Concetti Chiave
- La validità di un referendum richiede la maggioranza dei votanti, che può essere calcolata in modi diversi a seconda delle alternative presentate.
- Il principio di maggioranza ha limiti intrinseci e non sempre riflette la volontà generale, essendo una verità relativa piuttosto che assoluta.
- Nell'ordinamento canonico, inizialmente si utilizzava il principio di unanimità, ora sostituito dal principio di maggioranza, specialmente nell'elezione del papa.
- Le elezioni regionali in Italia possono prevedere un ballottaggio se nessun candidato raggiunge il 50% +1 al primo turno, come visto in Abruzzo.
- Il principio di maggioranza è considerato uno strumento meno dannoso per prendere decisioni su questioni opinabili, ma non garantisce verità assolute.
Qual è la validità del referendum?
Affinché il referendum sia valido deve esserci la maggioranza dei votanti. Ammesso che le alternative al voto siano 2, la maggioranza si può calcolare in due modi diversi, perché le alternative diventano sempre tre. Chi dice si, chi dice no, chi non dice né si né no, depone scheda bianca.
Scheda bianca= ho un'opinione che non è tra le alternative poste.
40% si 30% no 30% astenuti. In alcuni casi si calcola la maggioranza assoluta, il 50% +1 degli aventi diritto al voto o dei votanti.
Maggioranza semplice: gli astenuti si aggiungono alla percentuale maggiore.
Calcolo della maggioranza
Calcolo della maggioranza molto complicato. Delle volte è addirittura una maggioranza dei due terzi. Art 42/128.
Se io presumo che tutti i voti pesino allo stesso modo, il calcolo della maggioranza è più complicato.
Il principio di maggioranza ha dei limiti intrinsechi che non possiamo non vedere.
Principio di maggioranza nella chiesa
Nell'ordinamento canonico all'origine, il principio con il quale si deliberava NON era il principio di maggioranza, ma era un principio di unanimità perché nell'ambito della chiesa cattolica è difficile da accettare il principio maggioritario, oggi c'è per l'elezione del papa.
Se tu cerchi una verità assoluta, presupposta, non può che vedere tutti d'accordo.
Relatività del principio di maggioranza
Ciò che deriva dal principio di maggioranza è che è una verità sempre relativa.
Se ci sono 3 alternative al voto, posso avere lo stesso risultato,
40 vota A
30 vota B
30 vota C
Potrebbe vincere A che è la percentuale maggiore, ma B e C sono la maggioranza degli elettori. Quindi vince A ma non è la maggioranza.
Elezioni regionali in Italia
In alcune regioni italiane si vota così per l'elezione del presidente regionale. Era successo in Abruzzo.
Si va all'elezione con 3 candidati.
A 48% destra
B 42% sinistra
C 10% ultrasinistra
Il 10% non voleva il candidato di destra, voleva uno più di sinistra di quello di sinistra.
Si può fare il ballottaggio. Ci sono 3 alternative, voto la prima volta se uno raggiunge il 50%+1 finisce lì, se non si raggiunge il 50%+1 si fa una votazione ristretta alle due alternative che hanno preso più voti.
Elezioni presidenziali in Francia
Francia- presidente della repubblica eletto dal popolo. I candidati possono essere una pluralità infinita.
Al primo turno 5 candidati presero voti rilevanti,
A Chirac
B padre di Le Peine
C Centro sinistra
D Centro sinistra
E Centro sinistra
Tutti i canditati erano compresi tra il 15% e il 25%. Per pochissimi voti al ballottaggio andarono Chirac e Le Peine. Fu un trionfo per Chirac.
Limiti del principio di maggioranza
Il principio di maggioranza funziona solo con due alternative, non è affatto la riscoperta della volontà generale, la volontà di tutti. Il principio di maggioranza è la cosa che abbiamo trovato meno dannosa per poter decidere insieme su questioni opinabili. Non è detto che quello che esce da quella decisione sia una verità assoluta. Dobbiamo prenderla come verità relativa. Questo ha un'importanza notevole. Si concepisce la maggioranza come una garanzia per la minoranza.
La maggioranza dei 2/3 delle camere, richieste per le leggi costituzionale, è un maggioranza più estesa.
Domande da interrogazione
- Qual è la condizione necessaria affinché un referendum sia considerato valido?
- Come si calcola la maggioranza in un contesto elettorale?
- Qual è la differenza tra il principio di maggioranza nella chiesa e in altri contesti?
- Quali sono i limiti del principio di maggioranza?
- Come si svolgono le elezioni regionali in Italia in caso di più candidati?
Un referendum è valido solo se si raggiunge la maggioranza dei votanti, che può essere calcolata in vari modi, a seconda delle alternative presentate (ad esempio, scheda bianca).
La maggioranza può essere calcolata in modi diversi, come la maggioranza assoluta (50% + 1 degli aventi diritto) o la maggioranza semplice, dove gli astenuti si sommano alla percentuale maggiore.
Nella chiesa cattolica, storicamente si è adottato un principio di unanimità, mentre oggi si utilizza il principio di maggioranza per l'elezione del papa, evidenziando la difficoltà di accettare decisioni maggioritarie in ambito religioso.
Il principio di maggioranza ha limiti intrinseci, poiché funziona bene solo con due alternative e non garantisce una verità assoluta, ma piuttosto una verità relativa, che deve essere considerata anche come una garanzia per la minoranza.
Nelle elezioni regionali italiane, se nessun candidato raggiunge il 50% + 1 al primo turno, si procede a un ballottaggio tra le due alternative con il maggior numero di voti, come avvenuto in Abruzzo.