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Concetti Chiave

  • Hitler salì al potere attraverso una coalizione e, dopo sei mesi, instaurò un regime totalitario, eliminando la democrazia e sottomettendo il paese con la violenza.
  • Le elezioni del marzo 1933 furono manipulate, portando Hitler a ottenere la maggioranza assoluta e a chiudere ogni forma di opposizione politica e sociale.
  • Il regime nazista esercitò un controllo totale, privando di autonomia istituzioni e parlamento, utilizzando la Gestapo e le SS come strumenti di repressione.
  • La propaganda, orchestrata da Goebbels, mirava a formare le giovani generazioni e a manipolare le coscienze attraverso la cultura e i riti collettivi.
  • La persecuzione degli ebrei culminò nelle leggi di Norimberga e nella "notte dei cristalli", con deportazioni nei campi di concentramento e una politica di arianizzazione dei beni e delle attività economiche.

L'ascesa al potere di Hitler

Hitler governò utilizzando il binomio legalità-violenza di Mussolini, mentre le squadre d’azione stavano sottomettendo il paese, lui si proponeva come l’uomo che avrebbe salvato e valorizzato il paese, e come lui salì al governo con una coalizione ma dopo sei mesi distrusse la democrazia e istituì uno stato totalitario.

Consolidamento del regime nazista

Nel marzo 1933 si tennero le nuove elezioni, influenzate come quelle del regime fascista, accompagnate dal pretesto dell’incendio del Reichstag (parlamento di Berlino) a opera di un falsamente attribuito comunista, di conseguenza vennero arrestati liberali e socialisti, Hitler ottenne il 44% dei voti più un 8% della coalizione, avendo la maggioranza assoluta. In seguito il Partito comunista fu ritenuto illegale e i parlamentari privati del mandato. Il parlamento diede pieni poteri a Hitler e in pochi mesi dissensi, giornali di opposizione e sedi sindacali furono chiusi, fu sciolto l’Spd. A luglio passò una legge che vietava la formazione di nuovi partiti, facendo del partito nazista l’unico presente. Nel 1933 fu istituito a Dachau il primo campo di concentramento per prigionieri politici, il 30 giugno del 1934 nella “notte dei lunghi coltelli” vennero uccisi il capo e i dirigenti delle squadre d’assalto/azione (SA) più alcuni parlamentari ritenuti inaffidabili da Hitler, che nel 1934 divenne capo dello stato.

Repressione e controllo sociale

Hitler non toccò costituzione né apparati amministrativi, ma privò di ogni autonomia parlamento, governo e magistratura, facendo sì che tutto dipendesse da lui, che aveva potere assoluto in tutto e poteva legiferare da solo. Ma nonostante Hitler fosse espressione unica del popolo, il tutto era governato dal partito, dalla Gestapo e da istituzioni come Todt, il piano quadriennale di sviluppo economico e le organizzazioni di consenso. Per questo si parla di poliarchia o feudalesimo, in cui tutto dipendeva dai rapporti col capo. SS e Gestapo erano gli strumenti di repressione, ma a loro si affiancava il Fronte del lavoro, che lavorava sul piano civile per scopi assistenziale e ricreativo. Le corporazioni guidavano la vita lavorativa e produttiva poiché gli scioperi erano illegali. L’elogio del lavoro fu infatti un aspetto sul quale il Terzo Reich lavorò molto (“il lavoro rende liberi” su Auschwitz).

Propaganda e manipolazione delle coscienze

Contemporaneamente il regime lavorò per formare i giovani (Gioventù hitleriana) controllando la scuola, la cultura e la scienza e attraverso dei riti di propaganda a opera di Goebbels, utilizzando mezzi come la radio od il cinematografo e certe volte organizzando riti collettivi per manipolare le coscienze. Questo fu un motivo per il quale il nazismo si impose: non vi fu solo terrorismo ma anche un grande potere carismatico.

Violenza e repressione razziale

La violenza nazista fu adoperata non solo per conquistare e mantenere il potere ma anche per trasformare la nazione in una nazione guerriera e per purificarla, se ne possono identificare tre tipi: repressione politica, sociale e razziale, che contribuirono alla radicalizzazione della cosa. La repressione politica fu forte solo all’inizio, la repressione sociale si propose di eliminare gli “asociali” (zingari, vagabondi, omosessuali), repressione razziale invece presupponeva il sanamento biologico della razza, che fossero ebrei o disabili/malati di mente. La violenza razziale si basava sul fatto che il popolo non è soltanto un insieme di individui legati da una cultura, da una storia e da una appartenenza ad uno stato, ma è una totalità razzialmente omogenea.

Persecuzione degli ebrei

Da qui l’avversione all’Illuminismo, all’individualismo ed al liberalismo: chi non era di sangue tedesco non poteva essere cittadino. Quindi lo stato tedesco si propose di riportare ad uno stato razzialmente omogeneo il popolo tedesco (Volk), purificandolo dai meticci e dagli esseri impuri. Da qui la persecuzione degli ebrei, ritenuti una razza inferiore e appartenenti ad una religione altrettanto inferiore, dovevano essere colpiti programmando un’estirpazione della razza ebraica. Dai primi provvedimenti contro gli ebrei su passò nel 1935 alle leggi di Norimberga, che privavano gli ebrei della cittadinanza tedesca, un altro fu la “notte dei cristalli” in cui numerosi ebrei vennero massacrati, arrestati o uccisi assieme alle loro istituzioni, alcuni deportati nei campi di concentramento, alla fine del massacro la comunità ebraica dovette pure risarcire i danni alle opere pubbliche. Solo allora si capì che gli ebrei erano finiti, il tutto continuò con l’arianizzazione dei beni e delle attività economiche ebraiche, ossia venivano assegnati a esseri puri, quindi si cominciò con le deportazioni nei campi di concentramento e con la costrizione nel portare la stella di David nel 1941.

Politica economica e preparazione alla guerra

La politica economica dello stato tedesco fu autarchica e caratterizzata da un grande interventismo e dirigismo dello stato, che accentuò il carattere monopolistico dello stato, vi fu una saldatura fra le scelte economiche del regime e i grandi gruppi industriali. Il regime mirava ad una piena occupazione per il consenso popolare, obiettivo che fu centrato perfettamente. I salari furono bassi e i ritmi di lavoro erano alti, ma il fatto che durante la repubblica di Weimar l’occupazione fu una spina nel fianco, aumentò il consenso da parte del popolo. Per quel che riguarda l’economia di guerra, lo stato finanziò opere pubbliche e adottò una politica di riarmo, arrivando le spese militari a costituire il 50% delle spese totali, questo perché Hitler riteneva che il regime dovesse prepararsi alla guerra, ciò viene anche detto nel piano quadriennale. Il legame fra economia, politica, ideologia e guerra era dato dal fatto che l’impiego di risorse pubbliche comportasse una politica estera aggressiva che mirava a far riconquistare alla Germania un posto d’onore nel panorama economico internazionale, altra tematica era quella dello “spazio vitale” che presupponeva la legittima espansione del Reich verso est, nei paesi slavi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la strategia di Hitler per consolidare il suo potere in Germania?
  2. Hitler ha utilizzato una combinazione di legalità e violenza, salendo al governo con una coalizione e poi distruggendo la democrazia per instaurare uno stato totalitario, come evidenziato nel testo.

  3. Come ha influito l'incendio del Reichstag sulle elezioni del 1933?
  4. L'incendio del Reichstag ha fornito un pretesto per arrestare oppositori politici e consolidare il potere di Hitler, che ha ottenuto la maggioranza assoluta alle elezioni, come riportato nel testo.

  5. Quali strumenti di repressione utilizzava il regime nazista per mantenere il controllo sociale?
  6. Il regime si avvaleva di strumenti come le SS e la Gestapo, oltre a organizzazioni come il Fronte del lavoro, per controllare la vita civile e reprimere dissensi, come descritto nel testo.

  7. In che modo il regime nazista ha manipolato le coscienze dei giovani?
  8. Attraverso la Gioventù hitleriana e la propaganda orchestrata da Goebbels, il regime ha controllato l'istruzione e la cultura, utilizzando mezzi come la radio e il cinema per influenzare le menti, come indicato nel testo.

  9. Quali furono le conseguenze delle leggi di Norimberga per gli ebrei?
  10. Le leggi di Norimberga privarono gli ebrei della cittadinanza tedesca e segnarono l'inizio di una serie di persecuzioni, culminando in eventi violenti come la "notte dei cristalli", come evidenziato nel testo.

Domande e risposte

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