggio)
Una novità del metodo di Decroly è l'insegnamento della lettura che deve avvenire attraverso l'associazione di immagini scritte alle cose medesime e deve procedere in maniera contraria rispetto al metodo tradizionale: cioè non dalle lettere, alle sillabe, alle parole, alla frase ma seguendo il percorso inverso.
Con Eduard Claparède nasce la scuola di Ginevra cioè un gruppo di studiosi di pedagogia (tra cui Jean Piaget). Egli parte dall'idea che l'educazione deve poggiarsi sempre su un bisogno e che i programmi di studio vanno rivisti. I nuovi programmi e i nuovi metodi devono essere strutturati su misura del fanciullo e appositamente individualizzati per consentirgli di scegliere liberamente all'interno di un'ampia proposta formativa. All'interno della scuola di Ginevra la figura più impegnata è quella di Adolphe Ferrière che si ispira a Bergson ma si impegna attivamente anche nella difesa dei diritti e dei bisogni fondamentali del fanciullo, che costituisce la premessa perché la scuola attiva realizzi il suo scopo di educare alla libertà attraverso la libertà.
Un'altra figura importante è quella di Maria Montessori la cui pedagogia ha una maggiore diffusione all'estero rispetto all'Italia. Al centro delle sue opere pone l'infanzia con i suoi diritti e con la religiosità di cui quest'età è portatrice. La Montessori mette in risalto l'importanza delle attività senso-motorie che vanno sviluppate attraverso esercizi di vita pratica e con il supporto di materiale di apprendimento innovativo.
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