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Concetti Chiave

  • Genova si considerava il porto naturale di Milano, con una forte interconnessione tra le sue sorti e quelle del Ducato di Milano sotto il controllo spagnolo.
  • Nonostante una struttura politica debole, Genova prosperava economicamente grazie ai prestiti concessi ai re cattolici, approfittando della crisi finanziaria della Spagna.
  • I trafficanti genovesi, in particolare le famiglie Grimaldi e Doria, guadagnarono enormi somme prestando denaro per sostenere le spese militari spagnole.
  • Il Banco di S. Giorgio era il centro della vita finanziaria genovese e governava anche la Corsica, un possedimento che si ribellò contro il dominio genovese.
  • La rivolta corsa contro Genova fu soffocata nel 1560, ma l'isola rimase sotto il controllo genovese fino alla sua vendita alla Francia nel 1768.

Genova e il ducato di Milano

Genova era abituata a considerasi il porto naturale di Milano; le sue sorti erano legate a quelle del Ducato di Milano, per cui la Spagna che governava Milano si trovò ad esercitare facilmente il suo protettorato sulla repubblica di Genova.

Economia fiorente e prestiti

Se la struttura politica di Genova era piuttosto debole, dal punto di vista economico la città era molto fiorente, anche a causa di una situazione paradossale della Spagna. La Spagna, nonostante tutto l’oro e l’argento, che arrivava dall’ America aveva delle finanze dissestate e necessitava continuamente di prestiti a qualsiasi condizione per poter sopperire ai bisogni sempre crescenti a causa delle guerre continue. Da questa situazione seppero trarre profitto i trafficanti genovesi ed in particolare i finanziari Grimaldi e Doria i quali guadagnarono somme favolose prestando ingenti somme ai re cattolici. Tutto servì loro per guadagnare e speculare: la guerra delle Fiandre, necessità per la Spagna di tenere delle flotte nel Mediterraneo per mantenere sicure le coste dall’invasione dei corsari barbareschi.

Banco di S. Giorgio e Corsica

La vita finanziaria della città aveva il fulcro nel Banco di S. Giorgio, i cui amministratori facevano parte delle più alte autorità cittadine, Dal Banco di S. Giorgio dipendeva anche la Corsica, uno dei maggiori possedimenti genovesi. Repubblica di Genova nella seconda metà del XVI secolo articoloA proposito della Corsica, bisogna dire che l’isola sopportava male il dominio di Genova. Dopo il trattato di Cateau-Cambrésis che aveva restituito la Corsica la Genova la rivolta riprese sotto la guida di San Piero Ornano di Bastelica. Gli insorti corsi offrirono l’isola a Cosimo I dei Medici, alla Francia e perfino ai Turchi pur di liberarsi del giogo genovese. La rivolta fu domata nel 1560 e l’isola passò dal Banco di S. Giorgio allo Stato, anche se i Corsi non si rassegnarono mai. La Corsica resterà sotto il dominio di Genova fin tanto che nel 1768 non fu venduta ala Francia (l’anno dopo a Ajaccio nasceva Napoleone Bonaparte)

Domande da interrogazione

  1. Qual era il legame tra Genova e il Ducato di Milano?
  2. Genova si considerava il porto naturale di Milano e le sue sorti erano strettamente legate a quelle del Ducato di Milano, il che facilitava il protettorato spagnolo sulla repubblica genovese.

  3. Come influenzò la situazione economica della Spagna il commercio genovese?
  4. Nonostante la Spagna avesse ricchezze dall'America, le sue finanze erano dissestate, creando opportunità per i trafficanti genovesi, come i Grimaldi e i Doria, che guadagnarono prestando ingenti somme ai re cattolici.

  5. Quale ruolo giocava il Banco di S. Giorgio nella vita finanziaria di Genova?
  6. Il Banco di S. Giorgio era il fulcro della vita finanziaria genovese, con amministratori tra le più alte autorità cittadine, e gestiva anche la Corsica, un importante possedimento genovese, che però soffriva sotto il dominio genovese.

Domande e risposte

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