Concetti Chiave
- La sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815 segna la fine delle guerre tra la Francia rivoluzionaria e l'Europa delle dinastie, dando inizio all'era della Restaurazione.
- Il programma dei restauratori prevedeva la restaurazione dei sovrani deposti e delle gerarchie sociali tradizionali, tentando di ripristinare l'ancien régime.
- Il programma di Restaurazione si rivelò irrealizzabile a causa dei profondi cambiamenti sociali e politici avvenuti durante le guerre, che avevano radicato nuove ideologie nella società.
- La necessità di contrapporre un sistema di valori agli ideali rivoluzionari segnalava un cambiamento nel panorama politico, rispetto ai tempi in cui i sovrani non dovevano giustificare le loro scelte.
- In molti Stati, la Restaurazione si tradusse in un compromesso tra antico e nuovo, piuttosto che in un semplice ritorno al passato.
Qual è la fine di Napoleone e l'inizio della Restaurazione?
Con la sconfitta di Napoleone a Waterloo, nel giugno 1815, si chiudeva definitivamente la lunga stagione delle guerre che avevano opposto la Francia rivoluzionaria e Napoleonica alla vecchia Europa delle dinastie.
Il programma dei restauratori
Cominciava l’età della Restaurazione, ossia della ricostituzione del vecchio ordine europeo, infranto prima dall’ondata rivoluzionaria, poi dalle conquiste delle armate francesi. Restaurazione in primo luogo dei sovrani spodestati, ma anche delle gerarchie sociali tradizionali, degli ordinamenti prerivoluzionari, dei modi di governare tipici dell’ancien regime.
Questo almeno era il programma dei “restauratori” più intransigenti, di molti sovrani di buona parte dell’aristocrazia e del clero, di quegli intellettuali reazionari che avevano visto nella rivoluzione francese una specie di flagello biblico.
L'irrealizzabilità del programma
Ma si trattava di un programma irrealizzabile nella sua interezza, come del resto capivano anche i conservatori più avveduti.
Troppi erano i mutamenti intervenuti nella società e nelle istituzioni, troppo vaste le forze mobilitate nell’uno e nell’altro campo, in quasi 25 anni di guerre. Le ideologie e i modelli di governo scaturiti dalle esperienze rivoluzionarie si erano troppo radicati nella coscienza di molti intellettuali –e in parte anche delle masse popolari- per poter essere cancellati d’un colpo dal panorama politico-culturale europeo.
Il compromesso tra antico e nuovo
Il fatto stesso che i nemici della rivoluzione sentissero l’esigenza di contrapporre agli ideali dell’’89 e del ’93 un proprio sistema di valori e di formule ideologiche era rilevatore di una dimensione assunta dalla politica, di un mutamento di stile rispetto ai tempi dell’ancien regime, quando sovrani e governanti non dovevano preoccuparsi di giustificare in alcun modo le loro scelte politiche.
In molti Stati la Restaurazione si risolse così più che in un piro e semplice ritorno all'antico, in un compromesso fra antico e nuovo.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della sconfitta di Napoleone sulla politica europea?
- Qual era il programma dei restauratori e perché era considerato irrealizzabile?
- In che modo la Restaurazione ha rappresentato un compromesso tra antico e nuovo?
La sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815 segnò la fine delle guerre tra la Francia rivoluzionaria e l'Europa delle dinastie, dando inizio all'era della Restaurazione, che mirava a ripristinare il vecchio ordine europeo.
Il programma dei restauratori prevedeva il ripristino dei sovrani spodestati e delle gerarchie sociali tradizionali, ma era irrealizzabile a causa dei profondi cambiamenti sociali e istituzionali avvenuti durante le guerre, che avevano radicato nuove ideologie nella coscienza collettiva.
La Restaurazione non si limitò a un semplice ritorno all'ancien régime, ma si tradusse in un compromesso tra le tradizioni passate e le nuove ideologie, evidenziando la necessità di giustificare le scelte politiche in un contesto mutato rispetto al passato.