Concetti Chiave

  • La relazione d'aiuto si stabilisce tra una persona in difficoltà e un'helper con competenze specifiche, permettendo al "cliente" di affrontare le proprie esigenze.
  • Gli ostacoli nella relazione d'aiuto includono superficialità personale, eccessiva auto-concentrazione, mancanza di tempo e difficoltà a valorizzare l'altro.
  • L'aiuto può variare da informale a formale, a seconda della necessità e del contesto, con il formale che richiede competenze professionali.
  • La rete sociale è cruciale nel processo di aiuto, poiché può fungere da supporto o contribuire ai problemi, influenzando il benessere dell'individuo.
  • La valutazione della rete sociale si basa su colloqui e osservazioni, analizzando le interazioni e i legami, per identificare punti di forza e debolezza.

La relazione d'aiuto si attua quando due persone s'incontrano e una è in condizione di sofferenza, conflitto, confusione, disabilità rispetto a una determinata situazione o problema e l'altra persona ha abilità e competenze che riguardano la stessa situazione o problema. Se fra queste due persone si riesce a stabilire una relazione, la persona in difficoltà riesce a rispondere in modo adeguato alle proprie esigenze e difficoltà. Il colloquio si può basare su:

1. la persona, "cliente" (utente), quando viene messo al centro della relazione d'aiuto;

2. il problema, l'aiuto si concentra sulla situazione da analizzare e chiarire;

3. la struttura, attenzione portata sulle cause e radici sociali del problema

Indice

  1. Ostacoli nella relazione d'aiuto
  2. Ruoli e dinamiche dell'aiuto
  3. Tipologie di aiuto
  4. Qual è l'importanza della rete sociale?
  5. Funzioni delle reti sociali
  6. Lavoro di rete e interventi
  7. Valutazione e configurazione delle reti

Ostacoli nella relazione d'aiuto

Gli ostacoli che possono impedire la relazione d'aiuto sono la mancanza di profondità personale (chi vive in modo superficiale o istintivo non conoscerà mai bene un altra persona e non la potrà mai aiutare), eccessiva concentrazione sul proprio io (se il consigliere troppo preoccupato per se stesso non è disponibile a prestare attenzione agli altri), mancanza di tempo (non bisogna avere fretta), difficoltà di meravigliarsi dell'altro

Ruoli e dinamiche dell'aiuto

Nella relazione il cliente è colui che ha bisogno d’aiuto e utilizza un servizio, l’helper é la figura d’aiuto che può essere qualsiasi operatore sociale. L’aiuto è un fenomeno complesso e può essere: utile (quello che porta beneficio, sollievo) inutile (quello che non arricchisce e non dà alcuno stimolo), indesiderato (qualcuno, di sua iniziativa, senza alcuna richiesta, presta aiuto senza che se ne verifichi la necessità). Le attività di gruppo e il teamwork dipendono dal modo in cui i membri svolgono adeguatamente il loro ruolo all'interno del gruppo. Dal punto di vista del cliente, l'aiuto non é solo quello che chiede esplicitamente, ma anche il comportamento spontaneo e generoso di coloro che gli offrono tale aiuto. Nella vita di tutti i giorni, l'aiuto è l'azione compiuta da una persona quando consente ad un'altra di risolvere un problema, realizzare o semplificare qualcosa. La persona che viene autata porebbe anche essere in grado di svolgere da sola quel compito, ma con l’aiuto viene reso in più facile o svolto interamente dall'heper.

Tipologie di aiuto

L'aiuto può essere informale viene attuato nella quotidianità. L'aiuto semi-formale è quello che chiediamo al tecnico per far funzionare un apparecchio o strumento, quando non siamo in grado di farlo da soli. L'aiuto formale si rende necessario quando siamo in difficoltà sul piano personale, fisico o psicologico e abbiamo bisogno di assistenza medica, legale, ecc., da parte di chi è professionalmente autorizzato a fornircela. L’aiuto è un processo sociale, e tutte le relazioni sono governate da regole sociali che ci dicono come comportarci, in modo che l'interazione sociale sia sicura e produttiva. Nella vita quotidiana le persone pienamente integrate nella società hanno appreso tantissimi ruoli e modi di rapportarsi che utilizzano a seconda delle diverse relazioni in cui si trovano coinvolte durante la giornata. Il modo in cui si sviluppa la relazione d'aiuto dipende da quanto valore il cliente dà all'aiuto e da come questi viene valorizzato dall'helper. Le relazioni d'aiuto sono spesso condizionate dal proprio vissuto e dalla percezione del ruolo che il soggetto (ruolo passivo, inferiore e dipendente dagli altri) e l'helper (superiore e sicuro di sé) assumono. La relazione d’aiuto fallisce se non si riesce a gestire lo squilibrio iniziale. Per costruire una relazione efficace, occorrono degli interventi da parte dell'helper che permettano di far sentire l'utente a suo agio e importante. L'aiuto efficace si determina quando la relazione d'aiuto è paritaria, quando l'helper utilizza il ruolo di aiuto più appropriato senza dare per scontato che quello che funzionava prima continui a funzionare.

Qual è l'importanza della rete sociale?

I professionisti che devono elaborare progetti specifici e piani di interventi individualizzati devono necessariamente considerare la rete sociale di riferimento delle persone a cui rivolgono il loro intervento, poiché può rappresentare un supporto (famigliari con cui la persona ha un legame affettivo sano) o la causa del problema (come nei casi di dipendenza, in cui spesso la cerchia di conoscenze e frequentazioni è costituita da contatti invischiati nella droga). RETE SOCIALE = insieme dei rapporti interpersonali instaurati da un individuo con i famigliari, gli amici, i colleghi di lavoro ecc. Tutte le persone hanno una propria rete sociale che può essere una risorsa per affrontare eventuali situazioni di disagio o per trovare soluzioni creative ai problemi quotidiani. Le reti sono influenzate dalla storia e dalle esperienze dei soggetti che le compongono e dalla cultura di riferimento e dai valori condivisi. Esse, inoltre, si modificano nel corso del tempo in relazione all'età e ai contesti in cui si vive. La funzione salutare della rete: rapporti estesi e frequenti lo proteggono, lo rendono meno vulnerabile di fronte agli eventi stressanti, ai disturbi psico-fisici e alle tensioni emotive, favorendone il benessere.

● reti primarie: funzione protettiva, di supporto e di sviluppo dell'identità, gli individui sono tenuti insieme da legami affettivi o da una qualche affinità. Composta da famiglia, amici, vicinato, compagni di scuola e colleghi di lavoro. I rapporti interpersonali si instaurano in modo naturale e sono basati sulla reciprocità.

● reti secondarie formali: istituzioni e organizzazioni che forniscono servizi agli individui, come i servizi sociali e socio-sanitari dei Comuni e delle ASL. Non si basano su vincoli affettivi, ma su rapporti di natura professionale (assistente sociale-utente, insegnante-alunno) e asimmetrici (non sullo stesso livello);

● reti secondarie informali: associazioni e organizzazioni più o meno strutturate, a cui il singolo può fare riferimento in caso di necessità, e sono rappresentate essenzialmente dal volontariato e dal privato.

Funzioni delle reti sociali

Le reti sociali possono essere studiate dal punto di vista strutturale e funzionale in base a:

Network analysis: analisi delle caratteristiche strutturali delle reti: le dimensioni e l'ampiezza, la tipologia dei legami (parentali, amicali ecc.) e la densità delle relazioni al loro interno, ossia il grado di interconnessione tra i membri; le caratteristiche relazionali: numero di relazioni che si stringono al loro interno, il rapporto di potere, durata, frequenza e intensità delle relazioni.

Social support: ha permesso di distinguere diversi tipi di sostegno fornito dalle reti:

● emotivo: comportamenti di ascolto, attenzione, affetto e amore che aiutano la persona a rafforzare la propria

autostima, facendola sentire accettata nonostante le sue difficoltà;

● psicologico: elimina le cause dello stress e avvia una reazione adattiva efficace;

● strumentale: aiutare concretamente la persona;

● informativo: dare informazioni, trasmettere competenze, favorire la capacità di autovalutazione, rendendolo

capace di affrontare eventuali situazioni problematiche;

● affiliativo: l'appartenenza a determinati gruppi formali o informali, consente la possibilità di avere rapporti

sociali soddisfacenti, che permettono all'individuo di sentirsi parte integrante di un contesto.

Lavoro di rete e interventi

Il lavoro di rete è l’insieme delle azioni per promuovere la connessione e la sinergia tra le risorse della rete sociale, per realizzare un intervento di aiuto. Può focalizzarsi sulla persona, con la network analysis, si esplora il sistema di relazioni in cui è inserito per individuare chi può essere coinvolto nel processo di aiuto, si può anche intervenire per rafforzare la rete sociale crearne di nuove; avvenire tra servizi, diversi servizi sociali e socio-sanitari collaborano per risolvere caso o per attivare forme di sostegno all'intera comunità (es. cooperazione tra il settore pubblico e privato sociale nell'attuazione e/o gestione di progetti con finalità sociali); realizzarsi sul territorio, aumentare le risorse sul territorio e renderle maggiormente fruibili dalla popolazione; tradursi in un lavoro in rete, che vede più professionisti integrare e coordinare i propri interventi verso una direzione comune.

Valutazione e configurazione delle reti

Per comprendere la persona e le sue difficoltà occorre conoscere tale rete che, per i professionisti dell'aiuto, può diventare un importante elemento diagnostico il processo di valutazione è una risorsa fondamentale per supportarlo durante l'intervento. METODI E STRUMENTI UTILIZZATI: Attraverso il colloquio individuale o di gruppo e l'osservazione in contesti di vita abituali dell'utente, si raccolgono informazioni utili sulla rete, finalizzate alla sua rappresentazione grafica. Segue poi la valutazione da parte dell'équipe dei punti di forza e di debolezza della rete sociale, delle sue potenzialità e disponibilità. Gli elementi fondamentali da esaminare sono la dimensione della rete, il tipo di legame di ogni membro con 'utente, la qualità e la forza del legame e delle interazioni, la frequenza dei contatti, la reciprocità dei legami, la durata, la possibilità di suddividere la rete in unità e la valutazione dei possibili conflitti. LE POSSIBILI CONFIGURAZIONI sono una rete:

● coesa e omogenea, costituita da un solo grande gruppo di famigliari, amici, colleghi in forte relazione gli uni con gli altri;

● frammentata, in cui compaiono sottogruppi indipendenti con un buon grado di conoscenza e interazione ciascuno al

proprio interno, ma scarsamente in rapporto fra di loro;

● dispersa, in cui le persone si conoscono poco e si frequentano raramente, e le relazioni non sono durature e reciproche.

Quando la rete impedisce il cambiamento della persona, per un rifiuto del problema, oppure ostacola i trattamenti d'aiuto da parte di professionisti, occorre intervenire su di essa per migliorare il contesto di riferimento dell'utente. È necessario: valorizzare gli elementi positivi della rete e permetterne l'azione quando risulta impedita da altre forze della rete stessa; minimizzare la dispersione delle risorse e promuoverne l'attivazione in una direzione comune, superando eventuali tensioni e conflitti; rinforzare l'efficacia dei legami esistenti e favorire la creazione di nuove relazioni; riorganizzare i sistemi di supporto, cercando di attivare risorse potenziali; allentare o interrompere legami che creano problemi all'utente o che impediscono l'attivazione di altre risorse; responsabilizzare la rete e incoraggiarla a trovare soluzioni ai problemi; costruire o ricostruire la rete sociale.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo fondamentale della relazione d'aiuto?
  2. La relazione d'aiuto si stabilisce quando una persona in difficoltà incontra un'altra con competenze per affrontare il problema. Se si crea una connessione, il "cliente" può rispondere meglio alle proprie esigenze (testo).

  3. Quali sono gli ostacoli principali nella relazione d'aiuto?
  4. Gli ostacoli includono la superficialità personale, l'eccessiva concentrazione su se stessi, la mancanza di tempo e la difficoltà di meravigliarsi dell'altro, che possono compromettere l'efficacia dell'aiuto (testo).

  5. Come si differenziano le tipologie di aiuto?
  6. L'aiuto può essere informale, semi-formale o formale, a seconda del contesto e della necessità, con l'aiuto formale che richiede assistenza professionale in situazioni di difficoltà personale, fisica o psicologica (testo).

  7. Qual è l'importanza della rete sociale nel contesto dell'aiuto?
  8. La rete sociale è cruciale poiché può fornire supporto o contribuire ai problemi. Essa include legami affettivi e professionali che influenzano il benessere e la capacità di affrontare le difficoltà (testo).

  9. Come si valuta e si configura una rete sociale?
  10. La valutazione della rete sociale avviene attraverso colloqui e osservazioni, analizzando dimensioni, legami e interazioni. Le configurazioni possono essere coese, frammentate o disperse, e la loro gestione è essenziale per il cambiamento dell'utente (testo).

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