Concetti Chiave
- La delusione post-rivoluzionaria portò a un rifiuto degli ideali illuministici e a una riscoperta della fede religiosa, favorendo un ritorno al cristianesimo e alla monarchia assoluta.
- Il Romanticismo, inizialmente in contrasto con l'illuminismo, si evolse in una seconda fase che rivalutò il progresso scientifico e assunse un ruolo attivo nella protesta contro il conservatorismo della Restaurazione.
- Durante la Restaurazione, emersero diverse correnti politiche, tra cui nazionalisti, liberali e socialisti, che contestavano l'ordine stabilito dal Congresso di Vienna.
- Le insurrezioni in Europa, tra cui quelle in Italia, Russia e Grecia, rappresentarono una reazione contro il ripristino del vecchio ordine e la repressione della Santa Alleanza.
- Le rivoluzioni greca e belga influenzarono gli equilibri internazionali, fungendo da precedenti per le lotte d'indipendenza nazionale e mettendo in discussione l'autorità della Santa Alleanza.
Delusione post-rivoluzione e ritorno alla fede
Per molti la delusione degli eccessi della Rivoluzione e della politica di conquista di Napoleone, si tradusse in un rifiuto degli ideali illuministici e, soprattutto per alcuni pensatori francesi, in un'esaltazione della chiesa e della monarchia assoluta. Più in generale si avvertì il bisogno di tornare a credere in Dio e ciò favorì una rinascita del cristianesimo e l’affermarsi di una concezione provvidenziale della storia. Il nuovo ideale romantico rifiutava la razionalità dell’illuminismo e valorizzava invece l’individualismo, le passioni e l’azione. Il grande filosofo tedesco, Georg Friedrich Hegel, tuttavia, elaborò una concezione dello Stato in cui le esigenze dei singoli potevano armonizzarsi con quelle della società.
Contrasti e trasformazioni del romanticismo
Il Romanticismo, movimento di pensiero dagli aspetti molto vari e complessi, ebbe una prima fase nella quale il contrasto con l’ideologia precedente fu particolarmente pronunciato. Ma la seconda generazione romantica, attiva fra il 1820 e il 1848, rivalutò il progresso scientifico, ebbe fiducia nella possibilità di operale cambiamenti e assunse un forte ruolo di protesta nei confronti di quanti sancito dal Congresso di Vienna: essa infatti trasformò il concetto illuminista di patria nell’ideale di nazione.
Restaurazione e contestazioni politiche
La Restaurazione, cioè il periodo immediatamente successivo al Congresso, caratterizzato da orientamenti conservatori, dalla censura e dal protezionismo, fu ben presto bersaglio della contestazione di molti gruppi: dei nazionalisti, dei liberali, distinti tra costituzionalisti e democratici, dei primi socialisti.
Evoluzione del concetto di nazione
Prima della rivoluzione francese, la nazione si identificava interamente con la classe politica dominante. Furono Rousseau e i rivoluzionari a usare questo termine per indicare la più vasta comunità dei cittadini dotati di diritti politici. Ma con i romantici, grazie al loro interesse per le leggende popolari, le lingue e le culture del passato, la nazione cominciò a essere considerata in termini di caratteristiche etniche. Il liberalismo esaltò il diritto del singolo cittadino a perseguire e proteggere i propri interessi. Al suo interno però si manifestarono correnti diverse, a volte opposte. Le due principali erano il costituzionalismo, finalizzato a ottenere la Costituzione contro lo strapotere dei sovrani sul popolo, e la democrazi, volta a ottenere l’uguaglianza di tutti i cittadini. Infine i sostenitori della democrazia che eliminasse le disuguaglianze sociali approdarono al socialismo. Tra di loro gli esponenti del socialismo utopistico miravano alla creazione di piccole unità cooperative di lavoratori dell’industria e dell’agricoltura in cui il denaro veniva sostituito dal baratto e scompariva la proprietà privata.
Insurrezioni e repressioni in Italia
Per Metternich l’Italia era “semplice espressione geografica”, ma di fatto, dopo le riforme napoleoniche, gli Italiani non potevano accettare passivamente il ripristino del vecchio ordine.
Molto forti erano gli ideali e i loro sostenitori intensificarono la loro partecipazione alle società segrete, la più attiva delle quali era la Carboneria, che faceva parte di una rete internazionale composta da società simili.
A seguito di un’insurrezione messa in atto dagli ufficiali in Spagna e in Portogallo, nel 1820 la Carboneria diede luogo nel Napoletano a dei moti di cui scopo era ottenere dal re la concessione della Costituzione spagnola del 1812, e ciò innescò la rivolta in Sicilia, che voleva invece la separazione dal regno. Anche in Piemonte i liberali insorsero per ottenere la Costituzione e creare un Regno dell’Alta Italia (composta da Lombardo-Veneto e Piemonte) sotto la Sovranità dei Savoia. A questo fine avevano cercato l’appoggio dell’erede al trono, il principe Carlo Alberto il quale, dopo averli incoraggiati, ritirò in un secondo momento il proprio appoggio. Tutti questi moti però furono repressi dalla Santa Alleanza.
Rivolte in Russia e Grecia
Anche la Russia fu teatro nel 1825 di un’esperienza insurrezionale: “moto decabrista”, i cui scopi andavano dalla concessione della Costituzione all’abolizione della servitù del gleba e alla redistribuzione delle terre. Anche questa volta si ebbe una pronta e feroce repressione.
Nel 1821 esplose la ribellione dei Greci contro l’Impero turco, che fu schiacciata con tale ferocia da suscitare l’orrore delle popolazioni europee. A favore degli insorti si schierò lo zar di Russia provocando l’opposizione di Metternich. Il governo britannico invece, pur temendo un’espansione della Russia, dovette fare i conti con l’opinione pubblica favorevole al popolo greco. Quando, nonostante il loro eroismo, i Greci sembravano ormai sopraffatti, il governo di Londra riuscì ad ottenere che la Turchia concedesse l’autogoverno alla Grecia. Nel 1829, grazie all’intervento armato russo, essa ottenne l’indipendenza. Questa guerra ebbe forti ripercussioni sugli equilibri internazionali: essa costituì un precedente per le lotte d’indipendenza nazionale e un primo colpo all’efficienza della Santa Alleanza.
Rivoluzione francese e conseguenze europee
Dopo circa dieci anni di quiete, in Francia si accese una nuova scintilla rivoluzionaria. Qui Luigi XVIII aveva svolto una politica moderata con cui, pur essendoci riappropriato di alcune prerogative regali, aveva però mantenuto alcune delle libertà fondamentali ottenute dalla Rivoluzione. Tuttavia la Francia era tutt’altro che pacifica. Gli aristocratici, per esempio, avevano formato il gruppo degli ultras e, in seguito ai moti del ’20 – '21, riuscirono a ottenere che la politica regia si inasprisse e che fosse introdotta tutta una serie di provvedimenti volti a rafforzare il loro peso politico.
Allorché il nuovo re Carlo X, uno dei massimi sostenitori degli ultras, tentò nel luglio 1830 di effettuare un colpo di Stato, borgesi, operai e studenti invasero le strade. Dopo tre giorni di rivolta fu proclamato re Luigi Filippo d’Orléans il quale adotto una Costituzione più liberale, allargò il diritto di voto e annunciò che la Francia non sarebbe più intervenuta a reprimere moti in altri Stati. La sollevazione di Parigi si trasmise al Belgio che, grazie all’appoggio della Francia e dell’Inghilterra, si staccò dall’Olanda e si diede un governo costituzionale. Ma dopo la rivoluzione greca e quella belga nessun’altra sollevazione beneficiò della diplomazia internazionale. Fallirono l’insurrezione della Polonia, che si concluse con la “russificazione” del paese, e i moti dell’Italia centrale. Qui il primo focolaio si accese a Modena, dove gli insorti chiesero l’appoggio del duca Francesco IV, il quale, dopo aver tenuto un atteggiamento ambiguo simile a quello di Carlo Alberto dieci anni prima, guidò poi la repressione. Altri moti tuttavia scoppiarono nei Ducati di Parma e Modena e dilagarono nelle Legazioni pontificie, dove si formarono dei governi rivoluzionari riuniti nell’Assemblea delle province unite italiane. La sollevazione avrebbe avuto probabilmente un esito positivo qualora la Francia avesse sostenuto il principio di non intervento, ma questo l’avrebbe messa in netta contrapposizione con l’Austria e ciò non avvenne. La repressione fu durissima.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della delusione post-rivoluzionaria in Europa?
- Come si trasformò il concetto di nazione nel periodo romantico?
- Quali furono le principali correnti del liberalismo emerse nel XIX secolo?
- Quali eventi segnarono le insurrezioni in Italia durante il periodo della Restaurazione?
- Quali furono le ripercussioni internazionali della guerra di indipendenza greca?
La delusione per gli eccessi della Rivoluzione e la politica di Napoleone portò a un rifiuto degli ideali illuministici e a una rinascita del cristianesimo, favorendo l'esaltazione della chiesa e della monarchia assoluta.
Con i romantici, la nazione iniziò a essere vista in termini di caratteristiche etniche, distaccandosi dall'identificazione con la classe politica dominante, come evidenziato dai pensatori come Rousseau.
Le due principali correnti del liberalismo erano il costituzionalismo, che mirava a limitare il potere dei sovrani, e la democrazia, che cercava l'uguaglianza tra i cittadini, con alcuni che approdarono al socialismo.
Le insurrezioni italiane, come i moti del Napoletano e in Piemonte, cercarono di ottenere costituzioni e autonomia, ma furono tutte represse dalla Santa Alleanza, nonostante il forte sostegno popolare.
La guerra di indipendenza greca, culminata nel 1829 con l'autogoverno, costituì un precedente per le lotte d'indipendenza nazionale e segnò un colpo all'efficienza della Santa Alleanza, influenzando gli equilibri europei.