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Information communication technology

I sistemi informativi

I sistemi informativi

Persone = stakeholder; processo = sequenza di attività che trasforma un input.

Un sistema informativo (SI) aziendale è un insieme di persone, in un output; apparecchiature e processi, apparecchiature e applicazioni che permettono all'azienda di applicazioni = tecnologie in senso lato (non disporre delle informazioni necessarie nel posto giusto e al momento strettamente informatiche). Diversi processi giusto. È quindi un sistema per raccogliere e gestire dati e informazioni significa diversi sistemi informativi, simili, ma non identici. L'obiettivo è soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo ad ogni centro decisionale le informazioni necessarie per operare.

Dati Elaborazione Informazioni = input del sistema = output del SI.

Dare un contesto ai dati, aggregare e svolgere processi matematici su essi.

"Sistema informatico" = apparecchiature e applicazioni.

Il concetto di sistema informativo è nato con la collaborazione tra persone, che richiede necessariamente la condivisione di informazioni; nasce quindi prima dell'IT --> sistemi informativi e indipendenti da ICT sono due cose diverse, i due concetti sono l'uno indipendente dall'altro. I sistemi informativi sono nati molto tempo prima e sono più complessi, in passato vivevano senza tecnologia; pur essendo indipendenti, i sistemi informativi usano oggi le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Ogni azienda ha una funzione sistemi informativi (FSI), ovvero un'unità delegata alla gestione dell'elaborazione e della distribuzione a tutti i reparti dell'impresa delle informazioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

L'obiettivo primario è l'applicazione della tecnologia informatica a tutti i processi aziendali che possono essere resi più efficaci.

L'evoluzione dei sistemi informativi

Anni '50-60, gli strumenti informativi diventano informatizzati e sono utilizzati come strumento di supporto ai sistemi di elaborazione delle transazioni. Il loro utilizzo è limitato e banale, la complessità del sistema è bassa.

Strumento di supporto alla produzione.

Anni '80-90, la tecnologia dei sistemi informativi è una risorsa di business importante, ovvero un mezzo per le aziende per creare valore. Le informazioni di valore servono nella competizione sul mercato. I sistemi informativi diventano gestionali, di supporto alle decisioni.

Risorsa di business.

I sistemi informativi sono delle armi strategiche per differenziarsi dai competitors e le aziende se ne servono per competere tra loro. Interni: networking, Intranet, entreprise resource planning. Esterni: Extranet, E-Commerce, struttura di network. Il vero utilizzo strategico è far lavorare utenti che non bisogna retribuire.

Arma strategica.

Le due forze/macrofattori che hanno caratterizzato questo cambiamento

In passato i principali fruitori della tecnologia erano i livelli bassi della piramide aziendale, oggi è la cima della piramide aziendale (top management), coloro i quali devono prendere le decisioni.

I sistemi sono diventati molto più complessi e coinvolgono utenti esterni, spesso per farci svolgere loro lavori non retribuiti che permettono all'azienda di risparmiare.

Complessità dei sistemi.

Cambiamento degli utenti finali.

La conoscenza

La conoscenza è l'applicazione di una informazione in un contesto specifico.

Essa è il patrimonio di un'azienda, l'obiettivo è quella di trattenerla all'interno di un'azienda. I dati e l'informazione possono essere gestiti da un sistema informativo, la conoscenza (knowledge management) è difficile da gestire con la sola tecnologia.

Dipende dall'interiorizzazione dell'informazione da parte dell'individuo: un individuo genera conoscenza quando interiorizza l'informazione e la lega alle sue esperienze precedenti --> un'informazione genera un'esperienza di conoscenza individuale, diversa e soggettiva.

Information communication technology

L'ICT (tecnologie della comunicazione dell'informazione) riguarda le tecnologie informatiche delle comunicazioni; essa raggruppa due mercati, quello delle telecomunicazioni e quello dell'informatica (mondo digital).

La società è cambiata molto velocemente in un modo che nessuno aveva previsto.

Fare previsioni in questo mondo complesso è difficile, domina l'incertezza. La tecnologia ha cambiato il modo di pensare e di concepire il significato di alcune parole che erano di uso comune. Per comprendere l'evoluzione della tecnologia non si possono fare previsioni basandosi sulla sola tecnologia, bisogna considerare almeno altri due fattori:

  • Il ruolo del marketing nello spingere una tecnologia.
  • L'impatto socioculturale.

Due esempi

  • L'Italia è il Paese della telefonia mobile. Negli anni '90 le previsioni sostenevano che l'Italia sarebbe stato l'ultimo Paese in Europa per adozione della telefonia mobile, ma le previsioni sono state basate sulle osservazioni dei dati dei tempo, quando l'Italia era molto poco evoluta sul piano tecnologico. L'impatto socioculturale non è stato considerato: agli Italiani piace chiacchierare, parlare, che è permesso dalla telefonia mobile. La diffusione della telefonia mobile in Italia a inizio anni '90 ha un picco, non c'è un andamento continuo e costante come nel resto dell'Europa. La liberalizzazione del mercato e la concorrenza sono state cause dell'aumento della telefonia mobile in tutta Europa, ma le cause del picco improvviso in Italia è una iniziativa di marketing casuale della Tim, che lancia uno spot che introduce le carte prepagate in sostituzione all'abbonamento. La carta prepagata ha avuto un successo inaspettato ed è stata la chiave di svolta/killer application (= innovazione che cambia il mercato) nel mercato italiano della telefonia. La carta prepagata è legata alle caratteristiche socioculturali del Paese: la possibilità di ricaricare il telefono dà una sensazione di controllo della spesa, non piace avere un abbonamento a lungo termine.

  • Pagamenti peer to peer, possibilità di pagare attraverso dispositivi tecnologici, ad esempio attraverso un'applicazione del cellulare, non in contanti. Questa tecnologia è stata ideata una decina di anni fa in Italia, ma non si è affermata. Tecnologicamente è pronta, socio-culturalmente piace, ma non si è affermata. Le banche si sono spaventate che le aziende di telefonia mobile potessero entrare nel loro mercato, hanno quindi creato un regolamento che vietava a chi non fosse in possesso di una licenza bancaria di trasferire denaro con questo metodo. Nel 2015 in Europa è stato liberalizzato il mercato, il metodo peer to peer si sta diffondendo lentamente.

Invenzione: pura scoperta tecnologica, pura novità tecnologica, può essere spiegata anche attraverso i soli paradigmi di tipo tecnologico (es. I-Phone 8 in uscita). Molte invenzioni tecnologiche non si trasformano in innovazioni.

Innovazione: l'affermazione sul mercato dell'invenzione e l'impatto che questa innovazione ha sul mercato e sulla vita delle persone. Bisogna quindi ragionare anche in ottica di mercato e di paradigmi socio-culturali, non solo con paradigmi tecnologici. I tre paradigmi (tecnologico, di mercato e socio-culturale) vanno presi in considerazione e studiati insieme, non soli.

Complessità e problemi aggiuntivi dell'ICT

  • Problema etico: ogni mese su Google vengono effettuate circa 4 milioni di ricerche. Questo ha un impatto ambientale enorme: un datacenter usa in un giorno la stessa quantità di energia della Namibia (un datacenter = un Paese). Questo trend di crescita è pesante e la situazione peggiora di giorno in giorno.

  • Ipercomunicazione: la situazione di ipercomunicazione sta cambiando la struttura del cervello dell'uomo. Si stima che una settimana del New York Times contiene più informazioni di quelle che una singola persona abbia potuto incontrare durante tutta la sua vita nel XVIII secolo. Diminuisce la capacità di concentrazione e gli esseri umani si adeguano ai cambiamenti tecnologici.

  • Overload informativo: l'"overload informativo" è l'effetto generato dagli strumenti digitali di creazione di un'enorme quantità di informazione che ha un impatto enorme su diversi aspetti (ambientale, di privacy). Probabili sono future regolamentazioni sul risparmio informativo. I problemi che questo fenomeno causa: dove va l'informazione che si crea, come si può recuperare (Google mostra il 4% dell'informazione contenuta nel Web), illusione che la Rete sia uno strumento democratico di trasparenza.

Evoluzione delle architetture ICT nei sistemi informativi

L'evoluzione storica delle tecnologie secondo una prospettiva organizzativo/manageriale è la seguente:

Batch Real Time PC revolution Cloud Computing
Fine anni 50 Inizi anni 70 Metà anni 80 Oggi
Inizi anni 70 Metà anni 80 Fine anni 90 ICT
Back Office IT Front Office Stakeholder

Batch: introduzione nelle aziende dei sistemi di calcolo, i mainframe --> Host-centric computing/Server centralized.

Real Time: possibilità di accesso ai grandi calcolatori anche da postazioni remote grazie ai primi terminali "stupidi", i dumb terminal. Essi erano composti da una tastiera e da un monitor che, grazie ad una connessione di rete proprietaria, permettevano il trattamento informatico di dati in tempo reale (real time). L'architettura informatica che caratterizza questa fase presenta il vincolo di concentrare tutta la capacità elaborativa di un'organizzazione in un unico punto.

Pc Revolution: la nascita dei pc permette di rendere "distribuita" l'elaborazione delle informazioni all'interno delle organizzazioni. I pc sostituiscono i dumb terminals, l'architettura informatica è definita client-server o architettura distribuita. Effetti negativi nei costi di gestione (TCO) --> Distributed Client/Server Computing.

Cloud Computing: i fat client verranno sostituiti da macchine altrettanto intelligenti con una dotazione di software minimale e una grande capacità di connessione alla Rete --> Network Centric Computing.

A ognuna di queste fasi corrisponde un sostanziale cambiamento nelle modalità di gestione e organizzazione del lavoro.

Con "Back Office" si intende il setelment delle operazioni, con "Front Office" l'operatore di sportello.

Le prime tre fasi si spostano tra Back Office e Front Office, l'impatto della tecnologia è interorganizzativo. Con la quarta fase la tecnologia diventata ICT non impatta più solo sugli elementi interni all'organizzazione, ma anche su elementi esterni, sugli stakeholder --> grazie alla tecnologia le aziende riescono a coinvolgere gli stakeholder.

Convergenza, linguaggio binario

Si assiste ad un processo di convergenza (processo lento) dei mercati digitali.

Informatica: scienza della risoluzione dei problemi con l'aiuto dei computer, nasce nei primi anni Sessanta.

IT (tecnologia dell'informazione): prima fase di convergenza, fine anni Settanta, inizio anni Ottanta, hardware + software. Macchinari tecnologici che usano un flusso informativo.

ICT: seconda fase di convergenza, hardware + software + reti di telecomunicazione. Unione elaborazione dati degli elaboratori tecnologici e trasmissione dei mezzi telematici.

ICMT: probabile quarta fase di convergenza, ICT con i media.

Il patrimonio informativo dell'umanità sta subendo un cambiamento progressivo, ma radicale: la digitalizzazione. Tutto ciò che noi conosciamo in termini informativi, ciò che è dato e informazione, sta convergendo verso il formato digitale, verso il codice binario dei computer (formato digitale: sequenza di 0 e di 1). Questa è una causa effetto con una rilevanza enorme: possiamo accedere ad ogni tipo di informazione attraverso qualunque device.

Tecnologia = qualsiasi mezzo meccanico e/o elettrico destinato a supplemento, estensione o sostituzione dell'essere umano nelle operazioni manuali o nei dispositivi.

"Digitale" deriva da "digit", che in inglese significa "cifra": parlare di formato digitale significa parlare di formato numerico. Il formato digitale nasce nei computer, i quali comprendono solo due concetti "presenza di corrente nei circuiti" (1) o "assenza di corrente nei circuiti" (0).

Analogico Digitale
Segnali continui, infiniti Codice binario
La voce viaggia sotto forma di onde La voce viaggia sotto forma di numeri
Rappresentazione continua Rappresentazione numerica in istanti diversi

I device usano lo stesso linguaggio, quello binario, e si comprendono; decade l'utilità di decoder e modem come mezzi intermediari e di traduzione dei linguaggi.

0 e 1 sono chiamati bit ("Binary digit"), il bit è l'unità minima che il pc riesce ad elaborare.

All'inizio bisognava immettere sequenze di comandi sotto forma di 0 e 1 nel pc. L'evoluzione dell'informatica moderna avviene grazie alla necessità di trovare un modo semplificato per comunicare con il pc, il tentativo di decodifica ha fatto nascere il concetto di byte.

Il byte rappresenta l'unità fondamentale del linguaggio degli elaboratori elettronici, è una sequenza di 8 bit ed è la più piccola unità di memoria in grado di contenere un carattere. Esso è la sequenza con la quale un device digitale rappresenta una lettera dell'alfabeto o un'unità minima dell'informazione umana, è lo spazio necessario a contenere un carattere della comunicazione umana.

8 bit possono differenziare 256 (28) combinazioni di 0 e 1 diverse.

Per scrivere la parola "cade" occorrono 32 bit: ogni lettera sono 8 bit (1 byte), moltiplico le 4 lettere della parola per 8 --> la parola è una sequenza di 32 bit o 4 byte.

Gli Americani hanno creato una tabella internazionale standard chiamata ASCII, per far sì che digitando una "a" su qualsiasi device digitale del mondo la rappresentazione standard sia correlata a una determinata sequenza di 0 e 1, in modo che ogni device interpreti una lettera sempre con la stessa sequenza di bit e su ogni schermo appaia la lettera "a".

Aprendo un sito giapponese i caratteri vengono mostrati in maniera incomprensibile, in quanto il pc cerca di leggerlo con la tabella ASCII, ma i caratteri giapponesi non sono nella tabella, in cui ci sono solo caratteri occidentali. È stata creata quindi una tabella UNICODE a 32 bit (la potenza è 232), con 32 milioni di caratteri decifrabili, in grado di comprendere e riprodurre ogni simbolo esistente (-->"overload informativo").

  • Byte (8 bit).
  • 10 Kilobyte (KB) circa mille byte (1024 precisamente perché le potenze si calcolano in base 2 --> 1024 = 210) --> circa due pagine di testo.
  • 20 Megabyte (MB) circa un milione di byte (220) / mille KB --> spazio per circa 5 libri, una foto, un minuto di musica.
  • 30 Gigabyte (GB) circa un miliardo di byte (230) / mille MB.
  • Terabyte (TB) circa mille miliardi di byte / mille GB.
  • Pentabyte (PB) circa un milione di miliardi di byte.
  • Exabyte (EB) circa un miliardi di miliardi di byte.
  • Zetabyte (ZB) mille miliardi di miliardi.
  • 90 Yottabyte (YB) circa un quadrilione di byte (290) --> quantità di informazioni quotidiane.

2 GB = circa 2048 MB --> per passare da un livello all'altro devo moltiplicare 1024 x 2.

Elaboratori, hardware e software

Gli elaboratori sono classificati in base alle caratteristiche e alle tipologie d'impiego (ordine decrescente, dal più potente a quello meno):

Supercomputer Mainframe o workstation Minicomputer Microcomputer Microcontroller
Elaboratori di grandi dimensioni, hanno elevate capacità elaborative. Presenti in aziende di medie-grandi dimensioni, utilizzati per l'elaborazione dei dati centralizzati. Elaborazione dati "in back-off". Elaboratori che hanno le sembianze di personale computer, ma sono molto più potenti. Sono utilizzati in ambito professionale in alcuni contesti, ad esempio studio di ingegneria o design per le progettazioni. Capacità di elaborazione > dei laptop. Elaboratori che supportano l'elaborazione dei dati in modo massiccio. Utilizzati per scopi scientifici (NASA, CERN di Ginevra). Piccoli elaboratori di dati personali, uso domestico o all'interno degli uffici. Capacità di elaborazione relativamente ridotta. Fanno parte di questa categoria i personal computer (laptop). Supportano dati inglobati in altri oggetti, ad esempio negli elettrodomestici. Supportano le funzioni di questi oggetti e le loro capacità di elaborazione sono minime.

Ciclo composto da 5 fasi che rappresenta come un elaboratore qualunque trasforma un input in output:

1. Fase di input

Immissione di dati nel computer. I dati che si inseriscono possono essere testi, numeri, suoni o immagini. Tecnologie o periferiche di input, ovvero componenti Hardware usati per immettere dati in formato digitale: tastiera, scanner, mouse, microfono, telecamera, lettori di codice a barre, trackball, touchpad, pointing stick (sui laptop IBM soprattutto, consente di muovere il cursore).

2. Fase di elaborazione

Il pc elabora i dati inseriti. Possibilità di classificare, sommare numeri, formattare un testo, creare immagini e suoni. L'elemento essenziale è la Scheda madre o Motherboard, che costituisce l'unità centrale, di cui fanno parte RAM ("Random Access Memory", memoria centrale), CPU ("Central Processing Unit", processore) e ROM. Migliori sono le prestazioni di questi due componenti, migliori saranno le prestazioni del pc.

3. Fase di output

I dati elaborati vengono rilasciati, l'utente ottiene l'output, cioè l'informazione elaborata dal pc. Tecnologie o periferiche

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilef di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ict information and communication technology e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Carignani Andrea.
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