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Concetti Chiave

  • La nascita dello Stato islamico ha suscitato preoccupazioni tra i regimi autoritari, in particolare in Iraq, dove Saddam Hussein teme la ribellione degli sciiti influenzati dall'Iran.
  • Saddam Hussein avvia una guerra contro l'Iran nel 1980 per consolidare il suo potere, ma il conflitto si rivela disastroso per l'economia irachena senza ottenere risultati significativi.
  • L'invasione del Kuwait nel 1992 da parte dell'Iraq mira a ottenere risorse petrolifere, ma provoca una forte reazione internazionale e l'intervento di una coalizione guidata dagli Stati Uniti.
  • Le forze anti-irachene lanciano un'offensiva terrestre nel 1991, costringendo l'Iraq a ritirarsi, mentre Saddam Hussein riesce a mantenere il potere, diventando un simbolo di resistenza per alcuni.
  • L'intervento militare contro l'Iraq evidenzia il timore degli Stati Uniti di una crisi di regime che potrebbe portare a uno Stato islamico simile a quello iraniano.

Qual è la nascita dello stato islamico?

La formazione di uno 'Stato islamic non è stato accolta positivamente da tutto il mondo musulmano, dove il processo di decolonizzazione ha portato al potere quasi ovunque élite politiche e militari che hanno dato vita a Stati non religiosi, cioè non fondati sul rispetto rigoroso della sharia. La nascita dell'Iran islamico è particolarmente malvista in Iraq, uno Stato nel quale vige un regime autoritario guidato da Saddam Hussein. Egli, che è un sunnita, governa su uno Stato che ha una popolazione in maggioranza sciita e teme che il successo e la predicazione di Ruhollah Khomeini possano indurre gli sciiti iracheni a ribellarglisi per seguire l'esempio dei correligionari iraniani.

La guerra tra Iran e Iraq

Allora nel 1980 decide di lanciare una sorta di crociata contro gli iraniani, attaccando militarmente l'Iran: oltre all'obiettivo di rafforzare la coesione del popolo iracheno, l'attacco vorrebbe anche portare al controllo dei pozzi petroliferi iraniani. Però dopo otto pesanti anni di guerra non ci sono vincitori né vinti e i confini tra i due Stati restano immutati. L'operazione di Saddam Hussein non è stata brillante. Da un lato ha paradossalmente consolidato il regime islamico iraniano. Dall'altro ha messo in difficoltà l'economia irachena, mentre in Iraq si lamentano di morte di centinaia di migliaia di soldati e di civili uccisi nel corso della guerra contro l'Iran. L'unica soluzione che sembra riuscire a trovare per uscire dall'impasse nella quale si è cacciato e di lanciarsi di nuovo in un'altra guerra: le ricche risorse petrolifere irachene possono consentirgli di finanziare la nuova operazione.

L'invasione del Kuwait

Nelle sue intenzioni, la nuova guerra dovrebbe essere una cosa facile, una guerricciola regionale che può portare il suo regime grandi vantaggi: un cresciuto prestigio e ancora nuovi pozzi di petrolio. Perché la vittima designata, questa volta è il Kuwait uno Stato di 600.000 abitanti, piccolo ma ricchissimo perché vi si concentra una notevole quantità di pozzi petroliferi. Nell'agosto del 1992 l'esercito iracheno invade il Kuwait.

La reazione internazionale

Contrariamente alle aspettative di Saddam Hussein, l'iniziativa suscita una violentissima reazione internazionale poiché molti governi temono che il progetto egemonico iracheno sia più ambizioso e i punti al controllo dell'intera penisola arabica. Le Nazioni Unite con l'appoggio dell'Urss di Gorbačëv autorizzano quindi l'intervento di un corpo di spedizione multinazionale guidata dall'esercito americano affiancato da truppe britanniche, francesi e in minima parte italiane affinché l'invasione irachena del Kuwait sia sventata. Nel gennaio del 1991 una forza multinazionale sfera una serie di pesanti bombardamenti aerei su Kuwait e Iraq. L'esercito iracheno risponde sparando missili con testate esplosive contro l'Arabia Saudita e contro Israele che pure non prende parte alla forza multinazionale antirachena.

La ritirata irachena

Alla fine di febbraio del 1991 l'esercito anti-iracheno lancia l'offensiva terrestre di fronte alla quale gli iracheni si ritirano precipitosamente. Il presidente statunitense in carica, George Bush sr., decide di non spingere l'offensiva fino al cuore dell'Iraq per non destabilizzare troppo il regime di Saddam Hussein: anche gli americani temono che la popolazione irachena sciita possa approfittare di un'eventuale crisi di regime per instaurare uno stato islamico simile a quello che si è formato in Iran. Saddam Hussein nonostante la sconfitta riesce a mantenersi al potere, e anzi il fatto che, bene o male, sia riuscito a resistere indenne all'attacco delle forze militari americane ne fa, presso una parte delle opinioni pubbliche dell'area, una sorta di eroe arabo-islamico, capace di sfidare la protervia degli occidentali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la reazione del mondo musulmano alla nascita dello Stato islamico?
  2. La nascita dello Stato islamico non è stata accolta positivamente da tutto il mondo musulmano, poiché molti Stati, come l'Iraq sotto Saddam Hussein, erano governati da élite non religiose e temevano l'influenza del regime islamico iraniano.

  3. Quali furono le conseguenze della guerra tra Iran e Iraq?
  4. La guerra tra Iran e Iraq, durata otto anni, non portò a vincitori né vinti e consolidò il regime islamico iraniano, mentre l'Iraq subì gravi perdite umane ed economiche, costringendo Saddam Hussein a cercare un nuovo conflitto.

  5. Perché Saddam Hussein decise di invadere il Kuwait?
  6. Saddam Hussein pianificò l'invasione del Kuwait nel 1992 con l'intento di ottenere vantaggi economici e prestigio, mirando al controllo dei ricchi pozzi petroliferi kuwaitiani.

  7. Qual è stata la reazione internazionale all'invasione del Kuwait?
  8. L'invasione irachena del Kuwait suscitò una forte reazione internazionale, con le Nazioni Unite che autorizzarono un intervento multinazionale guidato dagli Stati Uniti per fermare l'aggressione irachena.

  9. Come riuscì Saddam Hussein a mantenere il potere nonostante la sconfitta?
  10. Nonostante la sconfitta nella guerra del Golfo, Saddam Hussein riuscì a rimanere al potere, guadagnando una certa popolarità tra alcune opinioni pubbliche arabe come un eroe capace di resistere all'attacco occidentale.

Domande e risposte

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