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Concetti Chiave

  • Kelsen sostiene che il diritto è costituito da norme giuridiche che si giustificano a vicenda, formando una struttura a gradini con la costituzione come fonte suprema.
  • La norma fondamentale presupposta è un elemento essenziale che conferisce legittimità al diritto, arrestando il regresso delle norme giuridiche.
  • Kelsen utilizza argomenti trascendentali per definire i fondamenti del diritto, evitando regressi attraverso dimostrazioni giuridiche.
  • Ammettere l'assenza di una norma fondamentale presupposta implica negare la legittimità del diritto, rendendola indispensabile per la sua efficacia.
  • La norma presupposta è considerata la "condizione di pensabilità del diritto", essenziale per il riconoscimento dell'efficacia del diritto stesso.

Il trilemma di Kelsen

Secondo Kelsen, il diritto non può essere ridotto a qualcosa di diverso da un fatto. Per ovviare a questo problema (definito «trilemma del barone di Münchhausen», personaggio letterario che si salva dalle sabbie mobili tirando il proprio codino), Kelsen parte dalla concezione secondo cui il diritto si concretizza attraverso norme giuridiche tra loro giustificanti e giustificate, le quali esprimono la volontà del legislatore. Ciò costituisce una concatenazione legislativa (struttura a gradini) attraverso cui si determina l’efficacia del diritto positivo, nel quale la costituzione è al di sopra delle altre fonti.

La norma fondamentale presupposta

Kelsen, però, prevede l’esistenza di una norma ulteriore, la quale corrisponde con l’elemento che ha conferito potere ai padri costituenti. Essa non è una norma giuridica, bensì una norma presupposta (teoria della norma fondamentale presupposta). Essa, dunque, non è posta, bensì presupposta: ciò arresta inequivocabilmente il regresso delle norme giuridiche.

Fondamenti del diritto secondo Kelsen

Così come Kant ferma il regresso gnoseologico fondando la conoscenza sulle categorie trascendentali a priori (l’equivalente di assiomi), Kelsen definisce i fondamenti del diritto non tramite una dimostrazione giuridica (che rimanderebbe necessariamente ad altri regressi) bensì attraverso argomenti trascendentali, i quali non dimostrano bensì mostrano elementi che sono inaggirabili e inevitabili.

Legittimazione del diritto

Kelsen identifica la norma fondamentale presupposta con l’elemento che legittima il diritto: essa, infatti, non rappresenta altro che il potere tramite cui i padri costituenti hanno potuto redigere la costituzione.

Ammettere che non esista una norma fondamentale presupposta equivale a sostenere che il diritto non sia legittimo: per questo motivo la norma presupposta costituisce la cosiddetta «condizione di pensabilità del diritto», cioè la condizione senza la quale il diritto non acquisisce la propria efficacia.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale del trilemma di Kelsen riguardo al diritto?
  2. Kelsen sostiene che il diritto non può essere ridotto a un semplice fatto, ma si concretizza attraverso norme giuridiche giustificanti e giustificate, creando una struttura a gradini che determina l’efficacia del diritto positivo, con la costituzione al vertice (come indicato nel testo).

  3. Che ruolo ha la norma fondamentale presupposta nella teoria di Kelsen?
  4. La norma fondamentale presupposta è un elemento essenziale che conferisce potere ai padri costituenti e arresta il regresso delle norme giuridiche, fungendo da condizione di pensabilità del diritto e legittimandolo (come spiegato nel testo).

  5. Come Kelsen differenzia i fondamenti del diritto rispetto alla dimostrazione giuridica?
  6. Kelsen definisce i fondamenti del diritto non attraverso una dimostrazione giuridica, ma tramite argomenti trascendentali che mostrano elementi inevitabili e inaggirabili, simili agli assiomi di Kant (come descritto nel testo).

Domande e risposte

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