Estratto del documento

Introduzione ai media digitali

A. Delfanti / A. Arvidsson - Sociologia

Capitolo 1: Media e tecnologie digitali

  • L’ambiente digitale (mediatizzazione, diffusione, ecologia dei media, visioni del mondo);
  • Nuovi e vecchi media (nuovi media, rimediazione, domesticazione, vecchi media);
  • I media digitali (digitali, convergenti, interattivi, ipertestuali, distribuiti, mobili, effimeri, sociali);
  • L’infrastruttura della rete (nodi intercomunicanti, livelli dei media, il codice legge);
  • Tecnologia della società (tecnologia fattore esogeno, determinismo tecnologico, costruzione sociale, coproduzione).

1. L’ambiente digitale

I media sono onnipresenti nelle vite degli individui, tant’è che si definisce come fenomeno di mediatizzazione la diffusione di massa di computer/smartphone/tablet e la possibilità di connettersi ovunque, vivendo in flussi di comunicazione continui. Viviamo in un ambiente talmente saturo di media che non percepiamo la presenza delle tecnologie, e viverne la mancanza diventa stressante. Oltre alla sfera comunicativa influenzano anche quella economica, del lavoro e politica; trasformano il modo in cui produciamo e distribuiamo informazioni.

Diffusione dei media

  1. Produzione di computer più economici e facili da usare.
  2. Introduzione del World Wide Web che porta la rete nelle case/imprese.
  3. Nascita del web collaborativo (produzione/distribuzione di contenuti in prima persona).

Nessuna attività umana è esentata dai cambiamenti che essi portano con sé, inoltre l’esplosione della rete ha permesso a stati emergenti (Cina, India, Sudamerica…) di cambiare il proprio ruolo globale nel mondo.

Metafora sull’ecologia dei media

Nell’ecosistema mediale nascono nuove forme di vita (motori di ricerca, giochi, social…) che forniscono servizi di connessione + strategie di sopravvivenza: i social network sono gratuiti in cambio dei dati degli utenti, strategie di censura/controllo dai governi. Mondo dove non vi è un luogo centralizzato di controllo, ma un insieme di relazioni che trasformano l’ecosistema.

Benkler parla di un ambiente digitale di rete che mette a disposizione degli individui la possibilità di assumere un ruolo più attivo, ma allo stesso tempo è denso di scontri sul futuro delle relazioni (copyright, informazione e censura, organizzazione…).

Visioni del mondo sulle tecnologie

  • Sono democratiche e permettono di superare le rigidità delle società, diventando attivi;
  • Sono distruttrici degli equilibri delle società e possono ostacolare il cambiamento.

1 di 23

2. Nuovi e vecchi media

I media digitali sono un insieme di mezzi di comunicazione simili ma differenti dai mezzi di comunicazione precedenti. Con nuovi media si intendono le tecnologie basate sui computer/reti integrati successivamente con i media tradizionali. È impreciso definirli “nuovi” perché sono diffusi da diversi decenni, e ogni media è nuovo quando viene introdotto. Il termine nuovo inoltre fa pensare che i media più recenti siano migliori di quelli vecchi, senza considerare il contesto in cui sono emersi. Altri pensano che quelli vecchi siano migliori perché più autentici, quelli recenti hanno analogie con quelli precedenti, integrandoli e non sostituendoli: processo di rimediazione, il contenuto può essere ri-mediato tramite una nuova tecnologia che rielabora i formati precedenti.

Riconosce inoltre che l’evoluzione è un processo continuo, i nuovi media non nascono dal nulla ma sono delle evoluzioni, nuove e vecchie forme continuano a influenzarsi a vicenda.

Quando viene introdotto un nuovo media inizialmente soffre di una crisi d’identità, non viene subito accettato per il suo ruolo sociale e subisce contestazioni. Successivamente quando il suo uso si plasma nelle abitudini dei nuovi utenti la crisi si risolve per passare a una fase di domesticazione, diviene così un prodotto di consumo di massa, venendo accettato.

Tutti i media prima o poi sono destinati a diventare vecchi o abbandonati, tuttavia i media scomparsi possono:

  • Lasciare tracce in media più recenti;
  • Sopravvivere in mercati di nicchia o tornare parzialmente in auge;
  • Assumere nuovi significati.

3. I media digitali

Lo studio dei media digitali include piattaforme software, protocolli di rete, nuove forme di socialità, trasformazioni della comunicazione/economia. Hanno differenze rispetto ai media tradizionali, sono digitali ma anche:

  1. Digitali = trasportano tante informazioni rapidamente grazie al codice binario, composti da hardware (componenti fisiche) e software (programmi e codici);
  2. Convergenti = permettono la distribuzione/utilizzo di contenuti diversi (scritti, audio, visivi…) tramite un unico dispositivo;
  3. Ipertestuali = l’ipertesto è un testo fatto di rimandi ad altri contenuti, permette di fruire in modo non lineare;
  4. Distribuiti = mentre i media tradizionali sono unidirezionali e centralizzati, quelli digitali sono orizzontali, permettono di essere accessibili economicamente, di creare di contenuti e l’accesso in rete;
  5. Interattivi = possibilità di interagire/modificare/produrre contenuti e selezionare informazioni al posto di riceverle passivamente;
  6. Sociali = i social network permettono di creare un profilo personale, entrare in contatto con altri individui e condividere contenuti per mantenere relazioni esistenti o crearne di nuove, oltre a costruire la propria identità e reputazione;
  7. Mobili = permettono agli individui di accedere da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, producendo e scambiando informazioni in tempo reale, hanno la capacità di modificare ed estendere le reti rafforzando i legami;
  8. Effimeri = media diversi hanno durata e persistenza diversi: quelli tradizionali possono durare per secoli, mentre quelli digitali variano in base al loro scopo; le comunicazioni digitali sono altamente effimere, ma copie e tracce possono essere duplicate e memorizzate per anni.

2 di 23

4. L’infrastruttura delle reti

Internet è un sistema di comunicazione che non si basa su un solo centro da cui vengono emanate le informazioni, ma su un sistema di nodi intercomunicanti:

  • Rete distributiva: le informazioni si trovano su server ai quali i computer si collegano per richiedere informazioni;
  • Ridondante: le informazioni vengono smontate e viaggiano su percorsi diversi;
  • Aperto: chiunque può accedervi, ogni sito ha un dominio (indirizzo nazionale, commerciale o per organizzazioni no-profit);
  • Neutralità della rete: in quanto gli operatori non possono fare discriminazioni sui contenuti e decidere quali far passare più velocemente/facilmente;

Livelli che compongono i media digitali:

  • Fisico = le risorse naturali e le infrastrutture che costruiscono l’ambiente digitale in rete;
  • Logico = rappresentato dai software e dai protocolli su cui si basano le reti;
  • Dei contenuti = informazioni in linguaggio che vengono prodotte e scambiate in rete;
  • Giuridico = leggi che tengono il funzionamento della rete e i comportamenti degli utenti.

Il codice è la legge” (Lessig): i livelli della rete non sono neutrali ma danno forma ai comportamenti possibili.

5. Tecnologie e società

Sono sorte teorie che analizzano il legame tra tecnologia, media e società, per trovare spiegazioni più approfondite e adeguate a descrivere la complessità dei fenomeni sociali.

  • Tecnologia come fattore esogeno: una forza esterna indipendente dai fenomeni sociali; non importa chi sviluppa ma che funzione ha per sviluppare la società.
  • Determinismo tecnologico: le tecnologie sono indipendenti e determinano lo sviluppo delle società umane. Le caratteristiche dei media determinano come gli individui interagiscono, si organizzano e cambiano la struttura economica/politica di una società. Per Marx le tecnologie hanno il potere di strutturare i rapporti di produzione. McLuhan scrive che il medium è il messaggio: la tecnologia ha un impatto determinante sulla società, più del contenuto delle comunicazioni.
  • Versioni più moderate: gli individui e i gruppi sociali con le loro scelte determinano il ruolo delle tecnologie all’interno di una società.
  • Costruzione sociale: la struttura e il successo di una tecnologia dipendono dai bisogni/valori di un gruppo sociale. Le persone partecipano attivamente all’evoluzione tecnologica. L’architettura aperta di internet è dovuta alle scelte degli scienziati/programmatori/hacker che hanno rilasciato aperti i codici del web, permettendo a chiunque di utilizzarli e modificarli, anche facendo usi diversi da quelli che si erano progettati. Secondo Winner la tecnologia non è neutrale, incarna i bisogni della società, il modo o il fine può essere forma di politica/autorità.
  • Coproduzione: tecnologia e società si influenzano e modificano a vicenda, i cambiamenti di una e dell’altra producono le altre e viceversa. Affordance: possibilità/limiti di uno strumento tecnologico a chi lo utilizza. Tecnologie abilitanti: permettono agli utenti di dar vita a azioni secondo precise forme di produzione (es. Twitter). Algocrazia: ambiente digitale in cui il potere viene esercitato da algoritmi che rendono possibili forme di interazione e di organizzazione ostacolandone altre. Spesso rimangono segreti senza la possibilità di modificarli o interagirvi direttamente (es. Jailbreaking).

3 di 23

Capitolo 2: La società dell’informazione

  • Informazione e società (definizione, nuovi paradigmi, terza rivoluzione industriale);
  • Economia in rete/globalizzazione (da materiale a intangibile, diritti di proprietà, nuovi soggetti);
  • Teorie sulla società dell’info (i diversi teorici, nuova società postindustriale, intelligenza collettiva, capitalismo cognitivo);
  • Storia delle tecnologie (Turing, Jacquard, Babbage, Lovelace, Hollerith, Intel, hacker, Silicon Valley);
  • Evoluzione delle reti (antenati, protocolli liberi, comunità virtuale, World Wide Web, web 2.0);
  • Futuro della società (conseguenze sociali, conflitti/disuguaglianze, variabili, ideologie, evoluzione delle scelte, obiettivi).

1. Informazione e società

Società dell’informazione: società caratterizzata dall’importanza della produzione e gestione di informazione, sapere e conoscenza. Le tecnologie informatiche influenzano i processi produttivi/identitari/politici. La capacità di produrre, manipolare e distribuire informazione diventa il fattore principale di ricchezza e potere e quindi terreno di scontro per individui e imprese. L’affermazione di questo tipo di società è legata alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e dai cambiamenti eco-politici (come la globalizzazione) e la nascita di nuovi paradigmi produttivi fondati sull’informazione e la conoscenza, fattori chiavi di: produzione, economia e organizzazione della società. Tutto questo avviene grazie alla grande diffusione e ai costi decrescenti, permettendo inoltre di organizzare in rete processi troppo costosi con mezzi tradizionali.

Il concetto di società dell’informazione inizia a diffondersi negli anni ’90 con la diffusione di internet creando un cambiamento radicale tanto da considerarla la terza rivoluzione industriale:

  • Natura democratica, trasparente e aperta;
  • Accesso diffuso al sapere e alla democratizzazione della politica;
  • Nuova economia basata su flessibilità e comunicazione:
  • Basata su tecnologie di gestione/trasmissione delle informazioni.

Il cambiamento non riguarda solo il settore terziario, ma anche quello agricolo e industriale: le tecnologie convergono in sistemi integrati diventando indistinguibili (es. computer per far funzionare le fabbriche, previsioni meteo e macchine agricole…). Secondo emerge un sistema economico di Castells informazionale, globale e a rete.

2. Economia in rete e globalizzazione

In un’economia informazionale la produttività, la competitività e la redditività dipendono dalla capacità di generare informazione e conoscenza. L’informazione è un bene intangibile che necessita di essere regolato da forme apposite, acquisiscono importanza i diritti di proprietà intellettuale. Le risorse principali dell’impresa non sono più fabbriche/macchinari per produrre, ma i brevetti, brand, design ecc… Le grandi multinazionali non posseggono fabbriche dove i loro prodotti vengono costruiti: questa funzione è appaltata a esterni, le imprese posseggono la proprietà intellettuale e gestiscono il marketing e la comunicazione. In questa società l’informazione è più remunerativa del materiale, diventando sia materia prima che prodotto finale.

La società dell’informazione diventa uno dei fenomeni economici principali, si basa anche sulla nascita di nuovi soggetti: imprese multinazionali che usano i media per controllare i processi di produzione/distribuzione. Produzione, consumo e circolazione delle merci sono adesso su scala globale, nasce questa nuova cultura in cui merci, stili di vita e forme di consumo si diffondono in tutto il mondo adattandosi nei vari contesti.

4 di 23

3. Le teorie sulla società dell’informazione

A. Castells - La network society

Formalizza l’importanza economica, sociale e politica dell’informazione in una società in trasformazione. In questa società i beni sono informazionali (brand, innovazione, sapere) e determinano la possibilità di successo di un individuo. È il capitalismo informazionale: società strutturata di reti (network society). Secondo Castells le reti diventano dominanti anche nella dimensione sociale. Lo spazio dei flussi è costituito dagli spazi fisici e mediativi dove circolano saperi, competenze, denaro e persone. È una rete aperta in cui frontiere e limiti non sono importanti, la ricchezza viene creata tramite scambi fra persone di diversi stati e comunità. Gli individui che possiedono le competenze necessarie per accedere allo spazio dei flussi possono spostarsi liberamente fra nazioni e organizzazioni diverse, senza ostacoli (identità etnica o religiosa). Resta tagliato fuori chi non ha accesso o non sa usare internet, ed è ciò che crea la spaccatura principale della società. Nello spazio dei flussi che dominano la società i conflitti sono smorzati: gli individui competono liberamente per il successo che dipende da loro stessi.

B. Machlup - L’economia della conoscenza

Il primo a studiare il nuovo ruolo dell’informazione come fattore produttivo nell’economia, già negli anni ’30 iniziò a studiare come i brevetti potessero incidere sullo sviluppo economico, utilizzando il termine l’economia della conoscenza.

C. Drucker - Il postmoderno

Faceva notare come la centralità dei lavoratori della conoscenza (manager, ingegneri, ricercatori) si affermasse man mano, e la fonte del valore si spostava sempre di più verso l’innovazione e l’organizzazione di processi complessi. Utilizza il termine postmoderno indicando il modello sociale che stava evolvendosi intorno all’informazione.

D. Bell - Autorealizzazione consumista

Suggerisce che l’importanza della produzione e circolazione di informazione come fattore economico e la centralità culturale dei lavoratori rende meno influenti le grandi ideologie: i nuovi lavoratori sentono di non aver alcun legame con le visioni ideologiche, ma puntano alla propria autorealizzazione consumista.

E. Pizzorno - L’Italia dopo il boom

Afferma che il crescente ceto medio emerso dal boom economico degli anni ’60 stesse trasformando l’Italia in una società in cui il collante sociale era la crescita economica e la possibilità di generare nuove opportunità di consumo e non grandi ideologie.

F. McLuhan - Il villaggio globale

Uno dei primi difensori del ruolo dei nuovi media durante la diffusione di massa della TV, secondo lui i nuovi media elettronici trasformavano l’umanità in un villaggio globale, permettendo di comunicare in tempo reale a grande distanza rimpicciolendo il mondo, cancellando le differenze tra paesi poveri e ricchi creando una comunità globale.

E. Negroponte - Il tecnoliberismo e l’ideologia californiana

Fa parte di un gruppo di opinionisti che si riunisce intorno alla diffusione di internet negli anni ’90: vedeva la rete come una tecnologia che permette di abbattere le barriere spaziali/burocratiche che dividono gli stati. L’individuo in rete è un consumatore che vive negli spazi digitali e in un mercato libero. Il tecnoliberismo viene riassunto nella formula di “ideologia californiana” secondo la quale la diffusione di internet porta un accesso diffuso a sapere e informazione, cancellando le differenze di potere fra consumatori/produttori, datori/lavoratori, stato/cittadini. Anche se esaspera il potenziale liberatorio di internet coglie l’importanza di movimenti e idee radicali nello sviluppo della rete.

5 di 23

F. Himanen - Il capitalismo contemporaneo

Autore che analizza le trasformazioni culturali alla base della società dell’informazione, parlando di una nuova etica del capitalismo: basata su flessibilità, creatività e indipendenza. Emerge il nuovo spirito del capitalismo, fondato sui valori delle controculture degli anni ’60 del XX secolo. Secondo questa teoria, alla base del capitalismo contemporaneo vi sono elementi culturali provenienti da movimenti di opposizione, che vengono riadattati come parte della cultura di un capitalismo flessibile e consumistico.

Queste teorie convergono nell’idea di una nuova società postindustriale:

  1. Riduzione del peso economico della produzione materiale, nuova economia dell’informazione e dei servizi;
  2. Centralità della produzione di sapere e della ricerca, come motore dello sviluppo sociale;
  3. Potere assunto dall’organizzazione di processi c
Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Riassunto esame Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali, Prof. Miconi, libro consigliato Introduzione ai media digitali, Arvidsson, Delfanti Pag. 1 Riassunto esame Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali, Prof. Miconi, libro consigliato Introduzione ai media digitali, Arvidsson, Delfanti Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali, Prof. Miconi, libro consigliato Introduzione ai media digitali, Arvidsson, Delfanti Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali, Prof. Miconi, libro consigliato Introduzione ai media digitali, Arvidsson, Delfanti Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali, Prof. Miconi, libro consigliato Introduzione ai media digitali, Arvidsson, Delfanti Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali, Prof. Miconi, libro consigliato Introduzione ai media digitali, Arvidsson, Delfanti Pag. 21
1 su 23
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gianluca.disario di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Miconi Andrea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community