Concetti Chiave
- Due forme di collaborazionismo si svilupparono in Europa: quella di stato, per proteggere la popolazione, e quella politico-ideologica, sostenuta da movimenti fascisti.
- I movimenti di resistenza, pur con ideologie diverse, miravano a riconquistare la libertà attraverso propaganda, sabotaggio e guerriglia.
- La Resistenza in Europa si consolidò in risposta al terrore nazifascista, che includeva esecuzioni sommarie e deportazioni di massa.
- In Polonia, la resistenza era divisa tra sostenitori dell'Armata rossa e dell'Armata interna, con episodi significativi come la rivolta del ghetto di Varsavia.
- In Jugoslavia, la resistenza si distinse per la sua unità etnica e il successo nella liberazione senza aiuti esterni, guidata da Tito.
Forme di collaborazionismo
Negli stati europei dominati dal nazismo sono esistite due forme di collaborazionismo (cioè di collaborazione con l’occupante):
1) Collaborazionismo di stato motivato dalla necessità di salvare ciò che era possibile e di proteggere la popolazione (cfr. Danimarca) e a volte rinforzata da una certa affinità ideologica con gli occupanti stessi (cfr. governo di Vichy)
2) Collaborazionismo politico-ideologico laddove erano presenti movimenti nazionalisti o fascisti (cfr. Slovacchia e Croazia i cui governi erano molto attivi nella persecuzione di serbi e di ebrei)
Movimenti di resistenza
Contemporaneamente, nascono e si sviluppano dei movimenti di resistenza che, pur avendo delle impostazioni ideologiche e politiche a volte diverse, tutti avevano in comune l’obiettivo di riconquistare la libertà. Lo motivazioni patriottiche e politiche di opposizione al nazismo erano molto diffuse in Polonia, in Italia e in Jugoslavia dove le classi dirigenti non esistevano più e in cui, pertanto, si pensava ad un nuovo ordine politico e sociale. La Resistenza ricorreva alla propaganda, al sabotaggio e al sostegno agli Alleati, anche in campo militare. Si formarono, così, dei veri e propri eserciti di liberazione che per lottare contro l’oppressore ricorrevano alla guerriglia.
Resistenza e terrore nazifascista
Nell’Europa nazista e fascista, la Resistenza si sviluppo notevolmente. All’inizio i gruppi di resistenti si limitavano ad ascoltare messaggi inviati dalle radio alleate, a distribuire volantini o ad organizzare sabotaggi. Successivamente la Resistenza si consolida e si rafforza a causa dell’imposizione ai giovani del servizio di lavoro obbligatorio in Germania. Alla Resistenza, i nazifascisti risposero con il terrore che si concretizzava con esecuzioni sommarie, torture, deportazioni e distruzioni a tappeto. Occorre precisare che esistevano due tipi di Resistenza: quella proveniente dalla sinistra intesa come lotta generale, sociale e popolare contro i nazisti e quella che vedeva nella lotta della resistenza un’azione che avrebbe facilitato l’arrivo degli alleati. In alcuni stati europei, quali Francia, Belgio e Danimarca si arrivò ad un accordo di intenti mentre nell’Europa balcanica o nella penisola balcanica si ebbero scontri violenti fra resistenti comunisti e resistenti non comunisti
Appello di De Gaulle
Nel giugno 1940, dopo l’occupazione tedesca della Francia, il generale De Gaulle lancia un appello alla resistenza da Radio Londra ed organizza un esercito di resistenza nelle colonie che collabora con gli Alleati. Contemporaneamente in Francia agisce il movimento di opposizione ai Tedeschi del “maquis”. I resistenti francesi sono chiamati così perché erano soliti nascondersi nella macchia mediterranea, che in francese si chiama “maquis”.
Opposizione in Polonia
Fra gli altri paesi, l’opposizione più significativa si ha in Polonia. Questo paese era caduto sotto l’occupazione tedesca ad est e sotto quella russa ad ovest e due anni più tardi passa interamente sotto il dominio tedesco. I Polonia i resistenti non erano uniti; erano divisi fra coloro che sostenevano l’ Armata rossa, appoggiati dai comunisti polacchi rifugiarti a Mosca, e fra quelli dell’ Armata interna, appoggiati dal governo polacco, in esilio a Londra. Da ricordare due episodi particolarmente gravi:
• la rivolta del ghetto di Varsavia, domata violentemente dai nazisti, con quasi 500.000 morti
• l’insurrezione di Varsavia che si concluse con la distruzione della città
Resistenza in Jugoslavia
In Jugoslavia, il paese era diviso fra tedeschi e Italiani. Ad entrambi si opponeva la resistenza dei partigiani fil-monarchici serbi, con a capo il generale Mihajlovic e i partigiani comunisti guidati dal maresciallo Tito. Quest’ultimo riuscì a formare un esercito formato da combattenti di diverse etnie con cui sconfisse i Tedeschi. L’Jugoslavia è l’unico caso in Europa in cui la liberazione dai nazisti si conclude senza l’aiuto di forse straniere.
Resistenza in Grecia
In Grecia, la resistenza iniziò nel 1940, quando il paese fu invaso dalle truppe italiane. Qui si ebbe una lotta violenta e sanguinosa fra due fazioni di resistenti: i partigiani di ispirazione comunista e i partigiani anticomunisti, sostenuti dagli inglesi. Ne derivò una guerra civile che durò otto anni, ossia fino al 1948.
Domande da interrogazione
- Quali sono le due forme di collaborazionismo esistenti negli stati europei dominati dal nazismo?
- Qual era l'obiettivo comune dei movimenti di resistenza durante l'occupazione nazista?
- Come risposero i nazifascisti alla crescente Resistenza in Europa?
- Qual è il significato dell'appello di De Gaulle lanciato nel 1940?
- Quali erano le principali fazioni di resistenza in Polonia e come si differenziavano?
Le due forme di collaborazionismo sono: il collaborazionismo di stato, motivato dalla necessità di proteggere la popolazione (es. Danimarca), e il collaborazionismo politico-ideologico, presente in stati con movimenti nazionalisti o fascisti (es. Slovacchia e Croazia).
L'obiettivo comune dei movimenti di resistenza era riconquistare la libertà, motivati da sentimenti patriottici e politici di opposizione al nazismo, come evidenziato in Polonia, Italia e Jugoslavia.
I nazifascisti risposero con il terrore, attuando esecuzioni sommarie, torture, deportazioni e distruzioni, mentre la Resistenza si consolidava e si rafforzava.
L'appello di De Gaulle, lanciato da Radio Londra, invitava alla resistenza contro l'occupazione tedesca e portò alla formazione di un esercito di resistenza nelle colonie che collaborava con gli Alleati.
In Polonia, le fazioni di resistenza erano divise tra coloro che sostenevano l'Armata rossa, appoggiati dai comunisti, e quelli dell'Armata interna, sostenuti dal governo polacco in esilio a Londra.