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Concetti Chiave

  • Nelle credenze babilonesi, l'uomo è destinato a morire e i morti vivono in oscurità, nutriti solo se i vivi offrono cibo e bevande.
  • Gli Egizi concepivano l'uomo come composto da tre forze spirituali: Ka, Ba e Akh, che permettevano una vita dopo la morte e una forma di immortalità.
  • I Greci credevano in un regno sotterraneo dei morti, con alcune anime che raggiungevano l'Isola dei Beati o l'Eliseo, mentre altri vegetavano tristemente.
  • I Romani cercavano di propiziare i morti con sacrifici e onoravano gli antenati durante la parentalia, distinguendo tra diversi luoghi per le anime nel loro aldilà.
  • Il buddhismo e l'induismo vedono l'uomo legato al ciclo delle rinascite, con il nirvana come liberazione finale da questo ciclo di sofferenza.

Nelle credenze babilonesi,l’uomo è destinato a morire e il regno di essi si trovava nella parte occidentale della Terra ,circondato da 7 mura e 7 porte ed era governato dalla dea Allatu. Da esso non vi era ritorno e i morti,coperti di polvere,sedevano nell’oscurità,cibandosi di argilla e acqua torbida se i vivi non offrivano loro cibi e bevande.

Quali sono le forze spirituali egizie?

Gli egizi credevano che l’uomo fosse costituito da 3 forze spirituali:

Ka:la forza creatrice;

Ba:la forza primordiale dell’anima,che dopo la morte si stacca temporaneamente dal corpo,ma poi vi ritorna;

Akh:la parte che si sviluppa solo dopo la morte.

Proprio in virtù di queste forze spirituali,gli Egizi ritenevano che la morte non segnasse la vita definitiva dell’uomo,ma questi fosse destinato a una vita immortale.

Concezioni greche e romane

I Greci credevano che esistesse un regno sotterraneo dei morti. Gli eletti giungevano nell’Isola dei Beati o nell’Eliseo. Successivamente si diffuse la concezione di un’anima immortale.

I Romani pensavano che i morti vegetavano tristemente nel mondo degli inferi e si cercava di propiziarseli con un sacrificio offerto 9 giorni dopo la sepoltura.

Durante la parentalia ogni famiglia onorava la tomba degli antenati e si consumava un banchetto chiamato refigerium.

C’erano diversi luoghi,dove le anime erano destinate:i Campi del Pianto (per i morti giovani),il Tartaro (per i malvagi) e i Campi Elisi (per i giusti)

Il buddhismo,come l’induismo,ritiene che l’uomo sia legato al ciclo delle rinascite (azioni virtuose compiute volontariamente che porteranno ad un’ esistenza migliore;azioni non virtuose che porteranno sofferenza nell’esistenza successiva)La liberatrice da questo meccanismo è il nirvana che consiste nella beatitudine,la pace suprema e la gioia assoluta.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione babilonese della vita dopo la morte?
  2. Nelle credenze babilonesi, l'uomo è destinato a morire e i morti, coperti di polvere, vivono in un regno oscuro senza ritorno, nutrendosi di argilla e acqua torbida, a meno che i vivi non offrano loro cibo e bevande.

  3. Come gli Egizi interpretavano la morte e l'immortalità?
  4. Gli Egizi credevano che la morte non fosse la fine, ma un passaggio verso una vita immortale, grazie alle tre forze spirituali: Ka, Ba e Akh, che definivano l'essenza dell'uomo.

  5. Quali erano le credenze romane riguardo al destino delle anime?
  6. I Romani pensavano che i morti vegetassero nel mondo degli inferi e cercavano di propiziarseli con sacrifici, onorando le tombe degli antenati durante la parentalia e distinguendo tra diversi luoghi per le anime, come i Campi del Pianto e il Tartaro.

Domande e risposte

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