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Geografia del turismo

Turismo come fenomeno geografico: genera cambiamenti territoriali, economici, culturali, sociali, fisici sia nelle regioni outgoing che incoming.

Produce effetti redistributivi tra aree di produzione della ricchezza ed aree di consumo (il turismo implica movimento spaziale di persone, denaro e beni).

Fenomeno di movimento e fenomeno stanziale (turismo della seconda casa).

Toschi: padre della geografia del turismo (1957: anno della nascita della disciplina).

La geografia del turismo studia i processi secondo i quali il turismo modifica l’organizzazione territoriale di un’area tramite:

  • La localizzazione e la qualità delle attrattive e dei servizi offerti
  • La circolazione dai luoghi, di turismo attivo alle mete
  • I tipi di turismo

Studia sia aspetti quantitativi sia gli attori, le politiche, gli strumenti di sviluppo (Bencardino e Prezioso).

Studia le attività connesse alle varie forme di svago con cui gli uomini utilizzano il tempo libero.

I redditi diretti ed indiretti che se ne ricavano.

Le trasformazioni territoriali realizzate dalle strutture ricettive e creative (che supportano anche l’esperienza turistica).

Studia le relazioni fra:

  • Ambiente geografico
  • Fenomeno turistico

Anni ’30-40

Studi monografici su specifici centri turistici (quantitativi).

  • Monografia di Morti su Cattolica (1942)
  • Monografia di Toschi su Taormina (1936)
  • Monografia di Storelli su Ragusa (1939)

Caratteristiche:

  • Assenza di carattere strutturale della scienza geografica
  • Mancanza di una sistemazione organica della materia sotto il profilo generale
  • Uso metodo idiografico
  • Interesse per la misurazione del fenomeno turistico

Anni ’50-60

Prime ricerche geografiche sul turismo, schemi interpretativi generali (studi ancora frammentati).

  • Toschi (1957): ingresso ufficiale della geografia nelle scienze
  • Ferro (1961): pianificazione paesistica
  • Nice: prospetti economici del turismo.

Vengono definite le prime leggi di funzionamento del settore turistico. Prevalenza di un approccio settoriale: mancanza di confronto ed organicità della disciplina.

Anni ’70-80

Aumenta l’interesse accademico verso il turismo e le ricerche geografiche sul turismo. Viene utilizzato un approccio sistemico esplicativo.

  • Muscarà (1983): domanda ed offerta, servizi turistici
  • Muscarà (1983): difesa del paesaggio dal turismo
  • Valussi (1986): sviluppo economico regionale, generato dal turismo (Melrini, Corna, Pellegrini, Monti)

Vi è un passaggio dai sistemi puramente quantitativi a tematiche qualitative. Ampliamento dei metodi di ricerca sul turismo.

Anni ’90

Le ricerche geografiche diventano sempre più diffuse (nuovi aspetti).

  • Diversificazione degli studi sul turismo
  • Paradigma della sostenibilità
  • Affermazione nuovi filoni di studi
  • Passaggio da studio oggettivo a soggettivo

In Italia lo studio della geografia del turismo giunge in ritardo rispetto ai Paesi UE ed extra UE. Si evolvono in modo più lento sia per le elaborazioni teoriche che a studi applicativi.

A livello europeo: Francia, UK, Germania ed Austria.

A livello Extra Europeo: USA e Canada.

  1. Geografia tradizionale: si studia la regione turistica
  2. Geografia moderna: si aggiunge lo studio dei luoghi
  3. Geografia post-moderna di ultima generazione: si tratta anche dei luoghi

Geografia tradizionale

Fino agli anni ’50 studi singoli e separati, scarsa attenzione nei confronti del turismo poiché non è ancora inteso come fenomeno coinvolgente un numero elevato di persone (scarsa incidenza sul territorio nazionale), si analizzano solo gli aspetti quantitativi. Dalla seconda metà degli anni ’60 il fenomeno diventa di massa richiamando l’attenzione dei geografi e degli studiosi.

Toschi negli anni ‘50 introduce il concetto di regione turistica distinguendola in:

  • Regioni attive: regioni di provenienza
  • Regioni ricettive: regioni di destinazione
  • Regioni di transito: regioni di passaggio da una regione all’altra

Modello di Leipert

  • Regione di origine: turismo attivo, fase di irradiazione (condizioni per trasformare le persone in turisti)
  • Regione di transito
  • Regione di destinazione: turismo passivo, fase dell’accoglienza

Prevale l’analisi della dimensione oggettiva dello spazio, passando dal criterio dell’omogeneità (individuare una regione turistica sulla base di aspetti comuni) a quello funzionale. L’analisi viene influenzata dalla continua diffusione del fenomeno turistico.

Regione turistica: Langella Vittorina, 1967

Discute il concetto di regione turistica analizzando le modalità di formazione, le varie tipologie e le diverse evoluzioni, individuando nel fattore di omogeneità il carattere fondamentale di ogni regione, compresa quella turistica secondo la scienza geografica di quel periodo storico.

Regione turistica: Corna Pellegrini, 1968

Una regione turistica passiva è un lembo di territorio capace per le sue caratteristiche naturali/umane di attrarre flussi costanti o periodici e tendenzialmente cosmopoliti di persone che vi trascorrono parte del loro tempo libero, sicché l’entità e la tipologia dei consumi, nonché l’organizzazione dei servizi, risultano qualitativamente diversi e quantitativamente superiori a quanto richiederebbe la popolazione locale (il turismo per una regione diventa un’attività importante che richiede beni e servizi e funzioni superiori rispetto alla popolazione residente).

Viene introdotto il concetto di regione turistica funzionale, spesso dotata di città turistiche e passibile di uno sviluppo economico specifico, in chiave esclusivamente turistica in grado di soddisfare le esigenze della popolazione turistica.

Geografia del turismo: Ruocco, 1976

La geografia considera il turismo come espressione e misura della capacità degli uomini di organizzare lo spazio, per metterlo al suo servizio rispettando la natura negli elementi essenziali, lo considera come fattore di sviluppo regionale e pertanto esamina i nodi (centri principali generatori di turismo) e le regioni turistiche per valutarne il grado di maturità e le loro prospettive.

Geografia moderna

Prevale la dimensione soggettiva dello spazio (diventa importante il modo in cui ogni individuo percepisce un luogo nei suoi valori e significati). Si studiano i modi in cui ognuno percepisce lo spazio dandogli significati e valori diversi. La categoria chiave diventano i luoghi, non più la regione turistica che rifletteva la dimensione oggettiva dello spazio.

Luoghi turistici: Bagnoli, 2010

Concetto non oggettivamente univoco come la regione turistica, categoria interpretativa dello spazio, costruzione mentale di chi entra in contatto o no con il territorio e interagisce con esso (il concetto di analisi dei luoghi passa per l’immagine che noi ci creiamo con quel luogo).

Geografia del turismo moderna

L’approccio soggettivista dello spazio proviene dalla geografia francese che parla di spazio vissuto quale espressione del rapporto di empatia che si sviluppa fra un territorio e quanti lo abitano. Spazio soggettivo che si struttura attraverso l’esperienza di vita quotidiana degli individui e anche spazio mentale.

Geografia del turismo moderna: Clary e Fremont, 1973

Questi autori per primi applicano i principi dell’approccio soggettivista studiando la Normandia e applicando i concetti di “immagine turistica” e di “immagine di marca”. Questa immagine rende immediatamente riconoscibile al pubblico una località o una regione turistica tramite alcuni precisi elementi tradizionali di identificazione (paesaggio, edilizia tipica, cucina, personaggi illustri ecc).

Spazio turistico: Miossec, 1977

Lo spazio turistico è soprattutto immagine di un territorio. Immagine che si fanno i turisti e che danno gli organizzatori delle vacanze (dimensione soggettiva prevalente).

Immagine turistica: Lozato Giotart

La rappresentazione dei luoghi corrisponde oggi a 3 tipologie:

  • Immagine globale: più o meno soggettiva, visione di insieme che il turista si fa di un Paese, regione, città, luogo
  • Immagine culturale: che si può imporre come dominante
  • La nuova immagine: che si aggiunge alle immagini precedenti

Il turismo moderno scopre e valorizza luoghi lontani e li trasforma in immagini a uso e consumo dei bacini di domanda (passaggio da turismo di breve medio raggio a lungo raggio).

Viene concepito come entità separata dalle normali attività

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FraSche95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Ciciriello Linda.
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