Concetti Chiave
- Il decadentismo è un movimento letterario dell'Ottocento, nato a Parigi, caratterizzato da un rifiuto della mentalità borghese e da una visione del mondo irrazionale.
- Gli artisti decadenti vedono l'arte come un culto, in cui l'estetica prevale sulla moralità, e la poesia diventa enigmatica e comprensibile solo a pochi.
- I temi principali del decadentismo includono la stanchezza civica, la nevrosi, la morte, il vitalismo e il superomismo, rappresentando una crisi profonda della società.
- Il linguaggio decadente è ricco di metafore e sinestesie, utilizzando simboli misteriosi che alludono a significati più profondi e complessi.
- Il movimento si distingue per la figura dell'artista maledetto e dell'esteta, in contrapposizione a una società che produce opere d'arte "in serie".
redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/ottocento-novecento-letteratura/800-900-contesto-storico/decadentismo.html
Il decadentismo è un movimento letterario nato in ambiente parigino durante l'Ottocento con un preciso programma culturale espresso da manifesti. Il manifesto di questa tendenza è il romanzo A rebours, di Huysmans. Il termine nasce con un’accezione negativa, sta ad indicare un gruppo di artisti che si contrappongono alla mentalità borghese, essi esprimono la stanchezza dell’Impero romano alla fine della decadenza, incapace di azioni energetiche, immerso nella noia, come disse Verlaine in un sonetto Lanqueur, sul periodico parigino “Le chat noir” Il gatto nero, egli in particolare li definiva poeti maledetti, elencando le personalità più significative del gruppo.
Il movimento può avere un significato ristretto cioè indicare un movimento precisamente collocato nel tempo e nello spazio, ma può anche indicare un’intera corrente culturale, un intero periodo.
• VISIONE DEL MONDO
La base della visione del mondo decadente è l’irrazionalità, c’è un rifiuto del positivismo, i decadenti non credono che la scienza possa determinare delle leggi naturali che servano all’uomo per dominare la natura, la scienza e la ragione non possono dare la vera conoscenza del reale, poiché il reale è misterioso, enigmatico, per questo l’anima decadente è protesa verso il mistero, in cui ci sono analogie, ossia gli aspetti della realtà sono collegati tra loro, ogni aspetto è un simbolo di qualcosa di più profondo. Queste analogie, corrispondenze, riguardano anche il rapporto uomo-mondo, ora questi due elementi, l’io e il mondo si identificano. Dunque la realtà non può essere scoperta dalla ragione o dalla scienza bensì dagli stati abnormi della coscienza, il delirio, la malattia, l’incubo.. Poiché sono stati d’alterazione in cui l’uomo si allontana dalla realtà circostante elevandosi, possono anche esser creati artificialmente, assumendo sostanze stupefacenti, alcol, dando inizio dunque alla cultura della droga che era già presente nel Romanticismo, con Coleridge per esempio. Altre forme di estasi sono il panismo, ossia l’identità tra uomo e mondo, dunque l’uomo può annullarsi nella totalità del mondo, e l’epifania, in cui un particolare qualunque della realtà si carica di pieno significato.
• POETICA
Tra i momenti privilegiati della conoscenza, per i decadenti, vi è l’arte, in cui poeti, pittori, musicisti non esprimono solo parole ma sono veggenti, sacerdoti di un culto capaci di spingere lo sguardo dell’uomo al di là. Questo culto religioso dell’arte ha dato vita all’estetismo, l’esteta è colui che dedica la propria vita alla bellezza, al piacere sensoriale, non ha una funzione morale, per lui la vita è un’opera d’arte, infatti trasforma le esperienze materiali in esperienze estetiche, d’arte. E’ sempre in cerca di sensazioni rare, si circonda di oggetti preziosi e rifiuta la volgarità della gente comune. Dunque vediamo come l’arte è una pura rappresentazione dell’arte stessa, è fine a se stessa, non rappresenta il vero storico o sociale. Dunque cambia anche la concezione del linguaggio poetico, ora la parola non ha molta importanza, si riferisce a qualcosa di impreciso, vago, facendo divenire la poesia enigmatica, per questo comprensibile solo a quei pochi che sono in grado di comprendere il linguaggio misterioso e allusivo. Si rivela così il carattere aristocratico del decadentismo, che rifiuta di rivolgersi al pubblico borghese, mediocre e volgare, questa è una reazione dell’artista ai romanzi che sono divenuti ripetitivi, prodotti “in serie” tutti uguali, egli sente il bisogno di differenziarsi, scrivendo così in modo enigmatico. Per questo motivo si delinea una frattura tra artista e società, artista e pubblico.
La principale tecnica espressiva è la musicalità, la musica è la più alta tra le arti in quanto non ha corrispondenze nella realtà, è svincolata da significati logici; l’importanza della musica è data anche dal teorico dell’estetismo inglese Pater, poiché afferma che tutte le arti tendono alla musica, e da Verlaine in “Arte poetica” in cui dice che la Musica è sopra ogni cosa.
Per quanto riguarda il linguaggio decadentista, esso è ricco di metafore, non intese in senso tradizionale, cioè non è un semplice rapporto di somiglianza tra due oggetti, ma è l’espressione simbolica del mondo, dove ogni cosa rimanda ad altro, viene utilizzato il simbolo, un simbolo misterioso che allude sempre a qualcosa in più. I decadenti utilizzano anche la sinestesia, una fusione di sensazioni, in quanto delle impressioni che colpiscono un senso evocano anche impressioni relative a sensi diversi, e allo stesso modo della sinestesia si tenta anche la fusione delle arti, operata da Wagner che mira alla fusione di Wort (Parola), Ton (Musica) e Drama (Azione scenica), creando così un’opera d’arte totale.
• TEMI E MITI
I temi principali utilizzati nel decadentismo sono:
o La stanchezza derivante dal disfacimento di una civiltà prossima al crollo, e quindi l’ammirazione per le epoche di decadenza in cui l’esaurirsi delle forze si traduce in raffinatezza.
o Il tema del Vagheggiamento del lusso prezioso e della lussuria, che cade nel gusto della perversione.
o Il tema della nevrosi, della malattia in generale che da un lato è una metafora di un momento di crisi profonda mentre dall’altro lato diviene una condizione privilegiata, segno di distinzione dalla massa. Alla malattia umana però si associa anche la malattia delle cose, i decadenti amano tutto ciò che è incorrotto, impuro.
o Il tema della morte, una attrazione che conduce l’uomo al nulla.
o Vitalismo ossia esaltazione della pienezza vitale senza limiti e senza freni.
o Superomismo, ossia esaltazione dell’individuo il quale è superiore alla massa, egli domina la realtà con forza e vigore.
Nascono così figure come l’artista maledetto che va contro le convenzioni della società, che sceglie egli stesso il male e una vita misera, con droghe, alcol; l’esteta, che vuole trasformare la sua vita in un’opera d’arte, sostituendo alle leggi morali le leggi del bello; L’inetto a vivere, escluso dalla vita, che non riesce a inserirsi nella realtà, dunque è colui che può solo rifugiarsi nelle sue fantasie. Contro questi uomini deboli, malati, inetti, si profila un’immagine di donna fatale, dominatrice del maschio fragile e sottomesso (Come ancora tutt’oggi), lussuriosa e perversa. L’inetto a vivere conosce una variante originale col fanciullino pascoliano, un mito in cui l’uomo regredisce a forme di sensibilità infantili e a forme di conoscenza prerazionali.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine e il significato del decadentismo?
- Qual è la visione del mondo dei decadenti?
- Come si esprime la poetica decadente?
- Quali sono i temi principali del decadentismo?
- Qual è il ruolo della musica nella poetica decadente?
Il decadentismo è un movimento letterario nato a Parigi nell'Ottocento, caratterizzato da un programma culturale espresso in manifesti, con il romanzo "A rebours" di Huysmans come manifesto principale. Il termine ha un'accezione negativa, indicando artisti che si oppongono alla mentalità borghese e riflettono la stanchezza dell'Impero romano in decadenza.
La visione del mondo decadente si basa sull'irrazionalità e sul rifiuto del positivismo. I decadenti credono che la vera conoscenza del reale non possa essere raggiunta attraverso la scienza, ma piuttosto attraverso stati abnormi della coscienza, come il delirio e la malattia, che possono anche essere indotti artificialmente.
La poetica decadente valorizza l'arte come un culto, dove poeti e artisti sono visti come veggenti. L'estetismo emerge come una ricerca della bellezza e del piacere sensoriale, con l'arte che diventa fine a se stessa e il linguaggio poetico che si fa enigmatico e aristocratico, rifiutando il pubblico borghese.
I temi principali includono la stanchezza di una civiltà in decadenza, il vagheggiamento del lusso e della lussuria, la nevrosi e la malattia come segno di distinzione, l'attrazione per la morte, il vitalismo e il superomismo, con figure come l'artista maledetto e l'esteta che si oppongono alle convenzioni sociali.
La musica è considerata la forma d'arte suprema nel decadentismo, poiché è svincolata da significati logici e rappresenta un ideale di bellezza. Teorici come Pater e Verlaine sottolineano l'importanza della musicalità, che diventa una tecnica espressiva fondamentale per i decadenti, contribuendo alla fusione delle arti.